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Fanculo 2016, vedi tu 2017!

Si dice anno bisesto anno funesto e questo 2016 è stato un anno più bisestile del solito.
E' stato un anno inverosimile nel corso del quale sono successe un sacco di cose e tante altre non sono successe. In entrambi i casi ne avrei fatto molto volentieri a meno.

Come di quei tre-contratti-tre di lavoro per i quali avevo ricevuto delle proposte formali e che invece per ragioni note solo a chi me li aveva proposte sono svaniti così come sono comparsi. Un giorno ci sono e quello dopo puff, non si fa più niente. Tanto mica rimangono loro a piedi.
E starei ancora aspettando risposte da almeno un paio di persone che almeno all'apparenza parevano volessero fare grandi cose e che invece mi hanno dimostrato di non essere in grado di fare nemmeno le più elementari come dare una cazzo di spiegazione sincera.
Il lavoro è stato un incubo. Mi sono impegnato in progetti che non hanno portato da nessuna parte o nemmno un grazie. Ho perso tempo. Ho fatto anche errori se alla fine non ho portato a casa qualcosa.
Di certo ho scoperto che un anno fa non ero dalla parte del torto anzi, ero solo nel posto sbagliato con le persone sbagliate. Peccato che questo mi abbia fregato!

Della patente rifatta due volte vi ho già detto. Spero di non rivedere la motorizzazione per i prossimo 8 anni bisestili.

Delle due multe salatissime lungo la SR53 Postumia (prese andando a un colloquio oltretutto: una all'andata e una al ritorno... che amarezza!) e degli autovelox piantati a 3 metri di altezza non ve ne ho parlato per evitare problemi penali.


Dei casini con le poste in ritardo con la postina e del collega nemmeno ma anche questa sarebbe una storia da raccontare, tipica di una Italia burocrate col culo pesante.


Vi ho fatto una testa così col menisco che mi ha rovinato un'intera estate e mandato a puttane le mie corse mattutine con Teresa in passeggino, cosa che non vedevo l'ora di fare (con Tommaso lo facevo, anche d'inverno, la mattina presto in giro per  Ospedaletto e altre strade poco consigliabili per una corsa spingendo un passeggino).

Ho scritto un altro articolo su un'altra rivista figa di moto con lo stesso risultato dell'altra volta (3 anni fa... cioè faccio il mio lavoro ogni 3 anni... bene no!?): zero compenso e zero ringraziamenti. Son soddisfazioni.


In questo anno bisestile non conto gli amici che sono passati ma ne conto uno perso perché non posso considerare che tale una persona che chiama due volte all'anno per parlarmi solo dei suoi problemi (di scelta di persone sbagliate, ha una non invidiabile e incredibile capacità in questo), non risponde il giorno del suo compleanno e si dimentica costantemente del mio. Peccato, perché le volevo bene. Ma le persone non sono obbligate a stare insieme figurarsi in contatto.


In questo anno più bisestile del solito molte persone se ne sono andate ma non mi sorprende se queste sono malate, anziane o si sono trattate male. E anche le persone famose cagano e muoiono. Spiace molto ma la vita non è diversa da questo.

Se ne è andato anche Massimiliano e a un certo punto ho chiesto agli angeli del cielo di venirselo a prendere per risparmiargli tanta sofferenza dopo una vita che più difficile non si può. Mi mancheranno quegli occhi scuri e il suo sguardo profondo che solo sui sapeva dove era destinato. Spero solo che ora si possa divertire con suo nonno Filippo ascoltando tutte le storie che un nonno ha da raccontare (però conoscendo il nonno potrei avere qualche dubbio sul divertimento... adesso infatti sarà il turno di Massimiliano per le commissioni!).

Di questo 2016 Teresa
è stata la stella cometa in un cielo nero. Una vita nuova tenera e dolce. Anche Tommaso è nato in un anno bisestile, verso la fine mentre sua sorella nel pieno di questo anno che non vedo l'ora passi.
Quest'anno l'ho passato del tutto a casa e mi sono goduto la famiglia. Ogni tanto siamo impazziti perché è impossibile non impazzire, ma siamo belli così! La mia rientra in quella percentuale di famiglie povere. Ma questa situazione mi ha fatto scoprire la futilità di tantissime cose e l'importanza di altre, poche ma dal peso incalcolabile. Siamo schiavi di un commercio che stressa (perché accettiamo le newsletter ma la pubblicità nella cassetta delle poste ci sta sui coglioni?) che nonostante sigle e slogan ridicoli ci fa spendere anche se non ne abbiamo bisogno. Avendo pochi soldi capisci cosa serve e di cosa si può fare a meno e non solo per il momento ma anche per sempre. Che mi serva di lezione quando sarà!

Non ho la più pallida idea di cosa porterà il 2017. Il 2016 poco niente anzi, ha più tolto che dato. Quindi qualsiasi cosa arriverà da domani sarà più che positiva.

L'anno scorso avevo fatto gli auguri a tutti e non è successo nulla di quanto avevo augurato, in generlae, anzi è andata anche peggio. Quest'anno se permettete me ne sbatto le balle. Ogni tanto un po' di sano egoismo e maleducazione ci vogliono.
Vi dico solo una cosa: brindisi con bollicine e panettone e/o pandoro con vino dolce. Almeno questo, Cristo Santo!

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Distinguished Gentleman's Ride Vicenza 2016

L'anno scorso per organizzare il Distinguished Gentleman's Ride di Vicenza ci siamo trovati in cinque, una bella squadra, ma con tempi strettissimi.
Quest'anno ci siamo trovati gli stessi cinque, ma con largo anticipo perché volevamo organizzare qualcosa di ancora più bello e anche più prestigioso.
Ci ervamo anche riusciti, seppur per vie traverse perché far accettare a Vicenza un evento diverso dal solito non rientra nemmeno nelle 12 fatiche di Ercole. Non perché le motociclette al suo tempo non esistevano, ma perché va oltre il senso di fatica, fisica e psicologica che il lasciapassare A-38 di Asterix e Obelix in confronto è una passeggiata.
Ci è spiaciuto molto non aver potuto portate un bellissimo evento come il DGR nel cuore della città, in un contesto prestigioso che rispecchia benissmo la sua immagine distinta ed elegante.
Siamo stati trapassi (strapazzati!) dall'euforia di 3 mesi di lavoro bruciati la settimana prima del DGR da monosillabi negativi ripetuti più volte (e loro sinonimi plurisillabi) ma non ci siamo fatti prendere dallo sconforto ed è stato srotolato un "piano B" alla velocità della luce. Matteo Enrico Enrico e Sandra hanno fatto un lavoro splendido.

Tralasciando le peripezie burocratiche che ci hanno portato su tutt'altre strade, avevamo previsto un maggior numero di partecipanti al DGR di Vicenza. Mancavano quelli di Trento e Treviso mentre Padova si è organizzata all'ultimo momento, in più con la scusa che quello di Verona si svolge la mattina, qualcuno dalla città nem.. scaligera arriva sempre. Quindi il nostro calcolo era di circa 2-300 motociclette.
Credo che invece siamo arrivati a toccare le 400!
Il ritrovo al concessionario Triumph di Vicenza ormai è una tradizione e il piazzale era colmo tanto che molte moto sono state costrette a parcheggiare lungo la strada.

Del nome Distinguished Gentleman's Ride noi consideriamo tutto. Oltre ad essere Distinguished e Gentlemen, c'è anche quel Ride da rispettare e a Vicenza lo facciamo ogni anno. Ma mica per una manciata di chilometri per giustificarlo, per soddisfare l'edonismo dei partecipanti.
Il piano B messo in scena ha previsto un bel tour della provincia di Vicenza, attraversando la città siamo usciti verso le campagne di Dueville salendo per le colline di Montecchio Precalcino, con passaggi e paesaggi che non hanno niente di meno della Toscana. La meta finale individuata per quest'anno è stata la Fattoria Sociale La Costa.
Tutto si è svolto nel migliore dei modi, non ho visto automobilisti bloccati dalle Vespa-staffetta (fantastici!) sbuffare spazientiti per far passare 400 moto né mandarci a quel paese anzi, qualcuno smontava per fare foto o video, come la gente che si affacciava alle finestre o usciva di casa sorpresa ed incuriosita per venirci a vedere o chiedere alle staffette cosa stavamo facendo.
400 moto attraverso la provincia di Vicenza. Non è tanto frequente né banale.

Non so gli altri ride di tutto il mondo. So che in Italia nell'arco di una mattinata finisce tutto. A Vicenza alcuni si ritrovano per un giro sui colli con pranzo incluso e poi ci raggiungono, trasformando il DGR in una giornata intera. Che finisce in un contesto meraviglioso (mentre l'anno scorso è iniziato). La Fattoria Sociale La Costa che ci ha ospitato è un posto splendido (come anche il suo fine, complimenti signor Osvaldo!), fuori dalla città dove poter respirare e sentirsi in pace.
Non siamo Londra, New York, San Francisco dove forse ci sono persone che lo fanno forse per lavoro. Il DGR di Vicenza però sta assumendo la sua forma e soprattutto sta ricevendo qualcosa di importante come il riconoscimento del pubblico.

Non è stata una settimana facile. Averla finita qui è stato quello che ci voleva.
Ed alla fine, un B-Side così ben riuscito non si è mai visto! Come il panorama che si poteva vedere dalla fattoria.

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Buon Natale e felice 2016!

Buon Natale e felice 2016! I soliti auguri di consuetudine... Ogni anno mi trovo in grande difficoltà perché vorrei evitare di ripetere le annuali banalità.
Mi è capitato una volta di scrivere degli auguri di anno nuovo ad una cara amica e mi sono usciti con una imprevista ed autentica originalità che da allora non riesco più a trovare parole migliori per nuovi auguri in altrettanto modo. Quella volta mi è uscito davvero un bell'augurio sincero. Forse il capolavoro degli auguri (da un punto di vista personale!) ed i capolavori sono unici.

Non so cosa dirvi. Mentre un amico ogni anno in questo periodo dorme 3 ore per notte per preparare ed inviare dei video auguri con il tema lo spirito del Natale ed ogni anno riesce a sorprenderci.

Onestamente questa volta non ho molto spirito del Natale. O meno del solito. 
Anche perché tra tele, radio, interntet e giornali non si fa altro che essere colpiti da pugni in pieno stomaco, dai politici ai banchieri (che pare siano circa la stessa cosa o persona), dai religiosi agli imprenditori. 
Che se ci fate caso sono tutte figure votate (...ho usato una parola sbagliata, lo so!) ad aiutare il prossimo, il cittadino, i bisognosi ed invece fanno l'opposto, nell'egosimo più sfacciato ed arrogante, togliendo dai guai persone disoneste e mettendocene di oneste.
Per finire con quelle persone mediorientali che si fanno chiamare terroristi e che come quelle figure di cui sopra pare abbiano come unisco scopo della loro vita quello di non fartene vivere una tanto serena.

Così quest'anno sono piuttosto turbato. Vorrei davvero tornasse sulla terra un mediorientale con tratti somatici tipici di un surfista scandinavo-americano hippie (ma andrebbe bene anche il contrario) ad insegnarci come volerci bene gli uni e gli altri ma anche noi stessi, a farci capire come siamo tutti uguali nonostante le nostre mille differenze e per questo belli interessanti e da conoscere.
Almeno per darci delle ripetizioni perché dopo 2015 anni ci siamo dimenticati qualche cosa o abbiamo interpretato in modo un po' troppo personale il suo insegnamento precedente. E risparmiandogli una (seconda?) Pasqua, possibilmente.

Come si fa? E' possibile essere più buoni altruisti generosi e misericordiosi, senza la necessità di uno straodinario Giulibeo dedicato?
Penso di sì! E voglio sperare di sì! Qualche esempio c'è e l'ho appena visto in un video di un sito che ho conosciuto anni fa grazie alla pubblicazione di coglionate uniche, autentiche perle!
Ma questa volta è stato capace di stupirmi. 
Posto qui sotto il video. Qualche situazione di pericolo, più o meno estremo, dove delle persone aiutano altre persone. Persone con un innato spirito del Natale per 365 giorni. O più semplicemente con tanto coraggio, buon senso e coraggio straordinario, che è quello che ci manca. 
E' una raccolta di buone azioni un po' lunga ma da vedere!

E per finire con un tocco di pura originalità, tanti auguri a tutti di buon Natale e di un felice 2016 a tutti voi ed a tutte le vostre famiglie, anche alle persone che mi stanno sulle balle ed alle quali sto sulle balle!





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The Distinguished Gentleman's Ride 2015 Vicenza

L'anno scorso il post sul Distinguished Gentleman's Ride l'ho scritto alcuni giorni dopo.
Quest'anno cerco di migliorarmi e scrivo subito, a caldo, con le sensazioni ancora incollate alla pelle che per più di qualche tratto si è accapponata ammirando le moto sfilare per le strade del centro di Vicenza e ascoltando il loro rombo arrogante ma distinto.
Che motivo c'era per farsi venire i brividi? Provate voi a portate più di cento (100) moto in giro per la città (e la provincia!) bloccando la circolazione. 
Se l'anno scorso sono stato sorpreso del successo inaspettato e clandestino, quest'anno mi sono sorpreso perché nonostante si fossero aggiunte altre due città vicine come Padova e Treviso, i distinti gentlemen e ladyfolk sono stati  numerosissimi. Sarei stato felice anche con metà dei partecipanti. Figuriamoci quando ho visto il piazzale del concessionario Triumph pieno di moto!
Sono stato contento di rivedere alcune persone tornate dopo il DGR dell'anno scorso come mi è piaciuto molto parlare con distinti sconosciuti. E' stato bello vedere le ragazze del bar Miralago preso d'assolto all'improvviso continuare a servire birra e caffè senza perdere gentilezza e sorriso (peccato per la Pasubio, ma è dietro l'angolo e ci tornerò!). E' stato bello vedere le mogli in sella alle moto dei mariti ed i papà portare i figli.
E poi c'erano un fotografo professionista che si è smazzato tutto il giorno ed un barbiere che ha rifilato capelli barbe baffi e basette a €0. Grazie anche a loro!

Sì, abbiamo dimostrato che i motociclisti non sono teppisti mentecatti ma davvero distinti gentiluomini che si fermano a far passere i pedoni sulle strisce.

Questa volta oltre ad aver fatto le cose per bene le abbiamo fatte anche legali e non clandestine avvertendo il comune (che ci ha dato anche il patrocinio) che ci ha dato un ottimo supporto. 
Forse perché mi viene difficile pensare ad un evento di motociclette ed immaginarne più di cento percorrere le strade di Vicenza - ed infatti si vedono una volta all'anno solo in occasione del DGR - anche quest'anno siamo stati fuori misura. Legali questa volta, ma fuori misura. Che è il bello di queste cose poi. Come poter sorridere in sella alla Bonnie soddisfatto di quello che si è riusciti a fare e ricambiando i saluti sorpresi delle persone dai marciapiedi.
Non è facile muovere tutti questi distiguished gentlemen da Marostica e Vicenza, passando per il lago di Fimon e non credo che altre città italiane abbiano creato un DGR così articolato come il nostro, lungo una intera giornata. Città come Milano e Roma hanno impiegato metà mattinata, ovvero un quarto di quanto fatto da noi.
C'era anche lo staff del Triumph Tridays sceso dall'Austria. Avevamo un canale diretto che ne ha facilitato la presenza ma porca miseria non è così banale! Milano si trova in casa i vari customizzatori e a Roma vanno alcuni di Milano. E fanno i grandi fighi credendo di essere gli unici. Vicenza per essere una città di provincia ha confezionato una gran bella cosa con ospiti internazionali e l'anno prossimo si può fare anche meglio.
Ho scritto i pensieri come mi venivano disarticolati gli uni dagli altri e chiedo venia ma le emozioni non si possono controllare.

Quest'anno da un punto di vista organizzativo ci siamo migliorati. A me ed Enrico si sono voluti affiancare anche Sandra con la sua squadra, Matteo ed Enrico fin da subito ma non così presto come ci si può immaginare: con un evento fissato a fine settembre e con le ferie d'agosto non puoi trovarti tanto prima di un mese. Quanto basta comunque per mettere insieme cinque persone.
Mi è piaciuto vedere come tutti abbiamo lavorato nella stessa direzione e cioè quella di organizzare un bell'evento promuovendone lo scopo benefico. 
Perché il Distinguished Gentleman's Ride non è (solo) una festa per far contenti i fighetti infighettati sulle loro (davvero loro?) belle moto. Tanto meno è una gara a chi è più figo.
L'importante non è esserci. È donare (fino alla fine di ottobre!).

Quei motociclisti vestiti in un certo stile in sella a motociclette di un certo genere partecipano (anche) per fare beneficenza in favore di diverse fondazioni internazionali di ricerca, che potrebbero salvare la vita agli stessi partecipanti o a un loro parente.
Essere in tanti e raccogliere quattro palanche significa che qualcuno ha partecipato per il motivo sbagliato.

Il nostro impegno di organizzatori è stato quello di far partecipare i motociclisti ma sopratutto di fargli fare la donazione. Non possiamo obbligare nessuno e dobbiamo credere nella coscienza di ognuno.

Non l'avrei detto di avere tutto questo calo di tensione, perché non credevo di avere tutta questa tensione in corpo. Adesso sono uno straccio, ma felice. Mi sento come uno straccio usato per un buono scopo.
E bello fare le cose belle con le cose belle che abbiamo. Come le moto.
Alla prossima!
Appunto, quando? Aspettiamo l'ultima domenica dell'anno prossimo? Personalmente, mi è rimasta una sensazione sospesa che ho potuto anche sentire nelle strette di mano e negli sguardi di più di qualche partecipante: "E adesso? Quando la prossima volta? Quando ci si rivede?".
Aspettiamo l'ultima domenica di settembre dell'anno prossimo? Sarebbe bello ci fosse un punto di ritrovo fisso, per tutti gli appassionati di moto, di moto classiche di special di persone che trasportano la loro passione sul proprio ferro e non viceversa, che si fanno trasportare dalla loro passione.
Un'occasione in più per vedersi anche fuori dal contesto motociclistico, per fare nuove conoscenze perché la moto è anche un mezzo per fare amicizia. Insomma, uno di quei tanti posti che manca a Vicenza.

Per vedere le immagini del Distinguished Gentleman's Ride di Vicenza, seguite la pagina dell'evento sul social più famoso dell'universo. Piano piano le immagini aumenteranno.
Oppure qui sotto le foto di Marco, il fotografo ufficiale del DGR di Vicenza.

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The Distinguished Gentleman’s Ride, Vicenza 2014

È con un certo ritardo che mi metto a scrivere di domenica 28 settembre. Avrei voluto (e dovuto) scrivere qualcosa prima del 28 settembre, ma le mie giornate durano 24 ore e va bene che ho una conclamata tendenza a tirar tardi con attività più o meno amene, ma questa volta non ho trovato né posto né la giusta concentrazione.
Tant’è, non penso che un post sulla Zona Verde avrebbe potuto influenzare l’affluenza. 

Le 5 W del Distinguished Gentleman’s Ride (who, what, when, where, why)
don draper mad men matchless distinguished gentleman's rideMa quello che è successo domenica 28 settembre parte molto prima. Con precisione nel 2012 quando Mark Hawwa, motociclista australiano dal forte retrogusto cafe racer, viene colpito dall'immagine di Don Draper, personaggio del telefilm Mad Men, che col suo tradizionale abito elegante da uomo pubblicitario degli anni ’50 se ne sta in sella ad una Matchless.
Da qui l’idea: non tutti i biker rispecchiano quel negativo stereotipo collettivo nel quale chissà perché sono caduti, anzi! Come Don Draper, ci sono molti motociclisti ‘fuori dal comune’ e per dimostrarlo ha legato questa iniziativa ad una raccolta fondi per beneficenza. E così è nato il Distinguished Gentleman’s Ride, letteralmente il giro in moto del distinto gentiluomo.
Con lo scopo di dimostrare che i motociclisti non sono rudi, villani e screanzati (e caso mai sono solo più agili in mezzo al traffico) nel 2012 ha radunato un gruppo di motociclisti: loro vestiti alla Don Draper, in abito elegante, da distinguished gentleman appunto, mentre le moto dovevano rigorosamente essere in stile classico, al massimo con un tocco in stile cafe racer.
Il Distinguished Gentleman’s Ride quindi è un evento che vede dei motociclisti in ghingheri radunarsi e fare del bene, perché chi partecipa è invitato, non c’è alcun obbligo al riguardo, a fare una donazione per la ricerca alla lotta al cancro.
Nel 2012 il DGR ha visto la partecipazione di oltre 2500 motociclisti di 64 città. Nel 2013 i partecipanti sono saliti 11.000 in 145 città raccogliendo più di 277 mila dollari a favore della ricerca sul cancro alla prostata.
Le donazioni per l’edizione del 2014 andranno alla Prostate Cancer Foundation del Regno Unito, Stati Uniti e Australia. L’aspettativa era quella di raccogliere 1 milione di dollari: cifra raggiunta alcuni giorni prima del 28 settembre grazie ad oltre 250 città di 57 nazioni!

Distinguished Gentleman’s Ride, Vicenza, 28 settembre 2014
Non so come non so quando ma questa bellissima iniziativa è approdata anche a Vicenza. La prima volta, due anni fa, c’erano pochissime persone, e non potevo esserci. L’anno scorso ero libero ma ha piovuto come tutto il 2013. Così appena saputa la data dell’edizione 2014 mi sono messo in contatto direttamente con Mark Hawwa per sapere chi contattare a Vicenza per aiutarlo nell'organizzazione. Mi ricordo che ci eravamo sentiti  l’anno scorso con alcuni messaggi però poi la cosa era finita li. Questa volta però siamo andati avanti, ho incontrato Enrico una sera per una birra, buttato giù qualche idea e qualche domenica dopo ci siamo ritrovati per studiare il percorso. 
Qualche messaggio per alcuni dettagli e poi il ritrovo stabilito a Monte Berico per le 15:30. 
La mia organizzazione si è limitata alla semplice propaganda, ho gettato la rete nel mare dei biker veneti (sconfinando in Friuli) sperando di raccoglierne il più possibile ed anche nella loro influenza sui loro amici. 
Salendo la strada verso la Basilica di Monte Berico ho detto ad Anna che ero senza i documenti della moto. Quando ho visto i vigili mi stavo già immaginando la scena di un mestissimo ritorno verso casa in autobus. 
Arrivato al Piazzale della Vittoria e scorti i primi manubri, alcuni luccicanti sotto il sole, sono stato attraversato da un brivido profondo!
Sarà che ho chiamato le persone giuste. Sarà stata la bellissima giornata che ci ha concesso il cielo (non ricordo domeniche estive così belle e calde!). Sarà che l’iniziativa motociclistica mista a goliardia e beneficenza è piaciuta. Tanto che è voluta venire anche Anna e sono stato molto felice! Sarà anche un sacco di altre cose ma più di 200 moto né io né Enrico ce le aspettavamo! Mi si sono sbiancate le basette!
Ci siamo guardati senza dirci una parola. Abbiamo aspettato un po’ per aspettare che arrivassero tutti, pur senza sapere quantificare la parola ‘tutti’. Nel sito ufficiale del Gentleman’s Ride avremmo dovuto essere circa un centinaio, sulla pagina di Facebook del DGR Vicenza qualcosa di più. Eravamo il doppio. Capisco i passeggeri , ma vederli tutti quanti li è stato bellissimo. 
C’erano moltissime Triumph, dalla Bonneville alla Thruxton passando per numerose Scrambler, tutte ormai poco vergini. Non mancavano le Honda CB, le Harley, tante special su basi diverse (mi sono piaciute due BMW R, una color caffè latte ed una total black con faro anteriore a gas) e le immancabili Moto Guzzi V7. Una Honda Goldwin ultimo modello e una BMW Nine T rappresentavano il futuro delle moto classiche ed allo stesso tempo esaltavano il fascino di quelle più datate.
Da ammirare una Trident viola, la preferita di Anna, una Bonnie anni ’70 mentre la nonna era una bellissima BSA degli anni ’60 (non ricordo con la precisione, forse ’62?) in splendida forma.
Quando siamo partiti da Monte Berico tutte le moto hanno fatto sentire la loro voce. Mi sono girato verso Anna e le ho detto: “Adoro questo suono!” pervaso da un secondo brivido. E' stato splendido sentire le moto rombare insieme in un'espressione di distinta arroganza per prendersi per un giorno lo spazio tutto per loro.
Siamo scesi verso il concessionario Triumph per una marketta: la casa inglese quest’anno è stata sponsor mondiale della manifestazione quindi un passaggio è stato più che dovuto. Almeno ho potuto salutare Sandra Jenny e Marcello che non vedevo da tempo. Non penso che Enrico e Federico si aspettassero così tante persone… almeno l’apertura domenicale è stata più che giustificata!
Di li la partenza vera e propria per il Distinguished Gentleman’s Ride, un serpentone lungo e dal piacevole sound basso e grintoso che ha riempito i colli ed è salito sui colli, da Villabalzana a San Gottardo e…. poi boh perché ad un certo punto mi sono fermato perché una splendida Ducati Scrambler aveva problemi alla candela. Una sosta tanto breve quanto fatale per perdere il resto dei gentlemen e delle ladyfolk. D’accordo con Enrico avrei dovuto essere la moto scopa ma ci siamo trovati troppo indietro (in effetti, Enrico mi ha detto che su in salita andava fisso… ma capisco l’adrenalina che gli pulsava nel polso!). Ecchissiricordava la strada? Ricordo che doveva essere un giro inverso a quello studiato inizialmente ma non sono riuscito a trovare la strada. Imbarazzo totale ma nessuna paura: tanto che abbiamo prolungato il giro salendo a S. Giovanni Monte e scendendo al lago di Fimon e Fimon paese. Tanto lungo che una splendida Honda CB 750 di oltre 30 anni è rimasta senza carburante! Da li siamo tornati verso la città al bar Smeraldo al lato est di Campo Marzo: è stato splendido ammirare il semicerchio di moto che si è sistemato in modo improvvisato ma ordinato. Diverse strette di mani, molte conoscenze. Mi scuso se a qualcuno sarò sembrato un po’ freddo (cagacazzi in gergo tecnico) e mi spiace ma ero rapito dalle impressioni che mi hanno sorpreso.
E' stato bello, un po' improvvisato perché fuori misura. Ma già non si vede l’ora dell’edizione 2015.
















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