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Fanculo 2016, vedi tu 2017!

Si dice anno bisesto anno funesto e questo 2016 è stato un anno più bisestile del solito.
E' stato un anno inverosimile nel corso del quale sono successe un sacco di cose e tante altre non sono successe. In entrambi i casi ne avrei fatto molto volentieri a meno.

Come di quei tre-contratti-tre di lavoro per i quali avevo ricevuto delle proposte formali e che invece per ragioni note solo a chi me li aveva proposte sono svaniti così come sono comparsi. Un giorno ci sono e quello dopo puff, non si fa più niente. Tanto mica rimangono loro a piedi.
E starei ancora aspettando risposte da almeno un paio di persone che almeno all'apparenza parevano volessero fare grandi cose e che invece mi hanno dimostrato di non essere in grado di fare nemmeno le più elementari come dare una cazzo di spiegazione sincera.
Il lavoro è stato un incubo. Mi sono impegnato in progetti che non hanno portato da nessuna parte o nemmno un grazie. Ho perso tempo. Ho fatto anche errori se alla fine non ho portato a casa qualcosa.
Di certo ho scoperto che un anno fa non ero dalla parte del torto anzi, ero solo nel posto sbagliato con le persone sbagliate. Peccato che questo mi abbia fregato!

Della patente rifatta due volte vi ho già detto. Spero di non rivedere la motorizzazione per i prossimo 8 anni bisestili.

Delle due multe salatissime lungo la SR53 Postumia (prese andando a un colloquio oltretutto: una all'andata e una al ritorno... che amarezza!) e degli autovelox piantati a 3 metri di altezza non ve ne ho parlato per evitare problemi penali.


Dei casini con le poste in ritardo con la postina e del collega nemmeno ma anche questa sarebbe una storia da raccontare, tipica di una Italia burocrate col culo pesante.


Vi ho fatto una testa così col menisco che mi ha rovinato un'intera estate e mandato a puttane le mie corse mattutine con Teresa in passeggino, cosa che non vedevo l'ora di fare (con Tommaso lo facevo, anche d'inverno, la mattina presto in giro per  Ospedaletto e altre strade poco consigliabili per una corsa spingendo un passeggino).

Ho scritto un altro articolo su un'altra rivista figa di moto con lo stesso risultato dell'altra volta (3 anni fa... cioè faccio il mio lavoro ogni 3 anni... bene no!?): zero compenso e zero ringraziamenti. Son soddisfazioni.


In questo anno bisestile non conto gli amici che sono passati ma ne conto uno perso perché non posso considerare che tale una persona che chiama due volte all'anno per parlarmi solo dei suoi problemi (di scelta di persone sbagliate, ha una non invidiabile e incredibile capacità in questo), non risponde il giorno del suo compleanno e si dimentica costantemente del mio. Peccato, perché le volevo bene. Ma le persone non sono obbligate a stare insieme figurarsi in contatto.


In questo anno più bisestile del solito molte persone se ne sono andate ma non mi sorprende se queste sono malate, anziane o si sono trattate male. E anche le persone famose cagano e muoiono. Spiace molto ma la vita non è diversa da questo.

Se ne è andato anche Massimiliano e a un certo punto ho chiesto agli angeli del cielo di venirselo a prendere per risparmiargli tanta sofferenza dopo una vita che più difficile non si può. Mi mancheranno quegli occhi scuri e il suo sguardo profondo che solo sui sapeva dove era destinato. Spero solo che ora si possa divertire con suo nonno Filippo ascoltando tutte le storie che un nonno ha da raccontare (però conoscendo il nonno potrei avere qualche dubbio sul divertimento... adesso infatti sarà il turno di Massimiliano per le commissioni!).

Di questo 2016 Teresa
è stata la stella cometa in un cielo nero. Una vita nuova tenera e dolce. Anche Tommaso è nato in un anno bisestile, verso la fine mentre sua sorella nel pieno di questo anno che non vedo l'ora passi.
Quest'anno l'ho passato del tutto a casa e mi sono goduto la famiglia. Ogni tanto siamo impazziti perché è impossibile non impazzire, ma siamo belli così! La mia rientra in quella percentuale di famiglie povere. Ma questa situazione mi ha fatto scoprire la futilità di tantissime cose e l'importanza di altre, poche ma dal peso incalcolabile. Siamo schiavi di un commercio che stressa (perché accettiamo le newsletter ma la pubblicità nella cassetta delle poste ci sta sui coglioni?) che nonostante sigle e slogan ridicoli ci fa spendere anche se non ne abbiamo bisogno. Avendo pochi soldi capisci cosa serve e di cosa si può fare a meno e non solo per il momento ma anche per sempre. Che mi serva di lezione quando sarà!

Non ho la più pallida idea di cosa porterà il 2017. Il 2016 poco niente anzi, ha più tolto che dato. Quindi qualsiasi cosa arriverà da domani sarà più che positiva.

L'anno scorso avevo fatto gli auguri a tutti e non è successo nulla di quanto avevo augurato, in generlae, anzi è andata anche peggio. Quest'anno se permettete me ne sbatto le balle. Ogni tanto un po' di sano egoismo e maleducazione ci vogliono.
Vi dico solo una cosa: brindisi con bollicine e panettone e/o pandoro con vino dolce. Almeno questo, Cristo Santo!

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Maturità

Mi ricordo ancora molto bene il mio esame di maturità. Nel 1998.
Della magia della notte prima degli esami ho ricordi confusi invece. Non ricordo cosa ho fatto. Forse, sono andato ad una di quelle feste rock di quartiere a limonare (eh... in quei giorni, succedeva anche questo miracolo!). Ricordo invece che non ebbi alcun problema a dormire!
E' stato l'ultimo esame con quella formula, con quattro commissari esterni ed uno interno scelto dagli studenti tra i professori della classe, due esami scritti e due orali.
Il tema era uguale per tutte le scuole, il secondo scritto veniva sorteggiato mesi prima e per l'orale due materie a scelta tra quelle migliori. Quindi dovevi essere bravo a tenerti basso materie scomode ed alzare quelle che preferivi. Praticamente, un auto-biscotto, in gergo sportivo.

Per la prova di italiano c'erano queste tracce (con una breve ricerca su internet sono riuscito a trovarle su questo sito!):

1) I continui successi delle scienze, in particolare della medicina, offrono la possibilità di raggiungere risultati finora insperati, creando nuove condizioni di salute e benessere. Impegnativo e delicato si fa però il lavoro dello scienziato, sul quale incombe la responsabilità di conciliare l'irrinunciabile principio della libertà della ricerca con l'esigenza di evitare i rischi connessi ad eventuali manipolazioni, soprattutto nel campo della genetica. esponete le vostre riflessioni in proposito adducendo la necessaria documentazione.

2) Il romanzo italiano dell'Ottocento. Analizzate questo genere letterario facendo riferimento alle vostre letture e con opportuni rinvii ai testi.


3) Ricostruite il quadro politico ed economico-sociale dell'Italia alla vigilia della prima guerra mondiale, soffermandovi sugli orientamenti del governo Giolitti, sulle scelte da esso compiute e sulle conseguenze che ne derivano nella vita politica italiana di quegli anni.


4) Lo sviluppo tecnologico e le applicazioni che ne sono derivate, soprattutto nella seconda metà del ventesimo secolo, sono all'origine di profonde trasformazioni economiche e sociali. Limitatamente al vostro settore di specializzazione, individuate le principali innovazioni introdottevi e valutatene gli effetti sull'attività produttiva e sulla organizzazione del lavoro.

In un istituto tecnico il secondo non lo puoi proporre. Con la professoressa di italiano che ci siamo trovati non abbiamo nemmeno fatto la Divina Commedia per intero! Fai fatica anche con il terzo perché i professori difficilmente arrivano a quel punto del programma di storia, anche se devono! 
Fui indeciso tra la prima e l'ultima ed alla fine andai per la quarta traccia, uno dei pochi, forse l'unico o forse solo in due, a scegliere il tema di attualità. Gli altri titoli non mi piacevano, non trovavo ispirazione. Con quello iniziai a buttare già i pensieri sparsi su un foglio bianco, un brainstorming che probabilmente deve aver fatto bella impressione sulla commissione. 
Scrissi un pippone dicendo che quello che eravamo era il frutto di quello che era qualcun altro prima di noi, che per questo avevamo immense responsabilità (no, non scrissi quello*) qualcosa sull'evoluzione che se non è alla portata di tutti non serve a una pippa e non è un vero sviluppo, ho citato figure come Ulisse per l'arguzia con la quale aveva ingannato Polifemo e Einstein per l'intelligenza, perché aveva creato qualcosa di davvero utile ma che l'uomo, a causa della sua disgraziata capacità autolesionistica, ha utilizzato nel modo peggiore e più sbagliato.

Nell'esame di ragioneria per fortuna c'era una riclassificazione di bilancio. Forse questo era l'esame. Non ero una cima in ragioneria, che non è un dettaglio in un istituto tecnico commerciale, però mi venivano benino.
Anche alla maturità mi venne benino: ricordo bene quei risconti da quasi 2 miliardi di lire per trovare l'equilibrio di bilancio...

Per tutta la durata degli scritti, mi sentivo immerso in quello che stavo facendo, completamente estraniato dal mondo. Soprattutto durante il tema, sconvolto da quel flusso di coscienza che mi ha portato a scrivere quella filippica e certe riflessioni che prima di all'ora non avevo mai affrontato. 
Ricordo che c'era qualcuno che passava con un carrello con panini e snack e succhi di frutta e bottigliette di acqua. I panini della mia scuola erano una bontà. Ho mangiato tanto durante i due scritti. Ma quando vedo una confezione di Mars non esistono zuccheri che mi trattengono.

All'orale portai finanza e matematica. Matematica. Io che avevo preso due (sì, 2) nel compito di probabilità e statistica e poi ancora due (esatto, 2 ancora) nel compito di recupero. Ricordo che chiesi alla professoressa "quante probabilità potevano esistere di prendere un doppio due nel compito di probabilità". Mi rispose che se fossi riuscito a calcolarlo, mi avrebbe dato 7! Ho preferito evitare il triplete.
Per finanza andò tutto liscio. La professoressa si diceva che odiasse le ragazze. Non potevo esserne certo né mi interessava però guardandola qualche dubbio potevi avercelo. All'orale di matematica, nonostante mi fossi preparato bene anche con delle ripetizioni, il calcio sulle palle. Il commissario ti scazzottava di domande, veloci, una in fila all'altra, senza tregua. Potevi alzare i guantoni per difenderti ma uno spiraglio riusciva sempre a trovarlo per raggiungerti. E non appena trovava quello giusto, ti inchiodava all'angolo e ti massacrava. Glielo avevo visto fare con altri miei compagni prima di me, ma caddi anche io nella sua trappola. Cercai di sviare, creare un diversivo, ma niente. All'inizio brillante, poi al primo passo falso la furia. Forse a lui stavano sul cazzo i maschi. 

Subito dopo, passai alla verifica degli scritti. Quello che mi dissero le due professoresse fu indimenticabile. Quella di italiano mi disse con una certa trepidazione che il mio tema era stato "il migliore della classe, forse dell'istituto". Mi sorpresi, non pensavo addirittura fino a tanto. Non so ancora se era un confronto generale o meno, perché se siamo stati solo in due a scegliere quel tema non ci voleva una impresa.
L'altro colpo di scena per l'esame di ragioneria: "Il tuo esame è sufficiente"! Porc'! "Sul serio?" chiesi a bruciapelo, forse con due occhi sgranati come quelli di un gatto in mezzo la strada che si vede venire addosso una macchina. Con quasi 2 miliardi di lire di risconti mi sembrava impossibile. Ed invece, in tre anni sono riuscito a prendere la seconda sufficienza piena in ragioneria. All'esame scritto della maturità!

Avrei voluto tuffarmi in ua vasca di Martini (senza olive) per la gioia, nonostante lo smarronamento per l'orale di matematica, ma porca di quella eva quella mattina i soldi nel portafoglio non erano davvero il mio primo pensiero.

Non ho voluto genitori parenti amici durante gli orali. Ce ne era solo uno. Poi gli altri erano compagni di classe che sono entrati a tradimento ad assistere al mio ko di matematica.

Quel giorno finii una vita, per cominciarne un'altra che non conoscevo ancora.

Dopo andai qualche giorno in Germania a trovare Hannah, la mia corrispondente tedesca. 
Quando tornai a Venezia, una sera di fine giugno piuttosto calda, mamma e papà mi dissero il voto: 42. "Dai non prendetemi per il culo!" risposi, senza nemmeno un "per favore". 
Mi portarono fino a scuola, quasi a mezza notte. Risi come un deficiente. Non ci credevo. Non so come ci ero riuscito, io che ci avevo messo sei anni per farne cinque. 

Non mi fregava niente del voto. Ero già stra sicuro del 36 e calcio in culo. Ed invece.

Ancora adesso sono arci convinto che quel voto non è importante. Nemmeno con l'attuale formula fatta di crediti e numeri, senza valutare la persona. Non sono i numeri che certificano quanto sei maturo. Che sulla porta della scuola dovrebbero scrivere "Vabene, vai fuori dai coglioni e auguri" o qualcosa di simile, per dire che hai passato l'esame.
Ho visto ragazzi e ragazze (più queste ultime) dannarsi cinque anni della loro vita per avere una buona media ed infine uscire alla maturità con un sacco di pive ed una delusione indescrivibile.
Ho visto ragazzi e ragazze (più i primi) vivere cinque anni (a volte anche sette) di scuola allegramente e poi scoprire che ora sono persone affermate o comunque con una posizione tranquilla, alla faccia dei pregiudizi, delle previsioni catastrofiche e dei beceri luoghi comuni dei professori, che dimostrano di non conoscere i ragazzi che hanno avuto di fronte per anni. 
La maturità ti aspetta fuori da scuola, qualche anno dopo. La maturità è come affronti la vita con le sue gioie e vigliaccate.

Per me gli esami di maturità sono stati una bellissima esperienza. Molto peggio è stata l'estate del post maturità ma questa è un'altra storia. 

Non ho vissuto gli esami di maturità con apprensione. Quello che sapevo non potevo migliorarlo quindi li affrontai cercando di dare il meglio che potevo, ancora inconsapevole dei risconti da 2 miliardi di lire e dell'incontro di box col prof di matematica.  E' stata una bella esperienza.

E stanotte mi sento un po' emozionato. Domani tocca a mio nipote Filippo. Sono già passati 18 anni da quella volta. Quando ho fatto la maturità stava per compiere 1 anno. Adesso tocca a lui, nella stessa scuola. 

Lui però è più bravo dello zio. Intanto è in regola. E ha una media da spavento (sono l'unico ad aver notato una impennata dei voti negli ultimi anni?). 
Fa un certo senso. Tanto tempo dopo. Stessa scuola.
Esami di maturità anche per i ragazzi di Ospedaletto. Li ho conosciuti che erano appena usciti dalle media per debuttare nelle superiori. Adesso sono ometti e signorine.
In bocca al lupo ragazzi. E fottetevene, non siete un voto, non lo varrete mai. Valete infinitamente di più! 
Alla fine, gli esami di maturità sono una passeggiata, al confronto di quello che vi aspetta dopo.

 * v. foto

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Buon Natale e felice 2016!

Buon Natale e felice 2016! I soliti auguri di consuetudine... Ogni anno mi trovo in grande difficoltà perché vorrei evitare di ripetere le annuali banalità.
Mi è capitato una volta di scrivere degli auguri di anno nuovo ad una cara amica e mi sono usciti con una imprevista ed autentica originalità che da allora non riesco più a trovare parole migliori per nuovi auguri in altrettanto modo. Quella volta mi è uscito davvero un bell'augurio sincero. Forse il capolavoro degli auguri (da un punto di vista personale!) ed i capolavori sono unici.

Non so cosa dirvi. Mentre un amico ogni anno in questo periodo dorme 3 ore per notte per preparare ed inviare dei video auguri con il tema lo spirito del Natale ed ogni anno riesce a sorprenderci.

Onestamente questa volta non ho molto spirito del Natale. O meno del solito. 
Anche perché tra tele, radio, interntet e giornali non si fa altro che essere colpiti da pugni in pieno stomaco, dai politici ai banchieri (che pare siano circa la stessa cosa o persona), dai religiosi agli imprenditori. 
Che se ci fate caso sono tutte figure votate (...ho usato una parola sbagliata, lo so!) ad aiutare il prossimo, il cittadino, i bisognosi ed invece fanno l'opposto, nell'egosimo più sfacciato ed arrogante, togliendo dai guai persone disoneste e mettendocene di oneste.
Per finire con quelle persone mediorientali che si fanno chiamare terroristi e che come quelle figure di cui sopra pare abbiano come unisco scopo della loro vita quello di non fartene vivere una tanto serena.

Così quest'anno sono piuttosto turbato. Vorrei davvero tornasse sulla terra un mediorientale con tratti somatici tipici di un surfista scandinavo-americano hippie (ma andrebbe bene anche il contrario) ad insegnarci come volerci bene gli uni e gli altri ma anche noi stessi, a farci capire come siamo tutti uguali nonostante le nostre mille differenze e per questo belli interessanti e da conoscere.
Almeno per darci delle ripetizioni perché dopo 2015 anni ci siamo dimenticati qualche cosa o abbiamo interpretato in modo un po' troppo personale il suo insegnamento precedente. E risparmiandogli una (seconda?) Pasqua, possibilmente.

Come si fa? E' possibile essere più buoni altruisti generosi e misericordiosi, senza la necessità di uno straodinario Giulibeo dedicato?
Penso di sì! E voglio sperare di sì! Qualche esempio c'è e l'ho appena visto in un video di un sito che ho conosciuto anni fa grazie alla pubblicazione di coglionate uniche, autentiche perle!
Ma questa volta è stato capace di stupirmi. 
Posto qui sotto il video. Qualche situazione di pericolo, più o meno estremo, dove delle persone aiutano altre persone. Persone con un innato spirito del Natale per 365 giorni. O più semplicemente con tanto coraggio, buon senso e coraggio straordinario, che è quello che ci manca. 
E' una raccolta di buone azioni un po' lunga ma da vedere!

E per finire con un tocco di pura originalità, tanti auguri a tutti di buon Natale e di un felice 2016 a tutti voi ed a tutte le vostre famiglie, anche alle persone che mi stanno sulle balle ed alle quali sto sulle balle!





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Buona Natale 2014!

Parenti stretti, parenti lontani e cugini espatriati. Madri e padri nervosi di figli insonni. Speculatori di sogni altrui e ricercatori di illusioni. Spacciatori di superbia tagliata male e millantatori ignoranti di intelligenza mai dimostrata. Minacciatori di disgrazie altrui e ingenui adoratori adulanti. Apatici positivi e iperattivi depressi. Felici separati e tristi accoppiati. Famigliari abbandonati e figli per conto proprio. Dispensatori di auguri e sinceri stringitori di mani. Pazienti della neve e impazienti del costume da bagno. Festeggianti con i tuoi e impietosi menefreghisti. Esibizionisti di gioia e soddisfazione e questuanti di compassione. Neonati e neo pensionati. Credenti delle scie chimiche e onniscienti del gossip. Neolaureati e alti dirigenti. Pavidi imprenditori e bramosi  di carriera. Partite IVA sgonfiate e dipendenti sereni. Delusi dal prossimo e inappetenti d'orgoglio. Avvinazzati di sproposito e ebbri scontati. Tacciati di blasfemia e titolari di tessere del fedele. Orgogliosi espositori di tavole imbandite di piatti prelibati e mamme spignattanti da giorni. Esaltatori di uve autoctone e devoti delle bollicine. Fedifraghi del vin santo e nuotatori di creme al mascarpone. Presenti alla messa di mezzanotte al Duomo per autoinflazionarsi e idrovore di vin brulè in parrocchia. Stomaci ripieni e fondamentalisti del cotechino. Coriste e coristi. Commesse, commessi e incartatori di pacchi. Cuochi e cuoche. Faraone ripiene e capponi lessati.
Buon Natale a tutti voi!

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18 anni... ancora!

Non è mica la prima volta che compio di nuovo gli stessi anni. Potrebbe essere la 36ma volta come la 6a o la 4a. Forse questa però è un po' speciale, perché compio (ho compiuto, ormai!) 18 anni per la seconda volta! Di nuovo maggiorenne! Non sono una persona che si fa influenzare dagli anni che passano, lo so, è una cosa che succede e la vivo con un certo realismo, come i primi capelli bianchi che appaiono ai lati.
Eppure, ora che ci scrivo sopra, non riesco a nascondere una certa emozione.
Forse perché nei primi 18 anni non avevo combinato granché, nemmeno una storia d'amore (o forse, appunto, solo storie...) o un fatto epico da raccontare mentre nei secondi 18 anni è successo tutto.
Poi la vita è cambiata in questo (lungo? Corto?) tempo. So benissimo dove ero e cosa ho fatto 18 anni fa: nell'ufficio dello psichiatra nella caserma militare di Verona. Il giorno del mio 18mo compleanno ero a fare una cosa che adesso non si fa più, la visita di leva! Le uniche due persone che mi hanno fatto gli auguri sono stati Leo e lo psichiatra (perché ci sono finito, unico insieme ad un altro? Che ne so!? Che c'è di male se nell'interminabile quiz delle domande più insulse del mondo ho detto che mi piacciono i fiori e che avrei anche potuto fare il fioraio!?). Eppure, vedendo i miei documenti, nessun militare mi ha fatto un minimo augurio. Non che il dottore sia stato più espansivo di un asciutto "Auguri" (sì, senza punto esclamativo, l'ho sentito che non c'era), ma sarebbero stati graditi.
Comunque, la visita di leva per quanto discutibile mi ha fatto passare due giorni divertenti e piuttosto riflessivi.
Porto ancora la maglia che mi è stata regalata 18 anni fa ed anche i boxer (come pigiama estivo). Ho ancora i capelli rossi. Ascolto ancora la stessa musica e come allora non guardo MTV né mi sbatto a fare il figo nei locali fighi. Penso di non essere cambiato granché, o forse sì. Non ho combinato tante cose da 18enne se non prendere la patente e non so se alla fine dei conti sia stato bello (intendo non aver fatto cose da 18enne, non prendere la patente!). Oggi sono andato in ufficio in moto e non a scuola (o in stazione) in scooter e sono tornato a casa da mia moglie ed il mio bambino e non a casa dai miei genitori.
Di certo domani non ho il secondo giorno di visita di leva.
E mi va bene così.

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Auguri di buon anno nuovo (?)

Eccoci, ci siamo. Come ogni 365 giorni (366 ogni 4 anni) è arrivato l'ultimo giorno dell'anno.
Si fanno bilanci previsioni e poi si festeggia.
Una volta, quando scrivevo nelle mie Smemo o sui miei quadernini, partivo con auto filippiche dal sapore piuttosto melenso augurandomi di vivere un anno nuovo vendicativo, portando a casa quanto lasciato per strada in quello che stava per finire.
Poi col tempo forse per vari motivi, tra i quali da non sottovalutare c'è "the more you change the less you feel", pezzo di Tonite Tonite degli Smashing Pumpkins, oltre ad avere smesso di fare bilanci e previsioni, mi sono reso conto che finivo nell'impantanarmi nella retorica più classica.
Cosa significa augurare solo cose belle? Un conto è farlo per le scale ad un condomino, magari per levarselo dalle palle il più in fretta possibile, un conto è dirlo o scriverlo ad amici, quelli veri ai quali ci teniamo per davvero.
Ci ho pensato qualche anno fa e mi è uscito un augurio diverso dal solito ad un'amica. Non sapevo come l'avrebbe presa, ma glieli ho scritti lo stesso e siamo ancora amici e mi cura ancora i miei infortuni fisici in modo sempre impeccabile.
Augurare sempre le solite cose è superficiale, lo fa chi non ha tempo o non ha voglia di trovarlo (scrivo che è il 31 dicembre 2013 da 1h35' minuti) o chi non pensa qualche attimo.

A me non va di augurarvi un buon 2014, un buon anno nuovo splendido e ricco di soddisfazioni. Perché lo sappiamo benissimo che non potrà essere così che qualcosa di storto potrà accadere e che il male che sentiremo alla fine sarà più grande della gioia delle cose che andranno bene. Vi auguro di non abbattervi mai.
Non vi auguro tante care cose come se lo augurano i vecchi o loro lo augurano ai giovani neanche fosse una specie di maledizione travestita. 
Vi auguro che vi succedano cose, ma care o meno, tante o poche che siano, che vi soddisfino lo stesso e che siano costruttive, anche se non saranno come le desideravate. 
Di avere la forza di affrontare e superare gli accidenti.
Non potrà essere un anno a manetta, magari! Ma che qualsiasi strada percorriate, sappia darvi un bel panorama anche se non era quella che volevate intraprendere.
Auguri.
Di quello che volete voi.

Aggiornamento del 2/01/14
Un'amica involontariamente mi suggerisce questa canzone :


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