Risultati elettorali

Lo so, non ho esercitato il mio diritto di voto e di conseguenza decade quello di esprimere qualsiasi tipo di parere, tanto quello di dissenso come quello di approvazione. Ma chi se ne frega, ho specificato bene i motivi che mi hanno tenuto a casa domenica scorsa e mi va di dire lo stesso la mia.
Non abito più a Bertesina da 7 anni ma ci vivono genitori e suoceri e quindi ci torno spesso. Poi è il quartiere dove sono cresciuto, dove ho inziato a giocare a calcio, è naturale che mi interessi ancora.

Uno dei risultati delle amministrative è stata l'elezione, in consiglio comunale, di Marco Lunardi. Non lo conosco, so che era consigliere a Caldogno e si è dimesso per correre a Vicenza,  dove è stato bravo a prendere un bel po' di voti.
Parlo, anzi scrivo a titolo personale, subito dopo aver letto la sua lettera elettorale.
A parte l'errore di ortografia che dimostra che non ha dedicato l'attenzione necessaria, ho trovato un po' di cose da ridire sulle sue priorità, perché sono espresse in modo piuttosto generico e superficiale. Che possono, ma non devono, non corrispondere con quelle del quartiere.

Non penso che Bertesina abbia davvero bisogno di una piazza. Per cosa? Per il mercato? O da utilizzare semplicemente come parcheggio? Io ci vedo solo un altro spargimento di asfalto e cemento e al suo posto lascerei l'area verde rimessa a posto, per bambini, anziani e chiunque ci voglia passare del tempo.

Lo so che poi ci saranno dei costi di manutenzione ma non si può ricoprire la città di asfalto!
Ci sono i mercati rionali nei quartieri vicini, prima di proporlo ai cittadini e di spendere i loro soldi per la piazza, sono sicuri di avere la disponibilità dei commercianti ambulanti?
Poi, se non sbaglio, la piazza non era già stata proposta dall'amministrazione uscente?



Vorrei mi spiegasse dove mettere la rotatoria all'incrocio con strada Ospedaletto, perché potrei non dormirci la notte a pensarci. Capisco che era nella coalizione con Cicero, ma mi sembra un'influenza piuttosto esagerata! Forse è meglio iniziare ad avvisare gli abitanti della zona del futuro esproprio allora.
Piuttosto, sarebbe consigliato di rialzare l'incrocio per rallentare le auto che passano di li, vista la pericolosità dell'incrocio. 

Inoltre, lungo strada Bertesina sarebbero opportuni dei dissuasori di velocità perché si viaggia piuttosto spediti lungo quella strada.



Cosa intende per pista ciclabile in via Ospedaletto? Proseguimento di quella già iniziata dall'altra parte del cavalcavia? Che poi anche questa è stata proposta dall'amministrazione uscente.
Cosa intende per messa in sicurezza dell'ultimo tratto di Via Quintarello? In che direzione la considera: provenendo dal centro di Bertesina o da Quinto Vicentino?
Viste le foto nel suo profilo social, per migliorare la fermata dell'autobus spero non voglia abbattere quel vecchio muro...

Rucco ha detto che si metterà subito mano alla viabilità: abitando in quartiere sa bene a quale giro dell'oca è obbligato per uscire da casa e per tornarci. Sono 800 metri in più che detti così sembrano niente ma moltiplicati per il numero di volte al giorno che si percorrono, alla fine dell'anno sono una bella manciata di chilometri e di benzina (che intanto ha superto l'€1,60/litro). Rivedere la viabilità in zona no?!

A proposito di viabilità, inviterei Marco Lunardi a vedere strada Bertesina alle 7:30 del mattino: una colonna di auto in direzione Vicenza che inizia già dentro strada Ospedaletto, arriva alla rotatoria di via Moro e, grazie anche alla doppia genialata del restringimento di corsia e della pista ciclabile (le bici hanno più spazio delle auto!) deserta, la cosa prosegue fino al cavalcaferrovia sopra la linea VI-TV. Così il prossimo referente di Bertesina in consiglio comunale potrà rendersi conto della priorità che ha il prolungamento di via Moro, possibilmente a 2 corsie per senso di marcia.

Adesso che Bertesina è più popolosa rispetto a 20 anni fa, perché non rivedere gli orari e il percorso dell'autobus, facendolo passare per strada Bertesina?

Grazie alle elezioni, Bertesina ora ha la fortuna di avere un referente in consiglio comunale per i prossimi 5 anni (glielo auguro!).
Ma che ce frega che con Rucco sindaco che abita proprio nel quartiere, Bertesina sarà presto Principato Autonomo!

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Amministrative 2018: le lascio agli altri

A Vicenza domenica 10 giugno (oltre al 24 giugno per l'eventuale probabile ballottaggio) si andrà a votare per eleggere il nuovo sindaco
Non andrò a votare. Per il banale motivo che non ci sono candidati dai quali mi sento rappresentato. 
So che c'è stato più di qualcuno che ha dato la propria vita per dare a noi la possibilità di voto e calpesterei il senso civico al quale si deve rispondere in questi casi, ma non è stata una scelta semplice, presa d'istinto. Mi rode tantissimo non votare ma nessun candidato sindaco mi ispira quella necessaria fiducia.
Potrei andare e votare per un candidato consigliere comunale, ce ne sarebbe uno ma darei il voto anche al suo candidato sindaco.

Il Movimento 5 Stelle è stato depennato dalla lista e nemmeno i candidati sanno perché. O forse sì ma non lo dicono. Fossi in loro, non ci penserei una volta a fare il favore ai capi che hanno deciso questa mossa di risbattermi come hanno fatto loro tra meet up e proteste in svariati posti della città in questi anni. Se questo è il risultato del loro impegno, è meglio tornare a dedicare un po' più di tempo alle famiglie, agli amici, alla pesca, all'organizzare sagre e grigliate o qualsiasi sia il loro hobby preferito.

Parlare di
centro destra e centro sinistra mi fa mal di pancia. Perché i loro termini significano tutto e niente. Son centro o destra/sinistra? Ovviamente in entrambi gli schieramenti ci sono gli estremisti. La destra li accetta con un atteggiamento piuttosto distaccato nei loro confronti, quasi neanche ne fossero consapevoli. Nella sinistra invece fanno tanta fatica ad entrarci tanto che stanno per i fatti loro e mi chiedo cosa si chiaminio a fare centro sinistra quando manca la parte che li dovrebbe caratterizzare. Inoltre la sinistra vede male (eufemismo) quelli di destra ma qui ci ritorno tra un po'.

Il centro destra di Vicenza così come si presenta alle elezioni ci ha messo un bel po' a nascere. Il primo a spuntare è stato il candidato di una serie di liste civiche composte da alcune persone che prima si erano viste dalla parte opposta. Poi non so perché hanno deciso di andare dall'altra sponda.
Comunque sia questo civico è un ex di un ex partito: nel senso che il suo partito è stato spazzato via senza alcun orgoglio, praticamente sono quasi gli stessi di quell'ex partito solo che cambia il nome. E non essendo un partito passa per civico. Perché il popolo oltre a essere sovrano è anche un po' mona e non fa caso alla storia politica del candidato, vissuta fino a poco prima all'estremità di destra.
La candidatura di questo civico di destra ha sorpreso Forza Italia e Lega che evidentemente pensavo di arrogarsi il diritto di presentare il proprio candidato e non si sono svegliati per tempo. Così tra un baccalà e un cabernet si sono messi d'accordo per il loro candidato tanto che il centro destra a un certo punto si è trovato con due candidati (facciamo uno di destra e uno di centro).
Bella mossa per portarsi via voti tra le due fazioni della stessa parte e consegnare la vittoria all'avversario. Messi così, tanto valeva andare a votare. Non so se alla fine se ne sono resi conto e hanno finalmente dato il loro appoggio (o endorsement, come dicono i cagacazzi che contano, senza sapere cosa significhii) al civico proprio per questo, senza tanti ringraziamenti al loro candidato iniziale.
Quando ancora erano divisi mi hanno dato l'impressione, più quelli di centro che di destra, di fottersene completamente del popolo, della sua sovranità, nemmeno di considerarla, andando avanti con il loro candidato per prendersi il potere, spartirsi i posti nei CdA che contano, per soddisfare il proprio ego e status.
Almeno a me, insignificante cittadino parassita, hanno dato l'impressione di difendere più il loro potere messo in difficoltà che la volontà di riprendersi e migliorare le condizioni di una città persa da 10 anni per altro malissimo.
Alla fine c'è stata la conversione sul candidato civico, che ha un programma preparato in molti mesi e non in pochi giorni come quello di centro, quasi un programma obbligato perché come pensi di presentare un candidato raffazzonato nella cerchia dei tuoi amici - infatti lo conoscevano solo loro -?
Però se dovessero vincere quelli di centro destra, cosa succederà? Ci sarà una unione di vedute? Ci sarà la stessa convergenza anche sul programma? O quelli di centro saranno pronti a proclamare e richiedere la loro parte affermando che "avete vinto - molto diverso da 'abbiamo' - anche grazie ai nostri voti" e pretenderanno il conseguente potere e di sedere nei consigli che contano in virtù della loro percentuale, fottendosene del programma?
Posso votare uno schieramento del genere? Che ha già fatto capire di voler gettare un po' di cemento su un parco gigantesco che sarebbe una bellissima area per tutti e dove poterci fare quegli spettacoli che alla città mancano?

Il candidato del centro sinistra è il risultato delle tradizionali primarie, elezioni interne allo schieramento che incredibilmente non elegge mai il candidato sperato, in nessuna città italiana. Unica eccezione, le primarie di 10 anni fa ma quelle erano per bellezza. Il PD riesce a perdere anche queste elezioni!
Durante le primarie sono stato disturbato più volte, tra telefonate e SMS, da persone con le quali non sono in contatto abituale ma che cercavano di convincermi di votare il candidato da loro sostenuto, sputtanandomi di brutto gli altri due. Adesso, uno dei tre si è ritirato (peccato, per un certo aspetto credo fosse quello con le idee più belle) mentre l'altro appoggia il vincitore: strano, fino al giorno prima i suoi amici ne parlavano male. Cos'è che non capisco io della politica?!
Il vincitore si proclama il diverso dal suo predecessore, che però lo ha nominato (e stipendiato) a dirigere un'azienda pubblica. E nelle varie liste che lo appoggiano ci sono alcuni ex della precedente amministrazione (compreso chi aveva annunciato di tornare a fare il suo lavoro e di lasciare la politica...). Meno male si presenta come il cambiamento rispetto a prima! Certe dinamiche politiche sono più difficili dei ratei e dei risconti che il prof. Ciraolo cercava di farci capire a ragioneria al Fusinieri!
Il programma è un'esplosione di verde, di aiuti sociali, di intenzioni più spontanee ed elettorali che programmate e di bici ovunque (con candidati consiglieri che non ho mai visto col culo sulla sella eppure sono li davanti nella foto di gruppo per il bike sharing, in una città dove scompaiono biciclette alla velocità della luce) nonostante le strada siano una fetta di emmenthal e le piste ciclabili sono lunghe 12 metri o se superano il chilometro iniziano e finiscono nel nulla, grazie ovviamente all'amministrazione precedente.

L'ala estrema del centro sinistra, ovvero la sinistra, corre per i fatti suoi: non va d'accordo con quella moderata, ovvero il centro. Quindi le sottrae qualche piccolo ma sempre prezioso punto percentuale. Mossa d'orgoglio! Bravi.
L'ala estrema del centro destra, ovvero i fascisti (o pseudo tali), è imboscata: infatti le altre liste e partiti amici nemmeno se ne sono accorti di averceli in squadra! Un anonimo ha lanciato un report sulla storia (?) politica di alcuni candidati facendo sapere che, nella destra, c'è qualche fascistello con annesse filosofie. Il bello è che l'anonimo non è degli avversari di centro (ormai è centro, basta!) ma di quelli di centro alleati! E qui torniamo a quello che mi chiedevo prima: posso votare uno schieramento del genere, diviso all'interno per ideologie? Quando sarà, se sarà, il momento di amministrare la città, litigheranno di più tra di loro che con i rivali. Praticamente un PD di destra!

Che poi, si trattava di cose vecchie, di post sui social media di tanti anni fa quando quel candidato era un immaturo tardo adolescente. Anche io disegnavo le croci celtiche nella Smemo, prima di conoscere la storia dell'Irlanda e di S. Patrizio, chiedendomi se davvero credessi a quel simbolo. Mi ha dato fastidio che questa cosa sia passata, e stia ancora passando, come una notizia distraendo elettori e candidati dai reali motivi elettorali. Si sta arrivando alla nausea.

Vicenza ha vissuto gli ultimi 20 anni equamente divisa tra destra prima e sinistra poi

I primi 10 anni di centro destra hanno portato cemento (nuovo tribunale e la caserma americana), svilimento della città e svendita del suo territorio, poche attività culturali nonostante un nuovo teatro. L'amministrazione di destra era troppo presa da se stessa incapace di guardare oltre Palladio e il baccalà per promuovere il suo territorio.
La criminalità era principalmente italiana, nomadi compresi.
I secondi 10 anni di centro sinistra avranno portato un'aria diversa grazie alle molte attività culturali (peccato solo che potessero organizzarle chi contava, chi conosceva qualcuno di giusto, altrimenti o niente o si è dovuti andare in altre città e province), più visitatori in città (e non turisti...) e un miglioramento dei conti pubblici, ma un impoverimento di quelli dei cittadini, svuotando edifici, perdendo una banca (e chi siede sulle poltrone di rappresentanza finge di stupirsi, mentre un mona come me ha avuto il sospetto per gli ultimi due aumenti di capitale) e una fiera. La viabilità è oscena, complicando il traffico e ammorbando l'aria con giri dell'oca quando si potrebbero percorrere pochi chilometri. Se vado a vedere il programma del sindaco uscente c'è da mettersi a ridere per quanto non è riuscito a mantenere, dalla trasparenza tanto decantata (lo sportello in Piazza Biade... poi però si mangiava gli spiedi di uccelli con l'amico paròn della banca locale!) alla digitalizzazione dei servizi, fino alla chicca: la fiera come volano commerciale. Doveva essere una Vicenza più viva, moderna, unita e forte. Forse viva lo è diventata...
La criminalità è passata in mano agli stranieri, i nomadi hanno tenuto i loro business. Capisco che conta molto anche la politica nazionale, ma quella locale si è dimostrata impreparata e non basta una camionetta con 2 militari imberbi ad assicurare la quiete o a farla percepire al vicentino.

Nessuno dei due candidati promuove il turismo sportivo, e per quello culturale pensa solo alle mostre nei musei.
Sembra quasi che il loro programma sia un volano più personale che per la città. Ho già scritto che a me piacerebbe avere in città più spettacoli e concerti evitando di andare in altre città, seppur vicine. Possibile che il Vicenz Jazz, ancora poco sfruttato, non insegni niente? Possibile che una società organizzatrice di eventi porti artisti internazionali in paesi di provincia?
Il concorso ippico di tanti anni fa al Querini, un torneo sportivo internazionale possono portare turisti veri. Invece anche questi ultimi si svolgono in piccoli centri di provincia.
Il centro città perde negozi e non attrae nomi importanti: andate a vedere le vetrine di Padova e Verona tanto per capirsi. Possibile che non si riesca a portare in città eventi collaterali durange le fiere come fa Milano con il design per esempio?
Turismo non è solo Palladio, il baccalà, gli asparagi, il vino. Nei programmi dei candidati non ho visto queste iniziative, purtroppo.

A un certo punto, le due fazioni di centro e centro-destra hanno iniziato una campagna elettorale barbara, fatta di sputtanamenti reciproci, entrambi concentrandosi di più sui difetti dell'opposta fazione che a pensare alla città e agli elettori.
È stata la peggior campagna elettorale degli ultimi 20 anni.
In comune, hanno quell'arroganza di pensare di avere la verità, la soluzione a portata di mano e di far credere che gli altri siano incapaci, dimenticandosi del rispetto reciproco (solo due candidati avversati oggi si sono fatti gli auguri reciproci e ho molto apprezzato).
Un candidato sembra credere di più al suo programma e alle sue idee, l'altro invece mi da l'idea di correre solo perché è stato messo li dalle liste che lo appoggiano stufe di 10 anni di anonimato.
Ma sono solo mie impressioni.

Ah, poi c'è il Grande Nord. Davvero! Ma la candidata è distante anni luce da Sansa Stark e non la voterei nemmeno se avesse i draghi di Daenerys Targaryen.
Se andate a votare, che sia almeno un voto utile!


Photo credit: comune.vicenza.it

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Gigi Buffon

Gianluigi Buffon smette.
Sono felici quelli che non riuscivano a sopportare il suo talento e la sua eccessiva sincerità.
Io sono un po' triste perché Wojciech Szczęsny sarà anche bravo ma non so nemmeno pronunciarlo!
Ma a parte questo, Buffon è Buffon. Una leggenda!
Non sarà mio amico come lo ha definito Agnelli, ma è una persona leale ai colori che ha deciso di indossare. L'ultima bandiera del calcio italiano dopo Totti.
Dal Mondiale alla Serie B alla Champions League sempre con maglia della Juventus.
Sono giocatori come lui, Del Piero, Baresi, Maldini, Cantona, Maradona, Platini, Raul, Iniesta, Pirlo, Rooney che mi fanno amare il calcio.
Già quando è uscito da San Siro Roberto Baggio una gran parte della mia passione lo ha seguito, dopo di lui è stato molto difficile continuare a seguire questo sport allo stesso modo.

Giocano loro c'è passione. Smettono e la passione svanisce. Arriveranno altri talenti o presunti tali ma l'ammirazione che hai avuto per quei campioni che ci sono stati prima non si potrà ripetere. Unica come loro e come le emozioni che hanno saputo dare.
Per quanto possiamo essere consapevoli che prima o poi dovranno uscire dal campo per sempre, la tristezza è ineluttabile.
Sono giocatori come questi che rendono il calcio più bello. Senza di loro lo è un po' meno. Hanno ricevuto tantissimo, anche troppo visto che il calcio è un gioco. Ma le emozioni che hanno dato ai loro tifosi hanno un valore inestimabile.
Buffon avrà la sua personalità, forte, antipatica, scomoda, genuina, ma quando uno sportivo diventa un esempio per i più giovani qualcosa di buono penso lo abbia fatto.
Le domeniche sono un po' meno domeniche, anche se la Serie A gioca ormai da venerdì a lunedì.
 

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Caro capriolo

​Caro capriolo, sei uno degli animali più carini e teneri che ci siano sulla terra. Anche su quella dove abito io, precisamente prorio quella.
Sappi che sul giardino di quella terra il 16 agsoto 2016, in occasione delle nascita di Teresa, ho piantato un nocciolo.
Lo curo lo guardo gli do da bere controllo come sta e d'inverno lo copro per proteggerlo dal freddo.
Purtroppo non l'ho difeso a sufficienza: infatti uno della tua specie ha pensato di darsi una lucidata alle corna su questo esile albero qualche notte fa, o giorno fa, chi lo sa se si è fatto un giro infigardo alla luce del sole.
L'albero è ancora troppo giovane e non ha resistito alla sua irruenza. 
A quanto pare per la cura delle vostre corna preferite il legno morbido: abbiamo altro che alberi alti e grossi ma gli unici che vengono scorticati sono  un fico matto e un altro paio di arbusti fini. Adesso è toccato al nocciolo di Teresa.
Che appunto perché è di Teresa che mi spiace. Anzi, quel nocciolo è come se fosse Teresa! E lo avete ridotto alla metà. Non sai quanto mi abbia rattristato vederlo in quella condizione.

Siete animali simpatici, caro capriolo. Ma vaffanculo, quando dico teneri è perché vi preferisco con il sughetto, la polenta morbida e un bicchiere di rosso, di quello buono.

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Gioire per una vittoria, piangere per una sconfitta

Al Bernabeu la Juventus si avvicina al miracolo. Poi a 30 secondi dal fischio finale il rigore a favore del Real Madrid che sveglia bruscamente tutti gli juventini. Non c'era modo peggiore di uscire così dalla Champions' League.

Scrivo secondo rabbiosa coscienza

Ho aspettato un po' prima di scrivere di Roma-Barcellona. Volevo individuare un particolare e ricamarci su un po'. Questa volta scrivo subito dopo Real Madrid-Juventus, scrivo di getto a caldo seguendo più che quel flusso di coscienza quella rabbia che mi scorre bollente nelle vene. Anche perché non ho un amico al mio fianco con il quale commentare la partita bevendoci sopra qualche birra. Non è un segreto, ve l'ho già detto qual è la mia fede calcistica e probabilmente penserete che farei meglio a guardare qualche puntata di Trollhunter con un bicchiere abbondante di Laphroaig per quietarmi. Chissenefrega. Questa volta non lascio passare il tempo per riflettere e mi butto a capofitto. Scrivo mandando a fanculo la ragione e sostenuto dall'istinto perché le vere parole nascono così e richiedono di respirare. Se poi un giornale di musica paga un giornalista di cinema per scrivere di moto perché io non posso scrivere gratis di quello che mi pare? Ma questo non c'entra niente.

Real Madrid - Juventus, non poteva esserci modo peggiore

La Juventus doveva compiere una impresa: capovolgere il risultato della partita di andata, persa a Torino 0-3. E ci era quasi arrivata, mancavano 30 secondi per continuare a sognare altri 30 minuti, che avrei sostenuto con tanta fatica. Il Real con la preziosa e fondamentale collaborazione del signor arbitro, l'inglese Oliver, ha posto fine alla mia sofferenza (era da Berlino 2006 che non stavo così  male davanti una partita). Ho iniziato la partita senza speranze. Si sono riaccese dopo 2 minuti e intensificate poco dopo mezz'ora. Sono diventate molto concrete dopo un'ora. Un climax travolgente che non mi sarei mai aspettato. E poi, all'improvviso, dal nulla, un dito che indica il dischetto. Non mi sono neanche accorto cosa era successo. Il replay mi ha fatto vedere un giocatore che inizia a piegare le gambe prima di venir toccato, purtroppo da un Benatia che è arrivato peggio di come facevo io nei principali campi del calcio dilettantistico veneto. A velocità normale non ho battuto ciglio, al rallentatore il dubbio non mi ha neanche sfiorato. Molti si sono chiesti "ma come si fa a lasciare l'avversario solo in mezzo l'area di rigore?" ma anche "ma come si fa a subire un lancio così?" a pochi secondi dalla fine quando si dovrebbe rimanere attaccati agli avversari con l'Attack evitando l'inevitabile.
E invece è proprio il più classico degli errori, perché si deve fare di tutto anche per evitare di instillare il dubbio al direttore di gara e della tua intera stagione. E quando giochi contro il Real Madrid o il Barcellona, il dubbio non esiste e tutto è certo.
Rigore al 93°. 

Potevo vedere la Juve eliminata in tanti modi.Potevo vedere la Juve eliminata in tanti modi. Ero pronto a prenderne altri tre, riconoscendo la superiorità avversaria.
Ma no, non ci poteva essere modo peggiore. 
Poteva segnare Ronaldo con un'altra rovesciata o Isco con una bella serpentina o con Bale che semina Lichtsteiner mulinando le gambe facondo invidia a Bip Bip. Aspettavo di prendere il colpo, quello di bravura di uno degli assi delle merengues. Invece a 30 secondi dal termine dei tempi regolamentari ecco l'episodio che tanto cercato. Per tutta la partita i giocatori del Real hanno scambiato l'arbitro per un disc jockey chiedendogli  ad ogni contatto la combo punizione+giallo. Ottenendola puntualmente. Ronaldo ci aveva già provato a tuffarsi in area, anche in modo palese e uscendone sempre indenne salvandosi dall'ammonizione per simulazione. Penso a quello che hanno vissuto i giocatori della Juve, non solo oggi ma per l'intera settimana: dedizione lavoro concentrazione. Tutto andato in fumo per un probabile rigore.

Gioire per una sconfitta, piangere per una vittoria

Dopo una rimonta così, fa malissimo questo sgambetto. Ronaldo non è Icardi che sensibilmente caccia fuori il gol della vittoria nel derby a porta spalancata. Ho provato una rabbia immensa vedendolo gioire togliendosi la maglia (ovviamente senza essere ammonito). Pensavo che avrebbe dovuto spedire il pallone in curva per giocarsi i supplementari. Quasi sicuramente Benatia e Pjanic sarebbero stati espulsi e lui avrebbe fatto una doppietta. Il Real Madrid gioiva per una (non) sconfitta mentre la Juventus piangeva la vittoria più amara della sua storia (almeno credo!):  vincere al Bernabeu 1-3, pareggiare una situazione sbilanciatissima fuori casa ma alla fine tutto è inutile, non serve a niente. Mr. Allegri dice che sono usciti a testa alta mentre per me sono usciti bastonati. Due volte tra andata e ritorno.

L'ipocrisia del tifo

Martedì sera c'erano oltre 56 milioni di italiani con la maglia della Roma addosso (tranne i laziali). La sera dopo molti di loro sono stati svelti a sfilarsela per sfoggiare ripetitivi sfotto ai rubentini. E non vedevano l'ora, loro che durante la settimana sono liberi di andare a giocare a calcetto perché hanno disdetto la pay-tv da più di qualche anno. Oltre alla beffa degli ultimi 30 secondi mi stanno già sul c***o gli sfottò di tutti quelli che si sono dimenticati di essere "sportivi" ma non si essere anti-juventini (è davvero pessimo essere contro qualcosa!). Basta! Mi sembra che ci sia stata una condanna e che sia stata anche scontata in modo dignitoso e che dopo qualche anno difficile la società sia tornata a livelli altissimi, mentre le altre la prendono ancora come esempio senza imparare per altro.

Le bastonate fanno risorgere

Non si può non pensare a quello che hanno vissuto Roma e Juve ieri e oggi: un'impresa realizzata e una... sfumata. Però mannaggia la miseria, per quanto bello sarà lo sport in questi casi, quello che fatico a capire è perché ci sia bisogna del miracolo? Vuol dire che è necessario sovvertire un risultato davvero negativo e di compiere qualcosa molto prossimo all'impossibile. Ieri i ragazzi di Di Francesco hanno dimostrato che niente è impossibile (a meno che un arbitro non decida il contrario) e hanno festeggiato. Ma non dovrebbe essere così: non dovrebbe essere necessario prendere degli sberloni alla Bud Spencer per rialzarsi e giocare la partita della vita. Perché Roma e Juve una partita come quella di ieri e oggi non l'hanno giocata una settimana fa?  La domanda più stupida è se la squadra vera è "quella vista all'andata o al ritorno?". Entrambe, purtroppo. Perché se si gioca con la paura e deconcentrati fai le figure della prima partita mentre se si va in campo determinati sicuri e concentrati puoi (non è mica detto e si è visto, porco cane!) vincere alla grande. Guardando la fase difensiva della Juve ho visto che la strategia era l'opposto di quella dell'andata: togliere fiato e spazio al gioco dei blancos, anche alti spesso e volentieri nel secondo tempo rischiano anche di scoprirsi pericolosamente. Mi chiedo perché non lo abbiano fatto la settimana scorsa potendo contare sul fattore campo. Il calcio non è bello, è strano: devi prendere una sberla per reagire e capire cosa vuoi.

Come se ne esce da una batosta così

E questo doveva essere l'argomento principale di questo articolo (o post? Veronica, Riccardo, come si chiamano?). Il nocciolo da estratte e sul quale romanzare le parole. Ma non pensavo di dover mescolare bile. Come se ne esce da una botta così? Se potevo sapere qualcosa, nel mio piccolissimo, di quello che ha provato Manolas tra il suo gol e il fischio finale, in questo caso proprio non so a cosa aggrapparmi. Non perché non ho nemmeno sognato di giocare un quarto di finale di Champions' League ma perché una presa in giro del genere non mi è mai capitata. Sì è vero, una volta sono stato espulso ingiustamente e quell'espulsione ci è costata la partita contro una squadra più blasonata, ma non mi è mai successo di farmi portar via la partita, di veder vanificato un gigantesco sforzo di squadra in questo modo brutale, passando dallo 0-3 al 3-0 e non al Westfalenstadion di Dortmund, con tutto rispetto, ma al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. Puoi romperti il crociato ma sai che starai fuori 6 mesi, 4 se sei Roberto Baggio ma lui è unico. Tibia e perone salvo complicazioni 2 mesi non te li toglie nessuno. Uno stiramento richiede un mese se non è di grave entità. Ma in ogni caso stai fuori, rosichi in palestra comunque non giochi e lavori duro per migliorare fisicamente e mentalmente ogni giorno. In questo caso è diverso: questa invece è stata una bastonata sulla schiena e ha fatto malissimo perché domani torni in campo ad allenarti: con che testa prepari la prossima partita? Certo c'è la tensione di un campionato da vincere e una finale di Coppa Italia da contendersi  ma non sai quanto ci vorrà per riprendersi. E quella Champions' League per la Juventus più che un sogno è diventato un incubo, da quando Pavel Nedved non ha potuto giocare la finale - persa - di Manchester passando per tutte le sconfitte che si sono succedute. Come ci si rialza da uno sgambetto del genere, dopo essere stato a un passo dalla leggenda? Dopo una salita spezzagambe la mano era già sulla porta quando questa è svanita nel nulla. Come si fa? Si torna a correre, a lavorare perché questa è una professione che anche se va male per quelli di Vinovo (come di Milanello o di Formello) il ricco stipendio arriva comunque. Però brucia lo stesso. Sono anni che si sbattono per ottenere qualcosa in questa cazzo di Champions' con il fardello di un triplete da ripetere ma una persona ha deciso che tutti gli sforzi sono stati vani e sono terminati adesso. E' il calcio ed è fatto così. Come tutto lo sport di squadra. Ne sanno qualcosa Cecilia Zandalasini e le sue compagne della nazionale italiana di basket, che per colpa di un suo fallo antisportivo inesistente contro la Lettonia, dovranno rinunciare ai mondiali di basket 2019. Devi rialzarti perché hai un lavoro da continuare, un dovere verso la società che ti paga e i tifosi che ti sostengono. Ma anche verso te stesso che ti impegni ogni giorno per raggiungere gli obiettivi. La cicatrice del crociato ti ricorderà di quando il ginocchio ha fatto cronch girandosi improvvisamente mentre tu stavi fermo. In questo caso invece si convive con una ferita invisibile che si rimargina e si riapre a giorni alterni. E la consapevolezza di avercela messa tutta non calmerà alcun dolore. Come la batosta presa all'andata, spero che anche questa serva di lezione. Boskov direbbe che la lezione ha detto che "rigore è quando arbitro fischia" in qualsiasi caso. Come ti rialzi? Con le bave alla bocca, pronto per affrontare una nuova stagione, lavorando per farsi trovare pronto e per evitare di creare qualsiasi dubbio a chi fischia il tuo destino   


PS: come se non bastasse il duello Rossi - Marquez in MotoGP, anche fuori dalle piste la sfida Italia - Spagna è infuocata. Ma non pare giocarsi ad armi pari. 

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Foto di copertina: facebook.com/ChampionsLeague/

Articolo pubblicato su Gushmag.

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Gli ultimi minuti di Manolas

La Roma non ha fatto la stupida e ha battuto il Barcellona di Messi 3 a 0. Non commento la partita che non ho visto ma mi chiedo Manolas...

L'impresa della Roma contro il Barcellona nei quarti di finale di Champions League entrerà nella storia della società ma anche del calcio internazionale. Forse ero uno dei pochi che mercoledì scorso alla fine della partita di andata pensava che c'era più di una speranza per la squadra Eusebio Di Francesco. Il gol di Dzeko al Camp Nou è stato fondamentale, perché in queste partite devi pensare di giocarne una di due tempi da 90 minuti ciascuno. Detta così suona come una banale cazzata.

Andatelo a chiedere ai tifosi romanisti che, se hanno dormito, stamattina si sono svegliati con le guance indolenzite dalla paresi alla Joker dalla quale sono stati colpiti ieri sera e il cuscino zuppo di lacrime di gioia. Non ho visto la partita, ero a casa da solo con la prole e il primo tempo è andato via col bagnetto e il librino da leggere. All'intervallo ho visto il risultato parziale. Sono riuscito per caso a vedere gli ultimi minuti, quelli più bestiali durante i quali tutti i tifosi se non avevano già le mutande sporche avranno avuto i crampi alle chiappe e le mandibole fratturate o le gole arse dai canti e le urla. Temevo in un blitz di Messi ma la fase difensiva della Roma è stata, per quel che ho visto, impeccabile mentre molto meno quella di possesso palla. Due palle perse a fine partita possono essere letali quando ti giochi il passaggio del turno. Ma alla fine è stata festa. Non voglio né posso commentare la partita, perché come detto ero impegnato in altro. Però qualcosa ha colpito la mia attenzione in modo particolare. Anzi, qualcuno e cioè Kōstas Manōlas, stopper della Roma che ha segnato il gol decisivo. Lo guardavo esultare dopo aver infilato la sfera alle spalle di Marc-André ter Stegen con gli occhi spalancati a cercare chissà che chissà chi chissà dove, in percentuali varie di gioia incredulità ed euforia, come tutti i suoi compagni di squadra e tutti i sui tifosi. 


Lui che di professione evita i gol, difende la sua porta, è andato ad attaccare quella avversaria, ha rubato il tempo all'avversario andando incontro al pallone che gli arrivava quasi dritto e lo ha incrociato nel palo più lontano. Il viaggio della palla dalla sua fronte in fondo al sacco è stato un flash ma in mezzo c'era un sacco di cose: fame di vittoria, paura di vincere, speranza, curiosità, caparbietà, desiderio di affermarsi. Un viaggio che ha soffocato il boato dello stadio Olimpico e di tutti gli appassionati di calcio davanti la televisione (perché ieri anche quelli che non lo sono mai stati erano romanisti, ad eccezione dei laziali!). Il colpo che tutti aspettavano, a una manciata di minuti dalla fine. Sono proprio questi minuti che mi hanno elettrizzato: seppur a livelli infimi rispetto a quelli di un quarto di finale di Champions League, so cosa significa essere a un passo da una vittoria sulla quale pochi ci avrebbero scommesso (tra questi pochi un amico, col quale per altro ho condiviso questi momenti sul campo, che adesso offrirà una cena!). E mi sono chiesto, quasi glielo stessi chiedendo direttamente: Sei Kōstas Manōlas, hai appena segnato il gol che qualifica alla semifinale di Champions' League la tua squadra, la Roma, che tutti gli esperti e non del settore davano per spacciata perfino nella fase ai gironi, hai appena messo fuori dalla porta il Barcellona, la squadra più forte del mondo, Andrés Iniesta, Lionel Messi, Luis Suarez, Gerard Piqué, colleghi che una bacheca per loro non basta a raccogliere tutti i trofei conquistati, sei un umile stopper greco e stai correndo in giro per il campo impazzito inseguito da compagni di squadra e dirigenti. Come cazzo la giochi, la vivi, quella manciata di minuti che manca al primo dei tre fischi dell'arbitro? Lo so mica ci sei solo tu in campo, ce ne sono altri 10 ma tu Cristo Santo ma sei l'eroe della serata, sei entrato nella storia dell'AS Roma, te ne rendi conto? Nemmeno la leggenda Francesco Totti era stata capace di tanto! 

 
Manolas ha appena deviato in porta il pallone del 3-0.
Fonte: facebook.com/ChampionsLeague/ 

Te ne rendi conto o l'adrenalina che ti è esplosa nelle vene ti ha mandato in trance agonistico? Mancano 7 minuti più recupero e stai trattenendo una crisi di pianto isterico, ogni palla che passa per i piedi di Iniesta e Messi è potenzialmente fatale, il tuo stomaco sobbalza le tue gambe sono due colonne doriche (o preferisci ionicche? Meglio corinzie? Vedi tu che sei greco!). Non vedi l'ora che l'arbitro fischi, quei minuti finali sono un'agonia, come fai a rimanere concentrato e mantenere la lucidità di non sbagliare una palla una diagonale un contrasto a non farti trasportare dall'entusiasmo e a spingerti oltre? Il ruolo dell'eroe di solito è del centravanti, di Dzeko di El Shaarawy, o ci si aspetta un colpo da Nainggolan (ma è stato sostituito da quel pazzo di Di Francesco con El Shaarawy, un centrocampista seppur offensivo per un attaccante, mica un cambio banale se sei la Roma e ti giochi una semifinale contro il Barcellona) o la resurrezione di Schick. Invece no, come il migliore degli outsider, sei sbucato tu e ci hai messo la capoccia che a Roma piace tanto. Mi hai ricordato il tuo connazionale Traïanos Dellas e il suo gol alla Repubblica Ceca nella semifinale dei campionati europei del 2004: anche lui eroe indimenticabile per averci messo la testa su un calcio d'angolo. E guarda il caso, anche lui al tempo difensore dell'AS Roma. Hai fatto piangere tutti ieri: i tifosi della Roma ma anche quelli del Barca (forse anche quelli della Lazio). Tutti ti ricorderanno, nel bene e nel male. Come hai fatto a gestire quegli interminabili minuti solo tu lo sai. Io posso saperne qualcosa nel mio piccolo, posso immaginare perché le sensazioni possono essere simili ma il confronto è penoso. Poi non potevi più trattenerti e sei crollato lasciando andare quel pianto isterico di gioia ed incredulità. Adesso avete battutto il Barcellona, gli avete dato 3 sberle. Complimenti! Però questa impresa non può rimanere un'autocelebrazione fine a se stessa però, sarebbe un peccato.


 
L'esultanza euforica dopo il gol decisivo di Manolas. 
Fonte: facebook.com/ChampionsLeague/   

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Articolo pubblicato su Gushmag

Foto di copertina: facebook.com/ChampionsLeague/

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La sopravvalutazione del calcio italiano

Juventus - Real Madrid 0 - 3. Un risultato che fa malissimo. Una vergogna negli annali del club di Torino.
La Juve ha perso e male in casa contro il Real Madrid la partita di andate dei quarti di Champions League. Un risultato che non concede repliche.
Tra il serio e il faceto il giorno del sorteggio speravo di prenderne meno di 10 tra andate e ritorno. 

Giocare la partita di andata in casa è delicato ed è fondamentale non prendere gol. Infatti dopo 3' è stato subito suicidio! Nemmemo quel tamarro col 7 che vaga per il campo fosse Cristiano Ronaldo, perché stare addosso a lui invece di quel manzo franco algerino di Benzema? 
Dopo 3 minuti la strada giusta era inevitabilmente presa, in discesa, coi freni rotti: contro il Real non sei sicuro di passare il turno nemmeno se vinci 2 a 0 in casa perché al Bernabeu è durissima, figurati se prendi un pero! 
Quando poi la Juve è rimasta in dieci la strada era ben avviata ma incredibilmente Ronaldo e company si sono divorati un paio di gol.

Ad un certo punto del primo tempo i giocatori del Real davano l'impressione - bhe, la dava di più l'arbitro - di poter tranquillamente giocare indistintamente a pallamano pallavolo pallacanestro e se continuava a diluviare anche a pallanuoto. E pensavo ancora al ritorno al Bernabeu.
Ho una mia filosofia da quando facevo il calciatore dilettante professionista. E cioè, che quando sei tu per primo a sbagliare, è del tutto inutile prendersela con quello che dirige la partita perché non è colpa sua se sei tu a sbagliare, a fare falli stupidi, a mangiarti gol, a fartela nelle mutande.
Ronaldo e tanti dei suoi compagni di squadra, ma lui più di tutti, hanno già avuto un dono. Un talento. Se poi ricevono altri regali come quello della massima libertà in mezzo l'area di rigore, la tua generosità è inesorabilmente la più grande boiata che un calciatore può fare.

La rovesciata di Ronaldo è stata splendida. Ancora di più gli applausi degli spettatori. E cosa vuoi farci. La rovesciata poi è la rovesciata. IL gol, IL gesto del calcio. Certo che però spesso succede se dai all'avversario un aeroporto per farla. Se poi lo lasci a uno come lui, ciao!

Eppure, sotto di un gol, l'undici di Allegri pareva potesse giocarsela contro i Galacticos che da esperti compassati hanno saputo contenere gli sfoghi disordinati e a ritmi troppo alti dei bianconeri. Così Diego Costa non ha trovato uno spazio per imbucarsi, a Dybala giravano le palle (le sue, quelle un po' più in alto di quelle che aveva tra i piedi. Bhè si poi se le è ritrovate li anche quelle...) e Chiellini è andato in sbattimento.

L'espulsione di Dybala è la ciliegia sulla torta. Il bambino deve crescere. Oggi ha avuto una grande lezione da Ronaldo ma chi lo sa se ha imparato qualcosa!?
Se non viene convocato in nazionale argentina un motivo ci sarà. Non mi ha mai convinto. La sua sopravvalutazione (da parte di media lacchè e tifosi col prosciutto negli occhi) dimostra la qualità del campionato italiano e cioè scarsa. Se poi metti De Sciglio contro Ronaldo e Marcelo, sorridendo pensi: "Ma dove vuoi arrivare?" [semi cit.]
Dopo il passaggio del turno di Juve, Real e Lazio, i giornalisti italiani (gli stessi di Dybala eh!) elogiavano il calcio nostrano parlando di riscatto dopo la mancata qualificazione ai mondiali. Ma non hanno contato i calciatori autoctoni in campo. Pochi. E poi piangono perché quest'estate non andranno in Russia spesati dai loro datori di lavoro. Chissà perché eh?! 

Quando giochi e perdi (male) contro Real, Barcellona, Bayern spero sempre che si impari qualcosa. Invece mi pare di no.
Direi che andare a Madrid è superfluo. Si può fare a meno di disturbare il custode del Bernabeu, avrà anche lui diritto di andare al cinema una sera, forse anche a Madrid di mercoledì costa meno?!


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