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Differenza di trattamento

Due parà americani (quindi extracomunitari) lunedì notte hanno massacrato di botte e violentato una prostitua incinta di 6 mesi. Uno dei due aveva già violentato una minorenne in passato. Lei ora rischia di perdere il bambino. 
Cerco la notizia su internet, sul Corriere Veneto non c'è nemmeno un accenno. Devo leggere i siti ed i giornali della città.
Sarà una prova di integrazione con le tradizioni locali sfociata in uno scatto di violenza. Poveri cristi bisogna capirli questi ragazzotti da soli e scombussolati sbattuti di qua e di la per difendere la patria e l'intero universo. 
Qualcuno li ha voluti e adesso ce li teniamo. Così come sono. Ma si devono comportare bene, non solo perché sono ospiti in suolo straniero (le loro basi saranno anche territorio americano, ma sono in terra italiana), anche se nemmeno ci pensano e nemmeno lo hanno realizzato.

Oltre al fatto violento e meschino mi fa incazzare un'altra cosa: fin'ora nessun rappresentate politico ha condannato il fatto. Non è la prima volta che un soldato americano violenta o molesta una ragazza. E noto sempre il silenzio delle istituzioni, locali e nazionali, quasi a non voler dar fastidio ai protettori dell'universo, come se li disturbassero nel loro compito.

Se i due presunti (finché non c'è una sentenza, bisogna dichiararli presunti, nonostante i due siano stati così idioti da tenere in macchina la biancheria intima strappata, la borsa ed i documenti della vittima) violenatori fossero stati rumeni o indiani o pakistani o africani invece? Sarebbe stato diverso? Più grave? Nessuno pensa che un americano è tanto extracomunitario quanto un kazako? Non è che i soldati USA siano meno extracomunitari perché sono impegnati a salvare l'universo.
Immagino in quel caso i pugni di una parte politica (leghisti, nostalgici del fascio, nostalgici del fascio passati con i moderati etc.) svegliarsi all'improvviso dal loro comodo sonno per essere sbattuti propagandisticamente sul tavolo delle istituzioni, per poi ritornare in tasca senza combinare nulla come loro solito. Ma i nostri amministratori sono troppo impegnati a spartirsi poltrone e distribuire appalti per badare all'incolumità ed ai diritti dei propri cittadini (sì lo so grazie, è una osservazione superficiale e popolare).

Dove e da chi verranno giudicati i due militari? Da un tribunale americano o da uno italiano? Gli avvocati della povera disgraziata vogliono processarli in Italia perché hanno agito come cittadini e non come militari. Facendo un confronto con i telefilm giuridico-militari, l'agente Gibbs e l'avvocato Alicia Florrick spaccano il culo molto di più di un qualsiasi giudice italiano. Vista anche com'è messa la giustizia nostrana. Ma loro sono finzione mentre qui si tratta di triste realtà.

Adesso mi aspetto un'ondata di offese e verrò tacciato di essere fricchettone anti americano solo perché mi sto permettendo di incazzarmi ed indignarmi contro quei due infami (vorrei tanto scrivere figli di t**** ma non voglio offendere chi centra fino a un certo punto) a stelle e strisce. Preciso che la loro colpa, per chi ancora non l'avesse capito, non è quella di essere americani. E per quanto interessi ho votato per due volte chi poi ha tradito la sua terra vendendola allo straniero.
E anche queste sono le conseguenze.

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Nelson Mandela

Nelson Mandela è una icona. Non una icona da maglietta come lo è diventanto Ernesto Guevara. Nemmeno come una di quelle tante mezze star più o meno tossiche che intossicano il cervello globalizzato e uniformato di tanti giovani.
Un leader perché il suo carisma era immenso e il popolo lo seguiva senza dover fare tanto chiasso. Nelson Mandela è un mito, mite e vero che ci ha insegnato la forza di volontà ma anche quella del perdono e del rispetto reciproco. Mi fa impressione vedere tutta quella folla il giorno del suo rilascio l'11 febbraio 1990, tra applausi incitamenti e qualche offesa da parte degli afrikaners.
Ironia della sorte, sto parlando di speranza in questi giorni ai ragazzi. E persone come lui per tutto quello che hanno fatto fino a poco tempo fa mi danno la speranza che le cose migliorino. Per quello che trasmettono, per il messaggio che comunicano. Niente di banale né facile da portare avanti. Ho speranza finché ci sono persone così.
Quando ho iniziato ad avere una certa coscenza, mi sono chiesto come sarebbe stato il mondo senza persone come Papa Giovanni II, Madre Teresa di Calcutta o Nelson Mandela e ammetto che mi faceva paura pensarlo. 
Perché sono state persone di una generazione passata, che ha voluto cambiare le cose, persone forti e sognatrici che hanno portato avanti con caparbietà e coraggio e non senza fatica un messaggio ed un sentimento che dovrebbero essere comuni a tutti. Prima ci affidavamo a loro alle loro parole. Erano presenti e la gente li seguiva. Adesso che non ci sono più, chi farà la fatica di prenderà il loro posto? Come diventerà il mondo?
L'uomo ha dimostrato nella sua storia di essere capace di non imparare dal passato, di scordarlo appena si volta pagina. 25 anni passati rinchiuso dentro una stanza dove poteva appena allargare le braccia e tanti sforzi per dire che siamo tutti uguali e che abbiamo gli stessi diritti (e doveri) non possono né devono essere trascorsi invano. Madiba era un Invictus, 'mai sconfitto'. Se non portassimo avanti la sua lezione, saremmo noi la sua sconfitta.
Sta ad ognuno di noi portare avanti quello che ci ha voluto insegnare. Come?
Spero che oggi qualche genitore e qualche insegnante spenda più di una parolina su Nelson Mandela.
Al quale non saranno mai sufficienti tutti i nostri grazie.
Forse più di qualcuno scorda Frederik Willem de Klerk, l'ex presidente dei Bafana Bafana e poi vice di Madela, un bianco che ha lottato per i diritti dei neri in Sud Africa, per l'abolizione dell'apartheid e grazie al quale la liberazione di Mandela non sarebbe stata possibile.

Mi piace la poesia di William Ernest Henley che lo ha ispirato e confortato durante la sua prigionia. Se non lo sapete, l'autore non se l'è passata molto meglio de leader sud africano. Eppure, nonostante tutto, non aveva paura, anzi, come disse poi Mandela: "Il coraggio non è la mancanza di paura, ma la capacità di vincerla".

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

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" Metticene un po' " a chi scusa?

Una volta aperto questo blog non pensavo di scrivere anche di calcio, del mio calcio della mia squadra che gioca in un girone veneto di terza categoria. Perché è una cosa da vivere coi miei compagni l'allenatore i dirigenti in spogliatoio in campo e in sede.
Così oggi mi permetto di fare uno strappo. Tanto nella Zona Verde ci faccio e ci scrivo quello che mi pare.
Oggi pomeriggio siamo tornati in campo dopo la pausa pasquale. Io odio la pausa pasquale! Dai tempi degli juniores, arriva in un momento delicato del torneo spezza il ritmo deconcentra. Mettere una vacanza li in mezzo rompe proprio i coglioni. Ma siamo dilettanti e, salvo eventuali inopportuni recuperi, la fine della Settimana Santa non prevede partita.
Forse, quest'anno ci stava giusta, perché nelle ultime due partite prima della sosta siamo stati suonati come uno jambè nella spiaggia di Jesolo a Ferragosto da adolescenti dagli ormoni fuori controllo e dalla chimica in evidente stato di alterazione.
O forse non ci stava proprio per niente, perché, forse, tutta quella rabbia e la delusione accumulata dopo le due cocenti sconfitte potevamo trasformarla in vibrante foga agonistica.
Evidentemente l'energia accumulata da ognuno di noi nel personale laboratorio del Cern è stata così forte da resistere due settimane! 
E' un po' quello che ho pensato oggi pomeriggio dopo neanche 10' del pt quando ci siamo trovati in vantaggio per 2 a 0 con due bei gol in una partita molto importante per tre aspetti: 1. perché era il derby e in quanto tale è una gara molto sentita; 2. perché dovevamo dimostrare di non essere quelli dei 7 gol subiti e 0 fatti delle due precedenti partite; 3. perché valeva tanto in chiave playoff. Noi infatti siamo quarti e loro sesti staccati di 3 punti: perdere equivale farci raggiungere e incasinare le cose a fine campionato. Proprio una situazione da evitare.
Avanti di due gol così presto annichilisci l'avversario. Invece siamo stati ingenui a lasciargli degli spazi che loro hanno saputo ottimizzare, cazzandoci in porta pareggio e sorpasso già prima della fine del primo tempo e, verso circa la metà del secondo, pure la ciliegina. Di quattro peri presi, due sono stati infilati su punizione all'incrocio!
Non ricordo altre sconfitte del genere perché, come ci siamo detti nell'intervallo, abbiamo giocato bene come sappiamo fare (bhè, come sanno fare i miei compagni, i piedi giusti ce li hanno loro a dire il vero, io ci metto il mio ;)! ). 
Purtroppo nel secondo tempo non siamo stati pericolosi ne' incisivi come nel primo anche se il pallone lo tenevamo di più noi e gli avversari si affidavano a conseguenti contropiedi.
Ed è più che naturale avere la palle che girano ancora come particelle del Cern dopo una partita così!
Perché non ho visto uno dei miei compagni, dal portiere a chi è stato in panchina fino alla fine, tirare indietro il piede non rincorrere l'avversario non darsi da fare per aiutare il compagno. Ci siamo tutti dannati l'anima!
E sentire certe cose dal pubblico negli ultimi minuti della partita, quando il corpo reagisce più per orgoglio forza d'inerzia disperazione e illusione per una fine migliore (e anche perché il fisico ha ancora benzina, cosa che oggi mi ha sorpreso alla tenera età di 32 anni, alla faccia di chi dice...), a me fa saltare la vena al cervello!
Non giochiamo in uno stadio e le voci si sentono bene ma non possiamo pretendere che gli spettatori se ne stiano muti, anzi, ci devono incitare e ci sta benissimo che qualche commento possa scappare. Ne' i calciatori devono farsi influenzare altrimenti meglio che si facciano un giro in bici la domenica.
In tanti anni di calcio (o di calci?) ne ho sentite tante sia su di me che sui miei compagni, ogni tanto giusta ogni tanto no. Ma lasciamoli parlare, è nel loro pieno diritto!
A me possono dire che sono scarpone che ho il piede a vanga (e ammaccata, anche!) che è un miracolo se riesco a fare un passaggio giusto di 2 metri (già troppo!). Ok, va benissimo! L'evidenza non si può negare ;).
Ma non si può nemmeno interpretare con una certa fantasia. Per questo oggi me la sono presa con quella persona che ci ha tacciato di essere remissivi di non metterci quel poco per cambiare il risultato.
Non sopporto e tanto meno tollero sentire questo cose. Perché, come detto, oggi tutti i miei compagni non si sono tirati indietro di 1 cm! Tanto per dare l'idea in questa squadra ci si allena coi muscoli che fanno male e si da quel che si può! In questa squadra c'è chi si allena nonostante un filo di cartilagine nel ginocchio! In questa squadra c'è chi corre un'estate intera per presentarsi in forma! In questa squadra non si molla nemmeno quando la caviglia non sta più tanto dritta! In questa squadra i giocatori corrono da lavoro la domenica per finire in panchina! Tanto per far capire quanto poco ci teniamo alla partita la domenica!
Quella persona non ha nemmeno avuto il coraggio di ammettere la sua critica negandola senza vergogna. Vorrei tanto sapere allora come ha fatto a capire che mi rivolgevo a lui finché lo invitavo a starsene zitto e non al tizio di fianco o sotto di lui.
Se la critica invece era destinata a me, cade nuovamente male. Deve sapere quel tale che la sera del mio compleanno, di giovedì, serata in cui non ci alleniamo, subito dopo essere tornato da Milano, invece di stare a casa a festeggiare ero al campo per correre per i cazzi miei perché dopo la visita del giorno prima al ginocchio volevo verificare di stare davvero bene perché volevo fare allenamento anche venerdì e avere una speranza di andare in panca domenica (mica di giocare titolare!) dopo due settimane di assenza. Deve sapere che ogni domenica sera me ne sto con il ghiaccio sul ginocchio. Deve sapere che se io avrò 32 anni per niente come l'ho sentito dire bullandosi coi vicini di posto sugli spalti, mi meraviglio non poco dei suoi non so più quanti anni trascorsi nel mondo del pallone se quest'anno, da direttore sportivo, non è stato capace di portarci un secondo portiere. O avrà pensato che un mona che viene a fare il nr. 12 ogni domenica lo trova? La sua fortuna sfacciata è che il nostro portiere non si è fatto male. Per ora...
Non sono mai stato così incazzato come oggi. Me ne sono stato fuori dagli spogliatoio per un pezzo perché  non ce la facevo a stare seduto e quando sono rientrato la porta ha sbattuto duro ho fatto volare via tutti i bicchieri di plastica a portata di braccio mi sono fatto la doccia da solo nell'altro spogliatoio perché non volevo parlare coi miei compagni perché magari qualcuno non aveva sentito e non era poi tanto giusto dirgli tutto volevo in qualche modo proteggerli. 
Perdere una partita ci sta, si può star male un po' poi passa perché non è questa la nostra vita! Sentirmi trattare così da un dirigente della mia società non lo sopporto! Avrà visto un'altra partita o capisce poco di calcio. Ma siccome ci stava guardando...
Con quella critica ha offeso me e i miei compagni e per conto mio ha mancato di rispetto anche verso l'allenatore!
Non è la prima volta che dice questa cosa e puntualmente è stato smentito da TUTTA la squadra, cosa che non ha gradito. Evidentemente non sopporta molto le critiche.
Forse rischierò qualcosa per queste righe ma non potevo stare zitto. Poi tanto lui parla e scrive delle nostre partite sul suo blog secondo il suo punto di vista e magari si fa pubblicità tramite la nostra squadra, tanto io credo di avere la stessa libertà, senza però sfruttare o mancare di rispetto ai miei compagni (leggendo il commento della nostra partita nel suo blog, mi pare di capire che giochiamo bene solo per grazia ricevuta, poi c'è una chiara contraddizione: nel primo pezzo parla di una squadra remissiva [dal dizionario Garzanti: agg. - che si rimette facilmente alla volontà altrui; sottomesso] e poco dopo dice che sarebbe ingiusto parlare di scarso impegno. Accenna anche agli episodi negativi accaduti a due miei compagni ma sarebbe stato meglio non parlarne visto che certe cose devono stare dentro lo spogliatoio. In campo invece mi sono perso battibecchi tra giocatori).
Spero che questa sconfitta serva ai miei compagni per trovare quella determinazione che secondo il nostro direttore sportivo la domenica lasciamo a letto o al bar o chissà dove.
Siamo delusi di noi stessi e ci spiace per tutte quelle persone che ci seguono.
In più giochiamo su un campo meraviglioso dove credevo di vincere sempre!
Ci aspettano cinque partite che non devono essere le ultime cinque. Dopo di queste voglio farne altre quattro. Io di voglia ne ho e ce ne metto anche un po' di più. E sono pronto a scommettere che anche i miei compagni di squadra la pensano come me.
Forza ragazzi, solo per noi!

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Basta essere chiari

Ho sempre pensato di avere un allenatore capace. Ci conosciamo da 14 anni, da quando giocavo con gli juniores. Ha sempre dimostrato di essere un bravo allenatore vincendo in tutte le categorie e di essere anche una persona brava nell'ascoltare le persone e di capirle, talvolta facendosi fin troppe paranoie!
Per molti altri suoi colleghi dovresti dedicare anima e cuore solo al calcio mentre il resto della vita è solo la cornice.

Da quando è diventato allenatore della prima squadra ho notato con dispiacere che queste sue doti si stanno
un po' annebbiando, involvendo verso la figura di allenatore vecchio stile di cui sopra che dice una cosa e poi ne fa un'altra.
Siamo tutti dei dilettanti,
tanto i giocatori quanto gli allenatori e i dirigenti, mettiamo il nostro tempo a disposizione del pallone solo per passione (almeno nella mia società è così) e mi assale la curiosità di sapere se le sue scelte dipendono da lui e dal fatto che è un dilettante come tutti noi coi propri cazzi ben più importanti a cui badare, o da quelle pressioni esterne di chi vuole rompere le palle stando in un piano sfuocato.
O se gli sta venendo a mancare la coerenza!
A inizio di stagione, aveva fermamente sentenziato che avrebbe fatto giocare, oltre a chi è più in forma, anche quei giocatori che in allenamento hanno dimostrato di impegnarsi di più.
Come volevasi dimostrare, domenica ha giocato chi non era in forma e si è allenato poco e in panchina (o a casa) chi invece si sta impegnando da mesi e/o ha bisogno di giocare.
Scelte discutibili e, da quel che so, molti nella squadra non hanno compreso.
Mio malgrado mi ci trovo in mezzo, perché la maledetta caviglia sx (la dx è sua sorella gemella per non sentirsi da meno!) ha fatto crack a inizio settembre facendomi saltare tutta la preparazione e togliendomi dalla squadra per un bel pezzo. Adesso sto tornando e ho solo bisogno di allenarmi bene (finalmente c'è un campo decente!). E di giocare!

Noi giocatori non dovremmo contestare le decisioni dell'allenatore. Abbiamo solo il compito di allenarci e farci trovare preparati. Appunto. Domenica c'era chi era più preparato di qualcun altro e da qualche domenica gioca bene ma è rimasto fuori, facendoli perdere il ritmo e smonandolo non poco.
Come aveva detto a inizio campionato: "Non faccio sconti a nessuno, siete tutti uguali! Nessuno escluso vecchi o giovani che siano!".
O forse no?!
E' solo un fatto di coerenza e di rispetto.
Tutto qua.

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Fair play, please!

A €2,50 il cinema prende eccome anche nelle sale dei patronati.
Così ieri sera Anna e io siamo andati al cinema a vedere "La ragazza che giocava col fuoco", secondo film della fortunata trilogia di Stieg Larsson
.

Il regista è stato molto abile (a parte qualche battuta da rivedere) a costruire un film che ti tiene sospeso fino al termine in una sequenza di scene dove l'attenzione non cala e ti inchioda alla seggiola. Un bel thrillerone insomma. O forse è la mia età ancora facilmente influenzabile e sucettibile?
Perché un thriller è un film che dovrebbe ammutolirti facendoti seguire
la suspense che altera i tuoi battiti cardiaci.
Allora cosa cazzo avevano quelle tre signore dietro di noi da continuare a commentare ogni scena?
Per favore
potreste esorcizzate l'ansia cagandovi addosso dalla paura in silenzio invece di rompere i coglioni alla gente? Al massimo stringetevi le mani va bene?
E noi due eravamo i più giovani, quelli che di solito mancano di rispetto verso i più grandi.
L'età non implica che si possa fare quello che si vuole signore mie e se volete commentare per gli affari vostri ogni singola scena di un film fatelo a casa vostra davanti un dvd (o una videocassetta se ancora non ci siete arrivate).
Alla fine abbiamo pure preso le nostre rei di non esserci spostati, neanche fossero proprietarie della sala per diretta discendenza con padre Murialdo!
Vaffanculo! Perché tu e le tue amiche dovete squittire ogni 5 secondi dobbiamo rinunciare al nostro posto comodo?
Potrei consigliare alla direzione del cinema Patronato di mettere due tariffe in modo da dissuadere certi spettatori:
Intero: €2,50
Rompi coglioni: €25,00

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