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L'Europa che vorrei

Ero un bambino quando vidi, attaccato alla porta d'ingresso della scuola elementare che frequentavo nel mio piccolo quartiere di periferia di una piccola e bigotta città di provincia, il primo manifesto sull'Europa unita. Era la metà degli anni '80 del secolo scorso e non avevo la più pallida idea di quello che c'era scritto. Sapevo della CEE ascoltando i grandi attorno ai tavoli e quelli che ne sanno dentro la televisione. A quel tempo non facevo ancora caso alle parole, al significato di ogni singola parola. Capivo che era una unione degli stati europei, o che almeno si inseguiva questa intenzione, perché un'area geografica unita con confini ben separati mi sembrava tutt'altro che unita. Ma ero un bambino scemo e non capivo una cippa e in quanto tale mi facevo solo un sacco. 
Però c'era quella parola in quella sigla: 'economica'. La maestra, fino alla quarta elementare la mezza hippy Franca poi la sindacalista Roberta, ci spiegava che prima o poi saremmo arrivati ad avere un sotto specie di Stati Uniti d'Europa ma senza approfondire troppo.
Io però di questa cosa non capivo perché si desse così tanto peso al termine 'economica' e non a quell'altro, 'Comunità', perché credevo che l'unione non fosse solo di Stati, ma di persone. In fin dei conti, dentro i vari stati ci sono milioni di persone con gli stessi bisogni essenziali da proteggere e soddisfare. Le cose in comune di una comunità. Invece quella che ci veniva presentata era una unione economica, cioè dove la cosa principale sono i soldi. Boh vabbhé avevo cose più importanti a cui pensare a quel tempo, mica potevo perdermi una puntata di Holly e Benji o di Lupin per star dietro a quelle faccende da grandi. 

Passa il tempo e il professor Mancini, dalla seconda alla terza media ci ha una testa così sull'UE, l'Unione Europea. Ma aspetta un attimo, è la stessa CEE del decennio precedente? Dov'è finita la parte economica? 
Il professore di italiano storia e geografia, che voleva sapessimo tutto perché sono materie collegate tra loro e che mai smetterò di ringraziare anche per questo, ci dice che il futuro, che l'UE, la faremo noi, coi nostri voti, coi nostri comportamenti. 

Sono passati 30 anni (porc'!) da all'ora. Non so quanto abbiamo contribuito a fare l'UE in tutto questo tempo. Ma adesso che mi è spuntato più di un pelo bianco tra le basette, ho capito che il peso di 'Comunità' è infimo rispetto a quello di 'Economica', anche se entrambi sono spariti in favore di 'Unione'. Una unione che è solo una sigla, per scopiazzare quella ben più solida di quella americana, una sigla per farci credere di vivere tutti in un unico territorio mentre invece siamo dentro i nostri Paesi, spaccati a loro volta per altro (vallo dire a un basco, a un catalano, ma credo anche a un calabrese e un trentino). 
Una unione che, nonostante non ci sia più nel nome, pensa prevalentemente all'aspetto economico e non a quello umano. Come se soldi, bilanci, finanza e tutto quello che ci è collegato fosse di fondamentale importanza per vivere bene. Per chi se ne occupa, senza dubbio. Perché purtroppo, chi ha governato e governa l'Europa (la chiamo così, senza Unione) se ne occupa e anche molto.
Ogni nazione deve fare attenzione al proprio bilancio e al rapporto deficit/PIL. Sono due valori economici a rapporto l'uno con l'altro. 
Altri indicatori non ce ne sono. Non si considera la qualità della vita, l'aspettativa di vita, i ritmi di vita/lavoro. In una sola parola: vita!

Non credo che il rapporto deficit/PIL interessi molto all'agricoltore di olive in Puglia, dove la vita delle sue coltivazioni è messa pure in pericolo da un batterio, allo studente universitario fuori sede, all'impiegata in una azienda o al padre separato. 
Credo invece che loro abbiano bisogno di sicurezze diverse che al momento non sono contemplate da questa Europa e che un indice economico non possa assicurare.

Due settimane fa ci sono state le elezioni europee per eleggere il nuovo Parlamento. Qui in Italia la campagna elettorale nemmeno si è vista, tanto le liste erano bloccata da nomi decisi dalle sedi centrali dei partiti. Ancora devo sapere cosa abbia combinato di serio nell'ultimo mandato l'eurodeputata Moretti, per esempio. Ha lavorato per aiutare i cittadini o qualche azienda che ha finanziato la sua precedente campagna elettorale?
Hanno battuto il ferro sulla partecipazione, sull'affluenza, perché mai come quest'anno si sarebbe deciso il futuro dell'Europa. Strano, pensavo che non fossimo noi elettori a decidere le sorti di una città, men che meno di un Paese, figuriamoci di un Continente! E comunque non hanno detto nulla di nuovo riguardo l'affluenza ma sempre la solita cosa, detta in modo e tono diverso.
Alla fine sono andato a votare e sono contento che chi ho votato abbia ottenuto un buon risultato, purché poi possa e voglia realizzare le sue intenzioni in questa euro legislatura.
Quando le persone esprimono un certo tipo di voto, oppure proprio non lo esprimono, è una reazione a una situazione che ha qualche problema e nemmeno questa si può risolvere con un rapporto di valori economici. Anzi, la aggrava!

Che Europa verrà fuori da questo ultimo giro di voti non lo so. A me sembra che si stia andando dalla parte opposta di dove si dovrebbe andare, ovunque. In qualsiasi tema trattato. Situazioni più complicate, più gravi. 
Sembriamo il bambino vivace che viene sempre sgridato violentemente dai genitori, o dalla maestra, con il risultato di renderlo ancora più agitato. Dopo tanti anni forse sarebbe il caso di prendere in considerazione di cambiare strategia?
Cosa mi piacere vedere nella prossima Europa?
A me piacerebbe vedere la parola NEUTRALITÀ. Una Europa neutrale, senza armi né esercito, libera dalle basi USA e Nato nel suo territorio. E mi piacerebbe vedere anche una politica sociale omogenea tra stati, per quanto possibile, eliminando le differenze di trattamento per gli aiuti alle famiglie tra i vari stati dell'UE.
E se vogliamo tanto restare in ambito economico, allora aggiungo anche una politica finanziaria e industriale per riportare la produzione in Europa. Le c.d. delocalizzazioni di inizio secolo ha impoverito le famiglie europee e arricchito governi orientali, con tanto di incentivi per altro.
L'Italia nel '900 aveva capacità produttive eccezionali che tutti ci invidiavano, ma le generazioni successive, già accontentate e più incapaci di quelle dei padri e dei nonni, hanno mandato tutto in mona. Basta vedere quante aziende italiane sono fallite o salvate da capitali esteri, tra società o fondi. 
Ci siamo fatti male con le nostre mani e menti geniali. Riportiamo l'industria europea a quella che era una volta. Come, lo devono decidere chi viene eletto e pagato dal popolo, perché è lì per fare quello. Allora sì ci sarà una nuova distribuzione di ricchezza. Se è questo quello che si vuole, se si vuole davvero dare più soldi a un maggior numero di persone per creare un circolo virtuoso.
Ma deve essere una produzione controllata, sensata, non esagerata e in eccesso.
Purtroppo però, come ho scritto sopra, stiamo andando dalla parte opposta di dove si dovrebbe andare, ovunque. Prima o poi succederà qualcosa che cambierà la situazione. Spero non sia qualcosa da temere.



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Risultati elettorali

Lo so, non ho esercitato il mio diritto di voto e di conseguenza decade quello di esprimere qualsiasi tipo di parere, tanto quello di dissenso come quello di approvazione. Ma chi se ne frega, ho specificato bene i motivi che mi hanno tenuto a casa domenica scorsa e mi va di dire lo stesso la mia.
Non abito più a Bertesina da 7 anni ma ci vivono genitori e suoceri e quindi ci torno spesso. Poi è il quartiere dove sono cresciuto, dove ho inziato a giocare a calcio, è naturale che mi interessi ancora.

Uno dei risultati delle amministrative è stata l'elezione, in consiglio comunale, di Marco Lunardi. Non lo conosco, so che era consigliere a Caldogno e si è dimesso per correre a Vicenza,  dove è stato bravo a prendere un bel po' di voti.
Parlo, anzi scrivo a titolo personale, subito dopo aver letto la sua lettera elettorale.
A parte l'errore di ortografia che dimostra che non ha dedicato l'attenzione necessaria, ho trovato un po' di cose da ridire sulle sue priorità, perché sono espresse in modo piuttosto generico e superficiale. Che possono, ma non devono, non corrispondere con quelle del quartiere.

Non penso che Bertesina abbia davvero bisogno di una piazza. Per cosa? Per il mercato? O da utilizzare semplicemente come parcheggio? Io ci vedo solo un altro spargimento di asfalto e cemento e al suo posto lascerei l'area verde rimessa a posto, per bambini, anziani e chiunque ci voglia passare del tempo.

Lo so che poi ci saranno dei costi di manutenzione ma non si può ricoprire la città di asfalto!
Ci sono i mercati rionali nei quartieri vicini, prima di proporlo ai cittadini e di spendere i loro soldi per la piazza, sono sicuri di avere la disponibilità dei commercianti ambulanti?
Poi, se non sbaglio, la piazza non era già stata proposta dall'amministrazione uscente?



Vorrei mi spiegasse dove mettere la rotatoria all'incrocio con strada Ospedaletto, perché potrei non dormirci la notte a pensarci. Capisco che era nella coalizione con Cicero, ma mi sembra un'influenza piuttosto esagerata! Forse è meglio iniziare ad avvisare gli abitanti della zona del futuro esproprio allora.
Piuttosto, sarebbe consigliato di rialzare l'incrocio per rallentare le auto che passano di li, vista la pericolosità dell'incrocio. 

Inoltre, lungo strada Bertesina sarebbero opportuni dei dissuasori di velocità perché si viaggia piuttosto spediti lungo quella strada.



Cosa intende per pista ciclabile in via Ospedaletto? Proseguimento di quella già iniziata dall'altra parte del cavalcavia? Che poi anche questa è stata proposta dall'amministrazione uscente.
Cosa intende per messa in sicurezza dell'ultimo tratto di Via Quintarello? In che direzione la considera: provenendo dal centro di Bertesina o da Quinto Vicentino?
Viste le foto nel suo profilo social, per migliorare la fermata dell'autobus spero non voglia abbattere quel vecchio muro...

Rucco ha detto che si metterà subito mano alla viabilità: abitando in quartiere sa bene a quale giro dell'oca è obbligato per uscire da casa e per tornarci. Sono 800 metri in più che detti così sembrano niente ma moltiplicati per il numero di volte al giorno che si percorrono, alla fine dell'anno sono una bella manciata di chilometri e di benzina (che intanto ha superto l'€1,60/litro). Rivedere la viabilità in zona no?!

A proposito di viabilità, inviterei Marco Lunardi a vedere strada Bertesina alle 7:30 del mattino: una colonna di auto in direzione Vicenza che inizia già dentro strada Ospedaletto, arriva alla rotatoria di via Moro e, grazie anche alla doppia genialata del restringimento di corsia e della pista ciclabile (le bici hanno più spazio delle auto!) deserta, la cosa prosegue fino al cavalcaferrovia sopra la linea VI-TV. Così il prossimo referente di Bertesina in consiglio comunale potrà rendersi conto della priorità che ha il prolungamento di via Moro, possibilmente a 2 corsie per senso di marcia.

Adesso che Bertesina è più popolosa rispetto a 20 anni fa, perché non rivedere gli orari e il percorso dell'autobus, facendolo passare per strada Bertesina?

Grazie alle elezioni, Bertesina ora ha la fortuna di avere un referente in consiglio comunale per i prossimi 5 anni (glielo auguro!).
Ma che ce frega che con Rucco sindaco che abita proprio nel quartiere, Bertesina sarà presto Principato Autonomo!

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Amministrative 2018: le lascio agli altri

A Vicenza domenica 10 giugno (oltre al 24 giugno per l'eventuale probabile ballottaggio) si andrà a votare per eleggere il nuovo sindaco. 
Non andrò a votare. Per il banale motivo che non ci sono candidati dai quali mi sento rappresentato. 
So che c'è stato più di qualcuno che ha dato la propria vita per dare a noi la possibilità di voto e calpesterei il senso civico al quale si deve rispondere in questi casi, ma non è stata una scelta semplice, presa d'istinto. Mi rode tantissimo non votare ma nessun candidato sindaco mi ispira quella necessaria fiducia.
Potrei andare e votare per un candidato consigliere comunale, ce ne sarebbe uno ma darei il voto anche al suo candidato sindaco.

Il Movimento 5 Stelle è stato depennato dalla lista e nemmeno i candidati sanno perché. O forse sì ma non lo dicono. Fossi in loro, non ci penserei una volta a fare il favore ai capi che hanno deciso questa mossa di risbattermi come hanno fatto loro tra meet up e proteste in svariati posti della città in questi anni. Se questo è il risultato del loro impegno, è meglio tornare a dedicare un po' più di tempo alle famiglie, agli amici, alla pesca, all'organizzare sagre e grigliate o qualsiasi sia il loro hobby preferito.

Parlare di
centro destra e centro sinistra mi fa mal di pancia. Perché i loro termini significano tutto e niente. Son centro o destra/sinistra? Ovviamente in entrambi gli schieramenti ci sono gli estremisti. La destra li accetta con un atteggiamento piuttosto distaccato nei loro confronti, quasi neanche ne fossero consapevoli. Nella sinistra invece fanno tanta fatica ad entrarci tanto che stanno per i fatti loro e mi chiedo cosa si chiaminio a fare centro sinistra quando manca la parte che li dovrebbe caratterizzare. Inoltre la sinistra vede male (eufemismo) quelli di destra ma qui ci ritorno tra un po'.

Il centro destra di Vicenza così come si presenta alle elezioni ci ha messo un bel po' a nascere. Il primo a spuntare è stato il candidato di una serie di liste civiche composte da alcune persone che prima si erano viste dalla parte opposta. Poi non so perché hanno deciso di andare dall'altra sponda.
Comunque sia questo civico è un ex di un ex partito: nel senso che il suo partito è stato spazzato via senza alcun orgoglio, praticamente sono quasi gli stessi di quell'ex partito solo che cambia il nome. E non essendo un partito passa per civico. Perché il popolo oltre a essere sovrano è anche un po' mona e non fa caso alla storia politica del candidato, vissuta fino a poco prima all'estremità di destra.
La candidatura di questo civico di destra ha sorpreso Forza Italia e Lega che evidentemente pensavo di arrogarsi il diritto di presentare il proprio candidato e non si sono svegliati per tempo. Così tra un baccalà e un cabernet si sono messi d'accordo per il loro candidato tanto che il centro destra a un certo punto si è trovato con due candidati (facciamo uno di destra e uno di centro).
Bella mossa per portarsi via voti tra le due fazioni della stessa parte e consegnare la vittoria all'avversario. Messi così, tanto valeva andare a votare. Non so se alla fine se ne sono resi conto e hanno finalmente dato il loro appoggio (o endorsement, come dicono i cagacazzi che contano, senza sapere cosa significhii) al civico proprio per questo, senza tanti ringraziamenti al loro candidato iniziale.
Quando ancora erano divisi mi hanno dato l'impressione, più quelli di centro che di destra, di fottersene completamente del popolo, della sua sovranità, nemmeno di considerarla, andando avanti con il loro candidato per prendersi il potere, spartirsi i posti nei CdA che contano, per soddisfare il proprio ego e status.
Almeno a me, insignificante cittadino parassita, hanno dato l'impressione di difendere più il loro potere messo in difficoltà che la volontà di riprendersi e migliorare le condizioni di una città persa da 10 anni per altro malissimo.
Alla fine c'è stata la conversione sul candidato civico, che ha un programma preparato in molti mesi e non in pochi giorni come quello di centro, quasi un programma obbligato perché come pensi di presentare un candidato raffazzonato nella cerchia dei tuoi amici - infatti lo conoscevano solo loro -?
Però se dovessero vincere quelli di centro destra, cosa succederà? Ci sarà una unione di vedute? Ci sarà la stessa convergenza anche sul programma? O quelli di centro saranno pronti a proclamare e richiedere la loro parte affermando che "avete vinto - molto diverso da 'abbiamo' - anche grazie ai nostri voti" e pretenderanno il conseguente potere e di sedere nei consigli che contano in virtù della loro percentuale, fottendosene del programma?
Posso votare uno schieramento del genere? Che ha già fatto capire di voler gettare un po' di cemento su un parco gigantesco che sarebbe una bellissima area per tutti e dove poterci fare quegli spettacoli che alla città mancano?

Il candidato del centro sinistra è il risultato delle tradizionali primarie, elezioni interne allo schieramento che incredibilmente non elegge mai il candidato sperato, in nessuna città italiana. Unica eccezione, le primarie di 10 anni fa ma quelle erano per bellezza. Il PD riesce a perdere anche queste elezioni!
Durante le primarie sono stato disturbato più volte, tra telefonate e SMS, da persone con le quali non sono in contatto abituale ma che cercavano di convincermi di votare il candidato da loro sostenuto, sputtanandomi di brutto gli altri due. Adesso, uno dei tre si è ritirato (peccato, per un certo aspetto credo fosse quello con le idee più belle) mentre l'altro appoggia il vincitore: strano, fino al giorno prima i suoi amici ne parlavano male. Cos'è che non capisco io della politica?!
Il vincitore si proclama il diverso dal suo predecessore, che però lo ha nominato (e stipendiato) a dirigere un'azienda pubblica. E nelle varie liste che lo appoggiano ci sono alcuni ex della precedente amministrazione (compreso chi aveva annunciato di tornare a fare il suo lavoro e di lasciare la politica...). Meno male si presenta come il cambiamento rispetto a prima! Certe dinamiche politiche sono più difficili dei ratei e dei risconti che il prof. Ciraolo cercava di farci capire a ragioneria al Fusinieri!
Il programma è un'esplosione di verde, di aiuti sociali, di intenzioni più spontanee ed elettorali che programmate e di bici ovunque (con candidati consiglieri che non ho mai visto col culo sulla sella eppure sono li davanti nella foto di gruppo per il bike sharing, in una città dove scompaiono biciclette alla velocità della luce) nonostante le strada siano una fetta di emmenthal e le piste ciclabili sono lunghe 12 metri o se superano il chilometro iniziano e finiscono nel nulla, grazie ovviamente all'amministrazione precedente.

L'ala estrema del centro sinistra, ovvero la sinistra, corre per i fatti suoi: non va d'accordo con quella moderata, ovvero il centro. Quindi le sottrae qualche piccolo ma sempre prezioso punto percentuale. Mossa d'orgoglio! Bravi.
L'ala estrema del centro destra, ovvero i fascisti (o pseudo tali), è imboscata: infatti le altre liste e partiti amici nemmeno se ne sono accorti di averceli in squadra! Un anonimo ha lanciato un report sulla storia (?) politica di alcuni candidati facendo sapere che, nella destra, c'è qualche fascistello con annesse filosofie. Il bello è che l'anonimo non è degli avversari di centro (ormai è centro, basta!) ma di quelli di centro alleati! E qui torniamo a quello che mi chiedevo prima: posso votare uno schieramento del genere, diviso all'interno per ideologie? Quando sarà, se sarà, il momento di amministrare la città, litigheranno di più tra di loro che con i rivali. Praticamente un PD di destra!

Che poi, si trattava di cose vecchie, di post sui social media di tanti anni fa quando quel candidato era un immaturo tardo adolescente. Anche io disegnavo le croci celtiche nella Smemo, prima di conoscere la storia dell'Irlanda e di S. Patrizio, chiedendomi se davvero credessi a quel simbolo. Mi ha dato fastidio che questa cosa sia passata, e stia ancora passando, come una notizia distraendo elettori e candidati dai reali motivi elettorali. Si sta arrivando alla nausea.

Vicenza ha vissuto gli ultimi 20 anni equamente divisa tra destra prima e sinistra poi. 

I primi 10 anni di centro destra hanno portato cemento (nuovo tribunale e la caserma americana), svilimento della città e svendita del suo territorio, poche attività culturali nonostante un nuovo teatro. L'amministrazione di destra era troppo presa da se stessa incapace di guardare oltre Palladio e il baccalà per promuovere il suo territorio.
La criminalità era principalmente italiana, nomadi compresi.
I secondi 10 anni di centro sinistra avranno portato un'aria diversa grazie alle molte attività culturali (peccato solo che potessero organizzarle chi contava, chi conosceva qualcuno di giusto, altrimenti o niente o si è dovuti andare in altre città e province), più visitatori in città (e non turisti...) e un miglioramento dei conti pubblici, ma un impoverimento di quelli dei cittadini, svuotando edifici, perdendo una banca (e chi siede sulle poltrone di rappresentanza finge di stupirsi, mentre un mona come me ha avuto il sospetto per gli ultimi due aumenti di capitale) e una fiera. La viabilità è oscena, complicando il traffico e ammorbando l'aria con giri dell'oca quando si potrebbero percorrere pochi chilometri. Se vado a vedere il programma del sindaco uscente c'è da mettersi a ridere per quanto non è riuscito a mantenere, dalla trasparenza tanto decantata (lo sportello in Piazza Biade... poi però si mangiava gli spiedi di uccelli con l'amico paròn della banca locale!) alla digitalizzazione dei servizi, fino alla chicca: la fiera come volano commerciale. Doveva essere una Vicenza più viva, moderna, unita e forte. Forse viva lo è diventata...
La criminalità è passata in mano agli stranieri, i nomadi hanno tenuto i loro business. Capisco che conta molto anche la politica nazionale, ma quella locale si è dimostrata impreparata e non basta una camionetta con 2 militari imberbi ad assicurare la quiete o a farla percepire al vicentino.

Nessuno dei due candidati promuove il turismo sportivo, e per quello culturale pensa solo alle mostre nei musei.
Sembra quasi che il loro programma sia un volano più personale che per la città. Ho già scritto che a me piacerebbe avere in città più spettacoli e concerti evitando di andare in altre città, seppur vicine. Possibile che il Vicenz Jazz, ancora poco sfruttato, non insegni niente? Possibile che una società organizzatrice di eventi porti artisti internazionali in paesi di provincia?
Il concorso ippico di tanti anni fa al Querini, un torneo sportivo internazionale possono portare turisti veri. Invece anche questi ultimi si svolgono in piccoli centri di provincia.
Il centro città perde negozi e non attrae nomi importanti: andate a vedere le vetrine di Padova e Verona tanto per capirsi. Possibile che non si riesca a portare in città eventi collaterali durange le fiere come fa Milano con il design per esempio?
Turismo non è solo Palladio, il baccalà, gli asparagi, il vino. Nei programmi dei candidati non ho visto queste iniziative, purtroppo.

A un certo punto, le due fazioni di centro e centro-destra hanno iniziato una campagna elettorale barbara, fatta di sputtanamenti reciproci, entrambi concentrandosi di più sui difetti dell'opposta fazione che a pensare alla città e agli elettori.
È stata la peggior campagna elettorale degli ultimi 20 anni.
In comune, hanno quell'arroganza di pensare di avere la verità, la soluzione a portata di mano e di far credere che gli altri siano incapaci, dimenticandosi del rispetto reciproco (solo due candidati avversati oggi si sono fatti gli auguri reciproci e ho molto apprezzato).
Un candidato sembra credere di più al suo programma e alle sue idee, l'altro invece mi da l'idea di correre solo perché è stato messo li dalle liste che lo appoggiano stufe di 10 anni di anonimato.
Ma sono solo mie impressioni.

Ah, poi c'è il Grande Nord. Davvero! Ma la candidata è distante anni luce da Sansa Stark e non la voterei nemmeno se avesse i draghi di Daenerys Targaryen.
Se andate a votare, che sia almeno un voto utile!


Photo credit: comune.vicenza.it

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Politiche 2018: il vero potere al popolo

Altro che Superball! Ma quali Oscar? Anna mi ha svegliato circa alle 4 e dal divano sono andato a letto. Alla maratonamentana ho resisto qualche ora poi sono collassato. Anche perché non si diceva niente di costruttivo: giornalisti di centro sinistra sconfortati, quelli di centro destra che non sapevano se esultare o uccidersi.

E comunque siamo nella melma. Nessuna forza politica né da sola né in coalizione ha la maggioranza e l'autosufficienza per poter governare. Se il presidente Mattarella dovesse decidere di affidare la formazione del governo alla coalizione con più voti, il centro destra ha il 37%, se invece lo affidasse al partito con più voti, il Movimento 5 Stelle arriva al 32%. 
E pensare che quando hanno fatto sta porcata di legge elettorale lo sapevano che poteva finire così. Il tutto per penalizzare il M5S che invece alla fine ha trionfato.
Tutto perché il politico medio italiano pensa più al suo interesse, è più preoccupato a mantenere il suo scranno che a costruire qualcosa di utile per il Paese che governa o rappresenta.

La sinistra non esiste più. Ci hanno pensato i suoi stessi intelettuali: prima l'Ulivo poi il PD. Forse qualcosa in mezzo ma non mi ricordo. Comunque, da quando il PCI si è disintegrato in tanti satelliti l'unica cosa nella quale i politici di quella parte si sono impegnati, è stata litigare per ottenere il potere, non del paese, ma della propria fazione, peccando di credersi migliori degli altri. D'Alema, Fassino, Prodi infine Renzi... esempi di cagacazzismo e arroganza masochista. Forse, forse eh, se avessero tutti appoggiato Renzi, incondizionatamente, rimanendo nel PD senza frammentarsi in formazioni dal massimo 3%, avrebbero potuto dire quelacosa di diverso. Invece sono troppo impegnati a farsi la guerra tra di loro e non guardano fuori dalla finestra per vedere cosa succede davvero. O meglio, a vedere la situazione che hanno creato!
Perché la politica degli ultimi 20 anni, alla quale hanno contribuito in modo decisivo, ha portato le industrie a spostare la produzione all'estero: quanti operai sono rimasti? E quelli che sono rimasti (senza lavoro), in chi si dovevano riconoscere? Da chi dovevano farsi rappresentare? Da quelli che si sono dimenticati di loro?

Salvini, dall'alto del suo populismo (non nel senso più spregevole del termine ma perché esprime la voce del popolo, o almeno ci prova), dimostra invece il contrario, di essere più attento a quello che succede nel suo paese. Tenendo solo un occhio e un orecchio al suo vecchio (nel senso anagrafico) alleato. Che dopo questo risultato spero abbia il coraggio di seguire qualcos'altro di meglio!
Non penso che Salvini possa guidare l'Italia. Ci sono M5S, FI e PD che lo impedirebbero. Non lo vedo Salvini moderato, anche parte di un probabile governo, neanche se si prendessero il buono che c'è nelle sue idee. Appunto: qual è? 

Non so se il M5S ce la farà da solo. Non so quanto sia colpa degli italiani. 
È il risultato di una legge elettorale insulsa. È possibile sapere che risultato ci sarebbe stato con un sistema elettorale diverso, per esempio come quello delle amministrative? 
Estrema destra e antifascisti prima delle elezioni hanno costruito un bel teatrino per spostare per un po' l'attenzione su chi altrimenti non sarebbe stato minimamente cagato.

C'è chi da la colpa a Facebook ma mi sembra il solito gioco che fa una certa parte del centro sinistra: dare la colpa senza guardare la propria. 
Dal mio modestissimo punto di vista, non hanno ottenuto quei voti grazie allo sfruttamento dei logaritmi, semmai perché sono stati più bravi a usare questo strumento di comunicazione. PD e FI potevano fare lo stesso, per comunicare idee programmi... Se ne avessero avuti, perché leggevo solo proposte generiche e accuse agli avversari.
Per il bastonato PD, M5S e Lega hanno avuto successo perch gli italiani, almeno quelli che li hanno votati, sono ignoranti. La solita arroganza dell'intellighenzia radical chic dei cattocomunisti e chissà se sono più una o più l'altra. 

Altri giornalisti hanno detto che il M5S ha vinto, grazie ai voti del sud dove ci sono molti disoccupati interessati al reddito di cittadinanza. Ah, e poi è Salvini lo stronzo razzista populista! Non ricordo chi sia stato ieri notte da Mentana a sparare questa boiata. Anche certi giornalisti non hanno ben presente la situazione del Paese: siamo nel 2018, gli anni '80 e '90 sono passati e anche al nord il tasso di disoccupazione fa piangere. 

M5S e Lega non hanno vinto perché sono stati più bravi a cavalcare la viralità del web dei social o l'ignoranza degli italiani, non esprimono o rappresentano l'antipolitica ma un popolo contrario a un certo tipo di politica. Hanno vinto perché gli italiani sono stanchi! Della politica elitaria, degli sprechi, quella usata come strumento spargi merda sugli avversati e per coltivare gli interessi propri e degli amici. 
Certo la realtà non si controlla con i logaritmi. Ma il risultato del voto di ieri dipende dalla situazione attuale creata da chi i logaritmi non li ha mai seguiti. Poi che continuino a credersi migliori di altri, più intelligenti e più ricchi. Migliori. Ma se lo fossero davvero, oggi starebbero parlando di tutt'altro.

Ultima osservazione: a livello nazionale il partito che ha avuto più voti non è un partito. PD e FI, i due partiti che hanno caratterizzato gli ultimi 20 e passa anni, sono crollati. A livello regionale vanno fortissimo, anzi vincono, le liste civiche. Forse, ma forse, la politica quella vera di una volta, dovrebbe farsi qualche domanda. 

Adesso siamo qua. Infangati in una situazione che si poteva evitare se si fosse pensato di più all'interesse collettivo.
Come finirà? Faccio una previsione: buon lavoro Gentiloni, ha solo il compito di realizzare una legge elettorale decente!

PS: Matteo Renzi si è dimesso confermando il suo stile. Ovvero quello di maestrino super saccente e arrogante.
Attacca sodali di partito e avversari, addirittura indicando la strategia da adottare per riconquistare gli elettori: ritornare nelle piazza. Dopo essersela spassata nei salotti beandosi della compagnia dei maggiori imprenditori, banchieri, uomini e donne d'affari d'Italia se ne è finalmente accorto! Meglio tardi che mai, anche se troppo tardi. 
Se dalle parti del PD si sono svegliati, se non sono troppo in ostaggio suo e dei suoi ammanicamenti, credo che delle sue indicazioni non se ne facciano proprio nulla!
Le reazioni più critiche infatti sono quelle di chi ha la sua stessa tessera, di chi lo aveva votato in passato, lo ha votato ieri e, molto probabilmente fino a ieri.

Lui e la sua combriccola che ha promesso miglioramenti (mantenuti solo per quelli di cui sopra), ha millantato rottamazioni e rivoluzioni ma alla fine ha solo regalato degli inutili 80 euro.
Visto che lui non conosce vergogna, infatti ha indetto la fase congressuale del partito in modo da 1) non permettere alle minoranze (ma quante sono???) di organizzarsi 2) dimettersi solo dopo il congresso, quindi rimane ancora in sella, spero che nel PD trovino il modo di farlo sparire dalla faccia della politica. Ma temo che possa esistere qualcuno nel Nazareno capace di confermarlo, perché lui è capace di ricandidarsi. Così il PD sparirà definitivamente! Vedi FI!
Purtroppo, quelli che "incredibilmente mi votano ancora" (davvero, è una cosa incredibile!!!) gli hanno assicurato un lavoro come senatore, retribuito da quei tanti italiani ai quali non è riuscito ad assicurare un lavoro.



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Liste pulite... un par di palle!


Belle parole Gramellini nel "Buongiorno" di oggi. Così come quelle di tutti i politi che invocano liste pulite per le prossime elezioni e fanno le primarie per scegliere i propri candidati (salvo poi fottersene alla grande del risultato del voto mettendo in ordine di lista chi vogliono loro com'è successo con Renzo Ulivieri - sì, proprio lui, l'ex allenatore di Vicenza e Bologna e presidente dell'associazione allenatori calcio).
Questo è populismo. (Anche) Questo è prendere in giro la gente che pensa di andare a votare gente nuova salvo poi trovare la stessa di prima. Se mai ci farà caso, perché, quasi a ragione, i nostri politici pensano che siamo fessacchiotti.
Vogliono persone della società civile. 
Ma la società civile siamo noi. Siamo quelli che vanno a votare, a pagare le bollette alle poste e imprecano davanti al tg delle 20.
Non i presidenti di associazioni già ammanicati per bene.
Nuove liste significa, almeno per me, creare una nuova politica.
Col cazzo che i Casini, Berlusconi e Bersani vogliono persone nuove (vallo a chiedere a Renzi!). 
Se DAVVERO avessero avuto voglia di creare nuove liste, avrebbero dovuto invitare la gente del popolo, anche in quanto sovrano, a presentare la propria candidatura, la propria volontà di mettere la propria faccia in politica per dire la sua, per portare la propria esperienza di vita, di lavoro, di società e cambiarla, la politica! Non per interesse personale come ha detto Veltroni in un fuori onda a DJ Chiama Italia (testuale: "Chi entra in politica lo fa solo per interesse personale"), perché altrimenti sono colpevoli anche loro.
Persone completamente slegate dal mondo mafioso della politica dell'economia dell'industria e dell'associativismo. E per mafia non intendo quella che c'è in Italia (e non solo al sud!) ma intendo quella ancora più diffusa che è quel modo di comportarsi facendo favori per avere qualcosa in cambio di avvantaggiare qualcuno rispetto ad un altro a discapito di altri che potrebbero essere più adatti e qualificati.
Invece no, scelgono loro chi e ce lo diranno solo pochi giorni prima del voto.
Non è rappresentanza. La sovranità va a farsi fottere. Ma tanto ormai... il "quarto popolo" è su Twitter, su Facebook. Protesta e s'indigna così. Nel frattempo i giovani si ramenano dietro stupidaggini come (falsi, per fortuna, ma intanto hanno seguito la mandria) tagli sulle braccia per convincere un menestrello di smettere di fumare.
Abbiamo quello che ci meritiamo e come sosteneva Darwin, c'è una selezione naturale. E noi siamo animali. Solo che talvolta non sopravvive il più forte... anzi, a vivere davvero è il più furbo e meglio posizionato di tutti gli altri. Sono gli altri che, se va bene, sopravvivono.
Quindi è inutile che giornalisti e Anonymous del cazzo (che al massimo si trastullano anche loro sopra una tastiera e non fanno una cippa!) ci dicano di metterci in gioco. Perché tanto la palla ce l'hanno sempre gli altri.
E non ce la passano mai!

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Regionali 2010: utopia e speranze

Sto seguendo lo spoglio delle Regionali da internet con Beppe Severgnini e ascoltando i toni ho la sensazione che la politica, quando viene trattata da certe persone riesce anche a essere piacevole e ad attirare l'attenzione del popolo sovrano. E' possibile notarlo leggendo i commenti anche di chi ammette il proprio astensionismo o il proprio vandalismo elettorale: nonostante non si sia espresso a favore di alcuna parte segue lo stesso l'argomento, dimostra lo stesso il suo interesse.
Detto questo, i risultati che arrivano confermano l'orientamento della mia regione: il Veneto rimane a destra, ma vestirà la camicetta verde della Lega e non la bandana del PDL. Tra l'altro al momento il partito padano è in vantaggio di dieci punti % sugli alleati. E sticazzi! Sono curioso di leggere i risultati finali e sommare i voti verdi e quelli azzurri. Credo si possa trattare di un travaso di voti verso i Paesi Bossi (cit.) di elettori delusi del PDL, PD e UDC che si sentono ormai stanchi e presi per il culo dalla vecchia politica e vedono nella Lega un'alternativa. O forse un'ultima spiaggia.
La Lega adesso ce lo può avere molto duro, perché si è portata a casa il nord Italia tanto che potrebbe correre anche da sola senza l'appoggio di altri partiti. Infatti il PDL, in Veneto, ne esce molto ridimensionato: ho fatto il calcolo anche se i dati non sono ancora definitivi: 
2005
Forza Italia + Alleanza Nazionale: 710.292
2010
PDL: 548.657
perde il 22%, in termini assoluti equivale a 160mila voti, circa.
2005
Lega: 337.896
2010
Lega: 780.776
quindi ha più che raddoppiato il numero dei suoi elettori!
Senza vergogna i vari capi partito mentiranno a loro stessi affermando con falsa soddisfazione che il PDL ha vinto. Mentre chissà quando gli prude...
Adesso sono curioso di vedere cosa succederà. La Lega può pretendere ciò che vuole, perché ha vinto con un consenso che va ben oltre le aspettative. Il presidente della provincia di Vicenza è della Lega ma è risaputo che il governo effettivo del territorio è nella mani del PDL e non penso davvero si possa ripetere questa situazione di facciata a Palazzo Ferro Fini e, se verranno confermi gli ultimi risultati, anche in Piemonte.
I risultati dicono che il divario tra centro-destra e centro-sinistra è salito da far paura: dall'8,23% del 2005, al 31% di oggi!
Vedremo poi se la Lega è un partito che mette al centro il cliente (=l'elettore), se dimostreranno che siamo davvero paroni in casa nostra!
Al momento anche il Movimento Cinque Stelle promosso da Beppe Grillo sembra si stia prendendo delle soddisfazioni e sono curioso di vedere come verrà visto questo risultato: se come un voto buttato, un voto di protesta (?) o una scelta precisa da parte degli elettori. E soprattutto vorrei sapere quanto ne parleranno i vari media: non ha un'organizzazione capillare e profonda ne' immagino si possa avvalere di un ufficio stampa potente tanto quanto quello della concorrenza. Già è stato ignorato durante la campagna elettorale, riuscisse a fare un risultato a sorpresa (al momento in Veneto è al 3,30%, poco fa in Emilia Romagna si diceva fosse al 7!) non so quanto spazio gli verrà dedicato.
Questi sono gli esiti di una campagna elettorale anomala e aggressiva. Perché più dei candidati locali, hanno avuto più spazio i pezzi grossi nazionali, quasi fossero delle elezioni Politiche.
I principali leader politici si sono mostrati più del dovuto senza risparmiarsi, senza limitarsi a chiudere le campagne dei loro rispettivi candidati. E' parso che fossero quasi loro i candidati, che le elezioni fossero un giudizio su di loro.
Probabilmente i vari mignotta-gate scoppiati un po' dappertutto, le boiate che hanno compromesso la presenza di alcune liste di qua e di la e le indagini spuntate come funghi hanno costretto i leader di una parte e l'altra a scendere in campo in prima persona per difendere i propri colori, attaccando l'avversario che di conseguenza è stato costretto a replicare difendendosi come poteva.
Via di questo passo, i programmi dei diversi candidati sono passati quasi inosservati quasi inutili.
Altri candidati si sono conosciuti solo l'ultima settimana perché, alla faccia della democrazia e della libertà, sono esistiti solo i due principali concorrenti mentre gli altri contavano niente.
Forse perché in alcune regioni i risultati sono stati dati scontatissimi da tutti (politici giornalisti ed elettori): per quanto riguarda il Veneto (posso parlare solo per la mia terra perché non conosco le situazioni politiche delle altre regioni) la Lega potrebbe andare a bersi il bianchetto all'osteria risparmiandosi le spese e le fatiche elettorali.
E' stata una campagna elettorale tesa pesante dove chi inneggiava all'amore e alla fede urlava a squarciagola tutto il suo odio e rancore verso l'avversario.
Una campagna elettorale che ci ha fatto vedere quanto siano diverse tra loro le posizioni all'interno delle due principali unioni politiche, c'è tutto tranne che sintonia. 
Questo panorama non fa che accrescere la perplessità dei rispettivi elettori, che sempre meno si riconoscono in quei politici ai quali avevano affidato l'andamento del Paese e che sempre di più si allontanano dalle vicende politiche italiane. Non per niente l'astensionismo rispetto alle ultime elezioni (qualsiasi, anche del rappresentate di classe!) è salito.
C'ero in mezzo anche io fino a poche ore allo scadere.
Però mi dispiaceva non esprimere la mia opinione in modo attivo così, anche se avrei tanto voluto ardere il seggio (questo è un voto di protesta, non segnare il Movimento Cinque Stelle!), ho esercitato il mio diritto/dovere. Anche solo per avere il diritto a protestare, qualora ce ne fosse il bisogno.
E' questo atteggiamento che vorrei cancellare tra la stragrande maggioranza degli elettori: l'indifferenza tra uno o l'altro, le sfiducia e la rassegnazione. Non mi piace sentire la gente che dice di aver votato per il meno peggio o di non essere andata perché non ne aveva voglia o perché non sapeva cosa fare.
Perché il Paese è anche suo e se vuole, nel suo piccolissimo, può fare qualcosa.
L'italiano deve tornare a identificarsi nel proprio capo politico democraticamente eletto, che deve trasmettere l'attaccamento al Paese.
Ma la politica per questo deve essere vicina alle persone conoscendo le loro necessità. Ma non quelle degli imprenditori dei bamboccioni dei liberi professionisti dei rappresentanti di categoria dei lobbisti dei lacchè dei papponi di chi sta nella stanza dei bottoni o va al ballo delle debuttanti o ai festini tirando di coca o fa il fine settimana in barca. Deve conoscere le difficoltà della gente comune che paga le tasse degli impiegati degli studenti dei genitori e dei loro figli delle piccole associazioni dei pensionati dei malati. Perché è questa la stragrande maggioranza del Paese! E' questa parte d'Italia che ha bisogno di ritrovare la sua identità! 
La politica in questo senso ha molto da fare. Senza nascondersi dietro slogan ridicoli e inconsistenti (la battaglia al cancro lasciamola ai dottori per cortesia!). Senza andare a troie con l'auto blu o comprarsi la droga coi soldi pubblici al posto di lavorare per il Paese, di fare leggi vere e non leggi rimedio rivolte al popolo che lo ha eletto e non per se stessa e per il gruppo ristretto di cui sopra. Non voglio più sentire gente che si vergogna di essere italiano che viene irriso quando va all'estero. Voglio un Paese forte che si faccia rispettare che non si faccia più umiliare a Risiko da Malta e Libia!
(Più di) qualcuno pensa che questo possa farlo la Lega? Forse, e nemmeno per tutta l'Italia.
L'incapacità della classe politica ignava attaccata al traino di un uomo soltanto ed incapace di contrastarlo ci ha portato a questo.
Chissà perché mi salta in mente una vignetta di Altan dopo le elezioni Politiche del 2001:

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Politicando #2

Tra 5 mesi quasi esatti torneremo alle urne per scegliere chi ci governerà in Veneto.
Mancano 5 mesi e di programmi non se ne sente parlare!

Il candidato del centro sinistra non si vede. Hanno appena eletto (si come no...) il loro segretario quindi devono ancora cominciare a litigare per decidere chi mandare a rappresentarli.

Il centrodestra invece è nella... paralisi totale.
Galan infatti intende ripresentarsi dopo tutto il bene che ha fatto nei suoi 3 mandati 3 consecutivi ed è stupito per non essere già stato impalmato per la corsa al quarto mandato.
Bossi afferma che il Veneto è un discorso chiuso perché andrà a un candidato della Lega: Tosi sindaco di Verona? Zaia Ministro dell'Agricoltura? Ma perché non prendere qualcun altro preferibilmente libero da altre cariche?

Intanto i programmi in base ai quali scegliere a chi dare la nostra fiducia non sono stati scritti neanche sulla classica carta di formaggio.
La campagna elettorale di conseguenza si baserà sullo sputtanamento tra i rispettivi candidati.
Facendo una riflessione su Galan, a parte la storica fede dei veneti che dopo la Madonna è rivolta verso il centro-destra, vorrei segnalare due fatti interessanti:

1.
L'11 settembre 2005 a Padova viene inaugurata alle Porte Contarine un monumento di pregio e di attrazione turistica: "Memoria e Luce"
del famoso architetto Daniel Libeskind. L'opera, che ricorda le vittime della tragedia dell’11/09/2001 al World Trade Center di New York, inizialmente doveva essere posta a Vicenza ma il Governatore Galan espresse il suo parere negativo.
Non riteneva Vicenza la città più azzeccata per ospitare cotanta opera monumentale, perché già c'erano due caserme come la Ederle che allora ospitava la V ATAF e la Chinotto con la Gendarmeria Europea a tenere alto il rischio di attacchi terroristici e un'opera del genere poteva aumentarne il pericolo.
Naturalmente il padovano Galan riuscì a portarsela a Padova!
Tre anni dopo, alla faccia dei pericoli, diede il suo benestare per la costruzione della caserma dell'esercito statunitense più grande d'Europa a ridosso della città di Vicenza!!!
Credo che nessuno gli abbia fatto notare questo 'piccolo' controsenso, ma so già la risposta: "Il Dal Molin è un'opera di difesa nazionale e il pericolo di attacchi terroristici ormai non è lo stesso del 2005!".
Idealmente l
a collocazione migliore avrebbe dovuto essere proprio a Vicenza vista la massiccia presenza di cittadini statunitensi.
Ho voluto andare a vedere l''opera' di Libeskind: la trave delle Torri Gemelle è invisibile rinchiusa in una parete gigante che dovrebbe rappresentare una facciata di un libro nelle cui pagine va scritto e conservato quanto accaduto.
Non voglio fare la volpe con l'uva ma con tutto rispetto sono contento non sia finita nella mia città!


2. Un'altra contraddizione del Governatore riguarda l'energia.
Qualche anno fa infatti si era detto estremamente contrario alla costruzione di torri eoliche in Veneto perché ne deturperebbero il paesaggio.
Allora secondo lui sarà molto meglio costruire delle centrali nucleari visto quanto è stato lesto ad
annunciare che il Veneto si sarebbe fatto trovare pronto ad accogliere un reattore nucleare quando il suo capo Presidente del Consiglio ha rilanciato lo sfruttamento di questa energia in Italia.
Meglio correre il rischio di far saltare il territorio piuttosto che rovinarlo?
In Italia non abbiamo alcuna legge che disciplini questa materia andando a costruire opere faraoniche all'italiana per la felicità delle società energetiche e per quelle costruttrici.












Questo non è un modo di amministrare un bene comune per il bene collettivo ma solamente per interessi privati e delle lobbies monopolistiche.
Sono loro a indicare cosa fare a chi viene eletto dal popolo
(sovrano neanche perché è scritto sulla Costituzione che ormai non viene usata nemmeno nei peggiori bar di Caracas)?
Ho sempre più l'impressione che siamo marionette bravi solo a farci mettere i piedi in testa e a contraddirci platealmente pur di tenere le chiappe salde e comode e a fare sempre la cosa più facile e conveniente.

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