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The Distinguished Gentleman's Ride 2018

Passata anche questa edizione di The Distinguished Gentleman's Ride. Butto giù alcuni pensieri a caldo.
E' stata la settima consecutiva per Vicenza. 
La quinta per me che avevo iniziato a organizzarla con Enrico incontrandoci sotto il portico dell'Osteria al Gallo quel pomeriggio di giugno.

Che storia quella edizione! La numero 0 per concepimento. Come per i film e gli album di musica, il primo della serie resta sempre il migliore. Ha avuto un sapore più autentico reso anche più sorprendente per l'inaspettata massiccia risposta della gente. Avevamo appena iniziato a sfruttare Facebook per invitare le persone, amici e amici di amici e conoscenti. 
Però oltre 200 moto al Piazzale della Vittoria di Monte Berico io e Enrico non ce le aspettavamo e ci sono venute le gambe molli! Ma che soddisfazione!
Se ricordo bene è stata l'ultima edizione con l'unica richiesta di iscriversi al sito. 

Dal 2015 è cambiato molto, si è iniziato a richiedere una donazione in favore della ricerca sul cancro alla prostata, alcune aziende hanno visto l'opportunità e l'hanno sfruttata.
Con ingenua onestà, non guardo gli sponsor, che faranno felici gli ideatori del DGR in Australia, quanto alla possibilità di fare del bene per gli altri per un giorno, facendo una cosa che ci piace che è andare in moto, anche se devo stringermi un nodo al collo per qualche ora, lo posso fare.
 
Oggi si è svolto il DGR 2018 e Vicenza non è mancata.
Almeno, quella parte che la organizza e partecipa, mentre è mancata quella che dovrebbe dare un po' di assistenza e appoggio. Non abbiamo contattato gli uffici del comune che di solito contattavamo ma vista l'ultima esperienza, due anni fa, abbiamo deciso che sono una perdita di tempo e non aiutano affatto nell'organizzazione anzi, la ostacolano con una fierezza nemmeno tanto velata.
Nonostante a inizio settembre avessi chiesto al sindaco di essere presente vista anche la sua passione per le moto (è un harleysta), oggi è stato previsto un blocco del traffico. Indetto con una ordinanza datata il giorno dopo l'invio della email con la presentazione del DGR. Metti pure il caso, perché io e le coincidenze sfigate ci becchiamo con una meraviglia che faccio fatica a capire, e posso comprendere gli impegni del sindaco nel frattempo, ma sarebbe stato un gesto carino se lo staff ci avesse avvisato di questa particolare situazione.
Ma nemmeno le strade chiuse ci hanno bloccato. Certo dispiace non essere potuti passare per le vie del centro città. Ma allora lo potremmo proporre per una prossima edizione.

Non sono mancate le voglie agli antipodi, di prendersi poco sul serio come di crederci veramente, indossando i primi abiti che capitano per rispondere ai crismi del distinto gentiluomo oppure di mettersi d'impegno per impressionare gli altri o semplicemente soddisfare il proprio spirito edonista. Ma va bene così, anche questi aspetti fanno parte del DGR, anzi è il sale della manifestazione.
Non sono mancate le moto fuori tema. Rispetto agli anni passati devo riscontrare che quest'anno si è capito che il DGR è un evento di nicchia dedicato a un determinato stile di moto. C'era chi chiedeva prima se con la sua moto poteva o non poteva partecipare. Un po' più di consapevolezza che fa piacere.
Non sono mancati nemmeno chi sbaglia a partecipare: non sono quelli che capitano li per caso anzi, ci sono di proposito, ma non sono presenti per il motivo più giusto, che è quello di partecipare a una raccolta fondi. 
Capisco che il DGR nasce con quello spirito goliardico di mettersi in strada sulla propria moto vestito in tiro. Ma non è più solo questo e mi spiace molto, ci sto molto male, mi fa molto incazzare, vedere persone che partecipano senza aver risposto a una richiesta che viene fatta per essere presenti ogni ultima domenica di settembre.
Non facciamo una sfilata di pagliacci in abito elegante applauditi dalle persone sorprese dal rumore potente che le fa affacciare alle finestre di casa o girare sui marciapiedi. Ci troviamo per far vedere che i motociclisti sono cosi distinti e gentiluomini che fanno anche del bene.
Se si va a vedere, sembra che ogni partecipante abbia fatto la sua donazione. Farò i miei conti perché mi piace perdermi nei numeri e nelle caselle di Excel, ma questo è un dato statistico falso. La donazione è anche libera, e accettiamo tutti, perché non possiamo rimandare a casa nessuno, ma mi chiedo se provano una piccola vergogna. Che hanno tempo fino al 31 ottobre per far sparire.
Ma preferisco pensare a quelli che ci sono sempre, che si mettono a disposizione, che passano i sabati mattina in giro per una provincia semi sconosciuta a studiare il percorso invece di godersi la splendida giornata in beata pace.
Non è mancata quella voglia di stare insieme, uomini e donne e figli, chi per la prima volta chi per la seconda. Oggi perfino un carlino (se non sbaglio).
Non è mancato chi viene da quell'edizione 0 anche se potrebbe scegliere ride più vicini e comodi e mi fa sempre un gran piacere vedere e con le quali due chiacchiere si scambiano sempre. 

Per quanto mi riguarda, questa edizione è stata la più facile da organizzare: se il luogo di partenza ormai è una tradizione (che l'anno prossimo cambierà, anticipo questa cosa qui per chi non lo sapeva ancora, ma in fondo non cambierà niente...), quello di arrivo è stato trovato subito e la strada per raggiungerla non poteva che essere quella e non vedevo l'ora di farla. Spero che i partecipanti si siano accorti dello spettacolare palcoscenico che hanno attraversato e che splendida vista avessero attorno.
Il DGR è un gran casino e a volte mettersi d'accordo è un'impresa, resa piacevole nelle serate passata con una pizza e delle birre davanti, a volte trascendendo dal motivo vero per il quale ci si trova (ricordo che una sera un paio di anni fa abbiamo mandato in vacca tutto e abbiamo parlato di tutt'altro!). Quest'anno eravamo in tre e questo ha reso le cose un po' più facili: meno teste da mettere d'accordo e un confronto più veloce.
Infatti, è stata anche l'edizione orfana di Matteo e Enrico. Soprattutto Enrico, non che Matteo sia da meno anzi, poi l'ardito ieri è stato al nostro fianco, ma perché il DGR rispecchia l'animo di Enrico e non è un caso se è stato lui a portarlo a Vicenza dal primo anno. In fondo con la Vespa organizzava già qualcosa di simile. Aveva intuito che un evento come questo mancava alla città. Però lui è una persona coerente con le sue idee e lo apprezzo molto.
Avere al fianco Matteo e Enrico gli anni passati è stato bello e stimolante e sono contento di averli conosciuti.
Il DGR è bello anche per questo: perché è una bella occasione per incontrare belle persone. 
E infatti, è stato anche l'origine dei Pochi ma Bonnisti, veri gentlemen e ladies non solo l'ultima domenica di settembre.
Niente foto quest'anno. Detesto farle con il telefono. L'unica che ho fatto è quella in fondo questo post. Purtroppo il 19 giugno qualche sconosciuto ha pensato di entrare in casa e di rubare tra le altre cose anche le macchine fotografiche. 
E' stato anche il DGR vissuto in una nuova posizione: vista l'assenza di Enrico quest'anno sono passato da moto scopa a moto di testa e non avrei proprio potuto staccarmi dal gruppo per fare delle foto.
Stare davanti è una strana sensazione, per me è una posizione scomoda: mi sono sentito responsabile degli altri 179/180 motociclisti, all'inizio guidavo col braccino, non sapevo se andavo alla velocità giusta e per fortuna avevo al fianco Domenico e Andrea che mi davano la situazione della comitiva.
Non vivere il corteo da dentro senza sentirne il rombo che ti circonda è diverso, l'ho sentito meno sotto questo aspetto. Quasi come fossi io a trainare loro e non tutte le altre moto a trasportare me come in passato. E poi quella non è una posizione alla quale sono abituato, così in vista, esposto. Non credo sia quello il mio ruolo.
Non mi resta che aspettare le foto di Mauro, Enrico, il video di Elena e Lisa. E di tutto il materiale che arriverà - spero - da chi oggi c'è stato.

Nel frattempo, finché veniva organizzata la settima edizione del Distinguished Gentleman's Ride, si pensava già all'ottava. Cambierà qualcosa, che non cambierà nulla come ho già detto. Siamo ambiziosi, e speriamo di riuscirci. 
E poi, il DGR Vicenza non ha mai deluso.
Tally Ho!

#JoinTheGentry #RideDapper #DGRVicenza


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Distinguished Gentleman's Ride Vicenza 2017

I tuoi mi piacciono tantissimo. Di notte ad accompagnarmi nel sonno. La mattina come sveglia dirompente. Ma quelli all'alba di domenica no, quelli cazzo se mi han fatto bestemmiare! E lo so che bisogna essere distinti e gentiluomini ma anzi, proprio per questo ho cacciato dei santissimi...
Perché ieri non ci dovevano stare. Sapevamo tutti che non sarebbe stata una giornata semplice ma che iniziasse addirittura con i tuoni non ce lo immaginavamo.
Ho fatto colazione col solito caffe e mezzo e un vortice di messaggi che si è scatenato appena siamo stati operativi. Cosa si fa cosa non si fa, chiama di la chiama di qua, questo e quella. 
Alla fine però non potevamo buttare mesi di incontri sere di privazioni familiari corse contro il tempo salto a ostacoli burocratici traduzioni maccheroniche e birre chiare e ambrate solo perché il cielo non ci era amico.

Mica siamo fatti di zucchero o di sale*, no!?
Quindi, confermiamo il programma. Siamo distinti e gentiluomini, ma anche cazzutissimi rider! Al massimo, faremo un tour alternativo e meno impegnativo e lo stile sarà un po' più pratico e meno appariscente. Poi la cantina offre un gran bel portico e potremmo stare li, con la scusa di stare più stretti ci potremo anche conoscere più da vicino, meglio! 
E invece il cielo è stato clemente. Inizio a pensare che al cielo piaccia il Distinguished Gentleman's Ride. Posso iniziare a pensare che spiriti di Mike Hailwood e Steve McQueen si mettano d'accordo in questa giornata soffiando le nuvole altrove (per esempio a Treviso o Udine, ho sentito).
In gilet e camicia avevo caldo. Forse era l'agitazione malcelata per la giornata più che il sole che si faceva spazio tra le nuvole.

Metti i DGR di altre città limitrofe che, nonostante tutto tra numero di edizioni meteo varie ed eventuali una qualche decina di moto te le porta via, vuoi per amicizia o semplice curiosità o ovvia voglia di qualcosa di nuovo, io tutte quelle belle moto che sono venute a Vicenza non me le aspettavo!
E' stato bello. Ogni anno è bello e diverso. Tre anni fa per la sorpresa. Due anni fa per il coinvolgimento di mezza provincia. L'anno scorso perché avevamo (ci hanno messo) l'acqua alla gola. Quest'anno perché ci stavamo andando. E invece non sono serviti mute da sub e canotti.
Una sola parola: emozionante.
Ringrazio chi ogni anno ci da la fiducia ed è stato presente, con stile e gentilezza unici.
Ho notato che quest'anno le moto erano anche più rispettose dello stile richiesto: forse il cielo ha tenuto lontani quegli intrusi che nonostante la supersportiva o l'enduro turistica vogliono esserci lo stesso e quindi erano presenti solo i puri. O forse è stata una banalissima fatalità!
Sciorinando lungo la dorsale dei berici non ho potuto fare a meno di accorgermi di una cosa: la pioggia che ha esaltato i profumi dei colli che arrivavano dal bordo strada. La terra umida, le foglie ingiallite, l'erba bagnata. Quei profumi che solo le mezze stagioni come la primavera e l'autunno sanno darti e solo se ti ci trovi in mezzo puoi sentire. L'odore degli ottani si confondeva con quelli dell'autunno e mi è piaciuto moltissimo. Peccato non poterlo fotografare. Ma rimane una delle caratteristiche di questo DGR.

Il mio annuale rammarico è vedere l'importo delle donazioni pro rider e mi convinco sempre di più che in Italia non si voglia capire il senso di questa manifestazione. Ormai le discussioni sullo stile mi annoiano: chi non ci arriva non è obbligato a essere presente solo perchè ha una moto.
Facendo un confronto tra l'Italia e gli altri paesi il rapporto donazione/partecipante ci mette in imbarazzo. Non so se dipenda dalla lingua e il messaggio qui arriva distorto, un po' come il gioco del telefono senza fili. O forse è una questione di cultura: in Italia impera lo stile, ovunque e comunque e dovunque. Mi stanno bene i gruppi vestiti in modo eccentrico o in divisa elegante, apprezzo lo sforzo. Ma li apprezzerei di più se utilizzassero i numeri della propria carta di credito in beneficenza e non in abiti.
Chi prende il Distinguished Gentleman's Ride come una gara di stile è fuori strada. Semmai, è una gara a chi fa del bene e aiuta chi è più sfortunato.Non siamo più quegli adolescenti che devono dimostrare di essere il maschio alfa ma persone adulte di una certa età alle quali certi problemi possono interessare. Capisco la paura e la voglia di negare l'ineluttabile, ma la vita può andare anche così. 
Quindi coraggio cari rider distinti e gentiluomini, avete dimostrato di essere indomiti. Siate anche generosi! Che cazzo (e mica potevo finire seriamente!).





* cit. risalente, almeno per quel che mi riguarda, all' A. D. 2004, grazie ad un accompagnatore di vacanza in bicicletta olandese (e da dove, altrimenti?)

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Distinguished Gentleman's Ride Vicenza 2016

L'anno scorso per organizzare il Distinguished Gentleman's Ride di Vicenza ci siamo trovati in cinque, una bella squadra, ma con tempi strettissimi.
Quest'anno ci siamo trovati gli stessi cinque, ma con largo anticipo perché volevamo organizzare qualcosa di ancora più bello e anche più prestigioso.
Ci ervamo anche riusciti, seppur per vie traverse perché far accettare a Vicenza un evento diverso dal solito non rientra nemmeno nelle 12 fatiche di Ercole. Non perché le motociclette al suo tempo non esistevano, ma perché va oltre il senso di fatica, fisica e psicologica che il lasciapassare A-38 di Asterix e Obelix in confronto è una passeggiata.
Ci è spiaciuto molto non aver potuto portate un bellissimo evento come il DGR nel cuore della città, in un contesto prestigioso che rispecchia benissmo la sua immagine distinta ed elegante.
Siamo stati trapassi (strapazzati!) dall'euforia di 3 mesi di lavoro bruciati la settimana prima del DGR da monosillabi negativi ripetuti più volte (e loro sinonimi plurisillabi) ma non ci siamo fatti prendere dallo sconforto ed è stato srotolato un "piano B" alla velocità della luce. Matteo Enrico Enrico e Sandra hanno fatto un lavoro splendido.

Tralasciando le peripezie burocratiche che ci hanno portato su tutt'altre strade, avevamo previsto un maggior numero di partecipanti al DGR di Vicenza. Mancavano quelli di Trento e Treviso mentre Padova si è organizzata all'ultimo momento, in più con la scusa che quello di Verona si svolge la mattina, qualcuno dalla città nem.. scaligera arriva sempre. Quindi il nostro calcolo era di circa 2-300 motociclette.
Credo che invece siamo arrivati a toccare le 400!
Il ritrovo al concessionario Triumph di Vicenza ormai è una tradizione e il piazzale era colmo tanto che molte moto sono state costrette a parcheggiare lungo la strada.

Del nome Distinguished Gentleman's Ride noi consideriamo tutto. Oltre ad essere Distinguished e Gentlemen, c'è anche quel Ride da rispettare e a Vicenza lo facciamo ogni anno. Ma mica per una manciata di chilometri per giustificarlo, per soddisfare l'edonismo dei partecipanti.
Il piano B messo in scena ha previsto un bel tour della provincia di Vicenza, attraversando la città siamo usciti verso le campagne di Dueville salendo per le colline di Montecchio Precalcino, con passaggi e paesaggi che non hanno niente di meno della Toscana. La meta finale individuata per quest'anno è stata la Fattoria Sociale La Costa.
Tutto si è svolto nel migliore dei modi, non ho visto automobilisti bloccati dalle Vespa-staffetta (fantastici!) sbuffare spazientiti per far passare 400 moto né mandarci a quel paese anzi, qualcuno smontava per fare foto o video, come la gente che si affacciava alle finestre o usciva di casa sorpresa ed incuriosita per venirci a vedere o chiedere alle staffette cosa stavamo facendo.
400 moto attraverso la provincia di Vicenza. Non è tanto frequente né banale.

Non so gli altri ride di tutto il mondo. So che in Italia nell'arco di una mattinata finisce tutto. A Vicenza alcuni si ritrovano per un giro sui colli con pranzo incluso e poi ci raggiungono, trasformando il DGR in una giornata intera. Che finisce in un contesto meraviglioso (mentre l'anno scorso è iniziato). La Fattoria Sociale La Costa che ci ha ospitato è un posto splendido (come anche il suo fine, complimenti signor Osvaldo!), fuori dalla città dove poter respirare e sentirsi in pace.
Non siamo Londra, New York, San Francisco dove forse ci sono persone che lo fanno forse per lavoro. Il DGR di Vicenza però sta assumendo la sua forma e soprattutto sta ricevendo qualcosa di importante come il riconoscimento del pubblico.

Non è stata una settimana facile. Averla finita qui è stato quello che ci voleva.
Ed alla fine, un B-Side così ben riuscito non si è mai visto! Come il panorama che si poteva vedere dalla fattoria.

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The Distinguished Gentleman's Ride 2015 Vicenza

L'anno scorso il post sul Distinguished Gentleman's Ride l'ho scritto alcuni giorni dopo.
Quest'anno cerco di migliorarmi e scrivo subito, a caldo, con le sensazioni ancora incollate alla pelle che per più di qualche tratto si è accapponata ammirando le moto sfilare per le strade del centro di Vicenza e ascoltando il loro rombo arrogante ma distinto.
Che motivo c'era per farsi venire i brividi? Provate voi a portate più di cento (100) moto in giro per la città (e la provincia!) bloccando la circolazione. 
Se l'anno scorso sono stato sorpreso del successo inaspettato e clandestino, quest'anno mi sono sorpreso perché nonostante si fossero aggiunte altre due città vicine come Padova e Treviso, i distinti gentlemen e ladyfolk sono stati  numerosissimi. Sarei stato felice anche con metà dei partecipanti. Figuriamoci quando ho visto il piazzale del concessionario Triumph pieno di moto!
Sono stato contento di rivedere alcune persone tornate dopo il DGR dell'anno scorso come mi è piaciuto molto parlare con distinti sconosciuti. E' stato bello vedere le ragazze del bar Miralago preso d'assolto all'improvviso continuare a servire birra e caffè senza perdere gentilezza e sorriso (peccato per la Pasubio, ma è dietro l'angolo e ci tornerò!). E' stato bello vedere le mogli in sella alle moto dei mariti ed i papà portare i figli.
E poi c'erano un fotografo professionista che si è smazzato tutto il giorno ed un barbiere che ha rifilato capelli barbe baffi e basette a €0. Grazie anche a loro!

Sì, abbiamo dimostrato che i motociclisti non sono teppisti mentecatti ma davvero distinti gentiluomini che si fermano a far passere i pedoni sulle strisce.

Questa volta oltre ad aver fatto le cose per bene le abbiamo fatte anche legali e non clandestine avvertendo il comune (che ci ha dato anche il patrocinio) che ci ha dato un ottimo supporto. 
Forse perché mi viene difficile pensare ad un evento di motociclette ed immaginarne più di cento percorrere le strade di Vicenza - ed infatti si vedono una volta all'anno solo in occasione del DGR - anche quest'anno siamo stati fuori misura. Legali questa volta, ma fuori misura. Che è il bello di queste cose poi. Come poter sorridere in sella alla Bonnie soddisfatto di quello che si è riusciti a fare e ricambiando i saluti sorpresi delle persone dai marciapiedi.
Non è facile muovere tutti questi distiguished gentlemen da Marostica e Vicenza, passando per il lago di Fimon e non credo che altre città italiane abbiano creato un DGR così articolato come il nostro, lungo una intera giornata. Città come Milano e Roma hanno impiegato metà mattinata, ovvero un quarto di quanto fatto da noi.
C'era anche lo staff del Triumph Tridays sceso dall'Austria. Avevamo un canale diretto che ne ha facilitato la presenza ma porca miseria non è così banale! Milano si trova in casa i vari customizzatori e a Roma vanno alcuni di Milano. E fanno i grandi fighi credendo di essere gli unici. Vicenza per essere una città di provincia ha confezionato una gran bella cosa con ospiti internazionali e l'anno prossimo si può fare anche meglio.
Ho scritto i pensieri come mi venivano disarticolati gli uni dagli altri e chiedo venia ma le emozioni non si possono controllare.

Quest'anno da un punto di vista organizzativo ci siamo migliorati. A me ed Enrico si sono voluti affiancare anche Sandra con la sua squadra, Matteo ed Enrico fin da subito ma non così presto come ci si può immaginare: con un evento fissato a fine settembre e con le ferie d'agosto non puoi trovarti tanto prima di un mese. Quanto basta comunque per mettere insieme cinque persone.
Mi è piaciuto vedere come tutti abbiamo lavorato nella stessa direzione e cioè quella di organizzare un bell'evento promuovendone lo scopo benefico. 
Perché il Distinguished Gentleman's Ride non è (solo) una festa per far contenti i fighetti infighettati sulle loro (davvero loro?) belle moto. Tanto meno è una gara a chi è più figo.
L'importante non è esserci. È donare (fino alla fine di ottobre!).

Quei motociclisti vestiti in un certo stile in sella a motociclette di un certo genere partecipano (anche) per fare beneficenza in favore di diverse fondazioni internazionali di ricerca, che potrebbero salvare la vita agli stessi partecipanti o a un loro parente.
Essere in tanti e raccogliere quattro palanche significa che qualcuno ha partecipato per il motivo sbagliato.

Il nostro impegno di organizzatori è stato quello di far partecipare i motociclisti ma sopratutto di fargli fare la donazione. Non possiamo obbligare nessuno e dobbiamo credere nella coscienza di ognuno.

Non l'avrei detto di avere tutto questo calo di tensione, perché non credevo di avere tutta questa tensione in corpo. Adesso sono uno straccio, ma felice. Mi sento come uno straccio usato per un buono scopo.
E bello fare le cose belle con le cose belle che abbiamo. Come le moto.
Alla prossima!
Appunto, quando? Aspettiamo l'ultima domenica dell'anno prossimo? Personalmente, mi è rimasta una sensazione sospesa che ho potuto anche sentire nelle strette di mano e negli sguardi di più di qualche partecipante: "E adesso? Quando la prossima volta? Quando ci si rivede?".
Aspettiamo l'ultima domenica di settembre dell'anno prossimo? Sarebbe bello ci fosse un punto di ritrovo fisso, per tutti gli appassionati di moto, di moto classiche di special di persone che trasportano la loro passione sul proprio ferro e non viceversa, che si fanno trasportare dalla loro passione.
Un'occasione in più per vedersi anche fuori dal contesto motociclistico, per fare nuove conoscenze perché la moto è anche un mezzo per fare amicizia. Insomma, uno di quei tanti posti che manca a Vicenza.

Per vedere le immagini del Distinguished Gentleman's Ride di Vicenza, seguite la pagina dell'evento sul social più famoso dell'universo. Piano piano le immagini aumenteranno.
Oppure qui sotto le foto di Marco, il fotografo ufficiale del DGR di Vicenza.

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The Distinguished Gentleman’s Ride, Vicenza 2014

È con un certo ritardo che mi metto a scrivere di domenica 28 settembre. Avrei voluto (e dovuto) scrivere qualcosa prima del 28 settembre, ma le mie giornate durano 24 ore e va bene che ho una conclamata tendenza a tirar tardi con attività più o meno amene, ma questa volta non ho trovato né posto né la giusta concentrazione.
Tant’è, non penso che un post sulla Zona Verde avrebbe potuto influenzare l’affluenza. 

Le 5 W del Distinguished Gentleman’s Ride (who, what, when, where, why)
don draper mad men matchless distinguished gentleman's rideMa quello che è successo domenica 28 settembre parte molto prima. Con precisione nel 2012 quando Mark Hawwa, motociclista australiano dal forte retrogusto cafe racer, viene colpito dall'immagine di Don Draper, personaggio del telefilm Mad Men, che col suo tradizionale abito elegante da uomo pubblicitario degli anni ’50 se ne sta in sella ad una Matchless.
Da qui l’idea: non tutti i biker rispecchiano quel negativo stereotipo collettivo nel quale chissà perché sono caduti, anzi! Come Don Draper, ci sono molti motociclisti ‘fuori dal comune’ e per dimostrarlo ha legato questa iniziativa ad una raccolta fondi per beneficenza. E così è nato il Distinguished Gentleman’s Ride, letteralmente il giro in moto del distinto gentiluomo.
Con lo scopo di dimostrare che i motociclisti non sono rudi, villani e screanzati (e caso mai sono solo più agili in mezzo al traffico) nel 2012 ha radunato un gruppo di motociclisti: loro vestiti alla Don Draper, in abito elegante, da distinguished gentleman appunto, mentre le moto dovevano rigorosamente essere in stile classico, al massimo con un tocco in stile cafe racer.
Il Distinguished Gentleman’s Ride quindi è un evento che vede dei motociclisti in ghingheri radunarsi e fare del bene, perché chi partecipa è invitato, non c’è alcun obbligo al riguardo, a fare una donazione per la ricerca alla lotta al cancro.
Nel 2012 il DGR ha visto la partecipazione di oltre 2500 motociclisti di 64 città. Nel 2013 i partecipanti sono saliti 11.000 in 145 città raccogliendo più di 277 mila dollari a favore della ricerca sul cancro alla prostata.
Le donazioni per l’edizione del 2014 andranno alla Prostate Cancer Foundation del Regno Unito, Stati Uniti e Australia. L’aspettativa era quella di raccogliere 1 milione di dollari: cifra raggiunta alcuni giorni prima del 28 settembre grazie ad oltre 250 città di 57 nazioni!

Distinguished Gentleman’s Ride, Vicenza, 28 settembre 2014
Non so come non so quando ma questa bellissima iniziativa è approdata anche a Vicenza. La prima volta, due anni fa, c’erano pochissime persone, e non potevo esserci. L’anno scorso ero libero ma ha piovuto come tutto il 2013. Così appena saputa la data dell’edizione 2014 mi sono messo in contatto direttamente con Mark Hawwa per sapere chi contattare a Vicenza per aiutarlo nell'organizzazione. Mi ricordo che ci eravamo sentiti  l’anno scorso con alcuni messaggi però poi la cosa era finita li. Questa volta però siamo andati avanti, ho incontrato Enrico una sera per una birra, buttato giù qualche idea e qualche domenica dopo ci siamo ritrovati per studiare il percorso. 
Qualche messaggio per alcuni dettagli e poi il ritrovo stabilito a Monte Berico per le 15:30. 
La mia organizzazione si è limitata alla semplice propaganda, ho gettato la rete nel mare dei biker veneti (sconfinando in Friuli) sperando di raccoglierne il più possibile ed anche nella loro influenza sui loro amici. 
Salendo la strada verso la Basilica di Monte Berico ho detto ad Anna che ero senza i documenti della moto. Quando ho visto i vigili mi stavo già immaginando la scena di un mestissimo ritorno verso casa in autobus. 
Arrivato al Piazzale della Vittoria e scorti i primi manubri, alcuni luccicanti sotto il sole, sono stato attraversato da un brivido profondo!
Sarà che ho chiamato le persone giuste. Sarà stata la bellissima giornata che ci ha concesso il cielo (non ricordo domeniche estive così belle e calde!). Sarà che l’iniziativa motociclistica mista a goliardia e beneficenza è piaciuta. Tanto che è voluta venire anche Anna e sono stato molto felice! Sarà anche un sacco di altre cose ma più di 200 moto né io né Enrico ce le aspettavamo! Mi si sono sbiancate le basette!
Ci siamo guardati senza dirci una parola. Abbiamo aspettato un po’ per aspettare che arrivassero tutti, pur senza sapere quantificare la parola ‘tutti’. Nel sito ufficiale del Gentleman’s Ride avremmo dovuto essere circa un centinaio, sulla pagina di Facebook del DGR Vicenza qualcosa di più. Eravamo il doppio. Capisco i passeggeri , ma vederli tutti quanti li è stato bellissimo. 
C’erano moltissime Triumph, dalla Bonneville alla Thruxton passando per numerose Scrambler, tutte ormai poco vergini. Non mancavano le Honda CB, le Harley, tante special su basi diverse (mi sono piaciute due BMW R, una color caffè latte ed una total black con faro anteriore a gas) e le immancabili Moto Guzzi V7. Una Honda Goldwin ultimo modello e una BMW Nine T rappresentavano il futuro delle moto classiche ed allo stesso tempo esaltavano il fascino di quelle più datate.
Da ammirare una Trident viola, la preferita di Anna, una Bonnie anni ’70 mentre la nonna era una bellissima BSA degli anni ’60 (non ricordo con la precisione, forse ’62?) in splendida forma.
Quando siamo partiti da Monte Berico tutte le moto hanno fatto sentire la loro voce. Mi sono girato verso Anna e le ho detto: “Adoro questo suono!” pervaso da un secondo brivido. E' stato splendido sentire le moto rombare insieme in un'espressione di distinta arroganza per prendersi per un giorno lo spazio tutto per loro.
Siamo scesi verso il concessionario Triumph per una marketta: la casa inglese quest’anno è stata sponsor mondiale della manifestazione quindi un passaggio è stato più che dovuto. Almeno ho potuto salutare Sandra Jenny e Marcello che non vedevo da tempo. Non penso che Enrico e Federico si aspettassero così tante persone… almeno l’apertura domenicale è stata più che giustificata!
Di li la partenza vera e propria per il Distinguished Gentleman’s Ride, un serpentone lungo e dal piacevole sound basso e grintoso che ha riempito i colli ed è salito sui colli, da Villabalzana a San Gottardo e…. poi boh perché ad un certo punto mi sono fermato perché una splendida Ducati Scrambler aveva problemi alla candela. Una sosta tanto breve quanto fatale per perdere il resto dei gentlemen e delle ladyfolk. D’accordo con Enrico avrei dovuto essere la moto scopa ma ci siamo trovati troppo indietro (in effetti, Enrico mi ha detto che su in salita andava fisso… ma capisco l’adrenalina che gli pulsava nel polso!). Ecchissiricordava la strada? Ricordo che doveva essere un giro inverso a quello studiato inizialmente ma non sono riuscito a trovare la strada. Imbarazzo totale ma nessuna paura: tanto che abbiamo prolungato il giro salendo a S. Giovanni Monte e scendendo al lago di Fimon e Fimon paese. Tanto lungo che una splendida Honda CB 750 di oltre 30 anni è rimasta senza carburante! Da li siamo tornati verso la città al bar Smeraldo al lato est di Campo Marzo: è stato splendido ammirare il semicerchio di moto che si è sistemato in modo improvvisato ma ordinato. Diverse strette di mani, molte conoscenze. Mi scuso se a qualcuno sarò sembrato un po’ freddo (cagacazzi in gergo tecnico) e mi spiace ma ero rapito dalle impressioni che mi hanno sorpreso.
E' stato bello, un po' improvvisato perché fuori misura. Ma già non si vede l’ora dell’edizione 2015.
















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