Visualizzazione post con etichetta divertimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta divertimento. Mostra tutti i post

Per fortuna sono Apollo

Il primo errore è stato sfidarlo: avrei dovuto saperlo che io non posso essere al suo stesso livello e mai potrò esserlo. Contro di lui non ci si può mettere è bene ricordarselo.
Già una volta era andata male, nonostante ci fossimo divertiti ugualmente sopra l'Ortigara, il monte sull'Altopiano di Asiago legato a tante battaglie della 1° Guerra Mondiale.
E lui è così come lo vedi: se prima ti accoglie sorridendoti e facendoti accomodare nel suo splendido paesaggio, poi si inaridisce si inasprisce invitandoti però a proseguire.
Sabato scorso me la sono cercata! L'ho sfidato, volevo una rivincita: “Ti sfido!” gli ho detto guardandolo fisso indicandolo col dito minaccioso. Ecco, potevo farne a meno, potevo limitarmi a passeggiare tranquillamente apprezzando la sua ospitalità senza rompergli troppo le scatole perché lui d'altronde ha sempre la porta aperta per tutti, purché ci si comporti bene!
Non dovevo sfidarlo. Certo lui dall'alto dei suoi poteri poteva fare a meno di ribattere o altrimenti poteva limitarsi. Invece no, ci è andato giù duro. Così, dopo il diluvio universale, dopo avermi battuto insieme a Anna con la grandine qualche anno fa, questa volta ha battuto. E forte!
Lo so! Lo so! La crema. È stato il secondo errore, lo ammetto, anche perché non ho alternativa. L'ho messa anche sulle orecchie. Ma sulle gambe non pensavo di prenderle. E invece, il sole mi ha battuto come tappetto divertendosi su quello che rimaneva scoperto.
La differenza tra la gamba destra e quella sinistra? Perché a destra avevo una fasciatura sul ginocchio che mi ha preservato almeno quella parte.
Così, il risultato è Monte Ortigara – Ale 2 a Jobe (= 0, reminiscenze asine dei bei tempi di ragioneria).
E fatto il 2, non ho la minima intenzione di completarlo con il cosiddetto 3. Mi va bene così!







Read Users' Comments (1)commenti

Bike-Outing

Dopo la prima uscita in moutainbike di sabato credo sia doveroso. Ma andiamo con ordine.
Come detto, sabato la prima uscita in bici. Venerdì FrH mi anticipa per messaggio un giro per la mattina successiva. Io avrei avuto un impegno semi-improrogabile vista l'importanza ma sono riuscito a renderlo prorogabile al pomeriggio senza affanni.
Fanculo al caschetto che non ho ancora dopo quasi un anno... lo so, lo so! Entro maggio dovrei avercelo. Sono andato sempre in giro senza nei miei percorsi solitari, ora che ho una seria mountainbike prevedo anche giri seri e ne farò uso, quando andrò a prenderlo/me lo porteranno.
Così sabato mattina ci siamo trovati alle Scalette di Monte Berico io (arrivato in ritardo di appena 5'!), FrH appunto, Megolas detto Mego e Tappo. Dopo aver discusso su quale percorso intraprendere come prima uscita e scelto quello più massacrante e dopo aver dato delle indicazioni per raggiungere Villa Capra detta "La Rotonda" a due giovani turisti, partiamo per il nostro debutto stagionale.
Dopo la pista ciclabile della Riviera Berica che costeggia il Bacchiglione con un'alternanza illogica di case e capannoni saliamo per la Santa Tecla che inizia asfaltata e prosegue in sterrato. Le piogge autunnali e invernali devono aver fatto piazza pulita dei detriti di sassi portarti a valle o comunque fuori dalla scatole perché seppur sterrata la strada era più omogenea, quasi più facile e piatta di come me la ricordavo a settembre, l'ultima volta che ci sono passato. La salita ha una pendenza che mette in difficoltà: ci vuole un ritmo regolare senza strappi altrimenti le gambe si spaccano.
Da li poi ci siamo infilati nei boschi dei Colli Berici su improvvisi sali-scendi molto divertenti e finché saltavo di qua e di la pensavo che ce ne mancano dalle nostre parti, e che comunque non sono il mio tracciato preferito, troppo tecnico e impegnativo. Preferisco le mulattiere e l'erba.
Mego e FrH hanno dimostrato la solita gamba, stando sempre davanti dando il ritmo, mentre io seguivo qualche metro dietro e Tappo al seguito.


E qui lo ammetto: sono una pippa! Poco da bullarsi per delle corsette... me ne rendo conto ora che ho un confronto perché sono sempre uscito da solo senza avere dei riferimenti e purtroppo, quelli che mi hanno dato Mego e FrH sono stati disarmanti! Va bene che sono a corto di allenamento avendo smesso con il calcio e fare ogni tanto qualche allenamento  di calcio (n.b: a 5!) e correre un paio di volte al mese non serve. Il percorso, gli strappi, le variazioni di pendenza tutto quello che vuoi ma pensavo di avere più gamba invece quelle di sabato erano di marmo, sembravano due colonne doriche che non si piegavano sui pedali nemmeno con lo scalpello! Le caratteristiche muscolari delle mie gambe sono poco adatte al ciclismo, ritrovandomi due cosce alla Sebino Nela, ma dov'è finito il ritmo che tengo quando pedalo in solitaria? Mah, spero sia solo il percorso che non si adatta a me...
Anzi, certamente è così! Ma non mi abbatto affatto! Alla prossima!

Read Users' Comments (0)

Prima uscita - Distrutto ma felice!

Tornando a casa pensavo a cosa scrivere e avevo moltissimi titoli per il post ma erano evasivi. Questo mi sembra il più adatto a descrivere l'argomento di cui voglio parlare: del mio debutto sui percorsi di mountainbike con la bici nuova di palla (della quale si può leggere nel post precedente)!
Ieri pomeriggio sono andato in un negozio di sport per prendere:
- maglia: bella! Incredibile fosse ancora lì, larga non aderente come tutte le altre, proprio come la cercavo!
- zaino: oggi non serviva ma per le future uscite sì! Con tanto di copertura impermeabile per la pioggia!
- scarpe: ho preso un paio leggero da trekking (perché ho i pedali piatti, non quelli a sgancio rapido) con membrana impermeabile per le uscite anche col brutto tempo e per andare in mezzo al fango e per eventuali spostamenti a piedi magari in montagna.
Spesa totale con sconti vari: €108!

Stamattina partenza da casa alle 7:45 dopo una serata di paella prosecco e birra conclusa alle 2:30. La prossima volta a letto coi calcagni par dadrio alle 23!
Partenza alle 8:05 dal negozio.
Ho conosciuto una parte del gruppo, ragazzi giovani e simpatici: Raffaele il proprietario del negozio, Paolo il suo assistente, Andrea, Silvia, Megafono (non mi ricordo il suo nome ma quando parlava pareva ne avesse mangiato uno, la sua voce si sentiva per tutto il bosco), un altro che andava più veloce di me anche con una ruota sola in impennata.
L'inizio non è stato male. Inteso come prima parte vera di sterrato usciti dall'asfalto. Il casino è arrivato dopo, con discese tra i sassi al buio del bosco e con improvvise e repentine salite fatte di sassi sporgenti su sentieri stretti da affrontare con la combinazione giusta di velocità gamba e rapporto per non cadere slittare e distruggersi i muscoli.
E dire che quando me ne andavo da solo credevo di essere anche troppo veloce: oggi invece ero proprio una mezza sega!  Meno male che mi aspettavano sempre. 
Soprattutto quando, dopo l'uscita da una discesa fuori dal bosco mi sono trovato una salita sulla strada. E vai, spingi! Solo che la bici non si muoveva! Stando incredibilmente in equilibrio ho dato un occhio alla catena ma era a posto. E allora cos'era? Perché non riuscivo a muovermi? Sforzavo ma le gambe non si muovevano. Appunto.
Ero inchiodato dai crampi! Alle gambe! Adduttore, quadricipite, quadricipite... era tutto incementato! Giocando a calcio ho avuto i crampi ai polpacci, fanno un male cane ma passano dopo un po'. Questi invece non mi erano mai venuti prima. Non sentivo male ma la sensazione di sforzarsi e non fare niente è bruttissima.
Ho avvisato Silvia e Paolo che erano poco più avanti che mi fermavo per gestire il problema. Meno male dopo un po' di massaggi le gambe si sono sciolte quel tanto per continuare. A un ritmo ancora più lento!
Ho pensato di salutare e tagliare il percorso ma la un po' di vergogna e tanto orgoglio mi hanno fatto continuare.
Meno male che alcune discese sullo sterrato sono state un gran divertimento.
Avrò pagato l'inesperienza. La serata precedente. L'assenza di spinta per i pedali piatti. Guardavo le gambe degli altri ragazzi: fini ma reattive. Le mie sono ancora quelle di un calciatore, due prosciutti da far impallidire Sebino Nela! Che spingeranno in salita ma sono un bel peso da portarsi a spasso.

Però è stata la prima uscita. Massacrante quanto bella. Un modo diverso per divertirsi in compagnia, conoscere nuove persone e vivere cose nuove. La differenza col ciclismo su strada è che qui hai un punto di vista diverso. Sull'asfaltovai sulla stessa strada che fai anche in macchina mentre con la mountainbike ti addentri in posti diversi in mezzo ai boschi ai sentieri. C'è più emozione e pazzia.
Mi hanno chiesto se mi sono spaventato per la fatica. Scherzate? Mica mi arrendo! Non c'è miglior soddisfazione di sentirsi i muscoli di marmo e l'animo felice! 
Devo solo fare un po' di gamba. Questa è stata solo la prima.
Alla prossima.

Read Users' Comments (2)

Esco dal campo e salgo in sella

Da piccolo mi veniva contestata la mia eccessiva iperattività tanto che la maestra era convinta che fossi stato morso da una tarantola (magari maestra Franca, ma sto ancora aspettando il ragno radioattivo che ha morso la mano di Peter Parker!!!).
Non stavo mai fermo ero sempre in movimento ma porco cane, ero un bambino! C'è da preoccuparsi se il bimbo non mi si agita invece! 
Tra i vari giochi dell'età, uno che andava molto in voga a suo tempo era la gimkana con le BMX. Ricordo come fosse ieri quella che mi hanno regalato mamma e papà per il mio 7° compleanno: gialla e rossa della Legnano. Non desideravo altro! Corsi fuori in stradella a fare i soliti giri - non sono tanto lontano dal senso letterale! - e poi piazzai coi miei amichetti il pezzo di legno sopra il quale mettere la pedana per fare i salti. Vinceva chi lo faceva più lungo - una specie di dimostrazione maschile assai prematura...
Dopo un po' anche il mio amichetto Marco mi fece compagnia con la sua BMX Berga, mi sembra rosso-blu. Successe una domenica mattina di primavera inoltrata: (sempre) lungo la mia stradella quella volta ce la giocammo a chi arrivava prima. Ma non arrivò nessuno: come i professionisti in una volata a velocità pazzesca finimmo per toccarci quel tanto che bastò per volare e strisciare qualche metro di uno dei primi asfalti caldi della stagione! 
Non mi ricordo se c'erano anche Anna (si lei!) e Elisa a fare da giudici. Ma chi c'era in quel momento fece da soccorritore. Io finii sopra Marco cavandomela con qualche altra sbucciatura da aggiungere alla collezione mentre Marco invece si fece molto più male di me con dei grossi tagli tante botte e moltissimo spavento (ricordo che pianse molto, piangeva spesso a dir la verità, ma quella volta ne aveva tutte le ragioni) che sanguinavano copiosi. Mio papà sentì il casino e corse fuori. Era molto agitato perché si sentiva la responsabilità di averci lasciati soli ma anche se fosse stato li avrebbe potuto fare ben poco. Ci portò su a lavare le ferite a calmarci e consumò mezza boccetta di mercuro cromo per disinfettare la pelle di Marco. Per distrarlo un po' si mise a parlare di calcio e di Paolo Rossi che era finito al Verona dal Milan (Marco è tifosissimo del Milan).

25 anni fa. Che se si considera in termini più ampi è il secolo scorso e sembra un enormità, ma era solo il 1985 e si poteva ancora giocare in mezzo la strada. Aaah beata infanzia!!!
Ma tutto questo preambolo a cosa porta? Ci arrivo, un attimo di pazienza!
Ho già detto che smetto col pallone, adesso devo trovare un altro gioco per distrarmi sfogarmi e divertirmi.  E anche per farmi del male, perché no!?
E allora perché non tornare al primo amore?
Ho girato quasi tutti i negozi di cicli della città e sabato mattina sono capitato in quello di un artigiano che monta mountainbike e bici da corsa su telai predisposti che lui le attrezza con l'equipaggiamento richiesto. 
Così gli ho chiesto cosa mi potevo portare a casa con quel budget. Lui mi ha buttato li una proposta insieme a quattro conti e a me è andata bene!

Così questa sera, subito dopo lavoro, sono andato a prendere la MIA NUOVA BICI!!!!
A differenza degli altri negozi, lui me l'ha preparato completa di tutto, pedali - eh già, ora ti compri le bici e ai pedali ci devi pensare tu - borraccia, pompetta, computer - vabbhè, volevo fare il completo con il Suunto T4  ma faccio sempre a tempo - e porta attrezzi con camera d'aria di scorta!
Una veloce spiegazione sulla forcella, sull'ammortizzatore, sui freni e via. Di corsa a casa in bici! 
Adesso non vedo l'ora del primo giro.
Così i massaggiatori, fisioterapisti, pranoterapisti, massofisioterapisti, radiologi, ortopedici, chirurghi di maxillofacciale e traumatologia, anestesisti e infermiere possono tirare un sospiro di sollievo perché avranno ancora un po' di lavoro assicurato!

Il marchio sulla bici è del negozio, a me non interessa molto che nome ci sia sul tubo trasversale, mi importa che sia robusta ed affidabile.
Facendo dei paragoni rispetto a nomi più noti, avrò qualcosa di meno da una parte ma molto di più da un'altra. Alla fine mi sembra un ottimo rapporto/qualità prezzo.
E alla fine rimango dell'idea che quello che conta, che fa la differenza, non è tanto la bici in se, ma chi ci pedala sopra con la sua voglia le sue gambe e il suo cuore, insieme alla sua curiosità.
Il nome non ce l'ha e non glielo do, quello che ha mi sembra positivo! 

Ma non ditelo alla maestra Franca, perfino quando mi ha visto con la ginocchiera 2 giorni dopo essermi rotto i legamenti mi ha ricordato che fin da piccolo ero troppo agitato!
Alla fine si chiude il cerchio.











































Read Users' Comments (0)

Passeggiata sotto la neve

Lunedì mattina verso le 11:30 ha iniziato a venire giù qualcosa. Quel niente di trascendentale iniziale si è poi trasformato nel pomeriggio in fiocchi decisi a attaccarsi al suolo.
Così la sera, vuoi che niente Anna e niente country per il blocco totale, vuoi che in tv non ho visto se c’era qualcosa di interessante, vuoi che il mio cognome scende dalle montagne del Cadore e fuori pareva di stare a Pieve, allora verso le 21 ho preso le pedule, infilato i pantaloni in velluto e nylon messo nei posti giusti che resistono da quando li ho comprati durante lo stage alla grande multinazionale ‘mericana 9 anni fa (molte delle cose che ho comprato la sono durate tantissimo o mi stanno durando attualmente!) e sono uscito per una passeggiata solitaria sotto i fiocchi di neve attirato come sempre succede dall’atmosfera ovattata.
Mi sono sentito dentro uno di quelle pallette di plexiglas o vetro che se le capovolgi nevica (avranno un nome tecnico?).
Pensavo di prendermi il lettore mp3 e farmi tenere compagnia dalla musica poi ho deciso di ascoltare solo quello che avevo attorno e che scendeva dal cielo.
E come scendeva! Fitta decisa e impalpabile mi copriva il viso in pochi secondi. Meno male non avevo gli occhiali altrimenti mi sarebbero serviti dei tergicristallo!
Subito mi è spiaciuto tantissimo essere da solo senza Anna a fare ‘crock’ sulla neve e a tirarci le palle bastarde (questa è lei).
Chissà perché sento molto più forte l’emozione dei momenti belli quando li vivo da solo. Penso sia dovuto proprio al fatto dell’esclusività di sentirli tutti miei in pieno senza condividerli ne’ cedere una parte di emozione a qualcun’altro che non c’è insieme a me.
Questa riflessione mi ha sbattuto addosso per un po’ in un’alternanza confusa coi miei passi insieme ai fiocchi che a un certo punto si sono allargati e infittiti sembrando brandelli di carta.
Da una strada laterale sono usciti due trattori a fare da spazzaneve. Non so se siano due contadini del borgo o mezzi del Comune che uscivano da li ma avrei voluto chiedere un passaggio per andare in giro con loro ma ho desistito perché chissà se poi tornavano li e quanto ancora sarebbero stati in giro a spazzare.
Le pedule con la famosa membrana impermeabile che ho comprato questa estate per le escursioni estive in quota funzionano alla perfezione anche d’inverno in pianura. Il piede è caldo e asciutto. Anche se quando faccio attività fisica all’aperto d’inverno mani e piedi sono sempre caldi. Forse ho anche esagerato con l’abbigliamento: al posto del piumino potevo anche mettermi una qualsiasi giacca invernale in nylon con un minimo di imbottitura tipo quella della mia squadra o la super giacca in windstopper.
Il manto candido ha molteplici caratteristiche: riflette la luce artificiale dei lampioni, ovatta i rumori anche il giungere delle macchine con le catene che ‘clangano’ nella strada bianca si sente soffuso e il paesaggio assume un aspetto totalmente diverso.
Infatti i campi lungo la pista ciclabili sono diventati una serie di dune bianche intonse stupende da vedere e che richiamano facili tentazioni.
Ho fatto alcune foto accorgendomi che se riesci a usare bene il telefonino rischi di scattare delle foto inaspettatamente interessanti. Click. Sono curioso di vedere cosa mi è venuto fuori. Click.

Le macchine procedevano con molta cautela qualcuna aveva le catene mentre una svedese a quattro ruote motrici ha solcato la neve disinvolta e sicura dell’integralità della sua trazione.
Ho incontrato diversi cani. Uno, una femmina nera che vedo spesso insieme ai suoi padroni senza guinzaglio (il cane, non i padroni). Quando mi ha visto si è bloccata, ho fatto un passo verso di lei ma era spaventata così ho lasciato stare.
Il pastore tedesco della casa in angolo all’inizio della stradella di Anna. Questo cagnone grande grosso e peloso era tutto felice di zampettare sulla neve, mi è venuto incontro mi ha annusato al volo il dito ma accorgendosi che non avevo niente di interessante (o di buono?) per lui ha tirato dritto! Peccato, lo vedo sempre sull’attenti e qualche volta lungo la ringhiera muto e non so mai se allungare una mano per accarezzarlo. Quella volta che ce l’ho a portata di carezza mi snobba!
Poco dopo labrador insieme a due persone è uscito da una casa lungo la pista ciclabile. Anche lui tutto emozionato. Mi accorgo che le due persone hanno gli sci da fondo (se ne incontrano di singolari in giro!), una delle due è n mezzo la strada l’altra rimane nella pista ciclabile. Il cane appena mi ha visto mi è venuto in corso allegro saltando sulle zampe posteriori e ricambio con piacere (senza mettermi sulle zampe posteriori però, anche se lo sarei già…), solo che il guinzaglio era legato alla vita del suo padrone ormai in bilico spinto in avanti dal tiro del suo animale! Così mi sono dovuto accontentare di una fugace carezza sul muso altrimenti mi sarei trovato con un fondista di pianura a pelle d’orso sulla neve!
Dopo qualche foto e disegno sui cartelloni stradali dei lavori in corso incrocio un altro labrador, felicissimo di gelarsi i maroni in mezzo la neve. Si avvicina e mi annusa con attenzione ma i padroni lo tirano da parte, gelosi possessivi! Di quattro cani incrociati non ho potuto neanche fare una carezza come si deve! Vabbhè che col cappuccio in testa non mi si vedeva in faccia granché, ma chi cazzo vuoi vada in giro con questa neve che, direbbe Biscardi, fiocca come nespole? Eh, dai!
Però è bello vedere come anche gli animali si meravigliano di questo spettacolare candore che scende qualche volta l’anno. Come noi diventiamo tutti bambini anche loro tornano cuccioli!
Tiro dritto e sento il campanile della mia parrocchia suonare le 22. Però, già un’ora che sono ramingo? Non avendo tanta voglia di tornare a casa ho proseguito fino alla chiesa, ho fatto ‘click’ anche li un paio di volte e ‘crock’ anche se era molto farinosa e non ha dato molta soddisfazione.


Come immaginavo ha chiamato mio papà per sapere dov’ero. Volevo rispondergli che ero stato rapito da un gruppo di pupazzi di neve bulli e che stavo tornando a casa. Ma ho tenuto solo quest’ultima parte.
Intanto i solchi lasciati dalle macchine erano già stati ricoperti fiocco dopo fiocco.
Se per caso mi fossi fermato un po’ ci avrei messo poco a trasformarmi in pupazzo di neve coi capelli arancioni e la barbetta! Mi sto solo chiedendo adesso quanti il giorno dopo mossi a pietà riconoscendomi mi avrebbero portato un brulè (da queste parti o quello o un bombardino, roba calda analcolica solo per sturare o sgelare le tubature) per riportarmi alla realtà!
È stata una bella passeggiata da fare di nuovo piuttosto che farsi rapire dal cazzeggio televisivo o multimediale.
Come i cani tornano cuccioli noi dovremmo tornare bambini correre fuori e meravigliarci della situazione che stravolge tutto!

Read Users' Comments (0)