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L'Europa che vorrei

Ero un bambino quando vidi, attaccato alla porta d'ingresso della scuola elementare che frequentavo nel mio piccolo quartiere di periferia di una piccola e bigotta città di provincia, il primo manifesto sull'Europa unita. Era la metà degli anni '80 del secolo scorso e non avevo la più pallida idea di quello che c'era scritto. Sapevo della CEE ascoltando i grandi attorno ai tavoli e quelli che ne sanno dentro la televisione. A quel tempo non facevo ancora caso alle parole, al significato di ogni singola parola. Capivo che era una unione degli stati europei, o che almeno si inseguiva questa intenzione, perché un'area geografica unita con confini ben separati mi sembrava tutt'altro che unita. Ma ero un bambino scemo e non capivo una cippa e in quanto tale mi facevo solo un sacco. 
Però c'era quella parola in quella sigla: 'economica'. La maestra, fino alla quarta elementare la mezza hippy Franca poi la sindacalista Roberta, ci spiegava che prima o poi saremmo arrivati ad avere un sotto specie di Stati Uniti d'Europa ma senza approfondire troppo.
Io però di questa cosa non capivo perché si desse così tanto peso al termine 'economica' e non a quell'altro, 'Comunità', perché credevo che l'unione non fosse solo di Stati, ma di persone. In fin dei conti, dentro i vari stati ci sono milioni di persone con gli stessi bisogni essenziali da proteggere e soddisfare. Le cose in comune di una comunità. Invece quella che ci veniva presentata era una unione economica, cioè dove la cosa principale sono i soldi. Boh vabbhé avevo cose più importanti a cui pensare a quel tempo, mica potevo perdermi una puntata di Holly e Benji o di Lupin per star dietro a quelle faccende da grandi. 

Passa il tempo e il professor Mancini, dalla seconda alla terza media ci ha una testa così sull'UE, l'Unione Europea. Ma aspetta un attimo, è la stessa CEE del decennio precedente? Dov'è finita la parte economica? 
Il professore di italiano storia e geografia, che voleva sapessimo tutto perché sono materie collegate tra loro e che mai smetterò di ringraziare anche per questo, ci dice che il futuro, che l'UE, la faremo noi, coi nostri voti, coi nostri comportamenti. 

Sono passati 30 anni (porc'!) da all'ora. Non so quanto abbiamo contribuito a fare l'UE in tutto questo tempo. Ma adesso che mi è spuntato più di un pelo bianco tra le basette, ho capito che il peso di 'Comunità' è infimo rispetto a quello di 'Economica', anche se entrambi sono spariti in favore di 'Unione'. Una unione che è solo una sigla, per scopiazzare quella ben più solida di quella americana, una sigla per farci credere di vivere tutti in un unico territorio mentre invece siamo dentro i nostri Paesi, spaccati a loro volta per altro (vallo dire a un basco, a un catalano, ma credo anche a un calabrese e un trentino). 
Una unione che, nonostante non ci sia più nel nome, pensa prevalentemente all'aspetto economico e non a quello umano. Come se soldi, bilanci, finanza e tutto quello che ci è collegato fosse di fondamentale importanza per vivere bene. Per chi se ne occupa, senza dubbio. Perché purtroppo, chi ha governato e governa l'Europa (la chiamo così, senza Unione) se ne occupa e anche molto.
Ogni nazione deve fare attenzione al proprio bilancio e al rapporto deficit/PIL. Sono due valori economici a rapporto l'uno con l'altro. 
Altri indicatori non ce ne sono. Non si considera la qualità della vita, l'aspettativa di vita, i ritmi di vita/lavoro. In una sola parola: vita!

Non credo che il rapporto deficit/PIL interessi molto all'agricoltore di olive in Puglia, dove la vita delle sue coltivazioni è messa pure in pericolo da un batterio, allo studente universitario fuori sede, all'impiegata in una azienda o al padre separato. 
Credo invece che loro abbiano bisogno di sicurezze diverse che al momento non sono contemplate da questa Europa e che un indice economico non possa assicurare.

Due settimane fa ci sono state le elezioni europee per eleggere il nuovo Parlamento. Qui in Italia la campagna elettorale nemmeno si è vista, tanto le liste erano bloccata da nomi decisi dalle sedi centrali dei partiti. Ancora devo sapere cosa abbia combinato di serio nell'ultimo mandato l'eurodeputata Moretti, per esempio. Ha lavorato per aiutare i cittadini o qualche azienda che ha finanziato la sua precedente campagna elettorale?
Hanno battuto il ferro sulla partecipazione, sull'affluenza, perché mai come quest'anno si sarebbe deciso il futuro dell'Europa. Strano, pensavo che non fossimo noi elettori a decidere le sorti di una città, men che meno di un Paese, figuriamoci di un Continente! E comunque non hanno detto nulla di nuovo riguardo l'affluenza ma sempre la solita cosa, detta in modo e tono diverso.
Alla fine sono andato a votare e sono contento che chi ho votato abbia ottenuto un buon risultato, purché poi possa e voglia realizzare le sue intenzioni in questa euro legislatura.
Quando le persone esprimono un certo tipo di voto, oppure proprio non lo esprimono, è una reazione a una situazione che ha qualche problema e nemmeno questa si può risolvere con un rapporto di valori economici. Anzi, la aggrava!

Che Europa verrà fuori da questo ultimo giro di voti non lo so. A me sembra che si stia andando dalla parte opposta di dove si dovrebbe andare, ovunque. In qualsiasi tema trattato. Situazioni più complicate, più gravi. 
Sembriamo il bambino vivace che viene sempre sgridato violentemente dai genitori, o dalla maestra, con il risultato di renderlo ancora più agitato. Dopo tanti anni forse sarebbe il caso di prendere in considerazione di cambiare strategia?
Cosa mi piacere vedere nella prossima Europa?
A me piacerebbe vedere la parola NEUTRALITÀ. Una Europa neutrale, senza armi né esercito, libera dalle basi USA e Nato nel suo territorio. E mi piacerebbe vedere anche una politica sociale omogenea tra stati, per quanto possibile, eliminando le differenze di trattamento per gli aiuti alle famiglie tra i vari stati dell'UE.
E se vogliamo tanto restare in ambito economico, allora aggiungo anche una politica finanziaria e industriale per riportare la produzione in Europa. Le c.d. delocalizzazioni di inizio secolo ha impoverito le famiglie europee e arricchito governi orientali, con tanto di incentivi per altro.
L'Italia nel '900 aveva capacità produttive eccezionali che tutti ci invidiavano, ma le generazioni successive, già accontentate e più incapaci di quelle dei padri e dei nonni, hanno mandato tutto in mona. Basta vedere quante aziende italiane sono fallite o salvate da capitali esteri, tra società o fondi. 
Ci siamo fatti male con le nostre mani e menti geniali. Riportiamo l'industria europea a quella che era una volta. Come, lo devono decidere chi viene eletto e pagato dal popolo, perché è lì per fare quello. Allora sì ci sarà una nuova distribuzione di ricchezza. Se è questo quello che si vuole, se si vuole davvero dare più soldi a un maggior numero di persone per creare un circolo virtuoso.
Ma deve essere una produzione controllata, sensata, non esagerata e in eccesso.
Purtroppo però, come ho scritto sopra, stiamo andando dalla parte opposta di dove si dovrebbe andare, ovunque. Prima o poi succederà qualcosa che cambierà la situazione. Spero non sia qualcosa da temere.



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Campioni d'Europa!

Italia – Inghilterra 

Riassunto della finale dei Campionati Europei 2020/1



1) Abbiam preso gol da un nostro calcio d'angolo! 3 passaggi e sono arrivati dalla loro ¾ campo alla nostra porta. 

2) L'azione l'ha iniziata Shaw e l'ha conclusa Shaw. Noi però glielo abbiamo fatto fare. 

3) Southgate l'ha preparata bene. Sterling e Kane centrali tengono tutta la difesa occupata. Kane scende a prendersi la palla tirandosi dietro un difensore poi palla larga per Shaw o Trippier... 

4) ...noi sulle fasce siamo scoperti perché a centrocampo giochiamo a 3. Non ci vuole un genio. 

5) In quanti ci siamo cagati addosso quando Jorginho è uscito? 

6) lo schema è sperare che Chiesa trovi il jolly. Ma mica solo stasera.

7) Caressa e lo zio Bergomi dai pub inglesi a quelli di Amsterdam, sperano di non risentire del fumo passivo della ganja. Ma ormai è troppo tardi mi sa.

8) 90°: l'Inghilterra ha fatto gol con un contropiede all'italiana. L'Italia ha fatto gol con una mischia all'inglese. Ah, la globalizzazione! 

9) Non ho mai creduto che giocare con 1 punta e 2 trequartisti a supporto sia la soluzione migliore. 

10) Soprattutto se poi l'unica punta deve giocare più per la squadra, tenere palla e farla salire. Ciro Immobile nella Lazio segna perché Inzaghi lo faceva andare in porta con verticalizzazioni. 

11) ci abbiamo messo 95' per fare un'azione conclusa con un cross! 

12) Non abbiamo un centravanti degno di questo nome da Bobo Vieri....... 

13) No ancora i supplementari... Qui in Veneto domani dobbiamo andare a lavorare c'è da produrre fatturare trainare l'Italia... 

14) La profondità. Questa sconosciuta! Le partite si vincono andando in verticale e tirando, spostare la palla in orizzontale vai al massimo da una fascia all'altra. 

15) Kane, Sterling, Rashford, Grealish, Saka da una parte. Immobile, Andrea Belotti, Lorenzo Insigne, Federico Chiesa, Domenico Berardi Federico Bernardeschi dall'altra. E alla fine segnano due difensori! 

16) Belotti è gobbo e gioca nel Toro. Non so come faccia, anche da queste cose si vede un campione! 

17) I rigori sono una tortura che non mi meritavo! 

18) 1 e fin'ora l'unica Champions League (96), 1 e fin'ora l'unico Mondiale (2006), 1 e fin'ora l'unico Europeo. Tutti ai rigori. I rigori mi tolgono il senso della vittoria. E' più il dispiacere di vincere ai rigori che la gioia, preferisco vincere al massimo entro i 120'. 

19) per il Pallone d'Oro è possibile fare come per il Premio Nobel che lo danno a un team per una scoperta scientifica? 

20) amici andati. Devo portare dentro tavola, sedie e bottiglie di birra (italiana). Meglio così, non so a che ora smaltirò l'adrenalina prima di andare a dormire 

21) ahò, se vinciamo la Coppa, vengo lì! GIF di Carletto Mazzone, quale lo sapete Brescia Atalanta 3 - 3 Roberto Baggio Carletto Mazzone  

22) Vincere un Europeo con la coppia difensiva da brividi Leonardo Bonucci – Giorgio Chiellini. Non ci avrei scommesso 1 centesimo. E sono stati anche i migliori in campo, invalicabili! 

23) "I'm coming home I'm coming back down tonight"  

24) Spiace per gli inglesi, perché Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! Non vincete mai! 

25) Gli inglesi ne devono mangiare ancora di pastasciutta! Ma come la facciamo noi! 

26) Degli ultimi 20 anni questa è la Nazionale inglese peggiore. Pensavo che le altre potessero vincere qualcosa e invece non hanno vinto un bel niente. Perdere in finale contro questa Nazionale mi avrebbe molto rotto i coglioni! 

27) Grealish chi? Il nuovo Gascoigne? Gazza per la disperazione è tornato a desfarsi di gin. Allora gli volete male!!! 

28) Chiellini che a un certo punto, non avendo attaccanti inglesi nella sua zona, è andato a fare l'ala sinistra aggiunta! 

29) Gianluca Vialli, Roberto Mancini e Attilio Lombardo si prendono la rivincita a Wembley!!! 

30) Mancini in lacrime con Vialli in mezzo al campo, poi la metamorfosi in conferenza stampa, con frasi di circostanza. L'uomo vero è rimasto in campo. Davanti ai microfoni si dice quello che gli altri vogliono sentire.

31) In quanti stavamo già esultando quando Jorginho è andato sul dischetto?

32) Bernardeschi subito dopo Rashford gli ha fatto vedere come si calcia un rigore guardando il portiere che si getta da una parte.

33) Non ho mai visto portieri che in un rigore si lanciano all'incrocio dei pali.

34) Dopo l'Uomo da 1 milione di dollari, il portiere da 12 milioni di dollari e meno male è italiano!!!

35)"Chieeelliniii!" is the new "CCCannnnavaro!"

36) Quanti cuochi lavapiatti pizzaioli friggipatatine di fast food licenziati domani?

37) Mannaggia al ritardo di trasmissione tra radio e tv digitale! La radio cronaca con la voce di Francesco Repice sarebbe stata una goduria.

38) Finalmente questo Europeo è finito e da domani si torna a dare della merda a quei gobbi maledetti di Bonucci, Chiellini, Chiesa e Bernardeschi vero?!

39) Ceferin che consegna la Coppa a Chiellini, italiano e juventino. Chissà come gli rodeva!

40) Chiellini gli avrà detto “Saluti da Andrea!”?

41) Calmate quell'esagitato di Sergio Mattarella

42) Ho sentito l'urlo dei vicini di casa prima ancora che Saka tirasse il rigore.

43) Quale dei miei amici è andato a casa senza finire la birra? Gliela farei bere a colazione!

44) Sono le 3:35, 3:44, 4:11 posso tirare avanti guardando Suns - Bucks, gara3 di finale NBA!

45) Arrivedooorci!


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Non può andare tutto bene

Quando il coronavirus era ancora in Cina, abbiamo iniziato noi, insultando e picchiando i cinesi.

Appena è arrivato in nord Italia, siamo passati a insultarci tra di noi: forse per la prima volta c'è stato uno scambio di posizione tra meridionali e settentrionali, con i primi che insultavano i secondi.

Poi siamo tornati a offendere i cinesi, colpevoli di mangiare topi e quando il COVID-19 era ormai diffuso nel nord Italia, allora siamo stati oggetto di scherno da parte dei francesi, rifiutati dagli inglesi e anche austriaci, sloveni e molti altri ci tenevano lontani.

Non è semplicemente colpa di quel mutevole coso microscopico. E' solo colpa nostra.
La Cina si sta rimettendo a posto adesso dopo oltre 2 mesi. Da sola e con disposizioni molto rigide e molto chiare (per esempio, in Veneto il 25 aprile e l'1 maggio i picnic si possono fare, ma solo nel giardino di casa, con il proprio nucleo famigliare, senza invitare vicini, condomini -e quindi il primo che arriva in giardino esclude gli altri?- parenti né morose/i. Non è possibile dire che è vietato? Come l'attività motoria -termine generico-: possibile oltre i 200 metri da casa che però non significa finire a  4 km. Allora 2,5 o 3,5 km sono buoni?)
Noi italiani abbiamo subito lamentato la mancanza di aiuti da parte dell'Europa (per altro riconosciuta, ma poco importa) e accusando Francia, Germania e Olanda di fare i propri interessi come al solito.
Abbiamo replicato con l'idea di boicottare le aziende francesi e tedesche presenti in Italia, come catene di supermercati e case auto. Dimenticandosi però che in Italia ci lavorino un bel po' di italiani in quei supermercati e nelle concessionarie. Bravi, complimenti per la bella idea!

Ma come possiamo lamentarci noi italiani degli altri paesi europei, quando non siamo nemmeno stati capaci di aiutarci tra di noi, fermando i macchinari appena donati, dimostrando come la generosità arriva fino a un certo punto e quando ci si trova nella merda non si guarda in faccia nessuno?
Come possiamo accusare i paesi membri dell'UE quando siamo divisi al nostro interno, se le regioni del nord chiedono autonomia dal governo centrale e qualcuno non considera italiana la parte meridionale e viceversa? 
Siamo il bue che dice cornuto all'asino.
Con l'unica differenza che non abbiamo alcuna vergogna, anzi, pure un bello strato di arroganza.
Almeno fossimo un paese virtuoso, con meno evasione fiscale e servizi all'altezza delle tasse pagate, potremmo dimostrare di meritarci qualcosa.

Nel frattempo la politica mette in mostra il meglio di sè.
Fontana, presidente della Lombardia, fa il giro completo passando da pirla per una mascherina indossata male e con una certa frettolosità a eroe per aver avuto il coraggio di controbattere il premier Conte ritornando pirla da commissariare nel giro di poche settimane.
Sala sindaco di Milano ha sfoggiato noncuranza invitando gli stranieri nella sua città che non si ferma per poi bloccare tutto con una faccia come il culo che non si mostra nemmeno in periodo elettorale. 
Zaia, presidente del Veneto, avrebbe riaperto scuole e aziende quasi subito per poi passare allo stato di massima allerta da sceriffo della salute pubblica; prima impone blocchi di 200 metri e meno di un mese dopo li rimuove auto-celebrandosi liberatore (da se stesso) come neanche il peggiore (o il migliore) dei democristiani sapeva fare 30 anni fa. 
A De Luca, presidente della Campania, sfanculato da tutti quelli che non lo hanno votato, è bastato scherzare su un lanciafiamme in una conferenza stampa per guadagnarsi la simpatia di tutti, che hanno confuso simpatia con competenza nell'amministrare una regione (complicata, per altro).
Graziano Delrio, capogruppo PD alla camera dei deputati, propone ua "cabina di regia" per organizzare la riapertura: ma allora noi cosa paghiamo a fare quasi mille persone? Gli diamo dei soldi per decidere a chi darne altri (sempre nostri), magari amici loro?

Una idea sensata che non risolverebbe nulla ma che è sembre meglio di niente è il contributo di solidarietà progressivo a partire dai redditi superiori agli 80 mila euro. Una proposta del PD che porterebbe a un gettito di 1,3 miliardi. In questo caso la politica si è dimostrata unita. Non il PD perché mai una volta una che si possa dimostrare unito. Ma contro questa proposta ci sono anche tutti gli altri, dalla sinistra alla destra, evidentemente si sono sentiti chiamati in causa e quindi hanno subito difeso il proprio portafoglio. Sia mai che gli venga sotratto qualche centinaio di euro! Loro possono aprirlo a tutti gli altri ma guai se si tocca il loro, o quello dei propri finanziatori. Questo conferma quanto detto sopra: non siamo capaci di darci una mano, piuttosto la togliamo, soprattutto quando ci si sente chiamati in causa.
Allora c'è chi propone il surreale ovvero piuttosto che far pagare pochi, meglio far pagare molti, tanti di più, ovvero i poveri, quelli che stanno molto peggio: l'idea è ancora di Sala, sindaco PD di Milano, che dice che non è il momento di fare differenze (mi pare le faccia lui invece) e di far pagare gli italiani che si sono già dimostrati generosi. 
Sono sconvolto. 
Non stiamo dimostrando generosità ma di tenerci alla pelle!
Mi chiedo se lui non si consideri italiano e con che faccia riesce a chiedere soldi a chi ha perso il lavoro o prende quel contributo di 600 euro.
Mi chiedo quale coscienza hanno quei politici che si sono opposti. Dov'è quella di Sala, che fa parte di un partito che dovrebbe essere attento ai più sfortunati.
Alla fine a fare sacrifici sono sempre gli italiani, quelli veri però, che non fanno parte dei 945 a palazzo and friends.

Un'ultima osservazione, poi vado a dormire: per fabbricare il materiale protettivo necessario, mascherine, camici, parti per respirazione, alcune aziende italiane hanno convertito la loro produzione. Poi prima di essere consegnato questo materiale deve passare una verifica.
Altrimenti, tutto quanto arriva dalla Cina.
Dov'è esploso il virus.
E spesso nonostante abbiano il timbro CE, non sono nemmeno conformi alle normative UE, che significa che appena si indossano le mascherine si rompono (per questo in alcuni casi vengono consegnate con la tremenda indicazione di indossarle con attenzione)
Sono il solo a pensare sia tutto pazzesco?

A cosa servono le serenate dai balconi, gli inni nazionali, gli striscioni? Non fanno buon umore né danno speranza. E' solo quella tradizionale retorica buonistica per illudere e distrarre.
No, non torneremo migliori. Il povero Davide Astori lo dimostra: siamo stati tutti tifosi fiorentini per qualche giorno, poi siamo tornati a insultarci e menarci. E' bello fare il gesto, farci trasportare dell'emotività del momento. Poi torniamo quello che siamo e vaffanculo a tutti.





Grazie a Jenus di Nazareth per l'immagine.

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Brexit

Sono affezionato all'Inghilterra e a tutto il mondo britannico, dal calcio alla musica, dai paesaggi alle tradizioni, perfino al clima che non mi ha mai infastidito.
Non posso non commentare quello che è successo ieri: la maggior parte degli abitanti del Regno Unito che è andata a votare (il 72%) ha scelto di non fare più parte dell'Unione Europea. Ha vinto la tanto temuta Brexit.
Ero piuttosto certo della vittoria dei Brexit perché l'Inghilterra non si è mai sentita molto partecipe non dell'Unione Europea ma dell'Europa. Ha mantenuto la sua moneta, le sue unità misura e perfino il senso di marcia. Mi chiedo perché sia entrata nella UE. Però fa un forte effetto destabilizzante adesso che è ufficiale.
"Nebbia sulla Manica, il continente è isolato"
è una vecchia frase che spiega bene il concetto di insularità dei britannici. Ad essere tagliato fuori non era il Regno Unito ma il resto del continente.


E' anche un voto molto particolare. Non hanno votato gli inglesi, ma anche i gallesi, gli scozzesi ed i nord irlandesi. Cioè gli abitanti del Regno Unito, in lingua inglese the United Kingdom, per intenderci.
Ma anche al suo interno il Regno Unito ha qualche divisione, tanto che a fine anni '90 una devolution ha permesso una certa autonomia di governo a Galles, Scozia ed Irlande del Nord.

Il Galles si è unito alla Corona politicamente, socialmente, economicamente e culturalmente ancora nel 1500 dimostrandosi una nazione sempre fedelde. Dal 1999 può contare su una Assemblea Nazionale che ha poteri solo locali.

La Scozia storicamente non si è mai sentita appartenente al Regno Unito (avete mai visto William Wallace?): ha sistemi istituzioni, legali, educative e religiosi distinti da quelli del resto del Regno Unito, anhe lei dal 1999 ha il suo parlamento locale che gode di una buona autorità su molti ambiti di politica interna.
Nel 2014 sono stati vicini all'indipendenza ma il 55% dei votanti al referendum ha preferito rimanere ancora sudditi della Corona.


L'Irlanda del Nord, l'Ulster, ancora adesso, nonostante l'accordo del Venerdì Santo del 1998, vive ancora un conflitto tra cattolici (una minoranza che preferirebbe unirsi alla Repubblica d'Irlanda, l'Eire) e protestanti (i discendenti del popolo inglese che invece preferiscono rimanere sudditi della Regina Elisabetta) pagato in passato con più di 3.000 morti.

Il 52% degli abitanti del Regno Unito che sono andati a votare si sono rotti le palle dell'agemonia della Germania e di un sistema economico-finanziario opprimente.
L'unica arma in loro possesso era quello democratico del referendum.
Qualcuno dice che lasciare al popolo la possibilità (la liberta!) di decidere su trattati negoziati e decisi da politici (si presume espertissimi di quello che trattano e negoziano) decine di anni fa è una pazzia. Forse perché la forza del popolo può essere brutale.

Andando a vedere la distribuzione geografica dei voti, Scozia e Irlande del Nord preferivano rimanere mentre Inghilterra e Galles ervano favorevoli all'uscita. 
L'area gialla di chi voleva rimanere nella UE sembra più ampia di quella blu che invece voleva l'uscita della Gran Bretagna da quella che una volta si chiamava CEE. 
Però pensando alla densità della popolazione, chi voleva rimanere nella UE è stato penalizzato da quella del Galles (142 abitanti/km²), dell'Irlanda del Nord (125 abitanti/km²) e della Scozia (65 abitanti/km², in alcune regioni delle Highlands meno di due/km²).
Nel Regno Unito la densità è di 383 abitanti per km² con l'Inghilterra che ne conta circa 400/km².
Anche Londra era favorevole a restare nell'UE.

Mi impressiona la distribuzione anagrafica dei voti.
Evidentemente, la popolazione inglese tra i 18-24 anni sarà inferiore a quella maggiore ai 65 anni, oppure una buona parte non è andata a votare. Può essere una combinazione di entrambe le possibilità, ma se fosse prevlente la seconda, se ora si trovano a subire scelte altrui, devono prendersi a martellate nelle tibie.
Ricordo che quando sono stato in Inghilterra per l'Erasmus, tra settembre 2000 e febbraio 2001, un sabato pomeriggio Londra era  semiparalizzata da una manifestazione (molto British, per altro: ordinata e sobria, esemplare!) contro l'introduzione in patria dell'€uro.L'età media dei manifestanti era molto alta, ben sopra i 50 anni.
Leggo che ora i giovani dovranno subire le scelte dei vecchi. Ma se i vecchi sono  di più e/o i giovani non si preoccupano del loro futuro, non è colpa dei tedeschi, degli italiani, dei francesi che, sempre ai si dice, potrebbero subire anche loro scelte altrui.

Appunto, cosa succederà? Difficle saperlo. Si apriranno dei trattati tra UE e UK per negoziare l'uscita. Non si sa chi leccherà il didietro a chi né chi ci rimetterà. 
Nell'immediato, il primo ministro Cameron ha cambiato idea e si è dimesso, pare che chi abbia investimenti in borsa ci stia rimettendo (io sto sempre dalla parte del buon vecchio mattone), che chi si sia trasferito Oltre Manica stia già facendo le valige, che nelle varie questure stiano aumentate le code per fare i passaporti, che Games of Thrones chiuda per mancanza di fondi dall'UE e che la Sterlina si stia svalutando. 
Ques'ultima notizia, se la politca economica del nuovo Regno Unito non interverrà, potrebbe migliorare la bilanica commerciale anglosassone aumentanto le esportazioni. Anche il turismo può trarre vantaggi visto che visitare Inghilterra & Co. sarà più economico.

Chi ha votato per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea ha votato consapevole delle conseguenze, soprattutto a medio/lungo termine? Un referendum simile non può esprimere un semplice voto di protesta. Non so se era chiaro.
Purtroppo prima di diventare UE era la CEE, acronimo di Comunità Economica Europea. Con preponderanza per l'aspetto economico che per quello comunitario.
Si parlava di United State of Europe ma forse quei politici si sono dimenticati cos'è successo nell'altra sponda dell'Atlantico perché diventasse quello che è ora. Ma gli stati Europei non sono mai stati uniti, non lo sono nemmeno i singoli stati. Chiedi a un veneto o un siciliano se si sentono italiani, peggio ancora con un altoatesino, a un basco e ad un catalano se si sentono spagnoli.
Troppe differenze, da quelle culturali  a quelle di lingua*, da quelle burocratiche alle forme degli stati (fedrazioni, democrazie, monarchie...). 
Germania e Svezia hanno forme di incentivazione della famiglia che in Italia ci sognamo. Ma perché allora a Bruxelles non ci si è sbattutti più per garantire certe situazioni in tutta Europa, invece che cercare equilibiri di bilancio impoverendo le persone già povere?
Quello che mi sta più sulle palle del risultato di questo referendum è il crollo delle borse, di una probabile crisi finanziaria. E questo forse descrive bene il senso di questa unione. Meramente economica. Non ha nulla di comunitario né di sociale. Indica chi sta comandando in Europa. E non è giusto. Cosa c'entrano i risparmi delle persone sull'uscita di una nazione da un sistema che non funiziona? Possibile che i politicanti non lo capiscano?

Mi sento europeo, allo stesso modo di come mi sento vicentino,veneoto ed italiano. Le radici non si possono tagliare.
Quando sono stato in Inghilterra per l'Erasmus, parlavo di Europa con un basco, un catalano ed un tedesco di origine turca. Ed aravamo entusiasti dell'arrivo della moneta unica, una soluzione eccellente che ha eliminato tantissimi disagi.

Nei giorni scorsi pensavo che questo referendum, solo per il fatto della sua esistenza, rappresentava una sconfitta per la UE e che qualunqe fosse stato il risultato l'UE, così com'è, dove cambiare subito. Se non coglie l'occasione adesso vuol dire che non vuole rispondere ai suoi cittadini. 
Così com'è è destinata a morire.
* A proposito, la lingua ufficiale dell'Unione Europea è quella di una nazione che non ne fa (più) parte?

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