Il mio probelma


Io sono io. Questo è il mio problema. Sono il mio principale problema.
Non ho santi in paradiso né amicizie giuste nei posti giusti. Tipo di quelle che mi facciano portare delle moto nel centro della mia città, a differenza di altri che vengono anche ospitati nelle sale grandi dei palazzi del potere.
Magari qualche gancio - termine più corretto rispetto ad amicizia - c'è anche ma nel mio caso prevalgono altri fattori come il buon senso l'etica e lo stato delle cose con il quale non ci si può tanto mettere di traverso.
Vivo in una città dove sei quel che sei e se vuoi fare qualche cosa per quanto ci si debba rompere il culo devi conoscere la persona giusta. Certe consuetudini non sono esclusive tradizionali di determinati posti di questo Paese anzi, al contrario sono piuttosto diffuse. Non so in altri posti ma dove sono io sono molto frequenti.
Mi è capitato diverse volte, anche l'anno scorso, di essere ad un passo da qualcosa ed invece appena arrivato all'ultimo scalino sentire il vuoto al posto del pianerottolo e di cadere giù, travolto da amarezza delusione e rabbia.
Mi sono chiesto qual è il mio problema, cosa non va. L'unica risposta l'ho trovata davanti allo specchio (prendendomi per il culo possono aggiungere che "Bhe, almeno c'era qualcosa di bello da vedere"!).

Di recente ho cancellato da uno spazio web una mia descrizione che a qualcuno era piaciuta molto. Ci avevo messo un attimo a scriverla, preso da uno dei miei raptus notturni, un po' come sta capitando adesso solo che c'è il sole alto in cielo.
Nonostante mi venga difficile dovermi descrivere ho buttato giù le parole che mi piacevano di più e che mi sembravano più adatte, come scegliere una felpa o un paio di scarpe. Una descrizione poco seria e poco professionale visto il contesto ma per questo veritiera, che tra le righe diceva "fanculo!" in modo neanche tanto velato.
Perché sono così e forse è questo il mio problema.

Non mi piace ingannare la gente, anche perché vado a infilarmi in situazioni spiacevoli che non saprei gestire e non mi piace giustificarmi.
Perché non sopporto né supporto le formalità che sono solo una divisa che maschera le persone e servono ai venditori per ingannare chi si trovano davanti. Preferisco convincere piuttosto che ingannare anche se è la via più complicata.
Ma molte persone preferiscono i venditori, quelli con il nome esotico e un cognome italiano buffo, gli imbonitori gli intortatori o i (auto definiti?) guru. Quelli 80% atteggiamento e 20% carattere. Forse perché la sincerità spaventa. O la normalità. Ma sono così.

Elastico come un tronco di una sequoia secolare. Mi adatto anche, a persone cose situazioni ma a discrezione e con criterio molto dubbi.
Voglio essere me stesso sempre perché apparire è come sopravvivere. Eppure ci sono molte persone che sopravvivono nettamente meglio di come vivo io.
Forse tutto dipende da questo, dal mio volere essere me stesso. Originale.
Non sono quello della prima buona impressione, di solito la canno in pieno e tale rimane: chiedete a due professoresse. Anni fa una splendida ragazza di Roma qualche giorno dopo avermi conosciuto meglio (no, non è quello che pensate voi!) mi confidò che all'inizio le sembravo un cagacazzi. Non potevo darle torto. Non sono (più) il massimo dell'espansività all'inizio.
Talvolta è anche buona la prima, ma nonostante la mia impresa c'è sempre qualcosa che non va bene. Oppure, non c'è qualcuno col culo nella posizione giusta che migliori la mia buona prima impressione.
Tanti mi dicono che ho buone capacità. Che scrivo bene. Ma a vedere bene questo non basta! C'è bisogno di qualcosa di più. Meglio se è qualcuno di più!

E alla fine vincono gli altri. Quelli che si mettono il vestito adatto. Magari non solo grazie a se stessi e a quello che sanno mostrare ma anche perché sono nel club giusto.
Io invece non sono nemmeno uno da motoclub o curva sud. Sarà colpa di quelle settimane premature in incubatrice che mi hanno abituato a stare bene da solo che mi piace tanto Wolverine. Avessi solo la sua capacità di autoripararsi ma soprattutto il suo adamantio...
Ho solo una grande tendenza a isolarmi a non creare forti legami. Forse è per questo che rimango sveglio fino a notte fonda, per stare da solo.
Stare in famiglia è il posto più bello dove mi piace stare, ma credo che stare un po' da soli faccia bene.
Ho sempre qualche perplessità per chi si sforza di essere qualcun altro e non vuole stare da solo.
Come per chi riesce a fare qualcosa - o non fa fare qualcosa agli altri - grazie agli altri.

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Passaggio vincente

In questi giorni in Premier League, il campionato di calcio inglese, va di moda segnare con la mossa dello scorpione: prima Mkhitaryan del Manchester United e poi Giroud dell'Arsenal. Due belle giocate mica facili.
Beppe Biava 10 anni fa aveva fatto anche di meglio visto che aveva un giocatore avversario attaccato alla maglia, nel senso letterale del termine. Ma ha avuto la sfiga di segnare in questo modo con la maglia del Palermo e quando ancora i social non c'erano. O non erano così padroni della comunicazione.
Bravi tutti e tre comunque. Però se al posto loro ci fosse stato uno tra Messi, Suarez, Neymar o Ibrahimovic, il pallone d'oro 2017 sarebbe già stato assegnato (tanto quest'anno non ci sono né Europei né mondiali).

Nel calcio viene esaltato chi gonfia la rete.
Bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. A calciare la palla nell'angolino. A dargli la potenza e la traiettoria giuste. A proteggere il pallone dall'avversario. A dribblarlo (l'avversario, non il pallone!). Ad avere la fantasia ed il sangue freddo per fare la cosa giusta nel posto giusto. E' lui l'eroe. Il bomber.
Anche se spesso per demerito degli avversari che gli hanno concesso lo spazio letale.

Eppure da qualche parte la palla gli arriva. Da qualcuno.
A volte certe situazioni sono possibili grazie a qualcun altro che inventa una giocata inaspettata, a 60 metri dalla porta, quando la palla è ancora innocua. Questo giocatore ha la capacità di renderla invece pericolosa con un tocco facendola passare in un corridoio che riesce a vedere solo lui.
Io sono più colpito da questi giocatori e dalla loro capacità di (pre)vedere il gioco ancora prima di giocare il pallone.

Segnavo meno di poco. Ero un esterno sinistro confinato a fare il terzino anche se trovavo maggior soddisfazione e divertimento giocando 10 metri più avanti.
La gioia del gol è immensa, una gran bella soddisfazione quando serve alla squadra! Ma godevo di più quando passavo il pallone da buttare in porta o se un mio intervento (non per forza contusivo, per esempio un anticipo netto) era decisivo per la realizzazione del gol.
Vorrei essere Nasri che qui sotto la tocca di prima sapendo già cosa fare prima che gli arrivi il cuoio. Sposta l'azione di 40 metri usando l'interno del piede sinistro con precisione millimetrica. Malissimo il terzino, bravissimo anche l'attaccante che uccella il difensore e cecchina il portiere con un movimento.
Ma Nasri fa nascere tutto. Mica il numero fine a se stesso.


via GIPHY

Grazie a L'Ultimo per l'ispirazione

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Fanculo 2016, vedi tu 2017!

Si dice anno bisesto anno funesto e questo 2016 è stato un anno più bisestile del solito.
E' stato un anno inverosimile nel corso del quale sono successe un sacco di cose e tante altre non sono successe. In entrambi i casi ne avrei fatto molto volentieri a meno.

Come di quei tre-contratti-tre di lavoro per i quali avevo ricevuto delle proposte formali e che invece per ragioni note solo a chi me li aveva proposte sono svaniti così come sono comparsi. Un giorno ci sono e quello dopo puff, non si fa più niente. Tanto mica rimangono loro a piedi.
E starei ancora aspettando risposte da almeno un paio di persone che almeno all'apparenza parevano volessero fare grandi cose e che invece mi hanno dimostrato di non essere in grado di fare nemmeno le più elementari come dare una cazzo di spiegazione sincera.
Il lavoro è stato un incubo. Mi sono impegnato in progetti che non hanno portato da nessuna parte o nemmno un grazie. Ho perso tempo. Ho fatto anche errori se alla fine non ho portato a casa qualcosa.
Di certo ho scoperto che un anno fa non ero dalla parte del torto anzi, ero solo nel posto sbagliato con le persone sbagliate. Peccato che questo mi abbia fregato!

Della patente rifatta due volte vi ho già detto. Spero di non rivedere la motorizzazione per i prossimo 8 anni bisestili.

Delle due multe salatissime lungo la SR53 Postumia (prese andando a un colloquio oltretutto: una all'andata e una al ritorno... che amarezza!) e degli autovelox piantati a 3 metri di altezza non ve ne ho parlato per evitare problemi penali.


Dei casini con le poste in ritardo con la postina e del collega nemmeno ma anche questa sarebbe una storia da raccontare, tipica di una Italia burocrate col culo pesante.


Vi ho fatto una testa così col menisco che mi ha rovinato un'intera estate e mandato a puttane le mie corse mattutine con Teresa in passeggino, cosa che non vedevo l'ora di fare (con Tommaso lo facevo, anche d'inverno, la mattina presto in giro per  Ospedaletto e altre strade poco consigliabili per una corsa spingendo un passeggino).

Ho scritto un altro articolo su un'altra rivista figa di moto con lo stesso risultato dell'altra volta (3 anni fa... cioè faccio il mio lavoro ogni 3 anni... bene no!?): zero compenso e zero ringraziamenti. Son soddisfazioni.


In questo anno bisestile non conto gli amici che sono passati ma ne conto uno perso perché non posso considerare che tale una persona che chiama due volte all'anno per parlarmi solo dei suoi problemi (di scelta di persone sbagliate, ha una non invidiabile e incredibile capacità in questo), non risponde il giorno del suo compleanno e si dimentica costantemente del mio. Peccato, perché le volevo bene. Ma le persone non sono obbligate a stare insieme figurarsi in contatto.


In questo anno più bisestile del solito molte persone se ne sono andate ma non mi sorprende se queste sono malate, anziane o si sono trattate male. E anche le persone famose cagano e muoiono. Spiace molto ma la vita non è diversa da questo.

Se ne è andato anche Massimiliano e a un certo punto ho chiesto agli angeli del cielo di venirselo a prendere per risparmiargli tanta sofferenza dopo una vita che più difficile non si può. Mi mancheranno quegli occhi scuri e il suo sguardo profondo che solo sui sapeva dove era destinato. Spero solo che ora si possa divertire con suo nonno Filippo ascoltando tutte le storie che un nonno ha da raccontare (però conoscendo il nonno potrei avere qualche dubbio sul divertimento... adesso infatti sarà il turno di Massimiliano per le commissioni!).

Di questo 2016 Teresa
è stata la stella cometa in un cielo nero. Una vita nuova tenera e dolce. Anche Tommaso è nato in un anno bisestile, verso la fine mentre sua sorella nel pieno di questo anno che non vedo l'ora passi.
Quest'anno l'ho passato del tutto a casa e mi sono goduto la famiglia. Ogni tanto siamo impazziti perché è impossibile non impazzire, ma siamo belli così! La mia rientra in quella percentuale di famiglie povere. Ma questa situazione mi ha fatto scoprire la futilità di tantissime cose e l'importanza di altre, poche ma dal peso incalcolabile. Siamo schiavi di un commercio che stressa (perché accettiamo le newsletter ma la pubblicità nella cassetta delle poste ci sta sui coglioni?) che nonostante sigle e slogan ridicoli ci fa spendere anche se non ne abbiamo bisogno. Avendo pochi soldi capisci cosa serve e di cosa si può fare a meno e non solo per il momento ma anche per sempre. Che mi serva di lezione quando sarà!

Non ho la più pallida idea di cosa porterà il 2017. Il 2016 poco niente anzi, ha più tolto che dato. Quindi qualsiasi cosa arriverà da domani sarà più che positiva.

L'anno scorso avevo fatto gli auguri a tutti e non è successo nulla di quanto avevo augurato, in generlae, anzi è andata anche peggio. Quest'anno se permettete me ne sbatto le balle. Ogni tanto un po' di sano egoismo e maleducazione ci vogliono.
Vi dico solo una cosa: brindisi con bollicine e panettone e/o pandoro con vino dolce. Almeno questo, Cristo Santo!

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Contenitore vuoto

Avevo iniziato a scrivere questo post circa un mese fa e l'ho lasciato a decantare un po' per distrazione un po' per cercare di trovare la giusta lucidità per evitare di scrivere con eccessivo trasporto e di far guidare il mio giudizio dall'istinto. Non è la prima volta che mi capita di scrivere sulle mancanze vicentine. Vediamo come va questa notte.

Vicenza è una città vuota
E' un contenitore, bellissimo. Ma vuoto. Manca anche di idee e di strategie. 
E' miope, perché non riesce a vedere al di la di un certo tornaconto. Per altro riservato a pochi intimi.
Ad esempio un contenitore vuoto a Vicenza è in fiera: il nuovo e costosissimo padiglione (oltre 30 milioni di euro con 1,8 milioni di euro di rata annuale del mutuo da pagare alla locale banca, tra l'altro socia della fiera...). Disponibile dal 2014 non ha mai ospitato altri eventi al di fuori di quelli fieristici. Quindi non sono ancora stati individuati e tanto meno organizzati manifestazioni (concerti, per esempio) per sfruttare lo spazio e ammortizzarne il suo costo.

La similitudine con il contenitore è gentilmente offerta dal Parco della Pace grazie al nostro (mah... penso sempre sia solo di qualcuno che si stringe in una cerchia piuttosto ristretta) sindaco, che fin dalla perdita della partita Dal Molin (giocata con magistrale lungimiranza a scopi elettorali) ha messo sul tavolo delle compensazioni la sua realizzazione.
Il suddetto parco dimostra l'incapacità e la sua mancanza di lungimiranza di questa amministrazione. O di quella berica in generale visti gli scarsi risultati di utilità collettiva conseguiti in dieci anni di amministrazione controllata da due sindaci.
Sono sei anni che si parla di Parco della Pace (un'area vastissima, 650 mila metri quadrati - 650.000 mq! - che si sviluppa per un chilometro e ottocento metri da nord a sud e per mezzo chilometro da est a ovest) e non so quanti soldi sono stati spesi in progetti di architetti famosi come chef.
Alla cittadinanza è stato offerto un mese (dal 14 ottobre al 14 novembre) per visionare il progetto e inviare proposte. Considerando che non tutte le persone sono architetti designer paesaggisti mi sembra un periodo piuttosto ristretto per valutare e proporre.
A fine dello scorso novembre è stato presentato questo ciclo di quattro incontri per discutere con i cittadini del futuro di questa area. Vabene, bel segno di apertura e trasparenza. Purché serva davvero a qualcosa in concreto e non sia un semplice gesto simbolico. Dalle foto pubblicate sulla pagina social del Parco della Pace il primo incontro non ha riscontrato un gran successo di pubblico.
Ma in questi sei anni nei quali l'amministrazione è stata per lo più la stessa visto che il sindaco non è cambiato, possibile che non si sia steso un piano concreto sul parco? Qualcuno ha svolto il proprio lavoro in questa amministrazione?
Ora che il progetto di realizzazione c'è, l'amministrazione il mese scorso scopre che servono eventi per mantenerlo! Porca miseria (eufemismo!). Ma non ci hanno pensato in questi anni?
Come è possibile pretendere qualcosa qualcosa senza sapere come utilizzarlo? E' possibile solo se lo fai per demagogia e campagna elettorale, altrimenti non ti faresti trovare così impreparato. Mi stupisce che lo siano un sindaco così esperto e il suo vice tutto votato all'immagine e agli eventi (nonché assessore alla crescita della città...).
E' più che ovvio che servano eventi. Non solo per ammortizzarne il costo.
Ho trovato una immagine sul sito del Parco dove sono indicati 157 mila potenziali fruitori. Solo? Uno spazio così grande deve servire alla città sotto diversi aspetti. Un'area pubblica del genere deve essere utilizzata e messa a disposizione della città, della provincia, della regione e del Paese con eventi capaci di portare gente e turisti!
Purtroppo a Vicenza l'ovvio non è affatto banale! Come mi aspettavo qualcosa nel nuovo padiglione della fiera, mi aspettavo qualcosa anche dal parco. O meglio, da questa amministrazione che tanto ha voluto il parco: perché non puoi pretendere di avere qualcosa, senza sapere cosa farsene. 
Vicenza non si può permettere il lusso di avere grandi spazi e non utilizzarli. E' già schiacciata dagli eventi di Verona e soprattutto Padova.  
Io che sono il primo dei mona, in questo post del 22 aprile 2014 avanzavo le mie speranze per il Parco della Pace prendendo come esempio il Parco San Giuliano a Mestre. Gli amministratori vicentini ci hanno mai fatto un giro? Ha ospitato un grande evento come il festival musicale ed altri eventi sportivi accogliendo migliaia di persone. Inoltre è ben servito dalla viabilità e da parcheggi, cosa che il Parco della Pace allo stato attuale non mi sembra, chissà a quello futuro.
Vicenza si darà mai una svegliata?


Fonte: Facebook/ParcodellaPaceVicenza

Fonte: Il Giornale di Vicenza

PS: leggendo la descrizione dei progettisti, si parla tanto di acqua. Anche troppo. Acqua protagonista del Parco. Spero che non sia un lavoro di marketing per mascherare i problemi di falda. Sarebbe molto spiacevole se con ogni pioggia il parco fosse inutilizzabile per impraticabilità!

PPSS: guardando la prima immagine, l'area in basso a sx è quella dedicata ai concerti. Non era meglio stare lontani dalla rete? Pianterei una siepe alta diversi metri piuttosto e sposterei altrove l'area concerti.


PPPSSS: perché chiamarlo 'della Pace'? In contrapposizione con l'arrogante e legalizzata usurpazione del territorio che c'è di la della rete che sussiste solo in assenza di pace?
Gli amministratori cittadini e la gente per bene della città si riempiono la bocca con la 'vicentinità': allora perché non dargli un nome che rispecchi il suo territorio? Dedicarlo a un personaggio storico di Vicenza o della provincia per esempio. Nemmeno il piatto tipico locale è di origine vicentina!

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Calendario Coppa del Mondo Sci Alpino 2016-2017 Maschile e Femminile

Arrivo in ritardo (anche?) quest'anno per la pubblicazione del Calendario della Coppa del Mondo di Sci Alpino 2016-2017, sia maschile che femminile.
Questa volta sono riuscito a includere anche il calendario della gare dei Mondiali di Sci di St-Moritz.
Sono state annullate le gare maschili in Nord America, manca neve e non fa freddo quindi non si può sparare la neve artificiale. La tappa di Lake Louise è stata annullata mentre quella di Beaver Creeck è stata sostituita con la Val d'Isere per la gioia dei francesi.
Corrono lo stesso rischio le gare femminili se le temperature non scenderanno. 

Speriamo di vivere una bella stagione e che gli atleti non siano frenati dei Mondiali di St. Moritz. 
Soprattutto, che non ci siano tutti gli infortuni dell'anno scorso. A gennaio in infermeria non c'era più posto!
Non ci sarà Eva Maria Brem, che si è rotta una gamba, Lindsey Vonn deve recuperare dell'ennesimo infortunio (è peggio di me e Pedrosa messi insieme!): l'osso che le mancava questa volta è l'omero.
Anna Veith, cioè Anna Fenninger con il cognome da sposata, torna dopo aver saltato l'intera stagio 2015-2016 per un infortunio. Ma più che chiedersi "come" tornerà sugli sci c'è da chiedersi "se" tornerà: pare infatti che la bellissima sciatrice del Wunderteam sia in dolce attesa! Felice per lei, però dai un altro anno (solo?) senza di lei no!
Si è ritirata Tina Maze, lasciando un bel vuoto e pista libera alla già fortissima Lara Gut: la svizzera se la giocherà fino all'ultima porta con Mikaela Shiffrin che ha già vinto il gigante di Soelden. L'americana è giovanissima (21 anni) e mi sembra che se non verrà colpita dalla sfiga della connazionale o non troverà avversarie valide potrà battere il suo record di vittorie senza problemi.
Tra i maschietti (insomma...) il protagonista dovrebbe essere Marcel Hirscher. Ha vinto la gara di Levi staccando di un fuso orario gli avversari, è un cannibale. Vediamo se l'annullamento della gare nordamericane potrebbe favorire il ritorno di Axel Lund Svindal, anche lui in fase di recupero dopo l'infortunio della scorsa stagione come Ted Ligety. Ah, salvo controversie con ex-sponsor, potrebbe ritornare quel matto di Bode Miller e non mi stupirei se vincesse qualche gara, se non addirittura si mettesse al collo una medaglia pesante a St-Moritz.
Sono curioso di vedere se Alexis Pinturault riuscirà a trovare la continuità che gli è sempre mancata per essere davvero un campione.
All'Italia manca il/la campione/ssa che manca da troppo tempo. Noi italiani ci mettiamo niente a far diventare un campione di arriva sul podio una volta, lo carichiamo di aspettative così che alla stesa velocità lo mandiamo a quel paese.

Comunque sia, speriamo di divertirci, di vedere belle gare e chissà che non ci sia qualche bella sorpresa.
E' ancora molto presto, però classifiche generali alla mano vedo nomi nuovi e questo è sempre positivo.

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Città di ex

La particolarità di scrivere non è tanto quella di mettere giù dei pensieri sensati, a parta la grammatica e l'ortografia, semmai quello che mi incasina è di sistemarli con ordine.
Finché scrivevo il post precedente infatti mi sono accorto di una caratteristica della mia città e l'ho inserita in un contesto del post. 
Rileggendo però mi sono reso conto che andava ad allungare uno dei miei soliti pipponi e l'ho tolto
Perché l'argomento credo meriti di essere discusso a parte e cioè qui (sperando di non perderne il trasporto originale che, cazzo, quando scrivi è più che fondamentale se vuoi comunicare qualcosa con le tue parole e non vuoi scadere in ovvietà).

Comunque, mentre scrivevo mi sono reso conto che Vicenza è una città di ex.
Mie no di sicuro ma non sono quei/lle tipi/e di ex. Vi siete accorti di quello che ho scritto? Copio e incollo di seguito:

"Prendete l'area ex centrale del latte. Sono andati a vuoto diversi bandi per la sua ristrutturazione e valorizzazione. Oppure quella dell'ex macello alle porte del centro storico. Cade a pezzi.".

Non è lo stato delle cose che mi interessa, quanto piuttosto che esistano quelle situazioni. Ex centrale del latte, ex macello... Ovvero luoghi che una volta avevano uno scopo, ospitavano persone operazioni ed avevano una storia nemmeno marginale e che ora sono abbandonati dimenticati.

E quanti ce ne sono sparsi per Vicenza e provincia? Non ne ho idea ma ho fatto un elenco di tutte quelle che mi sono venute in mente:
- ex centrale del latte,
- ex Valbruna, 
- ex Sivi, 
- ex Zambon, 
- ex Lanerossi
- ex Enel, 
- ex Fornaci, 
- ex Dal Molin,
- ex Ceccato, 
- ex Fergia, 
- ex foro boario
- ex Barcaro (queste ultime tre in un raggio di 300 metri alle porte di Vicenza Est, benvenuti a Vicenza!),
- ex Fiera, 
- ex cinema Arlecchino (queste ultime due sono attigue),
- ex carceri, 
- ex archivio, 
- ex Siamic,
- ex cinema Palladio (queste ultime due lungo il breve viale Verdi)
- ex cinema Corso,
- ex Camera di Commercio,
- ex Banca d'Italia (queste ultime tre quasi in fila in zona c.so Fogazzaro/S. Lorenzo),
- ex macello (queste ultime dieci in pieno centro storico),
- ex Dalli Cani
- ex Folco, 
- ex Domenichelli, 
- ex Sacma,
- ex caserma Borghesi,
- ex caserma GdF,
- ex Boom,
- ex Expo (volevo scrivere ex-po...),
- ex Q8 via Ceccarini,
- ex motorizzazione,
- ex Cantinota,
- ex bowling,
- ex Sartori Motors,
- ex Nogara,
- ex distributore Esso viale Margherita,
- ex Pantano.
E chissà quante ce ne sono e che non conosco sparse per il territorio.  
Queste sono tante, 38 per la precisione. Tutte aree dismesse ed abbandonate al consumo del tempo, metereologico e periodico, alcune rifugio per disperati.
Se ci fate caso, tra i tanti ex luoghi, molti hanno i cognomi di famiglie vicentine altolocate di un'era (non solo) industriale florida ma passata e chissà se mai riuscirà a ritornare.

Aree lasciate all'incuria  ed a se stesse da decenni. L'area ex Barcaro l'ho sempre vista così, lo stesso vale per la ex Zambon e macello. 
Ogni amministrazione non è stata in grado di decidere cosa fare di questi luoghi. Tutto fermo nell'indecisionismo totale. Ogni tanto spunta un progetto fine a se stesso.
A me sembra che se non si trovi una convenienza per i soliti protagonisti della scena Berica tutto rimane fermo. Posso sbagliarmi ovviamente ma vedere quasi quaranta zone abbandonate un sospetto me lo da.
Mentre un governo straniero in pochi anni ha realizzato un quartiere intero, la cosa ridicola è che il Comune di Vicenza è stato solerte nello sbrigare certe incombenze burocratiche. 
Arriva qualcuno da fuori coi suoi interessi di vario genere e fa uno scambio con il comune che altrimenti non si muove e tira su quello che vuole. 
Vicenza terra di conquista.

Non è un caso se in città ci sono tante aree col suffisso "ex", perché
Vicenza ce l'ha nel DNA, si vende sempre a chi offre di più. 
Per di qua sono passati tutti facendo i propri porci comodi: romani, longobardi, veronesi, padovani, francesi, veneziani, austro-ungarici fino ai più recenti americani (che, a fare il precisino, sono extracomunitari come lo sono gli altri che chiamiamo extracomunitari e cioè rumeni, africani, arabi, afgani, filippini, cinesi solo che loro non cucinano usando tonnellate di spezie).
L'unico che ha difeso il suo territorio è stato quel bell'imbusto di Ezzelino da Romano, uno che non era tanto il caso fare incazzare perché se gli pigliavano i cinque minuti diventavano i peggiori di chi se lo trovava di fronte.
Porte aperte per tutti mentre le famiglie aristocratiche locali si preoccupavano di avere belle ville e palazzi ("Palladio! Palladio!" - cit.), difendere i propri agi e non avere rotture di cazzi.

Risorgimento e Prima Guerra Mondiale sono stati periodi differenti ma non c'erano solo i vicentini a lottare e non si lottava solo per la città ma per un intero Paese. 
E la storia nei secoli non è cambiata. Finché va avanti così, Vicenza non crescerà mai.
Volete sapere una cosa? Non so se mai succederà, se continuiamo a esserne i sudditi, ma le prossime potrebbero essere ex Ederle, ex Del Din ed ex BpVi.
Una curiosità: Vicenza è nota al mondo per un architetto padovano e un pesce norvegese.

Area ex Barcaro
Fonte: Il Giornale di Vicenz
a
Area ex Lanerossi
Fonte: Il Giornale di Vicenza

Area ex macello
Fonte: VVox



***AGGIORNAMENTO DEL 22/12/2016***
Foto presa da Il Giornale di Vicenza.
Idea Vicenza, partito di opposizione di Vicenza, ha fatto un elenco di 18 aree degradate. 
Curioso esca oltre 1 mese dopo questo post... Mah, loro avranno iniziato qualche mese fa a catalogare tutti i siti mentre io scrivevo comodamente da casa e raccoglievo immagini online.
Molto curioso il fatto che anche loro hanno amministrato questa città per 10 anni. E un contributo lo hanno dato anche loro. Si saranno dimenticati! Non so se di aver amministrato la città o di aver contribuito. Però il primo include il secondo.

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