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Euro2024: prosegue l'agonia

Credevo di dedicare questo post all'eliminazione dell'Italia dagli Europei 2024. Ma un po' di speranza ce l'avevo perché questa Croazia è stata di un livello inferiore rispetto a quella dei mondiali. Con degli anni in più e con dei giocatori chiave reduci da un campionato arabo che assomiglia di più a un torneo tra scapoli e ammogliati, solo che miliardari.

Fino al minuto 97 e 19", c'era solo un sottile filo di speranza che ci legava a un possibile passaggio del turno come una delle 
quattro migliori terze (non è complicato se lo leggete piano). Ma, onestamente, per quanto visto fino a quel momento, la mia speranza era quella di tornare a casa.

E invece niente, ci siamo condannati a proseguire l'agonia.

Per fortuna che quel frigorifero due ante con dispenser ghiaccio che risponde al nome e cognome di Niclas Füllkrug (mi ero invaghito di lui ai mondiali 2022) ci ha evitato un iniquo e impietoso ottavo.

Ci fosse una giustizia divina calcistica, Italia e Croazia meriterebbero di tornare a casa entrambe ma il regolamento dice che passano le prime due di ogni girone.

Spalletti è un mostro nel tergiversare, nella pretattica. Ha menato la stampa per l'aia facendole credere per cinque giorni di giocare con lo schema 4141 (sembra un numero telefonico) e invece il cittì sorprende tutti, ascoltando il parere popolare affidandosi allo schema-Inter: 3-5-2 con Raspadori e Retegui al posto dei deludenti Chiesa e Scamacca.

Penso una cosa: se il gioco latita (eufemismo), se in mezzo al campo non abbiamo un regista che pensi veloce, capace di mettere la palla  
dovecomequando è giusto (non chiedo Pirlo che giocava, letteralmente, a occhi chiusi!), è difficile che all'attacco arrivi una palla! Se dietro l'attaccante non ci sono giocatori capaci di fargli arrivare la palla e lui è pure costretto a tornare a centrocampo, abbassando ancora il baricentro della squadra, che colpa ne ha?

E infatti anche stasera è toccato a Raspadori tornare nella nostra trequarti campo per venirsela a prendere. Che poi, nel buco lasciato da Giacomo, non si poteva inserire un centrocampista per aggredire la profondità?

No. Perché i nostri azzurri sono l'anticoncezionale, il bromuro del calcio.

Inconcreti. Lenti. Approssimativi. Zero scambi 1-2 sulla fascia e men che meno provano un 1vs1. Non cercano la profondità. Figurati trovarla! Meno male hanno di fronte la Croazia che giocherebbe per vincere e manco ci prova.

Poi succede la sfiga: l'unica cosa che può cambiare l'equilibrio. Anzi, le uniche due, quasi in sequenza: la prima è il rigore. Per la Croazia. Tocco di mano di Frattesi. I difensori azzurri sono gli unici a non legarsi le mani come dei salami. Forse nell'Inter sono stati abituati troppo bene nello scorso campionato. Per fortuna che Donnarumma quando gioca per la sua Nazionale si trasforma e immagino che coglioni girati abbiano a Parigi. Nemmeno un minuto dopo, la seconda: dormita difensiva e gol di Modric 
che ripara il rigore sbagliato. Sono quasi contento per lui.

Allora è del tutto inutile avere un portiere che para anche le Madonne se davanti si dorme! Ma se le difese fossero perfette, le partite finirebbero tutte 0-0, come diceva il buon vecchio Beggio, un mio ex allenatore.

La partita prosegue. Resta una mezz'ora per reagire, per passare il turno. Per
"far vedere chi siamo veramente", come ha detto Buffon. Ma non ci sono idee. Non sanno cosa fare del pallone. Sembrano passarselo come i bambini quando giocano a bomba!

Più girano le lancette, e non solo, e più penso sia meglio non andare agli ottavi nemmeno tra le quattro migliori terze (v.s.). Non ce lo meritiamo e, soprattutto, siamo troppo scarsi e rischieremmo una brutta figura epica.

Guardo il cronometro: ma abbiamo fatto 1 tiro in porta in 68 minuti?
Diventa difficile segnare se non tiri, se tieni la palla a 30 metri dalla porta.

Caressa dice che siamo alle preghiere. Magari. 
Dio porta pazienza se ti fischiano le orecchie. Anche la Madonna, Gesù e tutti i santi in paradiso perché siamo alla Madonne più cattive che un veneto possa esprimere!
Bergomi invece chiede personalità. Ma quale personalità, zio!? Non hanno il coraggio di fare un lancio, ad allargare il gioco. Preferiscono passarla a Donnarumma!
Cosa se ne fanno di Retegui e Scamacca se non gli arriva un cross decente?

Manca sempre meno. Mammaaa! Voglio andare a casaaaa!!!

Mentre il ministro della cultura Sangiuliano si chiederà perché Spalletti non ha messo dentro Cruijff invece di Fagioli, i
o invece mi chiedo il motivo di perseverare con Di Lorenzo e Jorginho e di tenere El Shaarawy in panchina.

E proprio quando penso che questi qui non segnerebbero nemmeno se si  giocasse per 180', succede quello che non ti aspetti: un tiro in porta!
Non di quelli da fuori area in posizione centrale, ma in stile Del Piero 2006. Difficilissimo uguale! Una botta sul sette. Una botta di culo!

Tirare in porta! Ma quanto ci voleva? Era così tanto difficile porca di quella puttana?! Le basi: porta-pallone-tiro. Lo impari al parco. All'oratorio. È l'istinto. La legge della strada Gesùcristo santissimobenedetto!
Zaccagni? Zaccagni! Ma da dove viene?

È
 finita. Lacrime degli azzurri stesi per terra. Forse perché avrebbero preferito farsi un altro tatuaggio e andare a Tenerife, invece sono costretti a rimanere almeno un'altra settimana in Germania. Prossima gita a Berlino. Spiace ma tocca la Svizzera, sabato all'ora dell'ape.

Se è quella che ha pareggiato all'ultimo istante contro la Germania, siamo fottuti. Meglio se è quella che ha fatto 1-1 con la Scozia.
Contro la Svizzera non ci sarà il migliore in campo fino ad ora, Calafiori. Un difensore. Uno che non ha mai giocato nemmeno le coppe europee, alla prima esperienza in Nazionale.

Ci siamo risparmiati l'umiliazione della Germania, ma essere eliminati dalla Svizzera non sarà diverso, a meno di improbabili stravolgimenti metafisici.
Potrebbe finire ai rigori. E con Sommer e Donnarumma che se la cavano benino dai tiri dagli 11 metri, potrebbero andare a oltranza infinita.

Fino al minuto 97 e 19" me l'ero messa via. Euro 2024 finisce qui. Meglio così, non sono degni. Ma la Croazia ha fatto niente per vincere né per difendere il vantaggio. Mi spiace per Modric. A 39 anni e con una bacheca invidiabile, ha dimostrato di avere tanta più fame di uno di 25 con
zero tituli. Avrebbe voluto lasciare la sua Nazionale in un altro modo e lo avremmo voluto tutti.

Penso a Gasperini, allenatore che fa giocare l'Atalanta: purtroppo non ha insegnato niente. Dopo la semifinale di ritorno di Europa League contro il Marsiglia, ha detto che
"se ci fossimo chiusi ad aspettarli, le avremmo prese".

Perché così come la musica la si fa, il calcio si gioca.
Veloce. Largo. Profondo. Ma solo a due semplici condizioni: che i giocatori abbiano le qualità (tecniche, tattiche, umane come il coraggio, la fame e la volontà) e vogliano seguire quello che dice l'allenatore.
Se con la Svizzera, tutto d'un tratto, succede questo, potremmo avere delle speranza ma ci credo poco. E infatti, come ha detto Fabio Capello, uno che ha vinto dei trofei perché di calcio capisce qualcosa, l'Italia soffre il gioco veloce, né è capace di giocare veloce.

Dopo i playoff del Vicenza, le partite della Nazionale. Tanta sofferenza non me le meritavo! 

L'agonia prosegue.

E nemmeno stavolta siamo riusciti a battere la Croazia.


Fote: X Nazionale Italiana @azzurri

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Inghilterra Italia 3-1. A lesson of football.

La Nazionale italiana di calcio esce male dallo stadio di Wembley. Per restare nel tema del momento, davo più credito a una vittoria azzurra con il minimo scarto, che una figura di basso livello come quella di stasera.
Nel primo tempo è stata una Italia paurosa dietro e in balia delle qualità tecniche di Kane, Bellingham e Rashford, imprecisa davanti e quando abbiamo fatto i passaggi giusti siamo stati pericolosi, segnando con Scamacca (lo stava sbagliando) e con un tiro di Udogie.
Due aspetti dovuti all'eccesso di timore.
Il gol di Rashford, mamma mia che forte che è questo ragazzo, è nato da un passaggio sbagliato. Da una imprecisione, come ho detto prima. Poi Di Lorenzo, che per me doveva restare in spogliatoio all'intervallo, gli ha detto "Prego, si accomodi", dandogli campo, spazio e visione. 

Spalletti è arrivato da poco, è alla sua quarta partita ma, soprattutto, ha questo materiale a disposizione, perché ai giocatori italiani si preferiscono quelli stranieri dal dubbio talento, al massimo inespresso. Quello che posso rinfacciargli è il modo di giocare: da Mancini a Spalletti, quando finiremo di intestardirci in un gioco che non siamo capaci di fare? La Nazionale di calcio al momento non ha i giocatori adatti per questo tipo. Credo che una mancata qualificazione al Mondiale, un Europeo ancora da conquistare passando per una vittoria obbligata contro Macedonia del Nord e Ucraina siano due prove.
Quando poi non giochi in profondità e in larghezza ma con frequenti, e lenti e prevedibili, passaggi per via centrali, un centravanti come Immobile e Scamacca è completamente inutile.
Il gioco del calcio era bello quando il gioco era diverso: largo e profondo, per allargare e allungare gli avversari, per puntare su cross dalle fasce e inserimenti dei centrocampisti. 
Oggi invece si parla di intensità e densità (Gesù Cristo!): passaggi veloci e tanti giocatori concentrati in uno spazio limitato. Però devi avere piedi buoni e concentrazione massima e soprattutto abitudine a questo sistema. 

Mi ha dato fastidio anche come Tiziana Alla, la giornalista Rai da bordo campo ma anche Alberto Rimedio (ma qualcuno di meglio non c'è?), il telecronista, abbiano minimizzato. Risultato troppo duro. No. Un risultato giusto. Abbiamo giocato male. Contro una squadra più forte. Semplice. A lesson of football. Nothing more, nothing less.
A fine partita hanno anche detto che "dobbiamo vincere contro la Macedonia del Nord e poi ce la giochiamo con l'Ucraina, e questo lo sapevamo". Cioè, sono andati a Wembley sicuri di uscirne sconfitti?! Ottimo approccio! Poi, come abbiamo visto due anni fa e circa due mesi fa, vincere contro la Macedonia del Nord non è scontato!

Oggi la Nazionale italiana di calcio ha perso perché sono molto più poca roba i suoi calciatori che tanta roba Bellingham, Kane e Rashford.

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Una pedata al calcio giovanile italiano

Il calcio in generale sta diventando più palloso di una partita di cricket (chi lo conosce sa che può durare giorni): tanti passaggi, tanti errori, pochi tiri in porta, poche emozioni. Lo abbiamo visto al mondiale in Brasile, lo abbiamo rivisto nelle due sfide di Supercoppa di Spagna nonostante fosse il derby di Madrid tra Real e Atletico.

Dopo la disfatta del mondiale, dove la nostra Nazionale di è presentata con una età media alta, si reclamava un rinnovamento del calcio italiano, nuova dirigenza e nuova leva calcistica. 

Di conseguenza, il calcio italiano è ripartito con un presidente federale di 71 anni (Ta-vecchio di cog-nome) e con la conferma del fuoco sacro di Pirlo, dimostrando la totale mancanza di un progetto a lungo termine. Ho notato che i dirigenti delle squadre italiane hanno risposto per le rime e con la loro personale coerenza a questo appello di rinnovamento e ringiovanimento: hanno così portato in Italia tanti giocatori stranieri, più o meno giovani, di dubbia o molto incerta qualità. Sono arrivati anche degli ex fenomeni in età matura, scarti di top club europei che vengono prestati ad una Serie A che non se li potrebbe permettere.
La loro coerenza è dimostrata dal fatto che della Nazionale italiana di calcio se ne sono sempre altamente sbattuti le balle.

I nostri giovani invece espatriano (fuga dei piedi?) in campionati esteri come Germania, Inghilterra e Portogallo. Il vice capocannoniere delle ultime due edizioni della Eredivise, il massimo campionato olandese, è finito in Inghilterra al Southampton. E' Graziano Pellè, italiano. Fosse stato di qualsiasi altra nazione, Gambia, Colombia o Uzbekistan, sarebbe stato tutto diverso. 
Intanto nell'Under 21, una volta la fonte della Nazionale maggiore, è ricca di calciatori che giocano in Serie B e nelle competizioni si nota che è una Nazionale giovanile di serie b. 
Poi i giornalisti italiani si riempiono la bocca di parole delle quali nemmeno conoscono il significato come cantera.


Forse meglio così: forse la Serie A non è più il campionato più bello ed ambito del mondo ed in quelli esteri i giovani calciatori italiani possono crescere meglio e possono tornare in Italia più maturi, sia da un punto di vista umano che sportivo e magari potendo dare qualcosa in più alla Nazionale.
In fondo si diceva cosi anche per gli stranieri che venivano nel nostro campionato, venti e passa anni fa!

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Spagna - Italia controvento

In qualità di uno dei 60 a passa milioni di CT della Nazionale di calcio, mi arrogo il diritto di sparare la mia, in  un mare infinito, sulla finale di Euro 2012 Spagna - Italia.
Le abbiamo prese. Ci hanno bastonati o meglio, ci hanno matati. Andare in finale ai Campionati di calcio e prenderne 4 per farne 0 è una brutta figura.
Spagna - Italia 4 - 0 in finale di Euro 2012 è stata una umiliazione. Potevo pensare alla sconfitta ma non con questo ampio margine. In fondo loro sono i migliori e non è un caso se nel giro di 4 anni hanno vinto due campionati europei ed un mondiale, cosa mai riuscita a nessuna altra nazionale di calcio. Ma è una scusante che arriva fino a un certo punto. 
Italia prima e Portogallo poi hanno dimostrato in questo torneo che il massimo che si può portare a ca casa contro la Spagna è un pareggio (e mi viene da ridere se penso ai vecchi e pallosi giornalisti RAI parlare di Spagna in crisi e con problemi di realizzazione...).

Quello che non mi va giù è come l'Italia sia arrivata alla finale: con due stirati (Chiellini e Thiago Motta), un giocatore importante con 60' di ossigeno in corpo al massimo (Cassano), uno con qualche problema muscolare (De Rossi) ed una sola prima punta con tanto fisico e poca testa (Balotelli).
Se penso al girone di qualificazione vissuto dall'Italia nei 2 anni precedenti la davo sicura finalista contro la Spagna. Vedendola in ogni partita fino alla semifinale contro la Germania, non potevo darle lo stesso credito. Debole con poche idee e, soprattutto, fuori forma.
 E oggi dopo mezz'ora si è visto, con Chiellini messo ko dal solito stiramento, si è visto negli sforzi che hanno costretto De Rossi a rimanere in campo a fare il martire e, ciliegina sulla torta, con Thiago Motta che non è stato capace di durare oltre 3'!

Da ex calciatore dilettante e con un modestissimo modo di vedere, per i motivi sopra citati non penso che il gruppo di 22 giocatori portati ad Euro 2012 dal CT Cesare Prandelli fosse il migliore.
Ed infatti ad un certo punto ci siamo aggrappati a Diamanti, "noto" giocatore del Bologna con trascorsi in Premier League in una squadra di terz'ordine come il West Ham, salito alla ribalta ed assurto ad eroe della Patria grazie ad un palo colpito per caso, qualche buona giocata ed il rigore decisivo segnato ai quarti di finale contro l'Inghilterra.

Mi viene in mente solo una parola: ridicolo!
Ridicolo che si abbia dato fiducia a giocatori ridotti in queste condizioni e ridicolo che il medico della squadra abbia dato il via libera a questi giocatori per farli scendere in campo. 
Ridicolo che un allenatore preparato e poco incline ai giochetti di sponsor e palazzi come Prandelli abbia continuato nella solita strada, nel far giocare i soliti 14/15 giocatori senza dare altre opportunità agli altri. 
Guardiamo un po' questa sera: Cassano lo metti in campo ma sai che entro il 60° lo devi togliere (e ti sei giocato una sostituzione). Tieni sotto controllo Chiellini fresco di stiramento, di Montolivo non ti fidi e siamo già a tre cambi in più Marchisio ha tirato la carretta per tutto l'anno a Torino mentre in panchina c'è uno come Nocerino.

Non penso allora che sia un caso se ad un certo punto sia spuntato dal nulla Diamanti: giocatore del Bologna che al massimo avrà giocato le 38 partite di Serie A più qualche d'una di Coppa Italia e abituato a soffrire. Gioca in una società piccola che deve lottare ogni settimana per salvarsi e sa cosa significa giocare col coltello tra i denti (e non col cucchiaio tra le dita dei piedi come Pirlo) ma è anche capace, e tanto, di metterci la sua ottima qualità e tanta personalità: ci vogliono un bel paio di palle a tirare il rigore decisivo di una partita durata 120'.
Però, da ex calciatore dilettante e con un modestissimo modo di vedere, non gli è stato dato lo spazio che meritava.
Perché ci aspettiamo sempre l'eroe (o gli eroi) dalle grandi squadre mentre, per esempio, al mondiale del 2006 in Germania ci ha salvato il culo lo sconosciuto Grosso, giocatore del Palermo.
Forse, per questo tipo di tornei, puntare tutto su giocatori che arrivano da una stagione di 60 partire è un rischio. Da ex (etc. etc...) penso invece che si debba dare più spazio a giocatori più in forma e con fame di vittoria.
Chiellini, Thiago Motta e De Rossi sono arrivati acciaccati al ritiro pre euroepo. Il primo si è anche fatto male durante il torneo. Il brasiliano naturalizzato non stava bene ed infatti non ha giocato dall'inizio contro la Germania in semifinale. De Rossi è stato un gladiatore. In finale ne abbiamo beccate 4 mica per caso, mica solo perché la Spagna gioca il calcio (non il miglior calcio del mondo, semplicemente IL calcio!).

E lasciatemelo dire: un giocatore capace solo di verticalizzare e di non avere la giusta visione per aprire il gioco sulle fasce non è un fenomeno. Sì, sto parlando di Pirlo, quello che non appena tocca palla sembra meglio dell'Enel per quanto illumini il campo. A me non è piaciuto. Se poi a qualcuno basta un rigore col cucchiaio (e basta! E' un pallonetto!) per parlare di Pallone d'Oro, allora qualcuno deve smetterla di parlare di calcio (a Iniesta dovrebbero fare una statua d'oro allora!?).

Mi ha deluso Pradelli non solo in finale ma per tutto il torneo perché ha dimostrato di prendere in considerazione i soliti 14-15 giocatori e non tutti di questi per motivi fisici o mentali hanno dimostrato di essere all'altezza. Quando un allenatore si fossilizza su alcune scelte (almeno spero siano autonome), si taglia le gambe. Anche in panchina ci vuole fantasia per saper interpretare una partita. In questo, Marcello Lippi ha da insegnarne a pacchi.

Ed infine la cecità della Lega Calcio che fa ricadere sulla Nazionale la sua incapacità di gestire il campionato di 20 squadra andando a penalizzare la vera ed unica espressione del calcio italiano (lo è una società con 3 italiani in rosa?) perché l'unica cosa che le interessa sono i soldi dei diritti tv.
E adesso non diciamo che usciamo a testa alta, per cortesia!

PS: ho sentito un commento di un tifoso alla tele: "l'importante è stato arrivare in finale". Niente mi fa incazzare di più!!! Ricordo un mio allenatore che, alla fine dell'ultimo allenamento prima di una finale, ci volle infondere coraggio con queste parole: "Ragazzi, andare in finale e non vincere, è come andare in un bordello e non trombare". Avevamo 15 anni.

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Orgoglio nero

Quando Mario Balotelli si è tolto la maglietta azzurra della Nazionale per mostrare il suo fisico dopo aver sparato in porta il siluro del 2 a 0 alla Germania nella semifinale di Euro 2012 a Varsavia, sono straconvinto che abbia voluto far vedere cosa c'è sotto il momentaneo colore blu royal dei Savoia che indossa: la sua pelle nera. E' italiano d'adozione ma la sua pelle è nera africana. E grazie a lui siamo arrivati in finale dove molti non ci pronosticavano (forse perché non avevano messo in preventivo una sfida contro la Germania, squadra che non amiamo affrontare - e ditemi voi di solito chi affrontami con piacere... - ma che ama farsi eliminare dall'Italia!).
Però non facciamone un eroe nazionale perché sappiamo benissimo quanto poco ci basti per tornare figlio di troia.

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Ci hanno fatto tutti neri

Sabato pomeriggio ho visto in tv Italia vs Nuova Zelanda di rugby, la partita dell'anno, sebbene fosse solamente un test match in vista del 6 Nazioni del 2010.
Per la prima volta si è giocata una partita di rugby allo stadio S. Siro di Milano. E il tempio del calcio non poteva che ospitare
i Tutti Neri, gli dei di questo sport affascinante.
Lo so che 30 uomini all'apparenza primitivi cruenti che si azzuffano selvaggiamente per portare la palla ovale nella linea di meta avversaria difficilmente possano inscenare una pratica affascinante, ma ci sono delle cose stupende dietro questo sport vero.
Noi vediamo i giocatori sparsi per il campo a rincorrersi e sbattersi per terra ma tutto segue una organizzazione di gioco. Infatti non tutti i 30 giocatori in campo sono impegnati nell'azione: qualche metro indietro c'è chi rimane fuori dall'azione a guardia della propria zona in caso di attacco avversario.
Più guardo questi atleti giocare e più mi rendo conto che questi sono veri uomini, gladiatori epici! Altro che le checche dei calciatori moderni
(e se lo scrive un calciatore...!)!
In difesa del proprio compito quello rispettivamente di mettere la palla ovale oltre la linea di meta nemica e di fermare l'avanzata avversaria
, si rincorrono si placcano scontrandosi violentemente talvolta sollevandosi dal terreno in una vera e propria battaglia a tutto campo combattuta solamente col corpo la forza fisica la tenacia amalgamate dall'organizzazione di gioco ed all'istinto.
E quando vengono sbattuti a terra con impeto non stanno a frollarsi nell'erba girandosi come uno spiedo fingendo di piagnucolare ma questi atleti si rialzano come se niente fosse stato
, si puliscono la fronte dal sudore e dal sangue per ritornare a giocare più forte di prima!
In più c'è anche l'aspetto fisico che mi sorprende: sono atleti di 1,90mt per quasi 100kg (qualcuno anche di più) di massa muscolare! Un fisico possente ma allo stesso tempo veloce ed armonico. Una potenza umana!
La cosa che mi piace di più di questo sport è il rispetto tra i giocatori. Se le danno per 80 minuti l'impatto fa parte del gioco e viene accettato dai contendenti che si rispettano. Ognuno gioca per la propria maglia nel pieno rispetto dell'avversario senza finzioni ne' regali!
Ecco perché questo è uno sport vero! Ti insegna a resistere combattere credere nei propri mezzi e non aver paura nemmeno di chi ha 2 - 3 taglie più di te e a portare rispetto a chi ne ha di meno.
Il rugby è uno sport vero perché non c'è alcuna manipolazione, è rimasto genuino come quando William Webb Ellis prese in mano il pallone da calcio depositandolo nell'area avversaria andando verso la sua meta. Un gesto di rottura e di libertà verso il conformismo del calcio (aveva già rotto le balle nel 1832?) lasciandosi tutti gli altri attoniti alle sue spalle! Un gesto puro e cosa c'è di più bello della purezza delle azioni?
Mi si alza un sopracciglio alla Ancelotti quando qualcuno dice che il calcio è uno sport per uomini. Sono più uomini le donne del calcio femminile, con tutto rispetto!
Mi viene difficile pensarlo vedendo quei calciatori (perfino in terza categoria, che mestizia!) che si preoccupano di essere più belli che bravi anche in campo ma che crollano come soldatini di plastica alla brezza della spiaggia senza nemmeno essere toccati! Questi miliardari immeritati hanno tutto da imparare dai loro colleghi (decisamente più poveri!): umiltà sportività e rispetto.
Un'altra cosa positiva del rugby è che a livello internazionale siamo palesemente inferiori così quando perdiamo non si leva una voce polemica. Sabato la nazionale ha perso 6-20, ma è stata festa comunque!
Per ora, finché rimane uno sport di e per pochi. Ma spero che allarghi il suo bacino di interesse, mantenendo la sua purezza originale.
Anche la telecronaca di La7 è sempre bella. Solo una cosa suggerirei al commento tecnico: di non esaltarsi ogni volta che la mischia azzurra avanza di un paio di metri quando ne mancano altri 70 alla linea di meta. Ho capito che per la nostra nazionale ogni passo in avanti è un progresso, ma non mi sembra il caso di esaltarsi troppo.

Una cosa che invece mi ha dato molto fastidio è stato il servizio di un tg. Doveva presentare questa partita e ha ridotto Italia - Nuova Zelanda alla haka come fosse un gesto di costume ridicolo e bizzarro!
La giornalista ha parlato di haka in modo superficiale e generalizzato: infatti questa è una danza di origine maori ripetuta prima di ogni partita di fronte al proprio avversario per intimorirlo e ce ne sono di diverso tipo.
Quella inscenata dai neozelandesi si chiama Ka Mate.
Altri tipi di haka sono la kailao delle Isole Tonga
, la Cibi delle Isole Fiji e la Siva Tao delle Isole Samoa.
Non ha nemmeno accennato il significato di questa danza maori e dubito che lei lo sapesse! I giornalisti non dovrebbero informarsi prima di informare?
Se mi parli di qualcosa io mi aspetto che tu mi spieghi che cosa è, perché non penso che gli ascoltatori conoscano il rugby e tanto meno questo rituale! Altrimenti non è informazione!
Non c'era un significato nemmeno sul servizio. Cosa voleva dire? Che 30 rugbisti inscenavano il loro strano spettacolino? Che si giocava una partita di rugby allo stadio S. Siro che viene considerato la Scala del calcio italico? O che per questa occasione non era rimasto nemmeno un posto libero negli spalti gremiti da tutti gli 80mila spettatori? Boh!
Per chi non conoscesse questa danza maori, su internet si possono trovare diversi video.
Mentre qui sotto trovate testo in lingua maori e traduzione in italiano:

MAORI


«
Ringa pakia

Uma tiraha
Turi whatia
Hope whai ake
Waewae takahia kia kino

Ka mate, Ka mate! Ka ora, Ka ora!
Ka mate, Ka mate! Ka ora, Ka ora!
Tenei te tangata puhuruhuru
Nana i tiki mai whakawhiti te ra!
A hupane, a hupane
A hupane, kaupane whiti te ra!

Hi! »


ITALIANO


«
Batti le mani contro le cosce

Sbuffa col petto
Piega le ginocchia
Lascia che i fianchi li seguano
Sbatti i piedi più forte che puoi.

È la morte, È la morte! È la vita, è la vita!
È la morte, È la morte! È la vita, è la vita!
Questo è l'uomo dai lunghi capelli
è colui che ha fatto splendere il sole su di me!
Ancora uno scalino, ancora uno scalino, un altro

fino in alto, IL SOLE SPLENDE! »

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