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Città senza spettacolo

Mi sono rotto di vedere tutti gli spettacoli di Padova pubblicizzati alle fermate dei bus di Vicenza! 
Avete mai fatto caso alle fermate degli autobus? No, non nel senso se ci fate caso per schivarli in auto in moto in bici o a piedi! Nel senso se avete mai alzato gli occhi alla pubblicità che è appesa ad ogni fermata. Se ci avete fatto caso, mi sapete dire quand’è il concerto di Lisa Stanfield (eh già, proprio lei!)? O di Caetano Veloso? Oppure di Giorgia?

Non voglio sapere dove, perché lo so già: sono tutti a Padova! Palasport o teatro sponsorizzato, col Padova perdiamo il derby dello spettacolo per tanto a zero!
Il vecchio palasport, comodo perché vicino all’uscita di Pd Ovest, oltre alle competizioni sportive (pallacanestro, pallavolo, pallamano e forse anche alto basso e palla avvelenata) ospita anche concerti con i contro coglioni (Bob Dylan, Smashing Pumpkins e Dave Matthwes Band, tanto per dire!).
Nel teatro sponsorizzato, comodo perché è in zona fiera lungo la tangenziale, vengono ospitati concerti e spettacoli teatrali.
Allo stadio Euganeo sono passati R.E.M., Jovanotti, Bon Jovi e Bruce Springsteen. 
In provincia di Padova, a Piazzola sul Brenta, grazie a un altro sponsor vengono organizzati interessanti concerti (Sting, Ben Harper, Alanis Morissette, Billy Idol, Mark Knopfler).

A Vicenza invece il deserto. Il nulla.
Nonostante ci siano tre teatri, uno stadio, un palasport e un nuovo gigantesco padiglione in fiera costato oltre 30 milioni di euro.
Il teatro Olimpico: luogo unico che il mondo ci invidia. Ha l'impianto antincendio non a norma e chiuderà per diversi mesi. Nonostante il comune lo sapesse, ha fatto organizzare eventi e vendere i biglietti.
Il teatro civico: ha visto la luce dopo 60 anni di progetti con una struttura vecchia di 20 anni ed un’acustica discutibile (cosa?).
Questi teatri non rappresentano tutta la città di Vicenza: gli spettacoli non sono per tutti ma per un pubblico esperto, di nicchia e (molto) adulto (oltre il 60% degli spettatori ha più di 60 anni). Basti pensare che il don Giovanni di Filippo Timi ha scandalizzato la platea (ma penso che sotto sotto a più di qualche signora, e forse anche signore, non sia affatto spiaciuto...). Il calendario concertistico o gli spettacoli sinfonici e di danza per definizione sono per esperti (a meno che non parliamo del Cirque du Soleil). Il calendario 2013-2014 di prosa offre qualcosa ma se guardo a quelli di provincia trovo di meglio (e sold out da mesi).
Teatro Astra: ospita qualche spettacolo per le scuole e le famiglie.
Palasport: sottoutilizzato e i concerti sono vietati perché si disturba la quiete dei residenti.
Foro Boario: alle porte di Vicenza est, giusto alla fine di un rettileneo all'uscita del casello est della A4 Milano-Venezia. Se non fosse per l'adiacente villaggio dell'esercito americano, una struttura come il teatro Geox di Padova ci starebbe benissimo. In un mondo ideale, si potrebbe pensare a una fermata del treno visto che vicino ci passa la linea nella stessa direzione dell'autostrada e va anche a Treviso.
Stadio: da giugno a settembre dorme anche per i motivi di cui sopra. Se il comune affittasse questi ultimi due farebbe soldi e coprirebbe i costi di manutenzione. 
Ma non si possono disturbare le quiete sere d'estate dei vicentini.
Ex capannoni in zona industriale di Vicenza e Altavilla: nelle due zone dove una volta cresceva il PIL della città e della provincia, ci sono alcuni capannoni vuoti. La logistica è la stessa del Foro Boario (vicino al casello, ovest stavolta, alla linea ferroviaria e fuori dalle balle). Non sarebbe male pensare a un loro riutilizzo, si eviterebbe di creare ancora parallelepipedi in calcestruzzo. Come hanno fatto a Padova con l'Hall (ma sono tutti dei geni in quella città?). 
Week end rock di quartiere: eventi di tre sere per giovani con artisti di fascia inferiore, si svolgono in alcuni quartieri della città. Mi sorge un dubbio spontaneo: perché in zona stadio e zona palasport non si possono organizzare concerti, per una sera, mentre in altri quartieri si può fare il casino assoluto per tre sere? Gli abitanti di quei quartieri non valgono tanto quanto chi abita nei pressi dello stadio o del palasport?
Nuovo padiglione della fiera: è enorme (15.000 m2 per 6.000 persone sedute e 9.000 in piedi) è comodo perché è vicino il casello di Vi Ovest e soprattutto non rompe i maroni a nessuno e non ci sono problemi di parcheggio. Anche il bel toso di Matteo Marzotto, nella figura di presidente della fiera di Vicenza, ha detto che "potrebbe essere utilizzato per spettacoli". Ma ha sbagliato, perché doveva dire che “deve” essere utilizzato, anche perché grazie all'affitto la fiera potrebbe pagarsi parte della rata annuale del mutuo, pari a 1,8 milioni di euro. 
I diversi capannoni vuoti e le aree in zona industriale: potrebbero essere convertiti in strutture per ospitare concerti. Sulla falsa riga dell’Estragon di Bologna, del tutto uguale al teatro sponsorizzato di Padova.
Il Parco della Pace (anche questo comodo all’autostrada): 63 ettari ovvero 620.000 m2 di suolo e di idee. Sarebbe splendido e deve prendere esempio dal parco San Giuliano di Mestre. Spero non si organizzino solo eventi faziosi come spero non sia oggetto di eccessivo riguardo nei confronti dell’adiacente caserma esportatrice di pace e democrazia.
Sarebbe un vero peccato sprecare uno spazio così grandi per soddisfare le necessità politiche di qualcuno.
A Vicenza alla fine qualcosa c’è, ma non per tutti. Sarà basso il mio profilo, ma a mio modestissimo parere quello degli spettacoli ‘offerti’ dalla città di Vicenza è altissimo.
E la fame di spettacoli ai vicentini non manca, basta vedere la marea di gente che arriva in città per il concerto gratuito del primo sabato del Jazz Festival: gli ultimi tre (Buena Vista Social Club, Elio e le Storie Tese e Earth Wind & Fire ) hanno riempito la piazza. Grazie al cosiddetto, erano gratis! Ma se anche ci fosse stato un biglietto da pagare, ad esempio ad un prezzo civile tra i 5 ed i 10 euro, penso che gli spettatori non sarebbero mancati per un concerto all’aperto in Piazza dei Signori, di fianco alla Basilica Palladiana.

Inoltre, non è compito dell’amministrazione cittadina sbattersi perché sono le società private che organizzano gli spettacoli: bisogna ‘solo’ mettere a disposizione le strutture.
Sai poi l’indotto degli spettatori? Mi viene in mente il festival di Lucca, che fa contenti hotel ostelli b&b e affitta camere della città. O anche quello di Piazzola che sfrutta Villa Contarini: le persone vengono per il concerto, vedono la villa poi ci ritornano per vederla di giorno e magari vanno a pranzo o a cena in un ristorante del paese.
Si dovrebbero iniziare a considerare turisti anche quelle persone che si spostano da casa per assistere ad un concerto: l'anno scorso a quello di Bruce Springsteen a Padova c'erano due signori dalla Grecia, arrivati qualche giorno prima, stavano in un albergo della città, l'hanno visitata e il giorno dopo il concerto andavano a Venezia per ripartire quello successivo. Se per turisti si intendono le persone che passano una notte negli hotel e b&b di Vicenza  e provincia, non so quanti sono arrivati dalla Grecia per la mostra in Basilica.
Se si intendono le persone che potrebbero andare a cena nelle locande di Vicenza e provincia, potrebbe essere una occasione. Da qualche parte si deve iniziare. Uno spettacolo è anche un mezzo per far conoscere la città.

Insomma gli spazi a Vicenza ci sono, ma non si vogliono sfruttare così i vicentini per godersi un concerto devono andare minimo a Padova, dove l’offerta non manca. Ma rompe le scatole dover prendere la macchina, spendere soldi per la benzina l’autostrada il parcheggio.
Evidentemente, l’interesse per il quieto vivere di qualcuno è più importante della voglia di musica e spettacolo di altri. Forse a Vicenza e per i vicentini sono sufficienti i club privè per avere qualche serata di svago. Bella roba!

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Burlesque

OCIO! PUO' CONTENERE CONTIENE TRACCE DI SPOILING!!!

Grazie alla compagnia di telefonia mobile si può andare al cine gratis una volta alla settimana, scegliendo tra i film offerti. Mica male! Oggi è toccato Burlesque. Passando oltre alla spiegazione dello spettacolo, attorno alla quale ho l'impressione che si stia facendo un po' di confusione, questa sera credevo di andare a vedere un film e invece mi sono ritrovato a vederne ben due! Uno è la storia originalissima della ragazza di provincia (considerando il fatto che le provincie, negli States, sono degli... stati! Forse per quello le americane - dopo un po' - hanno un culo esagerato proporzionato al nostro detto "Ha un culo che fa provincia"!? ) che abbandona le sue tristi povere origini per cercar fortuna nella Città degli Angeli, dove: 
1. lavora come cameriera
2. la capa non ascolta altro che la sua stessa voce ed è in grado di arrivare alle 2 del mattino con un viso splendido nonostante i sessanta
3. non fa quello che vorrebbe e saprebbe fare
4. incontra lo stra-gnocco che fa il barista nel suddetto locale quando sarebbe invece il miglior compositore del mondo e monta una Triumph Bonneville T100, stone washed style per darle (e dargli) più senso
5. le svaligiano l'appartamento
6. va a stare con lo stra-gnocco, che non è gay nonostante lai lainer (come cazzo si scrive lo sanno le donne io posso scriverlo così!)
7. le viene data l'opportunità da far cascare la mandibola a tutti
e mi fermo qui altrimenti riassumo per punti il film. 
Non pare però qualcosa di già visto? Già fatto? "Le ragazze del Coyote Ugly" per esempio (dov'è finita Piper Perabo?)...
L'altro film che si sviluppa in parallelo è la storia di un barista, uno bello figo dagli occhi tristi come l'Albania ma con un fisico secco tirato coll'inguine ben segnato da pigiamino di bava (cit.) e Triumph Bonneville T100 sotto le chiappe sode (donne, da saltarcisi addosso solo per la moto!) che non riesce a scrivere una canzone, si ritrova niente popodimenoche Christina Aguilera in casa mezza nuda... e va a uccidersi di pugnette nella stanza di la perché la sua ragazza (poi arriva anche lei, tra l'altro un cesso, come no!) è a New York e non si può mica...
Vabbhè, io non parlo perché mi sono tornate alla mente cose di cui non dovrei vantarmi al bar. 
Il film, quello che volete voi, tanto uno o l'altro fa lo stesso, nonostante pecchi di originalità, mette in mostra il burlesque per quello che è stato in origine in Inghilterra e come è stato evoluto negli Stati Uniti: e cioè uno spettacolo satirico e parodistico prima e più ammiccante e in stile pin-up dopo.
Sentire quella nanerottola concentrato di bellezza e di voce forte potente e melodiosa allo stesso tempo fa un bell'effetto su tutto il film.
E a parte lei, mi sono emozionato a tratti ascoltando le canzoni e guardando i balli perché l'arte di sapersi esprimere con la propria voce ed il proprio corpo da emozioni all'artista e allo spettatore. Sono stonato duro e incapace di ballare ma adoro la musica e grazie a un prof. universitario, ballerino di danza moderna capace di comunicare tutte le sue emozioni, mi incuriosisce la danza. La fusione di queste due espressioni è un risultato di alto contenuto emotivo.
E avendo sempre considerato la musica ad ampio raggio, non proprio a 360°, ma stasera ho aggiunto qualche raggio in più, vedi mai che finisco per scoprirmi fan di Christina Aguilera! Troppo facile?

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