Visualizzazione post con etichetta correre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta correre. Mostra tutti i post

Corsa inaspettata

Oggi sono tornato a correre. 10 km sotto l'ora. Una media al km migliorabile ma non male considerando che sono salito fino a Villa Valmarana ai Nani dalla ciclabile della Riviera Berica, che l'ultima volta che ho corso sarà stato settembre e per circa la metà della distanza di oggi e che continuo a dormire poco e il mio corpo è stanco (di mandarmi a quel paese!).

Dopo lo stretching dovuto ero sulla via di casa casa placido piuttosto stanco e con la testa già alla doccia quando poco dopo la chiesa di Longara incrocio altri due runner.
Più che dalla ragazza mora sono stato attirato da lui: un signore con i capelli bianchi riccioli. Lo guardo e penso: mi sembra lui! Senza occhiali stanco e col sudore che mi manda in confusione la vista non ne ero tanto sicuro.
Mi ha colpito un particolare: mi ha guardato le scarpe con una certa attenzione e poi ha confabulato con la ragazza.A quel punte le mie certezze sono salite. Poco dopo mi giro e vedo che anche loro si sono girati e sembrano guardarmi. " Vieni con noi? Andiamo su fino al bivio dove c'è la rotatoria e torniamo".

Tradotto per chi non conosce il posto: significa farsi la salita di Strada San Rocco fino in cima dove c'è la rotatoria (ebbene si, a Vicenza piazziamo rotatorie anche in cima i colli) dove a destra vai a Villabalzana e a sinistra invece vai in un bel posto dove però si spende tanto per non mangiare né bene né tanto.
Circa 4 km, 260 metri di dislivello e una pendenza di poco superiore al 5%.
Sarei stato anche a posto. Il cardiofrequenzimetro poi poco prima mi aveva informato di aver raggiunto il mio obiettivo della giornata. Però...
Non è ancora mezzogiorno e cosa vuoi che sia andare fino la. "Andiamo su piano" mi rassicura il signore.
Ma sì, dai, facciamocela 'sta corsa, quando mi ricapiterà di correre con Gelindo Bordin???

Già. Una di quelle poche volte che vado a correre quest'anno incontro un campione olimpico che mi invita a correre con lui. Mica una corsa col campione organizzata dal negozio di abbigliamento sportivo con altre 200 persone, ma una corsa uno fianco all'altro.
Prima di partire mi dice che è una cosa tranquilla, anche in rispetto della compagna di corsa.
Io lo avverto che sono così giù di forma che Adriano quando giocava nella Roma era in formissima in confronto.

La prima parte è andata anche bene e mi stavo sorprendendo! Parlavo anche con Bordin sulle mie scarpe (fatalità delle Diadora, per quello me le aveva guardate) sulle mie impressioni e sulla modifica che ho fatto per correre meglio e su quelle che stava testando lui per il 2019. Appunto, parlavo su ua strada in salita. Bravo mona! Ero così preso dal correre con lui che nemmeno ho pensato alla grandissima boiata che stavo facendo. Soprattutto dopo la corsa di prima e nelle mie condizioni fisiche.
Inevitabilmente sono scoppiato, per assurdo in un cambio di pendenza con strada più piana. A quel punto ho alternato corsa e camminata perché comunque volevo arrivare in cima! Ma mi hanno raggiunto prima loro che ormai stavano tornando indietro.
Quella strada infame: ogni volta me la ricordo più corta di quanto non lo sia! E alcuni tratti sale forte.
Poi per uno come me che non somma due ginocchia sane la discesa è ancora peggio della salita. Sì  insomma a un certo punto gli ho anche detto di non aspettarmi e fare il suo lavoro perché mi spiaceva disturbarlo però lui è stato molto comprensivo.
E' stato caso bellissimo, molto emozionante correre così con un campione come lui.

Per la cronaca, prima avevo fatto questi due percorsi:
Andata:


Ritorno:


Di solito quando vado a correre sto via un'ora poco più. Stamattina sono stato via più di due ore. Anna si era preoccupata anche perché quando vado a correre non mi porto via il telefono, mi da fastidio tenere in mano anche un paio di chiavi. Chiaro che quando sono arrivato a casa, mi ha aperto la porta con la sua espressione inceneritrice ma mi ha solo chiesto se mi ero perso. 
Quando le ho risposto che avevo prolungato la corsa con Gelindo Bordin non ha avuto parole per controbattere e ha capito tutto. Forse avrà anche visto le stelline che avevo agli occhi. 

E' mezzanotte passata. Le gambe non mi fanno male e a livello muscolare è una gran cosa. Ma le ginocchia non la pensano allo stesso modo. Dopo tanta inattività la ripresa è stata un po' sconvolgente (eufemismo). 
Ma vuoi mettere. Mamma, ho corso con Gelindo Bordin!!!
E se non è motivante questo non so cosa lo sia. Prossimo obiettivo, salire fino in cima San Rocco senza tornare indietro senza sputar l'anima a metà strada e dover tornare indietro a riprenderla sbucciandosi gomiti e ginocchia!
Che bello correre! E pensare che l'idea era quella di prendere la mountainbike! 

Read Users' Comments (0)

Perché correre. Perché corro

Succede che quando corro penso. Penso tanto. Ai fatti miei, alle cose più assurde, al lavoro (che ci sia e non ci sia), alla famiglia a tutto quello che mi può venire in mente in quell'ora scarsa che vago per la città ad un ritmo un po' più sostenuto di una camminata.
Vorrei avere un registratore per riuscire a tenermi tutto quello che mi salta in mente, perché è così vario, talvolta penso anche bello ma spesso scappa via, come finisce l'effetto della corsa allo stesso modo e allo stesso tempo spariscono alcuni pensieri. Altri riesco a trattenerli. Questa lista mi è venuta in mente correndo l'ultima volta. Mancano alcuni punti, piuttosto divertenti ma, come detto prima, hanno avuto le gambe più lunghe e soprattutto più veloci e non sono riuscito a trattenerli. 
Chissà magari la prossima volta che torno a correre li ritrovo in qualche meandro nascosto del mio cervello.
Uno che si spacciava per amico mi chiedeva spesso perché gioco a calcio (non con gli amici, ma in modo un po' più serio) o perché correvo, chi me lo faceva fare. Forse voleva sottindere altre cose visto che esprimersi in modo diretto non è mai stato il suo forte ma pazienza è passato tanto di quel tempo che non ne vale più la pena. Come sempre ascoltavo e mi stufavo di sentire certe cose e imperterrito facevo quello che mi pareva che fosse correre dietro un pallone e correre e basta.
Forse queste sono alcune delle risposte. Più o meno serie. 
Adesso correre va di moda, c'è perfino qualcuno che si alza prima dell'alba per fare quelle corse sponsorizzate quando anni fa era un culo piuttosto pesante. E io corro sempre meno, di quanto potrei di quanto vorrei, per diversi motivi. 
Se potete, andate a correre. Perché? Che ne so, ognuno ha le sue motivazioni io ho le mie. Male non fa di certo.
 
- La sera per dare respiro al corpo
- La mattina per svegliare il corpo
- Per sfogare l'anima
- Per stare per i cazzi miei (corro sempre solo)
- Per scappare da casa
- Per tornare a casa dalla mia famiglia
- Per migliorare ogni volta (o almeno provarci)
- Endorfinaaaaa (come Homer Simpson pronuncia "shambellaaaaa")
- Per collezionare figure di merda perché tra sudore negli occhi e mancanza di occhiali non riconosco nessuno nemmeno chi mi saluta (e coi quali mi scuso, non sono cagazzi, è colpa di un nervo ottico sottosviluppato e una vista che col passare del tempo va a quel paese)
- Per cercare nuovi posti dove andare a correre
- Per mettermi la maglia attillatissima dell'Uomo Ragno e sembrare di avere un fisico sportivo e non da lanciatore di coriandoli
- Perché ai bambini fa ridere vedere uno con la maglia dell'Uomo Ragno che corre invece di volare aggrappato alla ragnatela
- Per sapere se ginocchia e caviglie stanno bene
- Per dimagrire. O rimanere come sono.
- Per sapere se i pantaloni compressivi hanno davvero certi effetti
- Perché ho le scarpe nuove e voglio provarle porca madosca
- Per mangiare in modo vergognoso tanto prima ho corso/poi vado a correre
- Perché poi la birra dopo la corsa scende che è un piacere e poi è ricca di sali minerali che gli integratori sportivi le fanno un baffo
- Per vedere se incrocio le belle persone che vedo quando passo con tutti altri mezzi
- Per pensare (dovrei portarmi un registratore, alcune di queste cose mi sono venute in mente correndo e sono riuscito a trascriverle, altre purtroppo sono scappate insieme ad altri pensieri)
- Per vedere la mia città o il posto dove sono da un altro punto di vista
- Per dimostrare alla pioggia che non siamo fatti di sale né di zucchero, al sole che anche se talvolta sono 0 gradi mentali non mi sciolgo e all'umidità che non affollerà mai i miei polmoni
- D'estate per scappare dalla zanzare (tanto quelle zoccole mi aspettano a casa sotto le lenzuola)
- Per sapere come sta il mio fisico
- Perché ho smesso di giocare a calcio e da qualche parte devo pur correre
- Perché non c'è nessuno che mi dice cosa fare né come (so per conto mio che potrei fare meglio e in modo diverso)
- Per ascoltare il mio battito cardiaco e il mio respiro e cercare una concordanza con i passi (ma come fanno quelli con le cuffie e un laccio emostatico da 7 pollici al braccio?)
- Perché adesso che ho il GPS so quanto vado a zonzo (e anche dove!) e quanto faccio schifo
- Perché è bellissimo
- Per annusare i profumi delle stagioni
- Perché non posso farne a meno. Sarà quella storia della tarantola
- Per sentire le persone che fanno l'amore (è successo, giuro)
- Per vedere i caprioli (se correte in montagna può succedere)
- Perché poi mi sento meglio

Io corro qui. Anche qui.

Read Users' Comments (0)

Sindrome da Stravicenza

Non so se sia il periodo: il fisico si riprende dopo il freddo invernale meravigliato dai primi colori e dai profumi, dalle temperature più miti e ha voglia di muoversi essere coinvolto nel risveglio della natura e della vita.
Comunque sia, per me corrisponde al periodo degli infortuni. Quando giocavo a calcio e poi calcio a 5 se non era una caviglia che si girava era un ginocchio che si infiammava.
Fatalità mi capitava in un periodo di condizione fisica eccellente, come se fosse automatico avere un crollo verticale subito dopo aver raggiunto il picco.
Da quando ho smesso di calciare una palla, al chiuso o all'aperto che sia, la chiamo ​Sindrome da StraVicenza.
Sì lo so, mi piace abbinare alle situazioni una descrizione o un nome, come la teoria delle aspettative (detta anche dell'uovo di Pasqua). Un po' per prendermi meno sul serio un po' per cercare di sdrammatizzare e smorzare un giramento di coglioni che per me è puntuale come le tasse.
Ogni anno, la settimana di questa manifestazione ho qualcosa. Nonostante siano messi malissimo, ginocchia e caviglia non centrano: da qualche giorno la schiena, altro mio punto debole, ha iniziato a farmi male. Questa volta la zona lombare. Forse per colpa di una dimostrazione di forza a Tommaso sabato pomeriggio in bicicletta. Forse una posizione scorretta. 
Se poi considerate che nel frattempo faccio i lavori di casa o taglio e sego alberi e alzo rami da qualche chilo, la situazione non può migliorare molto.
Ma mi hanno detto che da piccolo mi ha morso una tarantola e devo avere ancora qualche residuo di tossina in corpo.
Giovedì, vado dal fisioterapista, purtroppo prima non ha posto.
Non so se domenica riuscirò a correre. Di solito, dopo periodi di inattività, la prima corsa va benissimo. 
Spero che domenica diluvi.

PS: non ho ricevuto alcun compenso per aver pubblicato questa immagine. Avrei voluto inserire la foto della mia schiena con il cerotto, ma ve la risparmio.

Read Users' Comments (0)

Capre e bufali

A pochi giorni di distanza dalle proteste di Bologna per dei tornelli montati alla biblioteca universitaria, arriva il discorso di Marco Rondina al Politecnico di Torino nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2016/2017.
Marco è un ragazzo di 22 anni, studia Ingegneria informatica ed è il rappresentante dell'Associazione studentesca Alter.POLIS, un altro collettivo di studentesse e studenti universitari, proprio come quelli che hanno fatto casino a Bologna.

Scendere in strada a far casino e a rompere le palle agli altri non è proprio la migliore delle scelte. A mio modesto modo di pensare. E se proprio devi, allora che ne valga davvero la pena. Per esempio, per le condizioni nelle quali è stata ridotta l'università italiana, una volta (tantissimo tempo fa) la migliore d'Europa e adesso una delle peggiori per tasse d'iscrizione accesso e programma al passo con i tempi.

Sarebbe stato più bello se quei collettivi bolognesi o chi per essi avessero fatto casino per questi motivi, invece di prendere dei tornelli come pretesto per dimostrare tutta la propria imbecillità.

Marco non ha dovuto fare casino e rompere le palle agli altri per dimostrare il suo disagio. Ha usato la parola e lo ha fatto in modo ironico all'inizio e poi acuto e impietoso.

E' stato un discorso molto bello e sincero, per niete retorico.


Mi spiace per Marco e per tutti gli studenti, non solo universitari, perché il suo discorso non produrrà nulla altro che delle pacche sulle spalle, tra quelle forti materiali e quelle ideali.
Le parole di Marco sono rivolte a ministro rettore e autorità o pseudo tali varie, ma si è accorto chi era seduto nelle poltroncine rosse? Vedo tante teste grigie e pelate e mi chiedo se e cosa hanno capito e quanto potevano essere interessati al suo discorso e alle condizioni dell'università.
E sarebbe stato bello se tutti gli studendi del Politecnico avessero potuto ascoltarlo, per essere invitati a fare e dare il proprio meglio, per migliorare la loro vita cone quella degli altri.
Due anni fa era intervenuto il presidente del consiglio chiedendo al contratio l'aiuto del mondo universitario, ovvero di quelle vecchie eminenze grigie che pensano solo a difendere la propria cattedra e la definizione di "magnifico" (perché?).

Protestiamo per delle partite di calcio tra miliardari ma non per come siamo ridotti per le cose che valgono davvero la pena. Siamo più informati sui cazzi di pseudo personaggi famosi. 
Ci facciamo rincoglionire da programmi tv idioti. Parliamo e pensiamo nello stesso modo. Le amicizie sono solo di comodo.
Siamo delle capre. Stupide, per altro!
Articoli sui quotidiani, commenti sui social media, atteggiamenti nella vita reale (oh cazzo esiste! Ma davvero?) non riescono a farmi cambiare idea. Anzi la confermano!
Più il tempo avaza e più il nostro cervello regredisce avizzito da modi di dire e di fare diffusi dai social media e dal web in generale e ridistribuiti e fomentati da pseudo giornalismo di pessima qualità.

Influenzando la nostra qualità, perché siamo diventati così stupidi da non riconoscere più le cose che contato.

Dovrebbe esserci un progresso nell'umanita, nella mente umana, a tutto vantaggio della popolazione. Invece non ne vedo neanche un po', o quel poco resta alla portata di pochi che potrebbero permetterselo.
Noi intanto restiamo qui idolatrando miliardari estemporanei con le pezze al culo o diventando euforici per qualcosa che solo poco tempo prima non avremmo mai concepito (chi di voi si alza all'alba per una corsa al sorgere del sole solo perché adesso lo fanno quasi tutti?) e che dura come una briciola di pane in Piazza San Marco a Venezia.

silent party
pokemon go
selfie
Islanda
holy fest
color run
corse di gruppo all'alba
barbe hipster
andiamo a comandare / molto interessante
ma di cosa parliamo
gianluca vacchi
le citazioni con tanto di grafica sentimentale
i pro e gli anti VR46 e Juventus (ma di qualsiasi altra cosa)
i fasci e i comunisti
le isole dei vip e i grandi fratelli
gli apericena
je suis
youtubers
bullismo (ai nostri tempi questa definizione non andava di moda, ci limitavamo a fare a botte all'asilo o alle elementari con bambini e bambine più grandi e/o stupidi/e o maleducati/e)
la bandiera di una nazione sullo sfondo del proprio profilo
le tradizioni straniere che cancellano quelle locali e nazionali
i tatuaggi e il taglio dei capelli come quelli di quelli che si vedono in tivù

E andiamo avanti così. Capre! O bufali, secondo la similitudine di qualcun altro. O una o l'altro, la destinazione rimane quella. Il baratro. Ve ne accorgerete prima?

Read Users' Comments (0)

Inaspettato autunno

Sarà una di quelle giornate che si fanno sentire soprattutto a cavallo di due stagioni quando le foglie cambiano colore e preferiresti stare fuori a goderti queste inaspettate splendide giornate girando in moto senza una destinazione precisa oppure in bici senza sentire il peso del sudore sulla pelle ma solo quello della fatica o stare semplicemente in giro per i campi a vedere la gigantesche mietitrebbie fagocitare un campo di granturco o correre perché la temperatura è ideale per una bella prestazione.
Sarà che come ogni anno ti aspetti l'autunno un po' bigio ed invece controtendenza, anche se ogni anno è come quello prima da un po' e quindi la tendenza viene mantenuta, ti meravigli addirittura di trovare già aperto il solito baracco che vende castagne e marroni caldi. Non so voialtri, ma io di settembre ho ricordi di lezioni alla scuole elementari con la maestra Franca durante giornate (più) grigie (più) umide e (più) fredde.
Invece adesso, che non posso più giocare a calcio con i miei amici di pomeriggio nella (vera) Zona Verde, mi trovo cotante splendide giornate.
Oggi sono inquieto.
Vorrei fare ed essere tutt'altro ed altrove.
Mi viene in mente una strada lunga spaziosa con un orizzonte lontano che si allontana man mano che l'auto fila via liscia sull'asfalto bollente. Fuori è caldo ma secco. Nessun pensiero.
Si sta bene e la radio passa una canzone bella e divertente. Questa qui sotto.
Prima o poi devo mettermi a lavorare su quei video.

Read Users' Comments (1)commenti

Week end impegnativo ma felice

Avrei voluto e dovuto scrivere questo post ieri sera, ma ero davvero troppo stanco per riuscirci, anche perché so benissimo che quando mi metto al pc per scrivere qui mi perdo in altre cose.
Volevo e dovevo perché riguardava il fine settimana appena concluso che mi ha tolto molto. Ma dato di più.
Sabato mattina io e Anna siamo andati a dare una mano ai ragazzi di Operazione Mato Grosso impegnati in un matrimonio di un loro cooperante. Così ci siamo trovati alle 8:30 di mattina alla cooperativa sociale che ospitava i 460 invitati. Non so come e dove i due sposi siano riusciti a mettere insieme così tante persone, tanto che sono stati ospitati in due sale.
Visto che l'arrivo dei commensali era previsto per le 13 circa, ci siamo messi subito al lavoro in cucina a pulire caraffe e bicchieri, con l'aiuto di  una lavastoviglie ad alta pressione: tu mettevi dentro e chiudevi e in un minuto di restituiva il necessario pulito. All'inizio eravamo noi due istruiti da C(h)ristian, un ragazzo con il sorriso stampato in viso che ti metteva il buon umore solo a vederlo.
Mentre noi preparavamo caraffe e bicchieri, dall'altra sala della cucina (esatto, una sala per pulire e un'altra per cucinare, fotonico!) in cucina le signore e signori con le figlie erano impegnate ai fornelli. Non avrei mai detto che un soffritto alle 9 di mattina avesse avuto un giorno la capacità di mettermi fame!
Attraverso queste ed altre attività il gruppo vicentino di Operazione Mato Grosso finanzia i missionari in America Latina: tutte le persone che erano impegnate a spignattare, sfrittegare, friggere, arrostire etc. sono volontari che lo fanno solo per aiutare chi aiuta gli altri. E per il gusto di stare insieme, a vedere come si divertivano. Non ho sentito un lamento, un riprendersi per come si facevano o non si facevano le cose. Mi ha sorpreso vedere insieme ai responsabili logistici che organizzano i catering con gli sposi, che hanno un'età media attorno i 40, anche signore e signori di 60 e più anni che preparavano risotto pere e taleggio, gargati (o subioti) radicchio e pancetta, filetto al pepe e insalate e frittura varie con dovizia e calma.
460 persone sono tante, ma non c'era un filo di sale in più o in meno: una signora era preoccupata di aver esagerato col taleggio ma le ho detto di non preoccuparsi quando c'è qualcosa di troppo. Bhe, nel piatto va benone, nella pentola da pulire un po' meno, ma non ho avuto il coraggio di dirglielo. Nemmeno quando è iniziato a piovere, nel tardo pomeriggio, ci sono state recriminazioni contro il cielo!
Con l'arrivo degli invitati era anche cresciuto il nostro piccolo esercito tra camerieri e lavapiatti: siamo stati aiutati da un gruppo di ragazzi/e giovani, forse ancora minorenni, che si sono divertiti a spiare la sposa, a cantare "Sul ponte di Bassano" o "Quel mazzolin di fiori" tra una vagonata di piatti bicchieri stoviglie da spazzolare dagli avanzi e mettere a pulire. Mentre io ero impegnato ad accogliere e pulire il pentolame che mi portavano le signore della cucina: tegami e contenitori di acciaio e vassoio di alluminio mestoli e fruste unti e grassi. La tecnologia mi ha dato una grande mano con la lavastoviglie, ma anche Chicco mica da meno. E' un missionario laico in Perù da 18 anni, con moglie e figli. Ha lasciato città e casa per portare il suo aiuto e affrontare un mondo che non conosceva contando sull'aiuto di chi è qui. Ci ho parlato per un bel po' scambiandoci le proprie impressioni di dove stiamo, mi ha descritto il posto dove vive e cosa fa. Mi ha trasmesso una serenità disarmante: è una persona allegra pacate e gentile e divertente che sa sdrammatizzare e razionalizzare allo stesso tempo, che è volato via parlando con lui, tanto che non mi sono nemmeno accorto che era arrivato il momento del dolce: una millefoglie per 500 persone, perché c'erano delle fette anche per cuochi e lavapiatti.
Siamo andati via alle 21:30, quando ormai il primo furgone era stato riempito con le pentole più grandi e le bombole del gas, quando le ginocchia ormai mi facevano un bel po' male dopo 13 ore passate in piedi.
Peccato solo di una cosa: che quelle 13 ore siano passate via come il vento. Abbiamo conosciuto persone nuove belle e semplici. Di quelle che magari erano nei racconti della maestra Franca ai tempi delle elementari. Esistono ancora e spero che qualcun altro impari da loro.

Domenica invece è stata una passeggiata in confronto, ma dopo un sabato così poteva essere difficile: alle 10 del mattino mi attendevano i 10 km della Stravicenza. Finalmente! Quest'anno che decido di smettere di dare col pallone alla domenica posso partecipare! Eravamo in tantini alla partenza dietro gli agonisti, tanto che i primi 700 metri gli avrò fatti in... 1200 metri, zigzagando tra i partecipanti più blandi a cui non interessava altro che passeggiare. Bel percorso, per  vie di Vicenza che non frequenti proprio spesso. Divertente incontrare lungo il percorso persone che conosci con le quale corricchiare e chiacchierare per un paio di chilometri e allora mandi a quel paese frequenza cardiaca e tempo di percorrenza per divertirti. L'unico problema è stato sentire a circa un chilometro e mezzo dal traguardo quei due cuscinetti di liquido sotto i piedi. Dovrò tornare al negozio per chiedere perché mi nascono due vesciche gonfie come due canotti!
C'era una bella atmosfera domenica mattina, tantissima gente venuta per godersi una giornata splendida dopo tante domeniche meste e umide. Ho anche rivisto dopo tantissimi anni gente del mio quartiere con la quale ho fatto una bella chiacchiera. Spero non se la ricordi, ma l'ultima volta che l'ho visto è stato in mezzo a un campo da calcio quando faceva l'arbitro e non mi ha fischiato un rigore bestiale a favore della mia squadra che avevo provocato io...
Quei 10 km poi li dovevo correre veloci però perché poi c'era un pranzo importante a casa di Anna, anche quello molto divertente però.
Il pomeriggio è stato di assoluto riposo per le mie ginocchia. Le gambe hanno iniziato a indurirsi oggi pomeriggio. L'amico spirito gallico è rimasto da Anna, mi sarebbe servito ora e non penso che l'acol sia sufficiente (sulle gambe, quello rosso - non l'Aperol!) mentre la sera da Nich a sperare che la Ducati di Rossi riuscisse a fare qualcosa di più di un 7° posto, ma per come è messo Vale, va anche bene.

Un fine settimana impegnato, insieme a bella gente.

Read Users' Comments (1)commenti

Correre

Finita la stagione calcistica. Riposo. Domenica sera dopo l'ultima di campionato la borsa viene messa al suo solito posto e non si tocca più fino a fine agosto. Di solito. Quest'anno ancora non si sa. Potrei anche buttarla. Anzi, di sicuro la butto: è la peggior borsa che la mia società poteva darci e dopo soli due anni si è scucita ovunque! Poi non so se verrà sostituita oppure non mi servirà più. Vedremo nelle prossime settimane, adesso, come dicevo, riposo calcistico, banditi i tornei, solo qualche partitella di calcio a 5 con amici.
Ogni anno mi concedo una settimana di tregua fisica dedicandomi alla nullafacenza e viziandomi con cibo e bacco mandando a puttane quella poca parvenza sportiva (dilettante) che rimane.
Dopo una settimana, vado a correre a Parco Querini. L'anno scorso ci sarò andato forse 5 volte se sono state tante. Lavoravo a 20km da casa e tornavo alle 19:30 smarronato e avevo ben poca voglia, anche perché il parco purtroppo chiude alle 21, quindi ora che arrivo a casa mi cambio parto arrivo al parco mi riscaldo il tempo per correre è pochissimo. Ecco, forse sono andato un paio di volte a correre in pista ciclabile, ma non c'è paragone! E' come la ruota per il criceto per intendersi.
Sarà che quest'anno è finita in maniera ancora più mesta dell'anno scorso che le ultime due settimane di allenamento sono state scariche di tensione agonistica che le vicende di tutta la stagione mi hanno dato su i nervi e la settimana di riposo è andata a farsi benedire, così lunedì scorso sono andato a correre al parco spinto dai nervi alterati. Ho infilato le scarpe nuove e mi sono fiondato a girare attorno l'anello più grande del parco. Dopo anni di corsa ancora non so quanto misura...
Non soddisfatto, mercoledì ho replicato e oggi triplicato.
Devo ammettere che sono contento. Della scarpe che ho preso, dopo anni di calzature da running qualsiasi quest'anno ho deciso di spendere un po' di più ma di mettere ai piedi delle scarpe adatte alla postura.
Contento della tenuta fisica. Anche se devo fare delle distinzioni.
Intanto l'età. Se a 23 anni giravo a ritmi di 4' a giro per quasi 40', adesso che ne ho 32 riesco a stare sotto la soglia dei 5'/giro e corro per 35' o 40' minuti, dipende.
Credo, almeno, dipende da come arrivo al parco. La settimana scorsa la prima volta ho usato lo scooter perché sono uscito ben dopo le 19 da lavoro e per non fare tardi ho accorciato i tempi usando il motore a scoppio. Mercoledì invece ho fatto in tempo per prendere la bici, oggi di nuovo in scooter. 
Si può capire che usando la bici si arriva al parco già ben caldi con i muscoli pronti per correre mentre usando lo scooter c'è bisogno di molto più tempo per entrare in condizione e 'schiodarsi' dalla modalità ufficio. Infatti, entrambi i lunedì ho corso per 35' mentre mercoledì per 40 minuti e sentivo di avere ancora un paio di giri sulle gambe (prima del collasso!).
Spero di riuscire a tornare in bici questa settimana.
L'altra distinzione viene dal clima. La settimana scorsa era la prima serena di maggio e le temperature erano perfette mentre oggi c'era più umidità e si sentiva nella respirazione un po' più faticosa.

Però che bello correre! Adesso il parco è ancora poco popolato ma penso che presto ci saranno molti più amatori della corsa. Ci sono quelli che filano come missili in tenuta da runner perfetta in un fisico secco e asciutto, ci sono quelli che vengono in tuta completa oppure solo coi pantaloni lunghi e non li capisco... non ce la farei! Vogliono nascondere le gambe o avere maggiori possibilità di dimagrire? Poi ci sono i fuori di testa che massacrano il proprio corpo asfissiandolo dentro il nylon del k-way ben chiuso. E ti credo che dopo 1 giro e mezzo a velocità bradipa sono già boccheggianti!
Ci sono quelli che ascoltano musica. E la cantano, come quella che ho incrociato oggi senza capire che canzone italiana stesse cercando di cantare intervallando le parole tra un respiro e un balzello.
Io non riesco a sopportare la musica mentre corro. Ci ho provato ma mi dava fastidio tenere in mano prima il walkman (al suo tempo) poi il lettore mp3. Riesco a malapena a tenere in mano le chiavi dello scooter!
Mi da fastidio il sudore nelle orecchie perché inzuppa gli auricolari. Io poi ho una sudorazione modello rubinetto a fontana, dovrei buttare le cuffiette. Legarmi al braccio una fascia elastica per appenderci un mini lettore non fa per me e ci sarebbe il filo in mezzo le balle.
Niente musica. Preferisco ascoltare il mio fisico il mio respiro, capire la situazione contando ed ascoltando i battiti del mio cuore ogni tanto (sì ho la heart belt - che fa più figo chiamarla così - coi contro cazzi pure, dovrei ricordarmela ma il battito mi interessa fino a un certo punto, quello critico spero di non raggiungerlo, almeno non adesso) facendo attenzione alla cadenza alla lunghezza e alla frequenza del passo al ritmo quando cala e quando aumenta. Mi piace sentire battere il mio cuore e capire come sta andando, se posso aumentare o devo mantenere, mi piace quando posso accelerare, mi piace il suono del battito del mio passo sulla terra e fare attenzione a come poggia il piede.
Un piede davanti all'altro, osservando anche quello che succede in giro, le altre persone che corrono, gli adolescenti che limonano duro ogni volta che ci passo davanti, inventarmi storie sulle coppie adulte che girano un po' sospettose, neo mamme bellissime a spasso con neo bambini paffuti addormentati o fin troppo visti, merli che ormai si spostano quel tanto che gli serve per non intralciare tanto si sono abituati.
Corro quello che riesco senza voler esagerare, finché ce la faccio finché il piede che sta dietro riesce a mettersi davanti all'altro senza affanno, cercando di fare giri completi almeno ed evitando che la milza prema sullo stomaco.
Ecco alla fine cos'è correre per chi me lo chiede. Mettere un piede davanti all'altro possibilmente il più a lungo e velocemente possibile ma senza dilemmi.
Mi piace vedere i diversi runner al parco, c'è chi viene solo per vedere natiche femminili e le loro tette saltare su e giù, come quello che la settimana scorsa senza pudore ha cambiato senso di marcia per starle dietro, c'è chi viene senza porsi obiettivi e per il semplice gusto di correre e basta col suo ritmo cadenzato anche solo per un quarto d'ora perché fa bene.
La domanda me la sono posta anche io mercoledì scorso. Perché? Durante la corsa non penso o cerco di limitare i pensieri sul lavoro e su tutte le altre paranoie che di solito mi accompagnano quotidianamente, quindi potrei andare a correre per distrarmi per scaricare la tensione della giornata lasciandomela alle spalle sudandola al parco.
La cosa curiosa è successa proprio mentre riflettevo su questa cosa qui: ho superato un terzetto composto da 2 ragazzi che stringevano al centro una ragazza in una corsa molto blanda e rilassata. Come al solito correndo senza occhiali non distinguo le persone se non sono ad almeno mezzo metro - anche a causa del sudore che mi imperla il viso - e più mi avvicinavo più mettevo a fuoco la nuca   ben scoperta del vecchio buon amico di tanto tempo fa (chissà perché non mi ha sorpreso vederlonel gruppo dei pantaloni lunghi). Ho avuto un leggero rallentamento pochi metri prima, una specie di indecisione imbarazzata, poi tenendo il mio ritmo li ho passati e ho riconosciuto la sua voce. Non mi sono voltato, nessun saluto nessun cenno. Non ci vediamo ne' ci parliamo da anni e va bene così. Contro la mia volontà gli angoli della mia bocca si sono allontanati in un leggero sorriso (ghigno?) che non so davvero spiegare.
Bhe, alla fine credo che corro per lasciarmi alle spalle pensieri cose e persone che non mi servono se non ad appesantirmi. Corro per liberarmi di fardelli inutili anche solo per 40' quando posso ed inseguirne di nuovi e migliori.
Il punto è ricordarseli quando torno a casa!

Read Users' Comments (0)