Visualizzazione post con etichetta 11 settembre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 11 settembre. Mostra tutti i post

Vincono loro

Questa situazione è scoppiata l'11 settembre 2001, quando due aerei si sono spalmati sulle Torri Gemelle a New York, un terzo è precipitato sul Pentagono a Washington ed un quarto si è schiantato sulla campagna  della Pensilvania.
E' difficile parlare di politca, figuriamoci di politica estera e di terrorismo, un argomento del quale conosciamo appena la punta che spunta dalla sabbia.
E cosa è cambiato? Niente. 


I terroristi sono stati sconfitti? No, anzi, hanno costituito uno stato e sono più forti, sono ovunque e non sappiamo dove sono.
Noi come stiamo? Siamo più deboli impauriti tristi cattivi e razzisti.
Sono stati mandati tanti nostri soldati a casa loro, per aiutarli a proteggerli ma anche a morire senza un motivo preciso.
Sono state bombardate le loro città le loro popolazioni i loro civili, sono morte tante persone innocenti che già uno solo è troppo. 
E non si è risolto niente.
Anzi. La situazione è sempre peggio.

Perché? Qualcuno ci ha guadagno?
O è sato solo (solo???) un errore di intelligence? O il disegno dietro a tutto quanto ha una prospettiva diversa, molto più ampia, che noi nemmeno possiamo immmaginare?
Noi non siamo rusciti a sconfiggerli in casa loro.
Loro a casa nostra ci stanno terrorizzando. Loro stanno vincendo una guerra che abbiamo iniziato noi in casa loro. In un passato dal quale non siamo stati capaci di trarre alcun insegnamento.
E sembra non ci sia molto da fare: pochi giorni fa è stata catturata la persona ritenuta la mente degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015. E sembrava sistemato tutto.
Invece questa mattina ci siamo svegliati sotto attacco.
Ci vogliono dire che non possiamo stare tranquilli in casa nostra.
Sono giovani arrabiati che uccidono altri giovani, che però non hanno niente a che fare con le vittime nei loro Paesi anzi, magari non approvano nemmeno loro questa guerra. Una lucida vendetta senza pietà che colpisce innocenti. 
Non colpiscono i palazzi del potere e non lasciano in pace chi non ha colpe. Un avvertimento. 
Che sembra non venga colto da chi lo deve cogliere.

E basterebbe poco, basterebbe stare in pace in casa propria senza sentirsi in obbligo di dire agli altri come comportarsi in casa propria.
Nessuno, di qua e di la, lo capisce? 
Ogni volta che succedono cose del genere parte l'hashtag #prayfor... Ma #prayforSyria o qualche altro paese colpito da attacchi terroristici no? Perché

E' davvero il massimo che noi, popolo, possiamo fare? Più che per pregare per la città di turno, dovremmo pregare per noi stessi. 
Nel frattempo, stanno vincendo loro.

Read Users' Comments (0)

Mass (murder) marketing

Non voglio peccare di sensibilità. Con tutto rispetto per le vittime, per i loro parenti ed amici, per tutte le persone coinvolte di tutto il mondo, non solo quello vicino a noi e non solo di bandiere che sappiamo come sono fatte, ma da una settimana stiamo subendo un bombardamento mediatico che non fa altro che parlare di morte paura guerra sangue privazione di libertà incertezza sul futuro insicurezza.
Dicono tutti che siamo in guerra.
Ma che dobbiamo continuare a vivere le nostre vite come sempre.
Dicono che c'è il rischio di attacchi con armi chimiche.
Ma che non dobbiamo allertarci.
Dicono che dobbiamo chiudere le frontiere.
Ma che dobbiamo vivere aprendo le porte agli altri e non essere intolleranti.
Dicono che siamo in uno stato di emergenza e per la nostra sicurezza dobbiamo rinunciare ad alcune libertà, perché più sicurezza uguale più libertà.
Niente panico. L'importante è accettare che siamo in guerra. Di traverso, ce lo vogliono far accettare e da una settimana non si parla di altro. Se si parla di calcio si dice che gli stadi saranno blindati (immagino che Vicenza - Cesana di Serie B possa essere un evento di una certa sensibilità).

Intanto, noi combattiamo gli attacchi in casa propria con attacchi in casa degli altri.
Con una differenza: gli altri sanno come, quando, chi e cosa colpire in modo diretto guardandoci dritti negli occhi, noi invece sganciamo bombe a decine di metri d'altezza senza sapere chi e cosa stiamo colpendo perché siamo contro un'entità diffusa senza confini senza una capitale.
Sul web è un'esplosione di video che riprendono civili con i loro bambini colpiti dai nostri bombardamenti. Non ce la faccio a guardare quegli sguardi di padri incazzati e bambini impauriti che non sanno spiegarsi perché. Chiudo il video e vedo la foto con Tommaso che mi segue sorridendo con le manine dietro la schiena.

Questa mattina in macchina la radio dava questa canzone. L'ho ascoltata la prima volta in terza media. All'inizio capivo Angel. Si chiama come la morosetta dell'epoca. Di quando gli annunci allarmanti li vedevi al tg delle 8 della sera e già quelli ti sembravano sufficienti. Di quando accendevi il pc era per giocare con i video giochi.

E' una storia triste ma mi ricorda un bel periodo, uno stile di vita generale che vorrei potesse tornare, tg della sera esclusi. Forse ero meno coinvolto di adesso, ma adesso sembra impossibile non farsi coinvolgere.
Ogni cambiamento è un declino. Quando le cose si sviluppano non migliorano. E non è il mio solito punto di vista pessimista. 
Perché purtroppo abbiamo l'eccezionale capacità di fare un uso sbagliato delle cose di cui disponiamo. 
Angie, when will those clouds all disappear?

Read Users' Comments (0)

11 settembre - 13 anni fa

13 anni fa ero in un piccolo pezzo d'America in Italia. Da bravo stagista di una multinazionale USA stavo controllando la rassegna stampa quando ho letto.
"Attentato alle Torri Gemelle". Una manager ha preso un colpo, perché in città c'era una ex stella dell'NBA e ha scambiato le Torri Gemelle per le Torre degli Asinelli (sì, ero a Bologna) e ha preso un colpo. In realtà stava per prendere una testata fa me, ma mi sono trattenuto.

Di colpo mi è venuto in mente il televisore nella sala grande al pian terreno e sono corso giù ad accenderlo. Anche perché i siti dei principali quotidiani non reggevano la mole di visite e non erano raggiungibili.
Dopo pochi minuti sono scesi in molti a seguire quello che stava succedendo. C'era silenzio, incredulità e qualche lacrima.
Abbiamo visto in diretta il secondo aereo schiantarsi sull'altra torre, pensavamo fosse ancora il primo invece era un altro. Dopo l'iniziale sorpresa ci siamo tutti ammutoliti. Anche se volevamo dire qualcosa non ci riuscivamo.

Davanti a quelle immagini mi sono sentito piccolo e impotente. Chi? Perché? Ho visto cittadini americani di fianco a me impietriti. Uno dei manager del settore vendite, cittadino americano, era più incazzato che scosso. Anche se non era di New York si vedeva come l'attacco a uno dei simboli del proprio Paese, non importa di che tipo, era un oltraggio, uno schiaffo in faccia accompagnato da un sorriso beffardo. 
Chissà come avremmo reagito noi se fosse successo in casa nostra.

A distanza di 13 anni, cos'è cambiato? 
La, in Medio Oriente, quasi niente.
Nel resto del mondo, quasi tutto. 
L'esportazione della democrazia che tutto il mondo civile (?) continua unito a supportare ha avuto i risultati che vediamo, pagando un prezzo elevato: sangue innocente e spreco di soldi pubblici.
Quasi non avessimo letto i libri di storia o, in caso, avessimo saltato il periodo dal XI al XIII secolo.
Non si impara mai dalla nostra storia. Peccato. Quello che mi fa più male è che chi dovrebbe pagare le conseguenze non le paga. Le pagano sempre le persone sbagliate, quelle che non c'entrano e nemmeno avrebbero voluto tutto questo.



Read Users' Comments (0)