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Giro d'Italia 2016: polemica a due ruote

Ho visto lo spot promozioanale della 99ma edizione del Giro d'Italia.
Visto che invita a seguirlo sulle reti RAI, immagino che a televisione di Stato sia il committente.
Non so se l'oggetto del video, un confronto tra due ruote a motore e due ruote a pedale, sia stato indicato dalla RAI alla società realizzatrice o proposto da quest'ultima.
Non so se ci sia stata una gara tra agenzie per aggiudicarsi la realizzazione o è spuntato il cugino paraculo di qualcuno.
Comunque sia, è una dimostrazione di insipienza a superficialità da entrambi le parti. E' uno spot sbagliato. Chi l'ha commissionato non doveva approvarlo.
Ho anche letto i commenti di entrambe le fazioni: i motociclisti sono incazzati come se la loro moto gli avesse piantati in mezzo la strada di notte ma mi pare il minimo. Per i ciclisti non c'è nulla di offensivo e mi pare banale. Solo un ciclista dotato di onestà intelettuale ha descritto il fallo commesso.

Promuove uno sport denigrandone un altro.
Promuove atleti non rispettandone degli altri.
Promuove una professione offendendone un'altra.
Che poi è la stessa, quella dello sportivo, che in modo diverso si smazza comunque tantissimo sia fisicamente che mentalmente per raggiungere lo stesso obiettivo: essere più veloce (degli avversari e del cronometro). 

Non voglio dire che la moto sia meglio della bici, o viceversa, mi trovo anche con col culo su due selle: quella della moto e quella della bicicletta, da MTB per la precisione. Ma conoscendo un po' i due mondi, ci vuole poco a fare una analisi del video e trovare un secondo fallo piuttosto macroscopico (e non è uno di quelli da vantarsi): tutto quello che viene detto per sputtanare il motociclismo ed esaltare il ciclismo è contestabile. Vogliamo vedere punto per punto?

- I ciclisti non avranno le ombrelline in partenza ma le Miss di tappa che si esibiscono con tanto di doppio bacio ai ciclisti sul podio, mentre nel motociclismo il contatto fisico tra le ombrelline ed i piloti non esiste nemmeno.

- Le gare di moto non vengono interrotte per pioggia a meno che le condizioni non siano davvero proibitive e mettano in pericolo la sicurezza dei piloti. Sia all'ultima Tirreno-Adriatico che all'ultima Parigi-Nizza, una tappa è stata annulata a causa del maltempo.
Poi alcune tappe si corrono anche sotto il diluvio mentre alcune gare vengono interrotte, ma i piloti filano a più di 200 km/h e la sicurezza qui è tutta un'altra cosa di una tappa di ciclismo magari tutta in pianura senza nemmeno discese veloci

- I tifosi seguono con la stessa passione il proprio sport, talvolta entrambi, viaggiando per km, spendendo soldi, facendo sacrifici, cucinandosi sotto al sole o infeltrendosi sotto la pioggia per seguire i propri idoli. Quindi chi è più figo?
E' vero il pubblico delle gare di motociclismo siede sulle tribune coperte o sulle collinette dei circuiti e non corre insieme ai piloti ma per due semplici motivi:
1) è una questione di sicurezza [concetto difficile a quanto pare!], vi è mai venuta addosso una moto da 130 kg a secco a 200 all'ora?
2) Non esiste ancora nessuno capace di correre a quella velocità per una distanza così lunga. Usain Bolt al massimo ha registrato una media di 37,58 km/h ed una massima di 39,28 km/h, su 100 mt e non è una passeggiata nemmeno per lui!

- Anche per i piloti le ferite sono medaglie. C'è chi come Troy Bayliss si fa tagliare la falange del mignolo per correre il gp poche ore dopo o chi come Loris Capirossi corre con una microfrattura alla mano per poi collassare ai box alla fine della gara. E, come già detto prima, indossano tute in pelle perché un conto è scivolare in bicicletta, un conto in moto a oltre 200 all'ora.
In entrambi i casi, che si cada da una bici o da una moto, indossando completi elastici sintetici o tute in pelle tecnologiche, caschetti di polistirolo o caschi più protettivi in fibra di carbonio il rischio di morire è una probabilità da prendere in seria considerazione.
Quindi non vedo un gesto più eroico dell'altro.
A proposito di morte, consiglierei a chi ha realizzato questo video, di fare un giro all'Isola di Man, in Inghilterra, tra un mese. E' un bel posto anche per i ciclisti. A parte qualche pioggia.

- I ciclisti fanno più fatica e sudano di più? Secondo chi ha realizzato questo video, un motociclista che corre il GP di Barcellona a giugno o di Malesia in ottobre non fa fatica e non suda, aggrappato alla moto alzandola e buttandola giù in curva o si gode il tracciato ben protetto ed isolato dall'aria grazie alla tutina integrale?
Non hanno nemmeno lunghe discese per rilassare i muscoli di collo, spalle, braccia, torace, addominali e gambe come talvolta hanno i ciclisti.
Mi piace molto uno slogan: "If you have a body, you're an athlete"*.
Lo sport è sport. E' fatica dedizione sacrificio passione per tutti. Per chi lo fa e chi lo segue.
Uno sport deve incitare l'altro. Non c'è uno sport più vero dell'altro né uno più sport dell'altro. E non ci sono atleti più eroi di altri.

Faccio due osservazioni da sportivo appassionato e addetto marketing e comunicazione dilettante disoccupato, visto che questo video non le mette su un piatto d'argento ma di platino:
1) non ci sono precedenti storici di piloti, in qualsiasi competizione, che hanno barato per vincere. Vogliamo proprio parlare di doping, di biciclette truccate con motorini nascosti nel telaio?
2) Il video sputa sulle moto in generale, non solo su quelle che corrono in pista. Uno degli sponsor del 99mo Giro d'Italia è Kawasaki, moto ufficiale. Fossi nel direttore della filiale europea, di quella italiana e nel responsabile marketing di entrambe, chiederei per lo meno spiegazioni e poi valuterei il ritiro della sponsorizzazione.

Per l'occasione, Kawasaki ha girato un video promozionale all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola lo scorso week-end, in occasione della tappa italiana del mondiale SBK: per promuovere la sposorizzazione al Giro da parte della Kawasaki, Damiano Cunego e Jonathan Rea si sono sfidati in bicicletta lungo il percorso. Tutto molto bello e simpatico con lo scambio di in bocca in lupo tra i due. Come poi deve essere.
Chi è più eroico tra chi gira i pedali con le gambe e chi gira una manopola con un polso?
Diciamo la verità, è uno spot brutto. Il più brutto che si poteva fare.
Riflette molto la politica: si parla di se stessi cercando di screditare gli altri. Contenuti zero. Quando invece il ciclismo ne avrebbe a vagonate!

La RAI fa una brutta figura a trasmetterlo: se non ha i soldi per pagare i diritti di MotoGP e Superbike affari suoi. Io di certo non spendo una follia per la pay-tv (prima di tutto dovrei comprare la tv che non ce l'ho!).
Visto che la RAI non ha i diritti per il rugby, spero non abbia già fatto realizzare uno spot sui prossimi Europei di calcio sfottendo il rugby!
Se in RAI si è dimesso chi ha fatto partire il 2016 in anticipo di 1" durante la trasmissione di fine anno, allora il responsabile della RAI che ha seguito la realizzazione di questo spot deve essere licenziato subito.

Questa è la versione italiana che gira sui social e che ha fatto molto casino (è la voce del doppiatore di Kevin Spacey?). Utilizza alcune immagini della versione internazionale.

Qui sotto la versione internazionale, in lingua inglese. Parla solo di quello che deve parlare: ciclismo. E che altro sennò!?
 
* Bill Bowerman, allenatore di atletica e cofondatore di Nike.

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Al netto

Scrivo a caldo subito dopo 2 ore (210 minuti, 3 ore e mezza tra andata e ritorno! Immaginate la birra bevuta in tutto questo tempo!!!) di Juventus - Bayern Monaco, ottavo di finale di Champions' League.
E non è facile contenere emozioni piuttosto deprimeti dopo 90' di euforia pura. O, meglio dire, 45 minuti di euforia, altri 45 di illusione ed 1 minuto di incarognameto che ha portato una inevitabile rabbia.
Ma, al netto delgi errori arbitrali, ritengo sia finita in modo giusto.
Perché si sono concessi spazi che non si possono concedere. 
Perché su 180 minuti a disposizione se ne sono giocati la metà: 45 all'andata e 45' al ritorno.
Perché, come quando ero un misero calciatore dilettante, analizzo la partita pensando a quello che avevo/avevamo fatto e dato in campo. Un arbitro può non fischiare un fallo a 80 metri dalla tua porta ma non penso possa essere determinante se concedi lo spazio all'avversario. Almeno, non se sei Leonardo Bonucci, colonna della difesa della Juventus e della tua nazionale, col culo leccato da tutti i giornalisti italiani e di fronte ti trovi tal Kingsley Coman, scarto del tuo club, un quarto della tua esperienza professionale (classe 1996, 20 anni a giugno), ignorato dal tuo allenatore e dalla stampa del tuo paese e gli lasci lo spazio per avanzare per entrare in area per trovare il piede giusto per calciare per segnare. 
Perché ti stai giocando un ottavo di finale di Champions' Leauge, il torneo di calcio per club più importante d'Europa, che il tuo club non vince da 21 anni, che ha più sconfitte in finale che vittorie, che ti ha visto in finale l'anno scorso e per queste ed un altro pacco di ragioni devi avere una fame di vittoria incredibile tale da non lasciare spazio ed ossigeno agli avversari.
Dal primo al centoottantesimo minuto. E magari non sarà facile perché in Champions' League gli avversari sono dei cazzo di avversari, ma nelle ultime stagioni ci sono state occasioni per rendersene conto. 
Alla fine, con la temperatura lievemente scesa, non mi sorprende se i due gol li hanno segnati Coman e Thiago Alcantara, due riserve ma anche due giocatori con tanta fame e voglia di mettersi in mostra di vendicarsi di riscattarsi. 
Quando ho visto partire Coman dopo che a Pogba non è stato fischiato un fallo a favore al limite dell'area del Bayern ho detto: "E dagli lo spazio, e lascialo venire avanti, e lascialo entrare in area, adesso fagli trovare il piede giusto..." e lo dicevo un secondo prima succedesse tutto ed il finale è stato quello che è stato. Dal salotto di casa, anche se non è la tua e a quel punto non sei più comodo e spavaldo come prima, tutto è diverso e più facile. Ma le cosi le vedi per come stanno accadendo e non ci si può sbagliare di molto. 

La Juve ha buttato una partita che al 90° era portata a casa. Al netto degli errori di un arbitro che ha distribuito cartellini come un prete spruzza l'acqua santa in chiesa, il Bayern merita il passaggio del turno. Online ho già letto di orgoglio Juve, ma non penso che i giornalisi italiani possano scrivere diversamente (soprattutto dopo l'apparizione di un polo giornalistico enorme ma questa è un'altra storia) chini come sono sempre stati. 
Se per 20' ti entrano palloni in area di rigore dalla tua fascia sinistra e non fai qualcosa per evitarli meriti di subire il gol.
Se lascia l'avversario saltare da solo in area all'ultimo minuto non è colpa dell'abitro.
Se ti fai fottere la palla al limite della tua era di rigore sei un pollo.
Se dentro la tua erea di rigore sei fermo e lasci agli avversari tempo a spazio per un triangolo però qualche sospetto mi viene ed inizio a pensare a due wrestler che si mettono d'accordo per quale deve essere la mossa finale.

Il campo ha detto che la Juventus, prima di tornare a vincere una Champions' League, deve farne tanta di strada. Qualcuno dice anche a livello politico. Lo dicono anche quelli della Roma (per la quale vale lo stesso discorso appena fatto).
Ma non mi piace parlare di politica nello sport perché lo sport si deve decidere in campo e una gara la decide chi è più forte chi ha più talento chi ha più voglia e più fame, non chi ha un peso maggiore fuori dal campo. 
Certo il gol valido di Morata poteva cambiare molto ma era sempre uno 0-2 che poi è arrivato. Forse, la Juve poteva finire il primo tempo 0-3 e sarebbe stato tanto diverso. O forse sarebbe rimasto 0-2. Ma visto che bisognava rimontare se al posto di una sola punta  Allegri avesse messo anche Zaza o Mandzukic dall'inizio? Ecco, appunto.
Ho letto di partita perfetta o quasi. No, di perfetto non c'è stato niente.
Concordo con Spalletti dopo il ritorno di Roma-Real: 0-2 all'andata, 2-0 al ritorno e a casa. Poco da elogiare.
Hai perso. Hai sbagliato. 
A casa. 
Che ti serva di lezione.
Errori arbitrali e brogli politici li lascio agli altri, per quanto squadre molto forti come il Bayern Monaco ed il Real Madrid non ne abbiano bisogno, non ci si può far niente.
Mi danno più fastidio gli errori commessi dalla mia squadra e questi sono evitabili, per vincere.
Se poi vedo i miei giocatori guardare gli avversari, diventa insopportabile.
Spero non sia sospetto.  
All'anno prossimo.


PS: Bonucci e Chiellini, salvando Barzagli, quella della Juve è la difesa dalla Nazionale. Ci sarà un motivo se alle ultime edizioni di Mondiali ed Europei abbiamo fatto brutte figure. E non lo dico da stasera.

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Grazie Allegri e scusa!

Il 16 luglio dell'anno scorso scrissi un post contro la scelta di Massimiliano Allegri, chiamato dai dirigenti della Juve a sostituire il dimissionario Antonio Conte sulla panchina della Juventus. 
Ero molto scettico. Ma mi ero promesso anche di scrivere delle scuse se avesse fatto bene.
E direi che sono più che doverose!
Premettevo che tutto quello che stavo per scrivere era sfanculabile, come il sottoscritto per altro e Allegri lo ha dimostrato tutto. 
I 2 punti e mezzo me li ha confutati alla grande, dal ritorno economico ai successi sportivi. Dei rapporti col nuovo club Mihajlovic al Milan insegna moltissimo.

Dopo il quarto scudetto consecutivo, il suo primo e la decima Coppa Italia, ha portato la Juventus  a giocarsi la Champions League contro quegli odiosi marziani del Barcellona quando Conte con 2 scudetti non ci è riuscito. Perdendo anche l'occasione di giocarsi una Europa League in casa. 
Per come è messa la Serie A al momento, lo Scudetto potrebbe andare alla Juve per un altro paio di anni ancora, se non cambia qualcosa, ma in meglio e non in peggio come mi pare.
Facendo un confronto tra gli ultimi due allenatori juventini, Allegri è riuscito ad andare a cenare con i famosi 10 euro di Conte, gli è mancata la Sambuca offerta (nella Coppa con le orecchie grandi, ovviamente).

Onore e sincere scuse a Allegri.
Adesso spero che Marotta e Agnelli si decidano a rinnovare e rinforzare la squadra dove serve. Lo scudetto si può anche lasciare agli altri. 
Andare in finale di Champions League 8 volte per perderne 6 non è un record da mantenere!

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Andiamo a Berlino!!!

Non ci credevo all'andata martedì scorso. Ero scettico.
Ci credevo pochissimo ieri sera al ritorno al Bernabeu. Ero spaventato.
Perché Ronaldo, Benzema e Bale contro Chiellini, Bonucci e Barzagli non è uno scontro equilibrato. La difesa della Juventus non mi ha mai dato fiducia. Nonostante 4 scudetti consecutivi (e i risultati della Nazionale possono darmi ragione).
Il giorno del sorteggio della semifinale, quando è uscito il Real Madrid, avevo commentato: "vediamo di prenderne il meno possibile". Oltre a questo, la Juventus è riuscita a farne uno in più. Quell'uno che le permette di giocare la finale di Champions Leauge a Berlino sabato 6 giugno.
Contro il Barcellona.
Contro Messi, Neymar e Suarez.
Un confronto ancora più impari. Da macchiarsi le mutande ogni volta che hanno la palla, anche fuori dalla loro area di rigore.
Il Barcellona è al momento la squadra più forte del mondo. Almeno, dalla cintura in giù. Un po' il Rocco Siffredi del calcio insomma. E vediamo di non trascendere in battute di dubbio gusto.

Me lo avessero detto a settembre, con l'incazzamento verso la dirigenza della Juve che aveva lasciato andare Conte e preso Allegri, verso Conte che aveva abbandonato la squadra e verso Allegri che solo pochi mesi prima ce l'aveva a morte con la Juve, sarei scoppiato in una risata nevrastenica.
Forse il calcio è strano e bello per questo. Forse non ci capisco una mazza io. Forse è questione di culo: Borussia Dortmund e Monaco possono dimostrarlo, ma vallo a dire al Real Madrid quando ha pescato la Juventus al posto del Bayern Monaco se ha avuto culo.

Forse non conta chi hai di fronte. Ma come affronti chi hai di fronte.
Come ha fatto Stefano Sturaro all'andata contro il Real Madrid. Pochi mesi prima giocava nel Genoa e una semifinale di Champions League contro il club che ne ha vinte 10 se la poteva solo sognare o al massimo giocare alla Playstation. Invece ha fatto una partita bellissima.
Mi vengono in mente un paio di partite mie ai tempi del settore giovanile della mia piccola squadra di periferia contro gli squadroni di provincia: partiti sconfitti, tornati vittoriosi. Per diversi motivi, dalla fortuna alla miglior organizzazione difensiva. E la motivazione: quando giochi contro i più forti ti impegni oltre le tue capacità. Basta il nome dell'avversario per caricarti. 
Un po' come quando il lottatore più piccolo sfrutta la forza del suo avversario per stenderlo.
Spero che il 6 giugno la forza di quei tre la davanti (e degli altri 8) sia un incentivo in più per quei tre la dietro (e anche per gli altri 8).
A proposito.
L'anno scorso Suarez aveva iniziato un antipasto di Chiellini. Mi chiedo se gli sia piaciuto e proseguirà o avrà una museruola stile Hannibal. O se Giorgione indosserà qualche protezione o metterà del sale.
Sto già soffrendo! Sarà una sofferenza!
Che vinca il migliore.
"Ciò, speremo de no!" (cit.)


PS: ho visto le due SF a casa dei miei. Con mio papà juventino e mia mamma ex milanista che comunque tifa sempre una squadra italiana.
Non ricordo l’ultima volta che ho visto una partita di calcio con loro. Quindi, perché non tornare dove avevo già gioito e sofferto in passato?
E sono stato contento di passare così due serate.
La finale? O torno da loro. O a casa dell'interista Nich. Dove ho gioito nel 2010 per quelle due perle di Milito.
Non so ancora. Non sono scaramantico. Ma dicono che non esserlo porti sfiga.







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Sport vicentino

Lo sport vicentino si porta a casa molte soddisfazioni quest'anno. Addirittura due nel giro di tre giorni.

Ieri sera l'Obiettivo Risarcimento Volley Tower, club di pallavolo femminile che gioca al palazzetto dello sport di Vicenza ma ha origini pedemontane, ha vinto gara 2 della finale play off promozione a Monza contro il Saugella Team. Un 2-3 lungo ed elettrizzante terminato con la palla che svaniva oltre la linea di campo insieme alle speranze delle brianzole ma facendo esplodere di gioia le ragazze di coach Delio Rossetto.
Dopo i fasti del Vicenza Volley culminati con una Coppa CEV, la pallavolo a Vicenza era sparita dalla Serie A1. Ma adesso grazie ad una dirigenza seria è tornata nella massima serie, con un progetto lungo e paziente ma ambizioso.

Lunedì sera il Famila Basket Schio ha vinto lo scudetto di pallacanestro femminile. Le arancioni sono diventate campionesse d'Italia per la 3° volta consecutiva dopo un duro confronto contro Siracusa, la rivale delle ultime due stagioni che si è dimostrata davvero una buona squadra. Infatti è stata in testa alla classifica per gran parte della regular season, con Schio impegnata in Eurolega, ma si è sgretolata nel momento topico: poteva vincere il campionato in casa in gara 4 invece ha perso. A Schio gara 5 è stata la sintesi dell'intera stagione: Ragusa avanti per 3/4 di gara ma le ragazza di Miguel Mendez non hanno mai mollato infilando i canestri vincenti alla fine, continuando a scrivere la storia del basket italiano. Se il canestro di Chicca Macchi l'avesse fatto qualcun della NBA sarebbe stato leggenda. Invece lo è a Schio!

 
A aprile invece l'Hockey Asiago ha vinto il campionato italiano di hockey ghiaccio. Partita lentamente, la squadra di John Parco è cresciuta nel corso della stagione finendo la regular season in testa a pari punti con Val Pusteria e da sola la seconda fase.
Ai play off ha faticato ai quarti contro Appiano (serie chiusa 4-3). In semifinale alla faccia della stanchezza Borrelli & Co. si sono sbarazzati di Milano con un secco 4-0. Temevo un calo fisico e magari anche nervoso in finale contro Renon/Rittner ed infatti è stata una finale difficile, con l'infortunio di Miglioranzi in gara 6. Ma alla fine i Lions hanno alzato la coppa all'Hodegart chiudendo la serie 4-3. Quinto scudetto della sua storia, il quarto nelle ultime sei edizioni.

Ma la provincia di Vicenza non finisce mica qui.

Due squadre di hockey pista in semifinale play-off: Breganze (battuto da Viareggio e semifinalista in Champions League, battuto dal Barcellona che alla fine è diventato campione d'Euroa) e Trissino (battuto da Forte dei Marmi). Ma vanta una tradizione vincente in questo sport con altre squadra come Bassano, Sandrigo e Valdagno.
Anche l'hockey in line non è affatto male: Asiago Vipers ha vinto 7 scudetti consecutivi dal 2004 al 2010 ed è stato campione d'Europa tre volte. I Diavoli Vicenza sono sempre tra le migliori squadre del campionato italiano.

Ci mancano i fasti storici degli anni 80 della AS Pallacanestro Vicenza femminile, capace di vincere 12 scudetti, 5 coppe campioni, 1 Coppa Ronchetti e una Coppa Italia.

Per la pallacanestro maschile ci si sta lavorando. Qui non c'è una grande tradizione: la A2 è stata conquistata sul campo ma lasciata perché purtroppo i soldi non ce ne erano.
Poi c'è anche il Rugby Vicenza che se la sta cavando in Serie A.

Insomma lo sport vicentino nelle massime serie si fa valere. Se ne parla poco perché quasi tutti sono attratti dal calcio.
Ma a me prendono tantissimo anche gli altri sport. Seguo l'hockey con una certa agitazione. Conosco poco le regole ma è uno sport bellissimo.
L'interesse per il basket è genetico: mio nonno Sandro andava sempre a vedere Fullin & Co. al palazzetto e me ne parlava sempre.
E sul Giornale di Vicenza seguo gli altri sport. Li chiamano minori. Ma se vado al Palalido a Valdagno a vedere un derby contro il Trissino l'atmosfera è più calda di un derby calcistico.Vallo a dire a quelli che sono tifosi di sport minori. Con palazzetti sempre pieni.
In qualche modo, sarebbe bello valorizzarli.

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Brasile 2014: una palla di mondiale

Visto che (più di) qualcuno me lo ha chiesto, vi beccate - se volete - anche il commento generale sul campionato del mondo di calcio.
Brasile 2014 è finito, ha vinto la Germania in finale contro l'Argentina. Il Brasile ha fatto una figura di merda enorme. L'Italia pure ma in confronto coi padroni di casa è andata meglio così. E' finito una palla di mondiale. 
Io di pallone non ci capirò una emerita sega ma al contrario di molti commenti entusiastici a me questa coppa del mondo non è piaciuta, è stata noiosa e lunga. In poche parole mi ha rotto i coglioni. 

Posso capire il fuso orario e mi adatto. Forse è l'età: a USA '94 mi guardavo anche Bulgaria - Cile delle 3 am nel piccolo schermo in bianco e nero che avevo in camera al tempo, che tanto poi a scuola non si andava più e avevo tutto il giorno per recuperare. 20 anni fa... mica l'altro ieri anche se sembra. Però almeno le partite allora finivano al 90°. In Brasile invece, con condizioni climatiche simili a quelle del mondiale USA, molte partite sono finite dopo 120' e altre sono andate anche ai rigori (meno male nessuna ad oltranza). Nonostante mi attardi spesso la notte a guardare film di dubbia qualità (sono campione del mondo in visione di film pessimi in terza serata) ammetto di essermi perso diversi scampoli di partita: per esempio, ho scoperto due giorni dopo che Pirlo aveva preso una clamorosatraversa (tuttoattaccato) su punizione contro l'Inghilterra. Mancavano pochi minuti alle 2 am visto che la partita è iniziata a mezzanotte (meno male, altrimenti erano le 3 am!). Ho perso tutti i supplementari ed i rigori della semifinale Olanda - Argentina, la peggiore e più inutile semifinale di un torneo sportivo internazionale finora giocata. Sono arci sicuro che la semifinale di un qualsiasi torneo notturno del basso umido vicentino infestato da zanzare è mille volte più emozionante, con la facile possibilità di veder volare denti e schizzare sangue.
Ho visto molte partite con le squadre in atteggiamento d'attesa fino a pochi minuti dal termine del 1° tempo e della partita, salvo poi aumentare i ritmi negli ultimi minuti in cerca di qualcosa che non è arrivato in quelli precedenti. Strana strategia non fare una madosca per la maggior parte del tempo per poi sbattersi come un dannato alla fine.
Non ho visto partite belle emozionanti coinvolgenti trascinanti. Ho visto spesso 90° (quando andava bene) noiosi durante i quali i 22 in campo non facevano il loro dovere per il quale sono pagati piuttosto bene. 
Ho provato a trovare una spiegazione in un mazzo di opzioni che comprendeva una forma psico-fisica precaria di molti giocatori arrivati stracotti o sovra utilizzati durante la stagione, le condizioni climatiche poco adatte ad una partita di calcio, la paura di perdere (soprattutto nella fase ad eliminazione diretta), il mancato accordo con la propria federazione sul premio finale, disaccordi tra giocatori e con il proprio CT, attacchi di diarrea nei giorni precedenti la partita a causa del massiccio uso di aria condizionata o di sostanza dopanti e, ultimo ma non ultimo, una qualità di gioco che sta via via degradando. 
Ma nessuna di queste mi è parsa convincete per cui rimango col dubbio e con tante ore di sonno arretrato o ben che sia andata un po' scomodo.
Se sommiamo tutti i minuti giocati credo che Brasile 2014 sia di certo stato il mondiale più lungo della storia!

L'Italia ha fatto una figura davvero misera e la Germania invece una da panzer. 
Eppure noi sembravamo fortissimi, ben consci che i tedeschi lo fossero ben di più.
Però siamo tornati a casa dopo tre partite e loro con la Coppa in valigia. 
Se quando vinciamo un mondiale di qualsiasi cosa vince l'Italia intera, se perdiamo un mondiale di calcio è il sistema calcio italiano che fa venire il mal di stomaco. La soluzione? Per ora, pare sia quella di trovare un nuovo presidente federale ed un nuovo CT (sarà difficilissimo scegliere tra i circa 60 milioni di cittìdellanazionale che ci sono in Italia). Per il futuro non si sa visto che, in generale, all'Italia manca una vision (come direbbero i guru milanesi del marketing), una strategia a medio lungo termine. Così le grandi (una volta...) squadre italiane di rafforzano prendendo quei giocatori che indeboliva (leggi scarti) le altre fortissime squadre europee. Si parla tanto di ringiovanire le rose e gli unici giovani in rosa hanno cognomi stranieri e/o pelli tanto scure (eh, non vi azzardate!) mentre quelli coi cognomi italiani vanno all'estero oppure vengono lasciati a fare esperienza in piccoli club di Seria A oppure pseudo grandi club di B. Intanto ricordo che Wayne Rooney venne soprannominato Wonder Boy mica per il cazzo (leggete qui e capirete). Non ce ne saranno tanti come lui ma se non gli si da una possibilità non si potrà sapere. Intanto Berardi accresce la sua esperienza nel Sassuolo. Sai che culo!
Così noi ci perdiamo in chiacchiere da bar (prendete il vice pres. del Milan, Barbara Berlusconi, che di calcio capirà fino a un certo punto ma di management ne sa a pacchi di quelli a tariffa postale superiore, sostenitrice del nuovo e giovane da una parte ma dall'altra porta al Milan rinforzi del calibro di Menez e addirittura Alex) con l'ennesima ombra davanti che ci oscura il lavoro fatto in Germania. Ero già pronto a sbugiardare tutti gli entusiasti filo germanici (ma come si fa?) ed invece devo ricredermi con malcelata mestizia: vista l'età media la stessa Nazionale tedesca che ha vinto Brasile 2014 potenzialmente può vincere altri 2 mondiali.
All'inizio le è andata male: dal Mondiale 2010 e dall'Europeo 2012 sono tornati a casa con grossissime pive ma sono state delle tappe, un lungo lavoro di prospettiva (che parola sconosciuta) culminato con il successo di domenica scorsa (ancora ai supplementari comunque, tanto per non smentirsi). Mario Goetze ha 22 anni: Immobile ne ha 24 ed Insigne 23 e sono giovani da preservare (rabbrividisco), Verratti che ne ha 21 per giocare è andato a Parigi altrimenti in Italia faceva panchina (e non prendeva tutti gli e che gli da lo sceicco al PSG).
La Germania è una squadra dove non c'è un singolo che spicca e al quale si scaricano le responsabilità (non hanno un Neymar o un Messi o un Balottelli che se stecca - o se viene steccato... - perdono), non giocherà un calcio spumeggiante ma di sicuro è concreto. Mi ricorda l'Inter di Mourinho. E qualche Juve di Conte (in Italia, in Europa non direi proprio). E soprattutto si basa sullo zoccolo duro di Bayern Monaco e Borussia Dortmund. L'Italia si è basata sul blocco Juve e si è visto. Parlo sempre al contrario rispetto alla massa, ma da juventino ho sempre detto che Bonucci, Barzagli e Chiellini sono pericolosi, per non dire scarsi e che Pirlo gioca una partita bene e 3 da culo (è chiaro che l'ultima prima del mondiale deve averla giocata bene).
Anche i soldi aiutano: per esempio ogni stadio nuovo in Germani ha il suo sponsor (i c. d. 'naming rights' all'estero fruttano un sacco di  €uro mentre l'agenzia austriaca incaricata dalla Juve di trovargli l'azienda che sponsorizzasse lo stadio che adesso si chiama Juventus Stadium non è riuscita a trovarlo. Dimostrazione che il calcio italiano e l'Italia, per un motivo o per l'altro, non attirano). La Juve ha firmato un accordo con Adidas per 10 mln di euro all'anno, il Manchester United con la stessa Adidas per 94!

La seconda delusione del Mondiale dopo l'intera nazionale brasiliana è stata Leo Messi. Mi sono accorto di una cosa prima dell'inizio dei tempi regolamentari: tutti i giocatori argentini erano in cerchio ma in mezzo non c'era lui a dar forza fiducia e sostegno ai compagni ma quella roccia di Mascherano. Messi se ne stava a testa bassa di spalle ai margini del cerchio a pensare alle sue rogne col fisco catalano. C'è una bella differenza tra chi è capitano e chi fa il capitano.

Oltre alle partite da 120° mi hanno frantumato le palle i giornalisti che si aspettavano i numeri le giocate di Messi, Balotelli, Robben... come se la partita fosse loro contro altri 11. Basta dai, i Maradona ed i Roberto  Baggio non ci sono più (è una metafora!).
E' stato un mondiale vissuto male. Primo perché si sono viste metà partite a causa della pay tv. Che ti chiede altri soldi oltre a quelli che già la gente paga regolarmente. Era più bello una volta quando potevi vedere tutte le partite, senza tutta la tecnologia che c'è adesso ed erano addirittura più belle. 
Eppoi, non me ne voglia Anna, ma le prime due partite dell'Italia ero al mare e le ho viste da solo. Sono contrario a questo genere di torture, dove non c'è la possibilità di confrontarsi con altra gente e di sfogare tutta la propria frustrazione oppure anche gioia con qualcun altro.
Infine le telecronache: quelle della RAI davvero tristi e di basso livello, quella di Sky esagerate e spocchiose (Marianella a parte, non toccatelo!). Non potendo vedere tutte le partite alle tele le ascoltavo alla radio sapendo di trovare la voce di Francesco Repice, uno che sa coinvolgere senza esagerazioni ma semplicemente con lo strumento che ha a disposizione: la voce.Quella che noi invece abbiamo usato per mandare a quel paese i nostri beniamini e per trasformarli in maledetti strapagati.

Questo mondiale andato di culo spero almeno ci faccia capire davvero che dobbiamo smetterla di esaltare i giocatori per niente, per quello che effettivamente devono fare ovvero il loro mestiere. I giornalisti non appena qualcuno fa un colpo di tacco o una pseudo magia sono prontissimi a decantarne le qualità con superlativi iperbolici. Il povero Cristo di Darmian è passato da Maldini-del-futuro della prima partita a ennesimo giovane sopravvalutato. Dicessero da chi magari...

Ecco ho finito. Spazio alle contro critiche, c'è tempo fino agli Europei 2018. In Russia. Adesso non venitemi a dire che lo sport non viene manipolato politicamente, dai...

PS: ricordo a tutti i tifosi che comunque c'è sempre qualcosa di meglio del calcio. ;)

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L'illusione del Vicenza Calcio

Lo so. 
Adesso parlare a giochi fatti è facile.
Lo so. 
Dovevo scrivere questo post ieri. O al massimo alle 14:59 di oggi. 
Lo so.
Sono solo vaneggiamenti. Che però ripeto da agosto 2013.
Lo so.
Non ha molto senso. Ma succedono spesso cose che di senso non ne hanno neanche una goccia.
Non prendiamoci in giro. Si sapeva dall'inizio della stagione che il Vicenza Calcio quest'anno non sarebbe stato promosso in B.
Una promozione in B implica tante cose e prime fra tutte due: pagare l'iscrizione al campionato e costruire una rosa adatta all'obiettivo. 

Però all'inizio di questa stagione c'era già stato il problema iscrizione: mancavano i soldi per cui sono stati elemosinati (nel vero senso della parola) da imprenditori vicentini che hanno colto così l'opportunità di fare anche da simil sponsor. Il pagamento dell'iscrizione è arrivato tardi e quindi ecco la penalizzazione di 4 punti. 
Per la quale la società (quale?) non ha nemmeno fatto ricorso per una possibile riduzione.
E se non ci sono i soldi per iniziare, figuriamoci se ci sono quelli per continuare.
La società è a posto con il pagamento degli stipendi o è in ritardo? I calciatori si definiscono professionisti quindi se non vedono conio non si sforzano più di tanto ecchissenefrega del tifoso sugli spalti.
Ed una volta arrivati in zona play off, i giocatori avranno chiesto alla società (nella figura di chi non lo so, forse il presidente Cunico?): "Bene, noi siamo arrivati a giocarci la promozione, e qual è il premio?". Una domanda che ha fatto saltare il banco con la risposta relativa: "Ragazzi, non ci sono soldi per il premio promozione." e allora tanto vale sbattersi.

Perché non voglio pensare che sia andata peggio, ovvero che questa stagione sia iniziata con l'obiettivo di mantenere la categoria. Non voglio pensarlo per Lopez e la storia che rappresenta. Non voglio pensarlo per la fede dei tifosi presa in giro e calpestata. Non voglio pensarla ma non mi stupirebbe.
Forse la società non pensava di arrivare ai play off (e credo che nemmeno la maggioranza dei tifosi, a inizio stagione, ci credeva) e non aveva previsto un premio promozione. 
Qualcuno, mi ha detto che nessuna società ha l'interesse di non venir promossa e che è un controsenso. Ai controsensi però ci credo dal maggio 2003, da quando Jeda ha fallito il gol contro il Lecce con il Vicenza in corsa per la promozione in A mentre la proprietà inglese Enic era in piena in trattativa per la vendita del club: chi se lo sarebbe preso un Vicenza Calcio in A con tutti i costi (leggi sopra) da sostenere? La vendita sarebbe semplicemente andata a puttane! E l'Enic, odiata dal 95% dei vicentini, non aveva più interessi a mantenere tale investimento (e poi ti credo che Mandorlini abbia maledetto la città con la società ed i suoi tifosi).

Tornando a questa stagione, ad un certo punto il direttore dell'area tecnica, azionisti e consigliere della società, Paolo Cristallini, sparisce (solo mediaticamente?). 
Nel frattempo personaggi più o meni seri si affacciano a Vicenza per rilevarne la società: ma ogni i tentativo fallisce. Qualcosa ho intuito, questa è una città piccola con molti spifferi e ai 'si dice' do più credito di altri e tra le cose che ho sentito c'è anche una clausola su Cassingena jr che dovrebbe essere incluso nel pacchetto: chi acquista l'Associazione Calcio Vicenza Calcio deve prendersi anche il piccolo Dario. Non per niente, Sergio Cassingena una volta disse: "Il Vicenza è un regalo di laurea per mio figlio, quando io non sarò più presidente, toccherà a lui". Parole che mi risuonano agghiaccianti!

Penso a certi episodi successi quest'anno: partite in mano mandate in vacca alla fine. Posso capire possa succedere qualche volta di non mantenere il risultato, avere un calo e subire il ribaltamento del risultato. Ci credo che possa succedere anche per tre-quattro partite di fila perché la squadra sta caricando fisicamente. Ma quest'anno al Vicenza è successo troppo spesso. 
Le espulsioni della penultima di campionato? Come fanno giocatori importanti come Tiribocchi e Giacomelli a farsi buttar fuori in quel modo a fine partita alla viglia dei play-off? 
Lo so.
E' assurdo. Eppure le cose assurde, piaccio o no, accadono. 
Il calcio è un teatrino che se ne frega del tifo della fede della passione. Ma che continuerà se ci saranno sempre tanti spettatori sugli spalti o comodi in salotto davanti dalla tele.
Non si poteva non andare ai play-off. 
Perdere così ai rigori con qualche penalizzazione arbitrale fa sembrare la cosa meno atroce.
Non facciamo le vittime.
Da quando il Vicenza è tornata in mano vicentina, 10 anni fa (per grande gioia degli ultrà e per mio sommo dispiacere, se non ci fosse stata l'Enic la società sarebbe fallita) è retrocessa 3 volte, ha visto campionati solo deludenti e ha cambiato presidente 7 volte.
Se un imprenditore intende investire in una società, con questi risultati dovrebbe venderla dopo cinque anni e non tenersela per dieci. Perché non mi sembra ci sia una vera volontà di cedere. Se non ha altri scopi: infatti mi sembra esistesse una indagine in Sicilia che coinvolge(va) Danilo Preto, ex presidente ed amministratore delegato del Vicenza Calcio, preso in mezzo ad un giro mafioso della quale poi qui non si è più saputo niente, salvo che il centro sportivo di Isola Vicentina per chissà quale ragione è passato di proprietà (solo quello) alla River srl, guarda un po' società di Preto. Che curiosità!

Ma tralasciando queste vicende, o anche per queste vicende,  non ho mai creduto, fin dall'inizio della stagione, alla promozione in B e l'ho sempre detto.
Cosa succederà non lo so. La cosa più sensata a mio modesto avviso sarebbe la fusione con le altre società che dalla prossima stagione giocheranno nella stessa categoria sotto un unico nome. Non ha senso che una città come Vicenza tenga nello stesso stadio e nella stessa categoria due piccole società. Tanto vale unire le forze, o meglio mettersi con chi ne ha di più a questo punto.
Perché se non c'è qualcuno in grado di rilevare la società, ci sarà qualcun altro che porterà i libri in tribunale. Poi adesso è anche li vicino, separato solo dal fiume Bacchiglione, manco farlo apposta.

Ho visto la curva oggi pomeriggio. Encomiabile! All'inizio del 2° tempo supplementare sono uscito di casa perché non ne potevo più e sono andato a correre. Ero in via Cul de Ola quando sono iniziati i rigori ed il vento portava il boato del Menti fino a li. Splendido. Da brividi. Poi non ho più sentito niente. Ma ho pensato fosse perché avevo preso un'altra strada.
Ma la curva e tutto il resto del Menti era occupato da tifosi irriducibili, persone che ci hanno creduto. Illusi. Potevo andare anche io alla partita oggi pomeriggio e gratis in tribuna. Ma già due settimane fa avevo declinato. Perché non ci credevo. Oggi l'ho scritto su Facebook rispondendo a un amico.Ci ho preso.

Tutto questo solo per dire che grazie alla fede calcistica i tifosi arrivano ad illudersi che possa succedere qualcosa che non potrà mai succedere.
Qualcuno chiede quale può essere la soluzione per mettere fine a questi 10 anni di agonia... O si vende sperando però che le cose migliorino sul serio. Perché 10 anni fa invece sono peggiorate come si è visto. Oppure si smette di illudersi e si va allo stadio per passare 2 ore all'aria aperta vedendo cosa succede.
Tutti i tifosi che sono andati allo stadio oggi spero siano tornati a casa e si siano messi a piangere. Perché hanno trascurato la loro famiglia.

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Lazio - Inter

Domenica sera l'Inter ha vinto contro la Lazio all'Olimpico, che è anche la casa della Roma che è seconda in classifica a 2 punti dai nerazzuri.
E figuriamoci se i laziali, ormai salvi a meno di un inopinabile quanto difficile da verificarsi combinazione di risultati funesti, si sbattevano per assicurarsi la salvezza matematica, rischiando di regalare lo scudetto agli odiati cugini! Manco morti, ahò!
Più dei giocatori in campo a non giocare, sono stati i tifosi romani a non tifare la propria squadra anzi, hanno sostenuto gli avversari partecipando con sarcastici striscioni.
Direi che tutto si è svolto nel pieno spirito sportivo italiano, fatto di sfotto tra tifoserie avverse e di tradizionali gambe ritratte (se non addirittura non messe) perché tanto ormai si è belli che a posto. 
Quello che mi ha stupito è stato lo stupore degli soliti addetti, giornalisti, tifosi (i primi due a volte e molto spesso coincidono in modo imbarazzante!), presidenti di società, preti, perpetue, suore, Santi e Madonne scomodati da tutte le parti e in tutti i modi possibili. Ma dai, di ridicolo c'è stato questa dimostrazione di verginità da parte di leccaculo che alla fine saranno anche contenti che sia finita così, o che se c'è davvero qualcosa che gli brucia tra le natiche è l'ennesimo scudetto degli ultimi anni all'Inter (vedi Mughini).
Il senso di sportività in Italia non so nemmeno quanto tempo fa è morto perché da 25 anni che seguo il calcio ho sempre sentito di partite finite con insospettabili risultati a fine campionato. Succede anche nel calcio dilettantistico, dalla terza categoria alla Serie D.
Lo hanno fatto anche Cagliari - Udinese ieri, un punto a testa per la certezza di giocare ancora in Serie A l'anno prossimo, perché farsi male?
E' ridicolo scandalizzarsi adesso per l'ennesimo biscottone.
La Roma poteva fare a meno di perdere con la Doria in casa domenica scorsa. Adesso scarica le sue negligenze sulle presunte colpe altrui?
Non capisco perché Rosella Sensi se la prende con l'Inter. Pensa che l'A.D. nerazzurro Paolillo sia andato a regalare qualcosa ai tifosi laziali per convincerli a tifare contro la propria squadra? I romanisti avrebbero fatto meglio a non festeggiare quando si sono trovati in testa qualche settimana fa, ma da quelle parti dove non sono in grado di accettare le sconfitte e tanto meno sanno vincere, lo stile è una famosa deficienza.
Cosa ce ne deve fregare se i tifosi esultano se la propria squadra prende un gol? In campo c'erano mille tifosi o 11 giocatori? Penso sia normale in una città dove si gioca il derby, quando la squadra è ormai fuori da ogni pericolo e ambizione, sperare di non fare regali pericolosi ai cugini. O è una bestemmia? O pecco di sincerità? Perché l'ipocrisia è la retta via, mentre la trasparenza solo un suicidio.
Quello che c'è di scandaloso nel calcio italiano degli ultimi anni sono invece proprio le due squadre romane, perché riescono sempre a iscriversi alla Serie A nonostante i loro buchi enormi in bilancio creati da persone paraculate incapaci e prive di conoscenze, nonostante le minacce delle banche e nonostante 25 anni (ne rimarranno ancora altri 20 credo) di debiti spalmati grazie alle amicizie giuste nei palazzi che contano, cosa che è impensabile per una qualsiasi azienda (o società sportiva) normale che sarebbe stata costretta a chiudere!
Lo scandalo è che siano i tifosi a decidere e che le società siano così deboli e pivelle da lasciarglielo permettere!
Lo scandalo sono i giornalisti falsi e lacchè costretti a stare ai piedi degli editori che gli dicono cosa scrivere e/o dire perché i presidenti delle (pseudo) grandi squadre sono tra i maggiori azionisti del giornale/canale tv che gli concede di vivere.
Lo scandalo è la nostra sorpresa quando vediamo che in Premiership la squadra retrocessa da mesi va a vincere in casa di quella in corsa per un posto nelle coppe europee.
Gli scandalosi siamo noi che il sabato davanti la classifica ci mettiamo a indovinare come finiranno le partite in Serie A in base ai punti e alla situazione di ogni squadra.
Poi andiamo a inorridirci perché i tifosi fischiano la propria squadra... la memoria è corta?
Ricordo un derby di Roma di pochi anni fa finito a reti nemmeno inviolate tanto il pallone è rimasto distante dalle due aree di rigore! Ma la necessità di entrambe di non perdere ha prevalso e nessuno ha avuto il coraggio di alzare il minimo dubbio! Quella sera si è parlato di equa spartizione dei punti. 
Ma vaffanculo! Anche Mughini. Capisco l'anno di merda della Juve (che sono due anni che fa l'opposto del sistema Moggi: vende le sue partite al posto di comprarle!), ma fare il saccente con quelle frasi è pietoso.
Ma sabato 22 ci saranno orde di addetti neo tifosi o neo detrattori pronti a lodare o a smerdare l'Inter.
Lo scandalo sembra l'onestà. Perché nessuno ha il coraggio ne' il potere delle proprie azioni.
E nonostante tutto, siamo ancora così rimbambiti da sacramentare per una partita di pallone.

PS: mercoledì 5 all'Olimpico si gioca la finale di Coppa Italia. Ancora Roma - Inter. Io prevedo che qualcosa non vada liscio, dentro o fuori lo stadio. Vediamo. Speriamo di no!

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La tedesca e i demeriti nostrani

Incredibile come delle persone che nemmeno si conoscono in difesa dei propri colori si azzuffino verbalmente, coprendo le proprie malefatte ingigantendo quelle degli avversari!
Lo trovo ridicolo! Soprattutto se si parla di squadre italiane che giocano in campo europeo. I miei amici inglesi mi hanno insegnato a tifare la squadra del proprio paese nelle competizioni europee anche se è un'acerrima nemica in patria.
Giusto così, perché c'è anche il prestigio della propria nazione in campo, non solo quello della propria squadra (o del suo brand, a fare il manager sportivo figo).
Invece gli interisti godono dell'eliminazione della Juve dalla Champions Leauge mentre tutti gli altri tifosi italioti gufano da due settimane perché tocchi la stessa sorte all'Inter.
La Juve ieri ha giocato di merda sbagliando completamente l'approccio alla partita dando il campo al Bayern che non si è fatto scappare l'occasione d'oro cortesemente concessa: doveva vincere per forza per passare il turno e si è mangiata un bel pollo già preparato oliato e ripieno!

A mio modesto avviso, il calcio non si gioca così, attendendo l'avversario concedendogli spazio pericoloso. Quella di ieri non è stata nemmeno una partita di calcio perché si è giocata a una sola porta che nel nostro gergo, ironia della sorte, si chiama 'tedesca'. Mi vien da pensare che forse per questo il Bayern più esperto ha infiocchettato la Madama.
Ho visto la partita che temevo, con una Juventus attendista perché le andavano bene due risultati su tre. E peggio è stato da quando è andata in vantaggio, coprendosi per non prendere gol invece di farli per mettere al sicuro il risultato! Soprattutto se giochi nel tuo stadio, a casa tua.
Alla fine è stato un massacro. Una lezione di calcio. Una figuraccia. Una bastonata.
I tedeschi anche sull'1-3 andavano in pressione togliendo spazio idee e respiro ai tentativi di manovra bianconera, rendendoli meno che vani, bloccandoli sul nascere. Mi fa ridere pensare che Butt, il portiere del Bayern, abbia toccato 2 palloni: il primo lo ha raccolto in fondo la sua porta e il secondo calciandolo in quella di Buffon per il rigore del pareggio!
Ma questa è l'ennesima lezione presa dal calcio italiano che purtroppo non impara mai dalle sue sconfitte e dai successi altrui continuando a preoccuparsi di non prendere gol piuttosto che a farli,
I tecnici italiani hanno troppe paranoie costrizioni e schemi.
Si chiamerà gioco del calcio per qualcosa no!? E quindi lasciamolo giocare, ma non agli altri! Le migliori squadre che ho visto il gioco del calcio lo facevano, lo producevano! Il Milan di Sacchi, il Vicenza di Guidolin, il Manchester di Ferguson, il Real e il Barcellona di chi capitava. In campo c'erano loro e il campo doveva essere loro per vincere! Gli attaccanti attaccavano e si sacrificavano solo in caso di bisogno, altrimenti rimanevano la davanti, alti a tenere lunga e in paranoia la difesa avversaria.
La Juventus ieri mi è sembrata, con tutto rispetto, quella squadretta greca anni '80 che il mercoledì andava in gita per i grandi stadi d'Europa a prenderle e durante la settimana lavorava (c'era l'idraulico, l'operaio, il meccanicco etc.)! Paurosa e rinunciataria schiacciata dalla potenza e dalla convinzione del Bayern!
Temevo questa mentalità e così è stato anche prima del vantaggio illusorio. Cazzo se giochi in casa tua e devi mettere anche un po' di paura al tuo avversario! Fuori le balle la cattiveria e l'aggressività! Capisco che l'Olimpico di Torino non è l'Anfiel Road di Liverpool ma l'ospite deve sempre provare quel senso di riverenza che gli fa diventare le gambe di burro!
Che vergogna! Per il calcio italiano in generale!
Perché il Milan ha pareggiato a fatica contro una squadra alla quale il Real ha dato 5 pappine e ha passato il turno proprio grazie alla vittoria del Real. L'Inter irresistibile in Italia se la gioca in casa sua contro una squadra sconosciuta.
E l'unica ad essere tranquilla ma che si deve giocare il primo posto nel girone è la Fiorentina. Diversa da tutti. Con pochi stranieri in campo pochi giocatori noti. L'unica cosa che ha di tanto questa squadra è la fame! Dei suoi giocatori e del suo allenatore che chiede ai suoi quello che hanno ma che allo stesso tempo riesce a fargli dare di più!
Il calcio italiano si sta degradando! Non è che stiamo peggiorando rispetto ai maggiori campionati europei. Ci stiamo 'solo' livellando a loro, con la differenza che difettiamo di quella mentalità libera e spettacolare che contraddistingue le altre leghe europee. Il nostro calcio è ancora legato a schemi tattici rigidi che sacrificano i giocatori di qualità in fase difensiva togliendogli lucidità quando attaccano. Ieri sera Diego ha quasi fatto il terzino sinistro. Poi ti credo che partendo dalla sua area di rigore abbia dei problemi a trovare Trezeguet che gli sta a 30 metrie faccia fatica ad essere pericoloso così distante dalla porta avversaria!
Ferrara non è Guardiola come si augurava il management juventino (eeeeh già, se si costruiscono le squadre sulle speranze ecco la fine che si fa!) e la mentalità manageriale della Juve non è la stessa bel Barça: giovani cresciuti nel vivaio come Xabi e Iniesta li mette in campo a 18 anni. Giovinco ieri è stato in panca per 80' e mi chiedo cosa ci sia stato a fare tutto quel tempo!
Ma lasciamo stare le critiche alle scelte tecniche, ci fosse stato anche Gesù (da non scambiare con Amauri...) in campo ieri non sarebbero bastati neanche i suoi miracoli vista la mentalità messa in campo!
Quello che non va nel calcio italiano, secondo me, sono i troppi giocatori stranieri che non sentono la pressione di difendere il prestigio del calcio italiano, i pochi giocatori giovani italiani che hanno fame, tanti giocatori sopravvalutati e i troppi soldi che prendono comunque vada!
E le paranoie degli allenatori fissati sugli schemi come planimetrie di edifici!
Quando hai dei buoni giocatori non penso ci sia tanto da dirgli. Un minimo di organizzazione di gioco ci vuole chiaro ma il pallone tra i piedi ce lo hanno loro e non bisogna dirgli altro che "fai quello che ti pare basta che glielo cazzi in porta!".
E quando serve, come Van Gaal ieri sera ai suoi giocatori prima di scendere in campo: "fuori le palle!" perché si deve vincere, anche quando si può pareggiare!

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Idiozie e ipocrisie

Mi viene da dire la mia sui coretti settimanali contro Balotelli.
Tralasciando quello che penso sulle interrogazioni parlamentari al riguardo, mi chiedo perché nessuno si sia ancora opposto al medesimo coro in rima baciata contro l'attaccante del Livorno Lucarelli, denunciandoli per apologia del fascismo dal momento che la vittima è un noto fan della sinistra.

Tutto questo mi da lo spunto per fantasticare un po'.
Se dagli spalti si intonano cori razzisti, c'è la possibilità di sospendere la partita.
Ecco cosa potrebbe succedere sabato sera allo Stadio Olimpico di Torino, dove si sta giocando Juventus - Inter
Sul risultato di 0-2 (doppietta di Eto'O), Balotelli segna il terzo pero ed esulta zittendo lo stadio.
A questo punto iniziano i cori contro il giovane attaccante interista.
Cannavaro, il capitano juventino, approfitta della situazione e per non prendere altri peri chiede all'arbitro di sospendere la partita!
A quel punto Zanetti, capitano interista, non ne vuole sapere e difende i tifosi juventini sostenendo che i cori non sono razzisti e che Balotelli effettivamente è un coglione, ma è giovane e va capito.
Balotelli ascolta tutto a due passi e, sentendosi offeso, molla un cartone al suo capitano.
Interviene Samuel, difensore interista, che prende per la gola il suo compagno.
Arriva Eto'O per cercare di dividere i due.
L'arbitro sospende la partita per rissa.

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