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Io & Marley

Chiunque abbia avuto un cane per davvero, nel senso che non se lo è preso solo perché aveva un giardino grande a cui dare un senso o per far contenta una figlia capricciosa o per seguire una moda, sa quanto un cane sa ricambiare l'affetto che è gli è stato provato senza condizioni.
Ieri sera pensavo di vedere un film prima triste e divertente, durante,mi aspettavo succedesse qualcosa di tragico e poi un happy end su un tramonto sereno.
Tutta colpa del titolo che mi ha tratto in inganno (in inglese è Me & Marley, senza le solite fuorvianti traduzioni) che mi faceva presagire una storia a due.
Tra vocazioni professionali e desideri genitoriali, il film di David Frankel (lo stesso di Il diavolo vestre Prada) parla di come nasce e cresce una coppia di giornalisti al giorno d'oggi, tra le scelte importanti da prendere, mettendo sempre al centro della storia la famiglia.
Owen Wilson e Jennifer Aniston si sposano ma preferiscono vivere nella calda Florida piuttosto che nel freddo Michigan. Lo spostamento comporta due problemi: trovare lavoro a entrambi e la casa, risolti con brillantezza grazie alla determinazione di lei e alla bravura di lui.
La Aniston è una quotata firma di un quotidiano più importante di quello che stipendia Wilson. Lui pare non accontentarsi dello spazio che gli viene dedicato e ha dubbi nel cogliere le opportunità offerte dal collega, mostra un animo inquieto e traballante mai del tutto contento di quello che sta vivendo (no, non è la mia descrizione...).
Tanto che quando i coniugi pensano a un figlio, lui si spaventa e preferisce regalarle un cane in saldo, un po' per usarlo come temporanea via di fuga alla paternità, un po' per mettersi alla prova, anche se un cane non sarà mai più difficile di un figlio.
Marley, battezzato grazie a una canzone di Bob, si rivelerà invece un cane indomabile e ingestibile, che accompagnerà la vita della famiglia nonostante le crisi della Aniston al terzo figlio che intanto ha deciso di non fare più la giornalista ma la mamma a tempo pieno, le infelicità professionali di Wilson che lo porteranno ad accettare un lavoro in un quotidiano più importante a Philadelphia.
La Aniston balla con Marley in casa invece Wilson col labrador ha un rapporto di amicizia più vero di quello col suo collega che senza dirgli niente diventa giornalista per il NYT. Wilson si confida con Marley, è il suo compagno di running e passeggiate, mentre il suo collega lo userebbe solo per fare colpo sulle ragazze in triangolo in spiaggia.
Da via di fuga temporanea Marley diventa protagonista della vita della famiglia che rimane unita, partecipa al concepimento di un figlio, gioca a basket nella piscina, aspetta i bambini che tornano da scuola in fondo la strada. Le cose cambiano nella vita ma Marley c'è sempre rimanendo al fianco dei suoi padroni, venendo amato dai suoi figli/fratelli.
Alla fine del film avrei voluto correre alla finestra e spalancarla per rivedere il cane Emy saltare di qua e di la per guardare dentro casa e più tardi salendo le scale di casa mia parlare col gatto Freccia (si, PARLARE, il mio gatto parlava, ed era anche loquace!) e sentire come gli era andata la giornata.
E' una bella storia dove la famiglia viene prima del lavoro, mi sono riconosciuto in Owen Wilson, sempre in costante disarmonia tra quello che ha e non ha ma che alla fine ottiene quello che si merita e, forse, è contento così.
Tutto quello che vorrei nella mia vita e che ancora non ho l'ho visto nei 120 minuti di durata del film. Forse anche per questo alla fine mi sono sorpreso a tracimare lacrime.

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Ciao piccolo cane Emi!

Ieri pomeriggio abbiamo fatto la nuova casa per il cane Emi!
Il cane Emi è una bellissima femmina di rottweiler che Anna e la sua famiglia hanno accolto in casa loro 4 anni fa salvandola da una vita solitaria triste e malnutrita.
Era rinchiusa in un recinto di 10 metri quadrati dove in mezzo c'era una cisterna e aveva solo una piccola tettoia per proteggersi. La prima volta che l'ho vista li dentro mi si è stretto lo stomaco e ho provato una gran rabbia per chi l'aveva messa li dentro.
Era malnutrita e triste e i suoi occhioni non reclamavano nient'altro che un po' di coccole (e una braciola!).
Per fortuna il fratello di Anna l'ha portata via da la, sistemandola nella casa in campagna, in un altro recinto ma più grande da dove poteva vedere la gente passare ricevere le visite di altri cani, poter dormire nella cuccia messa sotto il tetto. Anna è stata con lei gran parte dell'estate perché andava a studiare in quella casa. Io ogni tanto andavo a pranzo da lei in pausa e ci faceva ridere vederla saltare a destra e sinistra per cercare di vederci: era tanto buffa con le orecchie che si piegavano e volavano di qua e di la sorridendo allegra!

Emi in posa sorride!

Poi con l'arrivo della stagione fredda nessuno andava a trovarla perché quella casa viene usata di più durante l'estate, così per non lasciarla nuovamente da sola hanno deciso di portarla a casa, preparando un recinto tutto per lei con la solita cuccia, separandola però dall'altro cane, Molly, padrona indiscussa del terreno. Emi si è dimostrata un cane superiore, ignorandola, portando avanti una quieta convivenza senza invidie e gelosie.
Il suo recinto era sulla parte anteriore della casa così poteva vedere un sacco di gente passare e a lei piaceva mettersi nell'angolo della recinzione per ricevere le coccole. Apprezzava i miei grattini dietro le orecchie e quando entravi nel recinto erano delle grandi feste!
Che ridere quel pomeriggio quando le ho portato degli ossi: le ho dato una costina di maiale e lei l'ha ingoiata intera ma non ancora soddisfatta è rimasta a fissarmi aspettandosene un'altra!
Purtroppo una brutta malattia se l'è portata via sabato.
Mi è spiaciuto tantissimo non averla potuto vedere qualche giorno prima.
L'unica consolazione è che ha vissuto gli ultimi 4 anni con delle persone che le hanno dato tanto affetto ed attenzione.
Adesso ha una nuova casa, gliela abbiamo preparata nel giardino della casa in campagna, in mezzo gli alberi e con la vista verso la pianura e i monti sullo sfondo scorgendo delle albe tenui e ammirando degli accesi tramonti.
CIAO PICCOLO CANE EMI!

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