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Repubblica delle Banane

Siamo la Repubblica delle Banane.
Si fanno i decreti.
Che devono essere convertiti in legge.
Prima però sono necessari i decreti attuativi.
Nel frattempo arrivano migliaia (già, mica qualche decina ma migliaia. Fate il conto di quanti deputati e senatori ci sono, considerate che qualcuno se ne fotta, sono un bel po' a testa no!?) di emendamenti che bloccano tutto.
Compresa l'economia di un intero Paese.
E intanto si organizzano gli Stati Generali per capire come far ripartire l'economia del Paese.
Che è lo stesso di prima!

Adesso pensate che noi paghiamo le tasse (chi le paga) per garatire un ricco stipendio a queste persone e a tutte quelle che circolano senza uno scopo per i palazzi.
Su una cosa sono coerenti: nella mancanza totale di vergogna.
Perché si fanno rallentare senza problemi dall'indolenza della faziosità politica quando si tratta degli aiuti per il popolo (che li vota e li paga), ma sono lestissimi quando si trovano a decidere i propri privilegi.
Scommettiamo che nemmeno per il 18 luglio troveranno una soluzione?

Se un impiegato non svolge un compito che gli viene assegnato, viene richiamato dal superiore o dal titolare a seconda dell'organizzazione societaria e del suo inquadramento. Segue una lettera di richiamo. Magari un declassamento e infine il licenziamento. Vale per i dipendenti di aziende private ma anche per i dipendenti pubblici. Si chiama negligenza.
Quelle persone che stanno bloccando un paese sono dipendenti pubblici.
Saremmo noi i loro datori di lavoro.
Vista la palese incapacità e improduttività, vorrei poterli cacciare a calci in culo! O almeno potermi affidare a un articlo 18 anche per loro.



























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Expo 2015: very bello

Provo un misto di rabbia incredulità e costernazione quando vedo certe cose.
Quando si affidano lavori molto importanti bisogna essere sicuri delle capacità delle persone a cui ci si rivolge. E in Italia persone capaci non mancano, anzi ce ne sono in abbondanza ed alcune rimangono con le mani in mano. Però per colpa di quelli che invece non sono capaci ma che hanno l'unico pregio di avere le conoscenze giuste.
Ecco perché quelle cose mi fanno star male. Pensi che il tuo Paese sia capace di fare di prendere delle scelte ed invece a vedere i risultati capisci che l'Italia si conferma se stessa, ovvero un Paese che dopo il boom economico è imploso nell'autocompiacimento perdendosi nel nulla più assoluto affidando il suo futuro al nepotismo ed al clientelismo. A discapito della qualità.

Rabbia incredulità e costernazione li provo vedendo il sito di  Expo 2015, ospitata a Milano da maggio a ottobre.
Dovrebbe essere la manifestazione ideale per rilanciare il Paese dopo 7 anni di crisi pesante e si sa come l'immagine sia prevalente. Eppure stiamo riuscendo nell'incredibile impresa di fallire prima ancora di iniziare. A parte gli affari mafiosi (intesi anche come modi di fare, viste le persone coinvolte) che all'inizio qualcuno aveva garantito di tenere lontano, adesso che siamo a pochi mesi dall'inaugurazione chi è al ponte di comando ne sta inanellando una peggio dell'altra. Se qualche grafico disoccupato ha visto i rendering in 3D come minimo si sarà messo a piangere. Trattenendosi dal distruggere il proprio pc.

Dopo Very Bello (no comment!), il sito dedicato alla cultura italiana che al momento del lancio non aveva ancora la versione inglese e tanto meno cinese, è salito alla ribalta un sito di notizie relative all'Expo con un articolo sconcertante.
Con l'immagine del David di Michelangelo, era intitolato "Il David di Donatello immagine dell'Italia ad Expo 2015".
Oggi è arrivata la debita correzione dopo lo sputtanamento della pagina su Facebook, alla faccia del profilo aziendale che punta tutto sulla "qualità dei contenuti", nonostante una precisazione che mi lascia ancora più perplesso: l'articolo è stato scritto nel 2013. Ma corretto solo ora. Nessuno se ne era mai accorto?
In tutto questo tempo nessuno sul ponte di comando dell'Expo né dell'ufficio stampa dell'Expo se ne era accorto ed aveva richiesto la rimozione della pagina?
Chi cazzo c'è sul ponte di comando di Expo? Il nipote di Schettino? A chi hanno affidato la realizzazione di rendering e la redazione dei contenuti? Eh, le conoscenze giuste, no!?
Nel frattempo, le persone preparate e competenti vendono frutta e verdura (con tutto rispetto per i fruttivendoli).
Studenti, laureati, docenti di storia dell'arte e delle varie Accademie d'Italia e loro disoccupati non hanno tutti i torti ad incazzarsi ferocemente.
L'auto proclamato presidente del consiglio ha detto che l'Expo è l'occasione per rilanciare l'Italia. Sì sì, la più classica delle occasioni perse!

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Questione di giustezza

Alcune cose viste e sentite negli ultimi giorni mi hanno fatto riflettere. Peccato che il risultato delle mie profonde riflessioni siano solo pure superficiali quanto innocue cattiverie.
Poco tempo fa su Facebook ho scritto un post piuttosto astioso rabbioso e rancoroso. Lo riporto qui sotto:

Conosco un signore che fa bene il suo lavoro. Anche troppo e l'Italia non è un mercato tanto attento (eufemismo) a certe logiche. Pochi si chiedono cosa c'è dietro una differenza di costi rilevante. Un motivo c'è sempre. Fidatevi. E questo signore un giorno si è lamentato (eufemismo) con me perché il lavoro non gli andava tanto bene (gli va bene eccome, ma la lacrima fa sempre comodo): parte del mercato gli preferisce la merda (cit.) che c'è in giro perché costa meno. Ed i risultati per loro saranno conseguenti.
Allora mi sono permesso di offrirgli il mio aiuto in qualche modo. La sua risposta è stata esattamente la stessa lamentela che riceve dai suoi clienti. Questioni di soldi ovviamente, come sempre purtroppo. Non mi reputo un fenomeno ma, come mi è già stato detto dallo stesso signore qui sopra durante una precedente collaborazione, sono bravo. Esattamente come sono buoni i suoi prodotti. Però c'è un rilevante fattore economico a bloccare l'accordo.
Poi vedo le collaborazioni di basso livello che ha stretto successivamente ed è più o meno logico che mi incazzi. Almeno legittimo che mi amareggi.
Talvolta penso che sbattersi non serva a niente. Cosa fai e come lo fai non importa agli altri. Ma conta chi sei. Perché ci sono persone mediocri che sanno farsi ascoltare ed ottengono quello che vogliono. E poi conta il momento giusto. Un po' troppo presto o un pelo troppo tardi ed il posto non c'è. 
Se poi c'è l'amicizia giusta i giochi sono più facili. Non importa quale sia il risultato alla fine. E' tutta una questione di giustezza: il modo giusto, il momento giusto, l'argomento giusto, se sei una persona giusta (quindi non nel senso di corretta o precisa), l'amicizia giusta.  
Sarò sbagliato io. Se si è sempre andati avanti così sarà giusto così.

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Rifugio: la musica

Non va bene un cazzo. Nel senso che tutto quello che sento attorno fa schifo. Un post che non ha affatto un bell’inizio. Ma coerenza vuole che questo non voglia essere un bel post. Mi sento intossicato dalle brutte cose che sento che vedo attorno a me ed ai miei amici. Posso solo immaginare come stanno loro. Mi hanno chiesto una preghiera ma per certe cose esce di bocca il suo esatto opposto. E purtroppo non ho alcuna possibilità di fuga da queste cose capitano tutte insieme per rompere le scatole e dare un tremendo fastidio e non ci posso fare proprio un beato cazzo per sistemarle. Perché sono ad un livello troppo alto per qualsiasi intervento. Quando sto così di solito qualche soluzione la trovo: la moto è una buona terapia, oppure correre o andare in bici o magari capita il giorno che ho allenamento. Ma un coglione in macchina giovedì scorso con un colpo solo (è più corretto dire con una mossa sola) ha tolto di mezzo tutte queste possibilità: moto dal dr. Mariano e corpo a casa a riposo forzato a recuperare le botte varie (per fortuna solo queste!!!). 
Questa inerzia influisce sempre nel mio carattere e mi sento piuttosto di conseguenza, nervoso irascibile e più realista (ovvero pessimista) del solito. Fix you dei Colpplay o La cura di Battiato sono e rimangono (belle) canzoni al massimo dei buoni intenti e servono a poco. Ma in casi come questi trovo un appoggio valido nella musica. Una specie di rifugio. Per fortuna c’è e per fortuna mi piace. Questa mattina pensando alle varie vagonate di letame che passano mi sono venute in mente alcune canzoni per fare da sfondo alla mia inquietudine. Canzoni di un certo tipo che mi fanno venire ancora più voglia di uscire a correre, come se fossi una locomotiva e loro la legna che brucia e la alimenta. Human Wheels di John Mellecamp mi sembra quella più adatta: perché il ritmo contrasta con la poca speranza che le parole fanno intendere. Un po’ come mi sento in momenti così: indomito ma in gabbia. Poi quando sento Billy Corgan attaccare con the world is a vampire penso che anche questa possa essere una canzone adatta, soprattutto quando dice 'despite all my rage i am still just a rat in a cage'. Ma anche Strange World di Ke. La stessa cosa succede anche con Mineral dei Buffalo Tom. Allora se non posso fare altro ascolto musica. E scrivo. Pensando a chi non se la sta vedendo bene ed augurandole di poter sconfiggere tutto il male che gli è capitato. Quando si dice Una musica può fare.

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Rancore

E' il peggior sentimento che una persona possa provare. Uno stato d'animo angosciante. E' rabbia repressa verso altre persona, recondita come braci pronte ad accendersi al minimo soffio coperte dalla cenere del tempo.
Logora nel tempo consumando bile con lentezza come un pezzo di legno si consuma lentamente dopo che il fuoco si è spento. Rimane un pezzo nero che ogni tanto sfavilla quando viene sfiorato da un soffio d'aria.
Odio il rancore! Detesto quando si alza quel filo d'aria che sposta la cenere e storce lo stomaco appesantisce le gambe annebbia la mente.
Quando penso al rancore mi viene in mente una spada che ti trapassa la pancia tagliandola e che uscendo te la sega. Non so se la similitudine sia appropriata: il brutto ricordo fa male come una lama che ti taglia la pancia poi quando cerchi di passare oltre (e cerchi di togliere la lama) senti la rabbia del rancore segarti la pancia.
Ma è anche come il colesterolo... basta un eccesso di rabbia per mandarci a ramengo la vena e non capirci più niente.
Odio il rancore! Fa stare male. Per questo non lo sopporto e lo disprezzo. Perché si sta male per colpa di altre persone che non meritano nemmeno il nostro rancore.
Mica per la malvagità del sentimento.

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