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Giovanna d'Arco: e 3

Ieri la compagna teatrale di Ospedaletto i-permiracolo è tornata in scena per la 3a di Johanne d'Arc. 
Dovevo scrivere qualcosa e subito. Ho provveduto così. Spero si riesca a capire la mia calligrafia. E passatemi qualche errore. Sono pensieri scritti di getto senza tanti ripensamenti di genere ortografico ed etico.




Ma non ci fermiamo mica qui! "Johanne d'Arc, lo spettacolo" espatria da Ospedaletto: infatti la prossima data è prevista per domenica 23 novembre a Sandrigo. E non sarà l'ultima!

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Depressione post prestazione teatrale

Sarà il caldo, sarà la domenica sera che mette in automatico il pensiero di dover affrontare un'altra settimana lavorativa e meteorologicamente anche calda con l'immancabile camicia lunga. 
Oggi il mio stato d'animo alterna tristezza e depressione. 
Nemmeno imbottigliare la birra questo pomeriggio mi ha dato la stessa carica che la curiosità della prospettiva mi ha dato la prima volta che abbiamo imbottigliato lo scorso settembre.
Mi sento scarico. Un calo di tensione. Forse dovuto a giorni di sovraccarico: gli ultimi tre giorni sono stati così pieni ed intensi presi totalmente dallo spettacolo che emotivamente adesso sento mi manca qualcosa. E ripensando alle musiche ai balletti alle parole agli sguardi a tutto quello vissuto prima e durante mi viene voglia di scoppiare a piangere.
In breve tempo è stato creato qualcosa di bello forte. Sarà che è stato un lavoro tutto parrocchiale ma mi è sembrato un miracolo. 
Mica per niente ci siamo chiamati iPerMiracolo!



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Giovanna d'Arco, by iPerMiracolo

"Noi, vescovo, vietiamo a Giovanna di lasciare la prigione di Rouen!"
Questa è la mia prima battuta che apre il secondo atto di Giovanna d'Arco, lo spettacolo andato in scena al teatro della parrocchia di Ospedaletto le sere di venerdì 6 e sabato 7 giugno.
Andate, la (ante)prima e la prima sono andate e sono andate bene. Era tanto tempo che volevo recitare, la prima e l'unica volta è stata in 1a media con "Alice nel Paese delle Meraviglie" trovandomici anche per caso e controvoglia. 
Questa volta invece è toccato alla storia di Giovanna d'Arco la pulzella di Orleans e mi sono subito lanciato appena ho avuto il copione in mano. Ammetto che la parte che ho scelto d'istinto (come mi piaceva fare una volta), quella del vescovo di Cauchon che condanna Giovanna, credevo fosse più corta e non così impegnativa. Fino a poche ora prima di andare in scena non l'avevo ancora imparata a memoria e in scena venerdì si è visto e sentito ma non importa, ci siamo divertiti siamo stati bravi e sabato lo siamo stati ancora di più.
Anche l'emozione è stata maggiore sabato, forse perché c'era più gente (il teatro di Ospedaletto era pieno, con gente in piedi) forse perché faceva più caldo forse perché venerdì era più una prova generale da fare molto bene.
E' stato tutto molto bello, è stato bravo don Marco a coinvolgere 40 persone in questo spettacolo ma con la sua carica ed il suo grande carisma riesce sempre a far dare il massimo alle altre persone, sono stati bravi i Coast to Coast ed eseguire i brani (roba come Lullaby dei Cure, Tre volte dentro me di Mina/Afterhours, Breaking the Girl dei Red Hot Chili Peppers, Impressioni di settembre della PFM etc...) e le ballerine a creare la coreografie, sono stati bravi i ragazzi a realizzare le scenografie con animazioni al pc, le mamme e le nonne e gli amici i vestiti, le ragazze a coordinare il lavoro dietro le quinte e sono state brave le nostre famiglie a supportare le nostre assenze. Eppoi siamo stati bravi noi 'attori' che trovandoci 1 volta a settimana da fine febbraio siamo riusciti a prendere le misure alle nostra parti.
Uno spettacolo dietro lo spettacolo che solo noi possiamo conoscere.
Bello bellissimo.  
A breve spero di avere alcune foto.

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Città senza spettacolo

Mi sono rotto di vedere tutti gli spettacoli di Padova pubblicizzati alle fermate dei bus di Vicenza! 
Avete mai fatto caso alle fermate degli autobus? No, non nel senso se ci fate caso per schivarli in auto in moto in bici o a piedi! Nel senso se avete mai alzato gli occhi alla pubblicità che è appesa ad ogni fermata. Se ci avete fatto caso, mi sapete dire quand’è il concerto di Lisa Stanfield (eh già, proprio lei!)? O di Caetano Veloso? Oppure di Giorgia?

Non voglio sapere dove, perché lo so già: sono tutti a Padova! Palasport o teatro sponsorizzato, col Padova perdiamo il derby dello spettacolo per tanto a zero!
Il vecchio palasport, comodo perché vicino all’uscita di Pd Ovest, oltre alle competizioni sportive (pallacanestro, pallavolo, pallamano e forse anche alto basso e palla avvelenata) ospita anche concerti con i contro coglioni (Bob Dylan, Smashing Pumpkins e Dave Matthwes Band, tanto per dire!).
Nel teatro sponsorizzato, comodo perché è in zona fiera lungo la tangenziale, vengono ospitati concerti e spettacoli teatrali.
Allo stadio Euganeo sono passati R.E.M., Jovanotti, Bon Jovi e Bruce Springsteen. 
In provincia di Padova, a Piazzola sul Brenta, grazie a un altro sponsor vengono organizzati interessanti concerti (Sting, Ben Harper, Alanis Morissette, Billy Idol, Mark Knopfler).

A Vicenza invece il deserto. Il nulla.
Nonostante ci siano tre teatri, uno stadio, un palasport e un nuovo gigantesco padiglione in fiera costato oltre 30 milioni di euro.
Il teatro Olimpico: luogo unico che il mondo ci invidia. Ha l'impianto antincendio non a norma e chiuderà per diversi mesi. Nonostante il comune lo sapesse, ha fatto organizzare eventi e vendere i biglietti.
Il teatro civico: ha visto la luce dopo 60 anni di progetti con una struttura vecchia di 20 anni ed un’acustica discutibile (cosa?).
Questi teatri non rappresentano tutta la città di Vicenza: gli spettacoli non sono per tutti ma per un pubblico esperto, di nicchia e (molto) adulto (oltre il 60% degli spettatori ha più di 60 anni). Basti pensare che il don Giovanni di Filippo Timi ha scandalizzato la platea (ma penso che sotto sotto a più di qualche signora, e forse anche signore, non sia affatto spiaciuto...). Il calendario concertistico o gli spettacoli sinfonici e di danza per definizione sono per esperti (a meno che non parliamo del Cirque du Soleil). Il calendario 2013-2014 di prosa offre qualcosa ma se guardo a quelli di provincia trovo di meglio (e sold out da mesi).
Teatro Astra: ospita qualche spettacolo per le scuole e le famiglie.
Palasport: sottoutilizzato e i concerti sono vietati perché si disturba la quiete dei residenti.
Foro Boario: alle porte di Vicenza est, giusto alla fine di un rettileneo all'uscita del casello est della A4 Milano-Venezia. Se non fosse per l'adiacente villaggio dell'esercito americano, una struttura come il teatro Geox di Padova ci starebbe benissimo. In un mondo ideale, si potrebbe pensare a una fermata del treno visto che vicino ci passa la linea nella stessa direzione dell'autostrada e va anche a Treviso.
Stadio: da giugno a settembre dorme anche per i motivi di cui sopra. Se il comune affittasse questi ultimi due farebbe soldi e coprirebbe i costi di manutenzione. 
Ma non si possono disturbare le quiete sere d'estate dei vicentini.
Ex capannoni in zona industriale di Vicenza e Altavilla: nelle due zone dove una volta cresceva il PIL della città e della provincia, ci sono alcuni capannoni vuoti. La logistica è la stessa del Foro Boario (vicino al casello, ovest stavolta, alla linea ferroviaria e fuori dalle balle). Non sarebbe male pensare a un loro riutilizzo, si eviterebbe di creare ancora parallelepipedi in calcestruzzo. Come hanno fatto a Padova con l'Hall (ma sono tutti dei geni in quella città?). 
Week end rock di quartiere: eventi di tre sere per giovani con artisti di fascia inferiore, si svolgono in alcuni quartieri della città. Mi sorge un dubbio spontaneo: perché in zona stadio e zona palasport non si possono organizzare concerti, per una sera, mentre in altri quartieri si può fare il casino assoluto per tre sere? Gli abitanti di quei quartieri non valgono tanto quanto chi abita nei pressi dello stadio o del palasport?
Nuovo padiglione della fiera: è enorme (15.000 m2 per 6.000 persone sedute e 9.000 in piedi) è comodo perché è vicino il casello di Vi Ovest e soprattutto non rompe i maroni a nessuno e non ci sono problemi di parcheggio. Anche il bel toso di Matteo Marzotto, nella figura di presidente della fiera di Vicenza, ha detto che "potrebbe essere utilizzato per spettacoli". Ma ha sbagliato, perché doveva dire che “deve” essere utilizzato, anche perché grazie all'affitto la fiera potrebbe pagarsi parte della rata annuale del mutuo, pari a 1,8 milioni di euro. 
I diversi capannoni vuoti e le aree in zona industriale: potrebbero essere convertiti in strutture per ospitare concerti. Sulla falsa riga dell’Estragon di Bologna, del tutto uguale al teatro sponsorizzato di Padova.
Il Parco della Pace (anche questo comodo all’autostrada): 63 ettari ovvero 620.000 m2 di suolo e di idee. Sarebbe splendido e deve prendere esempio dal parco San Giuliano di Mestre. Spero non si organizzino solo eventi faziosi come spero non sia oggetto di eccessivo riguardo nei confronti dell’adiacente caserma esportatrice di pace e democrazia.
Sarebbe un vero peccato sprecare uno spazio così grandi per soddisfare le necessità politiche di qualcuno.
A Vicenza alla fine qualcosa c’è, ma non per tutti. Sarà basso il mio profilo, ma a mio modestissimo parere quello degli spettacoli ‘offerti’ dalla città di Vicenza è altissimo.
E la fame di spettacoli ai vicentini non manca, basta vedere la marea di gente che arriva in città per il concerto gratuito del primo sabato del Jazz Festival: gli ultimi tre (Buena Vista Social Club, Elio e le Storie Tese e Earth Wind & Fire ) hanno riempito la piazza. Grazie al cosiddetto, erano gratis! Ma se anche ci fosse stato un biglietto da pagare, ad esempio ad un prezzo civile tra i 5 ed i 10 euro, penso che gli spettatori non sarebbero mancati per un concerto all’aperto in Piazza dei Signori, di fianco alla Basilica Palladiana.

Inoltre, non è compito dell’amministrazione cittadina sbattersi perché sono le società private che organizzano gli spettacoli: bisogna ‘solo’ mettere a disposizione le strutture.
Sai poi l’indotto degli spettatori? Mi viene in mente il festival di Lucca, che fa contenti hotel ostelli b&b e affitta camere della città. O anche quello di Piazzola che sfrutta Villa Contarini: le persone vengono per il concerto, vedono la villa poi ci ritornano per vederla di giorno e magari vanno a pranzo o a cena in un ristorante del paese.
Si dovrebbero iniziare a considerare turisti anche quelle persone che si spostano da casa per assistere ad un concerto: l'anno scorso a quello di Bruce Springsteen a Padova c'erano due signori dalla Grecia, arrivati qualche giorno prima, stavano in un albergo della città, l'hanno visitata e il giorno dopo il concerto andavano a Venezia per ripartire quello successivo. Se per turisti si intendono le persone che passano una notte negli hotel e b&b di Vicenza  e provincia, non so quanti sono arrivati dalla Grecia per la mostra in Basilica.
Se si intendono le persone che potrebbero andare a cena nelle locande di Vicenza e provincia, potrebbe essere una occasione. Da qualche parte si deve iniziare. Uno spettacolo è anche un mezzo per far conoscere la città.

Insomma gli spazi a Vicenza ci sono, ma non si vogliono sfruttare così i vicentini per godersi un concerto devono andare minimo a Padova, dove l’offerta non manca. Ma rompe le scatole dover prendere la macchina, spendere soldi per la benzina l’autostrada il parcheggio.
Evidentemente, l’interesse per il quieto vivere di qualcuno è più importante della voglia di musica e spettacolo di altri. Forse a Vicenza e per i vicentini sono sufficienti i club privè per avere qualche serata di svago. Bella roba!

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Pelle d'oca inaspettata - Mina & Afterhours - Tre volte dentro me

Sapevo che gli Afterhours avevano collaborato con Mina ma solo per una canzone.
Questo è uno dei brani dello spettacolo musicale (altra storia) che però verrà suonata dalla band del don (e questa è un'altra storia ancora). 
Parole e musica del gruppo di Manuel Agnelli sono riconoscibilissime e ascoltare la canzone in un ambiente seppur ampio come il piccolo teatro di Ospedaletto con una cassa giusta mi ha fatto venire la pelle d'oca.
Quando verrà suonata non sarò ancora preso dall'adrenalina della scena o forse si, ma almeno per il tempo di questa canzone sarò altrove (di altrove!).


PS: ho dovuto mettere il link di rimando perché Youtube non lascia incorporare il video

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2010, fuga da Vicenza

Qualche anno fa parlavo con un esponente politico della mia città (allora all'opposizione) riguardo la nostra città e la costruzione del nuovo tribunale.
In quello vecchio ci sono più topi scarafaggi e avvocati rampanti che magistrati giudici e materiale di cancelleria. Insomma è messo malissimo! Per fortuna grazie a un accordo tra due amiconi, uno testimone di nozze dell'altro (si sa che il presidente del A. C. Milan e l'allora sindaco di Vicenza sono sempre stati culo e camicia), si trovano i soldi per la nuova casa della giustizia! E' bastato che lo sposo in cambio cedesse a una delle società amiche del suo testimone un'area ideale per piazzarci su il nuovo tribunale.
Tralascio che i lavori urbanistici devono ancora iniziare e che il nuovo palazzo sia una schifezza architettonica che copre la visuale aperta sulla città e sulle Pre-Alpi. Tralascio anche che per questa nefandezza di calcestruzzo e vetro si sia demolito un edificio industriale storico, l'ex cotonificio Rossi, un monumento di archeologia industriale.
Poteva diventare un centro giovanile, un'area direzionale e abitativa ricavandone dei loft, un museo a memoria dell'industria tessile capace di attirare turisti sfruttando anche la vicinanza con Villa Capra La Rotonda e Villa Valmarana ai Nani (sì, quella degli affreschi del Tiepolo) e Monte Berico passando per l'Arco delle scalette, in un bel percorso pedonale. 
Boh, si vede che a Vicenza e alla sua agenzia di promozione turistica interesserà qualcos'altro e i turisti daranno fastidio...
Così come sempre hanno prevalso i soldi e gli interessi di due amici e dei loro lacchè e di quell'industria è rimasto solo il camino con la storica insegna della "R" (che qualcuno ricorderà sulle maglie del Real Vicenza - Lanerossi Vicenza).
Dicevo, parlando di quello che è stato un accordo tra amici, si criticava che quella amministrazione comunale stava svuotando il centro storico, dato che il nuovo teatro cittadino sarebbe stato messo (appena) fuori le mura e che il nuovo tribunale stava sorgendo lungo il fiume Bacchiglione, lontano dal centro storico e rischiando così che gli avvocati abbandonino i loro uffici nei palazzi cinquecenteschi sparsi per le vie palladiane per avvicinarsi al nuovo palazzo di giustizia, a discapito anche dei locali pubblici già in difficoltà.
Solo che ora, guardando il nuovo PAT (Piano di Assetto Territoriale) che ridisegnerà la Vicenza del futuro (mi viene difficile immaginare un futuro, un qualcosa di dinamico, per una città pressoché immobile...) mi accorgo che, oltre a queste due opere, anche altre due verranno spostate dal centro storico a fuori le mura: il Municipio e lo Stadio! E la decisione è stata presa dalla nuova amministrazione comunale di cui fa parte anche quel politico di cui accennavo all'inizio!
Infatti, nel nuovo PAT stabilito dall'alleanza di centro-sx, si intende spostare il nuovo Municipio.
La sede del Comune di Vicenza è Palazzo Trissino, progettato dell'arch. Vincenzo Scamozzi nel 1588, collegato direttamente con la Loggia del Capitaniato, realizzata dall'arch. Andrea Palladio nel 1572, ora sede del Consiglio Comunale che si affaccia su Piazza dei Signori e sulla Basilica Palladiana.
Ora il progetto prevede di abbandonare questi palazzi storici, patrimonio dell'Unesco, per ricostruire il Municipio vicino alla stazione dei treni e dei bus, in un quartiere di frontiera che sembra un porto, mal frequentato da extra comunitari puttane disperati e figli di nessuno, appunto per ripristinare quel quartiere residenziale e direzionale scacciando la feccia che lo sta infestando da diversi anni (e che si sposterà infestando altri quartieri).
Inoltre, è previsto l'abbattimento di un altro 'monumento' storico per Vicenza: lo stadio Romeo Menti. Posto dal 1935 sulla riva sinistra del fiume Bacchiglione alle porte del centro, reo di creare troppi casini alla viabilità prima durante e dopo le partite all'intera città intasando il traffico e non rispondendo alle norme di sicurezza del decreto-idiozia del Ministro Pisanu (che ha dimostrato di non saperne molte in materia di sport agonistici e invece di saperne tantissimo in favoreggiamento alle tv a pagamento). Prima di questo decreto porcellum, quando al Menti si andava a vedere il Lane in Serie A in 20.000, problemi di strade chiuse non ne esistevano, si sopportava il caos dopo le partite e si tornava a casa o si andava in centro in cinque minuti perché lo stadio è a pochi passi. 
Adesso lo vogliono abbattere, insieme ai ricordi del Real Vicenza, dei fantastici anni di Ulivieri e Guidolin e la vittoria in Coppa Italia [1][2] e la corsa in Coppa delle Coppe, per fare spazio al polo meccatronico dell'università o per farci degli appartamenti degli studenti, e spostarlo verso est, in una zona congestionata da due centri commerciali e un cinema multisala nello spazio di pochi chilometri. Non mi pare una mossa geniale. Anzi, si sposta il problema della viabilità in quell'altra zona! Ma che ci importa dei ricordi che ci lasciano il magone ché chissà quando potremmo rivivere certi momenti. Almeno lasciateci quello che è stato il suo teatro! Londra è una metropoli di 10 milioni di abitanti, ha 7 squadre che giocano tra la Premier League e le altre categorie in 7 stadi differenti e non ci sono mai stati problemi di viabilità ne' di ordine pubblico. Il Vicenza e Vicenza non hanno bisogno di un progetto così enorme. Basta rimodernare il vecchio Menti collegandolo con la metropolitana di superficie o linea del tram che sia (è in previsione), a pochi metri dallo stadio passa la linea ferroviaria, direi che più comoda di così non si può!
Io continuo a sostenere un incentivazione del mezzo pubblico per muoversi in città e verso la città! Perchéccazzo il Lanerossi Vicenza non trova un di accordo con le Aziende Municipalizzate e le FTV per un'agevolazione per gli spettatori come per esempio una % diversa di sconto a seconda del tifoso abbonato o solo col biglietto???
Come tutte le cose politiche non so se e quanto tempo ci vorrà prima che questo piano territoriale vedrà la luce.
Rimane però il fatto che la politica di opposizione di quel tempo, che adesso è alla maggioranza, ha concepito un piano dalle conseguenze contrastate a suo tempo coi ruoli invertiti: lo svuotamento del centro storico. Giganti palazzi centenari che tanto tronfiamente presentiamo come patrimonio dell'Unesco si svuoteranno ingrigendosi sempre di più.
Temo che sarà così che Vicenza non sarà più dei vicentini. Con ogni probabilità lo sta già diventando, basta sentire le voci "spaventate" di chi vede un foresto girare per Corso Palladio, quasi fosse un marziano.

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