11 settembre - 13 anni fa

13 anni fa ero in un piccolo pezzo d'America in Italia. Da bravo stagista di una multinazionale USA stavo controllando la rassegna stampa quando ho letto.
"Attentato alle Torri Gemelle". Una manager ha preso un colpo, perché in città c'era una ex stella dell'NBA e ha scambiato le Torri Gemelle per le Torre degli Asinelli (sì, ero a Bologna) e ha preso un colpo. In realtà stava per prendere una testata fa me, ma mi sono trattenuto.

Di colpo mi è venuto in mente il televisore nella sala grande al pian terreno e sono corso giù ad accenderlo. Anche perché i siti dei principali quotidiani non reggevano la mole di visite e non erano raggiungibili.
Dopo pochi minuti sono scesi in molti a seguire quello che stava succedendo. C'era silenzio, incredulità e qualche lacrima.
Abbiamo visto in diretta il secondo aereo schiantarsi sull'altra torre, pensavamo fosse ancora il primo invece era un altro. Dopo l'iniziale sorpresa ci siamo tutti ammutoliti. Anche se volevamo dire qualcosa non ci riuscivamo.

Davanti a quelle immagini mi sono sentito piccolo e impotente. Chi? Perché? Ho visto cittadini americani di fianco a me impietriti. Uno dei manager del settore vendite, cittadino americano, era più incazzato che scosso. Anche se non era di New York si vedeva come l'attacco a uno dei simboli del proprio Paese, non importa di che tipo, era un oltraggio, uno schiaffo in faccia accompagnato da un sorriso beffardo. 
Chissà come avremmo reagito noi se fosse successo in casa nostra.

A distanza di 13 anni, cos'è cambiato? 
La, in Medio Oriente, quasi niente.
Nel resto del mondo, quasi tutto. 
L'esportazione della democrazia che tutto il mondo civile (?) continua unito a supportare ha avuto i risultati che vediamo, pagando un prezzo elevato: sangue innocente e spreco di soldi pubblici.
Quasi non avessimo letto i libri di storia o, in caso, avessimo saltato il periodo dal XI al XIII secolo.
Non si impara mai dalla nostra storia. Peccato. Quello che mi fa più male è che chi dovrebbe pagare le conseguenze non le paga. Le pagano sempre le persone sbagliate, quelle che non c'entrano e nemmeno avrebbero voluto tutto questo.



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Una pedata al calcio giovanile italiano

Il calcio in generale sta diventando più palloso di una partita di cricket (chi lo conosce sa che può durare giorni): tanti passaggi, tanti errori, pochi tiri in porta, poche emozioni. Lo abbiamo visto al mondiale in Brasile, lo abbiamo rivisto nelle due sfide di Supercoppa di Spagna nonostante fosse il derby di Madrid tra Real e Atletico.

Dopo la disfatta del mondiale, dove la nostra Nazionale di è presentata con una età media alta, si reclamava un rinnovamento del calcio italiano, nuova dirigenza e nuova leva calcistica. 

Di conseguenza, il calcio italiano è ripartito con un presidente federale di 71 anni (Ta-vecchio di cog-nome) e con la conferma del fuoco sacro di Pirlo, dimostrando la totale mancanza di un progetto a lungo termine. Ho notato che i dirigenti delle squadre italiane hanno risposto per le rime e con la loro personale coerenza a questo appello di rinnovamento e ringiovanimento: hanno così portato in Italia tanti giocatori stranieri, più o meno giovani, di dubbia o molto incerta qualità. Sono arrivati anche degli ex fenomeni in età matura, scarti di top club europei che vengono prestati ad una Serie A che non se li potrebbe permettere.
La loro coerenza è dimostrata dal fatto che della Nazionale italiana di calcio se ne sono sempre altamente sbattuti le balle.

I nostri giovani invece espatriano (fuga dei piedi?) in campionati esteri come Germania, Inghilterra e Portogallo. Il vice capocannoniere delle ultime due edizioni della Eredivise, il massimo campionato olandese, è finito in Inghilterra al Southampton. E' Graziano Pellè, italiano. Fosse stato di qualsiasi altra nazione, Gambia, Colombia o Uzbekistan, sarebbe stato tutto diverso. 
Intanto nell'Under 21, una volta la fonte della Nazionale maggiore, è ricca di calciatori che giocano in Serie B e nelle competizioni si nota che è una Nazionale giovanile di serie b. 
Poi i giornalisti italiani si riempiono la bocca di parole delle quali nemmeno conoscono il significato come cantera.


Forse meglio così: forse la Serie A non è più il campionato più bello ed ambito del mondo ed in quelli esteri i giovani calciatori italiani possono crescere meglio e possono tornare in Italia più maturi, sia da un punto di vista umano che sportivo e magari potendo dare qualcosa in più alla Nazionale.
In fondo si diceva cosi anche per gli stranieri che venivano nel nostro campionato, venti e passa anni fa!

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Non è un calcio per giovani

Il Milan ieri era interessato a Mattia Perin, il giovane (classe 1992) portiere del Genoa. Oggi leggo che invece avrebbe scelto Diego Lopez (classe 1981) che si sarebbe rotto le balle del Real Madrid. Il giovane portiere italiano è rinviato all’anno prossimo. 
La Juventus tri campione consecutiva d’Italia (vediamo se farà tri figura di merda in Champions League!?) ha/aveva buoni giocatori giovani: Domenico Berardi (classe 1994, 16 gol con la maglia del Sassuolo alla prima esperienza in Seria A), Simone Zaza (classe 1991, 9 gol anche lui con il Sassuolo all’esordio in Seria A, l’anno prima 18 con l’Ascoli in B), Manolo Gabbiadini (classe 1991, non tanto prolifico ma è un attaccante vero e proprio) e poi Ciro Immobile (classe 1990, mica più tanto giovani ma ancora un pulcino per dirigenti e stampa, l’anno scorso capocannoniere della Seria A con 22 gol alla seconda stagione da titolare nella massima serie). Ma i primi due li ha lasciati a maturare ancora un anno in Emilia, il terzo è ancora a metà con la Sampdoria mentre l’ultimo è stato spedito senza pensarci un attimo in Germania al Borussia Dortmund. Nonostante questi buoni giocatori di sua proprietà la Juventus si è svenata (20 milioni di euro) per acquistare dal Real Madrid tale Alvaro Morata (classe 1992), riserva delle Merengues e bomber della squadra B e della Nazionale Under 21 spagnola (con una clausola che permette al Real di riprenderselo, dietro un pagamento di almeno 30 milioni di euro). Inoltre ha prelevato dal Manchester United il 33enne terzino sinistro Patrick Evra.
Si parla di ritorni in Serie A di Zlatan Ibrahimovic e Samuel Eto’o. Ultra trentenni. I dirigenti delle società di calcio danno la caccia ed il benvenuto a giocatori stranieri di dubbia qualità mentre ignorano i giovani. 

Poi ci si chiede perché la Nazionale italiana al mondiale in Brasile ha fatto una figura di merda! Su alcuni motivi mi sono già espresso. Subito dopo la disfatta mondiale, si è fatto un appello per rinnovare il calcio italiano, non solo dal punto di vista dirigenziale, ma anche di lavorare per promuovere i giovani giocatori. 
L’appellò però è stato girato nel cesso e poi si è tirato lo sciacquone dopo averci pisciato sopra.
Se i dirigenti italiani continuano con questa strategia dello straniero mediocre a costo relativamente basso, faremo una collezione di brutte figure mondiali. Se riusciremo a qualificarci.
L’Inghilterra non insegna: prima copiamo i loro stadi dopo anni di ritardo ma al contrario (noi vogliamo ridimensionarli come i loro degli anni ’90 del dopo Rapporto Taylor, mentre i club inglesi adesso li ingrandiscono per aumentare la capienza…) ed ora replichiamo anche la stessa strategia di mercato. La nazionale inglese fa schifo da anni. 
Il calcio italiano ha un settore giovanili enorme, dai dilettanti (anche su questo ho dei sassolini nelle scarpe da togliermi) in poi, vedi i nomi dei giocatori nominati all’inizio. Ma finché non hanno almeno 25 anni sono considerati ancora giovani o non ancora pronti per un (presunto) top club italiano. Allora qualcuno mi può spiegare perché il Borussia Dortmund considera pronto per la Bundesliga Immobile?
Cos’ha Alvaro Morata più di Berardi, Zaza, Gabbiadini ed Immobile? Ha giocato nella squadra riserve del Real Madrid, a livello internazionale a parte qualche apparizione in Champions League ha giocato con la nazionale Under 21. 
Nessuno ha fatto la media dell’età dei giocatori campioni del mondo della nazionale tedesca? 26,2 anni. Che tolti Lahm (1983) e Klose (1978) si abbasserà ancora: ovvero giocatori che possono giocare altri due mondiali. Mario Götze che ha segnato il gol vittoria ha da poco compiuto 22 anni e gioca nel Bayern Monaco. Perché gli attaccanti della Juve sono in prestito/comproprietà in club minori (con tutto rispetto) a giocare per la salvezza?
La Germania, con la sua nazionale, in collaborazione anche con i club, ha seguito un progetto di medio/lungo termine.

I manager (mi fa molto ridere questa definizione, accostata a chi gestisce il calcio e lo sport in Italia) italiani invece dimostrano la totale mancanza di una strategia di 3-5 anni. Parlano di club come aziende ma in pratica la gestione mi sembra tutta un'altra cosa. Oppure abbiamo un concetto diverso di azienda.
Eppure, se tra gli stakeholder dei club vengono inclusi anche i tifosi (certo, come no, è bello dirlo a parole...) che con i biglietti e gli abbonamenti finanziano la società, si deve dare una risposta anche a loro. Ben intenso, non solo a quella decina di capi ultrà ai quali viene riconosciuto il diritto di incontrare il neo allenatore! Ma a quelli che si fanno 400 km per vedersi la partita due volte al mese. 
Preferisco una strategia di qualche anno, che porti a maturazione i giocatori e a vincere piano piano qualcosa. Come il Milan olandese di Sacchi degli anni '90. 
Ma si sa, in Italia certi discorsi sono censurati. Bisogna  vincere subito. Anche se poi non ci si riesce.

L’Italia, non solo nel calcio, non è un paese per giovani. 
Me la metto via. Prima del mondiale spagnolo del 1982, l’Italia ha aspettato 44 anni prima di vincere di nuovo la Coppa del Mondo. Temo di rischiare di non vedere più l’Italia vincere un altro mondiale.

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Vita

Il mese scorso in un momento particolare di basso livello di euforia avevo scritto qualcosa riguardo le varie fasi della vita.
Adesso pare di essere in quella della maturità, per la precisione in quella delle nascite.
Una mia ex compagna di univeristà ha avuto da pochi giorni il secondo figlio, una bella bambina. Mi ricordo ancora quando in una notte - ma dai? - di primavera ho letto la sua email nella quale annunciava la sua felicità per il primo: era la prima maternità/paternità post universitaria, un altro segno che la vita stava andando avanti con la sua consueta ineluttabilità mentre la mia rimaneva li dov'era.
La cosa bella della vita però è che il suo cerchio, o la sua linea, non è mai così scontata e le sue tappe possono susseguirsi in un alternanza molto soggettiva.
Per esempio, c'è qualcuno che diventa padre per la prima volta passati i 50. E' il caso di un caro ex collega, uno di quelli coi quali ti trovi particolarmente bene da tenersi in contatto anche quando si passa ad altro.
Nei nostri infiniti dialoghi via whatsapp sui massimi sistemi eravamo piuttosto d'accordo sul fatto che non era il periodo più bello per concepire una nuova vita, con poteri forti sempre più tali ed opprimenti mentre quelli più deboli sempre più schiacciati ed emarginati. Scrivevo queste cose guardando il piccolo Tommaso intento a scoprire ogni attimo qualcosa di nuovo attorno a se, quando non era intento a scambiare sguardi di reciproca meraviglia con Pescello sdraiato sulla sua culla ...
Ora anche lui, l'ex collega, si trova con un'altra (piccola) meravigliosa creatura con la quale condividere la sua vita. Mi spiace aver percepito nei nostri messaggi un certo disagio tra le sue parole. Spero possa aver aperto il suo cuore ad un po' più di gioia.
Nel frattempo, vedendo crescere Tommaso e vivendo ed aspettando altre nascite, ho cambiato la mia opinione: è vero che ci sente piuttosto irresponsabili ma è ancora più vero che non ci si può arrendere anzi, si deve rispondere. Tommaso, Anja, Luisa, Agata, Elia, Gioele, Davide sono le risposte a questa situazione. La speranza di una vita migliore più bella ed equa. Sarebbe un grosso errore da parte nostra non voler partecipare al miglioramento. Abbiamo l'obbligo minimo di tentare.

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Differenza di trattamento

Due parà americani (quindi extracomunitari) lunedì notte hanno massacrato di botte e violentato una prostitua incinta di 6 mesi. Uno dei due aveva già violentato una minorenne in passato. Lei ora rischia di perdere il bambino. 
Cerco la notizia su internet, sul Corriere Veneto non c'è nemmeno un accenno. Devo leggere i siti ed i giornali della città.
Sarà una prova di integrazione con le tradizioni locali sfociata in uno scatto di violenza. Poveri cristi bisogna capirli questi ragazzotti da soli e scombussolati sbattuti di qua e di la per difendere la patria e l'intero universo. 
Qualcuno li ha voluti e adesso ce li teniamo. Così come sono. Ma si devono comportare bene, non solo perché sono ospiti in suolo straniero (le loro basi saranno anche territorio americano, ma sono in terra italiana), anche se nemmeno ci pensano e nemmeno lo hanno realizzato.

Oltre al fatto violento e meschino mi fa incazzare un'altra cosa: fin'ora nessun rappresentate politico ha condannato il fatto. Non è la prima volta che un soldato americano violenta o molesta una ragazza. E noto sempre il silenzio delle istituzioni, locali e nazionali, quasi a non voler dar fastidio ai protettori dell'universo, come se li disturbassero nel loro compito.

Se i due presunti (finché non c'è una sentenza, bisogna dichiararli presunti, nonostante i due siano stati così idioti da tenere in macchina la biancheria intima strappata, la borsa ed i documenti della vittima) violenatori fossero stati rumeni o indiani o pakistani o africani invece? Sarebbe stato diverso? Più grave? Nessuno pensa che un americano è tanto extracomunitario quanto un kazako? Non è che i soldati USA siano meno extracomunitari perché sono impegnati a salvare l'universo.
Immagino in quel caso i pugni di una parte politica (leghisti, nostalgici del fascio, nostalgici del fascio passati con i moderati etc.) svegliarsi all'improvviso dal loro comodo sonno per essere sbattuti propagandisticamente sul tavolo delle istituzioni, per poi ritornare in tasca senza combinare nulla come loro solito. Ma i nostri amministratori sono troppo impegnati a spartirsi poltrone e distribuire appalti per badare all'incolumità ed ai diritti dei propri cittadini (sì lo so grazie, è una osservazione superficiale e popolare).

Dove e da chi verranno giudicati i due militari? Da un tribunale americano o da uno italiano? Gli avvocati della povera disgraziata vogliono processarli in Italia perché hanno agito come cittadini e non come militari. Facendo un confronto con i telefilm giuridico-militari, l'agente Gibbs e l'avvocato Alicia Florrick spaccano il culo molto di più di un qualsiasi giudice italiano. Vista anche com'è messa la giustizia nostrana. Ma loro sono finzione mentre qui si tratta di triste realtà.

Adesso mi aspetto un'ondata di offese e verrò tacciato di essere fricchettone anti americano solo perché mi sto permettendo di incazzarmi ed indignarmi contro quei due infami (vorrei tanto scrivere figli di t**** ma non voglio offendere chi centra fino a un certo punto) a stelle e strisce. Preciso che la loro colpa, per chi ancora non l'avesse capito, non è quella di essere americani. E per quanto interessi ho votato per due volte chi poi ha tradito la sua terra vendendola allo straniero.
E anche queste sono le conseguenze.

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Poco da stare Allegri

Nella Zona Verde, quella vera dove una volta correvano tanti bambini, si giocava a calcio dalla mattina alla sera. Quindi mi pare normale scrivere tre post consecutivi sul pallone.
Precisazione: le parole che seguono sono scritte da uno dei milioni di allenatori da divano e pertanto del tutto confutabili e sfanculabili, come la persona stessa, per altro.

Antonio Conte se n'è andato e non ritorna più. Non so con quale treno. L'importante e che abbia tolto le natiche dalla panchina della Juventus. 
Chi ha visto dal vivo le partite dice che era lui la vera anima della squadra, che era un condottiero capace di far dare tutto ai propri giocatori, anche quelli più scarsi.
Io che lo ho visto solo attraverso il grande filtro della tivù e dei quotidiani servili, se al primo anno mi ha sorpreso, il secondo mi ha amareggiato ed il terzo deluso per la doppia eliminazione europea, per altro in casa propria e smentendo le righe precedenti. In più mi è sembrato un piagnone, sia dopo le partite sia in fase di mercato, incapace di scegliere i giocatori e frignando per ogni cessione più o meno ventilata. Infine, a vedere la gestione della squadra, ha dato la sensazione di non saper gestire bene la rosa, senza dare respiro ai giocatori più utilizzati e con sostituzioni fatte a risultato ormai acquisito. E' normale quanto necessario fidarsi di un 11 titolare ideale, ma si deve dimostrare di avere fiducia anche negli altri elementi della rosa.

Non mi spiace sia andato via, anzi! Ma quelle che non mi sono piaciute sono state le modalità e le tempistiche, e questa è una colpa anche della società, che dopo la gestione Del Piero mi ha fatto cadere le braccia. E per fortuna che alla Juve c'è un certo stile.
Così d'istinto sembra che tutto (anche le dichiarazioni di Malagò) porti Conte alla Nazionale. Perché Conte non poteva non sapere le reali intenzioni di mercato della dirigenza juventina e quindi poteva levarsi dalle palle a fine campionato. In più non te ne vai dalla più forte squadra italiana a ritiro già inziato senza avere altro tra le mani. 

Non mi ispira la scelta di Allegri (non mi... rallegra...). Per due motivi. E mezzo.
1) La scelta è stata economica e non tiene conto dell'aspetto tecnico-sportivo. Preferivo Spalletti che ha fatto bene con Udinese e Roma. Costa di più ma in termini di vittorie quanto può far tornare al club il suo investimento? Una SpA quotata in borsa non può non fare questi pensieri. Ma talvolta dimentico che siamo in Italia.
2) Allegri al Cagliari ha salvato le chiappe da Cellino che non è cosa da poco. Con il Milan ha vinto un campionato al primo anno. Però i suoi metodi di lavoro sono pesanti e fanno perdere tanti punti a inzio campionato per poi riprendersi da metà stagione, quando si rischia di aver perso troppo tempo e punti per strada. Non mi sembra possa essere una situazione tollerabile alla Juve, soprattutto durante la prima fase a gironi della Champions League, dove i punti sono fondamentali. Mah, vediamo come andrà. Ma so che gli allenatori tengono molto al loro modo di lavoro nonostante i risultati e non lo cambiano. 
2  1/2) Sorprende davvero la scelta di Allegri dopo i dissidi con la Juve dopo il gol-non gol di Muntari e tutte le parole che sono volate sull'asse TO-MI. Ma nel calcio può succedere di tutto, Capello in fin dei conti non aveva "alcun interessa ad allenare la Juventus". 
Di Pirlo mi interessa poco. Lui è un giocatore di undici, in campo ne vanno altri 10 più quelli in panchina. Ha una certa età per la quale fa bene una partita dopo ogni sei così così.

Ma resto curioso di vedere cosa combinerà Allegri. Per un allenatore è fondamentale (cit.) l'ambiente di lavoro. Negli ultimi anni il Milan non è stato un ambiente ideale per lavorare in serenità. Vedi cosa è successo a Maldini il giorno della sua ultima partita in carriera. Vedi ogni volta che si metteva in discussione uno come Schevchenko perché non imbroccava qualche partita.
Forse, in un ambiente più tranquillo, può lavorare secondo i suoi metodi e rendere bene. Ma bisogna metterlo nelle condizioni ed attendere le partite.

Chiudo con due osservazioni relative alla ragione sociale della Juve.
1) E' una SpA quotata in borsa e deve fare anche gli interessi degli azionisti. Non vendere Pogba e Vidal per le cifre che circolano è una enorme cazzata. Arriverebbero in cassa oltre 100 milioni di euro, da spendere per rimpiazzarli oltre che per un futuro Buffon e prendere due difensori migliori di Barzagli e Bonucci. Il Napoli vendendo Cavani ha preso Mertens, Higuain e Callecon. E ha fatto una stagione bellissima.
2) I tifosi (ho letto di 300) hanno preteso e incontrato Allegri. Nemmeno agli azionisti è consentito avere un incontro con l'allenatore della prima squadra. Quando l'ho letto sono rimasto allibito. Poi ti chiedi perché il calcio italiano fa schifo.

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Brasile 2014: una palla di mondiale

Visto che (più di) qualcuno me lo ha chiesto, vi beccate - se volete - anche il commento generale sul campionato del mondo di calcio.
Brasile 2014 è finito, ha vinto la Germania in finale contro l'Argentina. Il Brasile ha fatto una figura di merda enorme. L'Italia pure ma in confronto coi padroni di casa è andata meglio così. E' finito una palla di mondiale. 
Io di pallone non ci capirò una emerita sega ma al contrario di molti commenti entusiastici a me questa coppa del mondo non è piaciuta, è stata noiosa e lunga. In poche parole mi ha rotto i coglioni. 

Posso capire il fuso orario e mi adatto. Forse è l'età: a USA '94 mi guardavo anche Bulgaria - Cile delle 3 am nel piccolo schermo in bianco e nero che avevo in camera al tempo, che tanto poi a scuola non si andava più e avevo tutto il giorno per recuperare. 20 anni fa... mica l'altro ieri anche se sembra. Però almeno le partite allora finivano al 90°. In Brasile invece, con condizioni climatiche simili a quelle del mondiale USA, molte partite sono finite dopo 120' e altre sono andate anche ai rigori (meno male nessuna ad oltranza). Nonostante mi attardi spesso la notte a guardare film di dubbia qualità (sono campione del mondo in visione di film pessimi in terza serata) ammetto di essermi perso diversi scampoli di partita: per esempio, ho scoperto due giorni dopo che Pirlo aveva preso una clamorosatraversa (tuttoattaccato) su punizione contro l'Inghilterra. Mancavano pochi minuti alle 2 am visto che la partita è iniziata a mezzanotte (meno male, altrimenti erano le 3 am!). Ho perso tutti i supplementari ed i rigori della semifinale Olanda - Argentina, la peggiore e più inutile semifinale di un torneo sportivo internazionale finora giocata. Sono arci sicuro che la semifinale di un qualsiasi torneo notturno del basso umido vicentino infestato da zanzare è mille volte più emozionante, con la facile possibilità di veder volare denti e schizzare sangue.
Ho visto molte partite con le squadre in atteggiamento d'attesa fino a pochi minuti dal termine del 1° tempo e della partita, salvo poi aumentare i ritmi negli ultimi minuti in cerca di qualcosa che non è arrivato in quelli precedenti. Strana strategia non fare una madosca per la maggior parte del tempo per poi sbattersi come un dannato alla fine.
Non ho visto partite belle emozionanti coinvolgenti trascinanti. Ho visto spesso 90° (quando andava bene) noiosi durante i quali i 22 in campo non facevano il loro dovere per il quale sono pagati piuttosto bene. 
Ho provato a trovare una spiegazione in un mazzo di opzioni che comprendeva una forma psico-fisica precaria di molti giocatori arrivati stracotti o sovra utilizzati durante la stagione, le condizioni climatiche poco adatte ad una partita di calcio, la paura di perdere (soprattutto nella fase ad eliminazione diretta), il mancato accordo con la propria federazione sul premio finale, disaccordi tra giocatori e con il proprio CT, attacchi di diarrea nei giorni precedenti la partita a causa del massiccio uso di aria condizionata o di sostanza dopanti e, ultimo ma non ultimo, una qualità di gioco che sta via via degradando. 
Ma nessuna di queste mi è parsa convincete per cui rimango col dubbio e con tante ore di sonno arretrato o ben che sia andata un po' scomodo.
Se sommiamo tutti i minuti giocati credo che Brasile 2014 sia di certo stato il mondiale più lungo della storia!

L'Italia ha fatto una figura davvero misera e la Germania invece una da panzer. 
Eppure noi sembravamo fortissimi, ben consci che i tedeschi lo fossero ben di più.
Però siamo tornati a casa dopo tre partite e loro con la Coppa in valigia. 
Se quando vinciamo un mondiale di qualsiasi cosa vince l'Italia intera, se perdiamo un mondiale di calcio è il sistema calcio italiano che fa venire il mal di stomaco. La soluzione? Per ora, pare sia quella di trovare un nuovo presidente federale ed un nuovo CT (sarà difficilissimo scegliere tra i circa 60 milioni di cittìdellanazionale che ci sono in Italia). Per il futuro non si sa visto che, in generale, all'Italia manca una vision (come direbbero i guru milanesi del marketing), una strategia a medio lungo termine. Così le grandi (una volta...) squadre italiane di rafforzano prendendo quei giocatori che indeboliva (leggi scarti) le altre fortissime squadre europee. Si parla tanto di ringiovanire le rose e gli unici giovani in rosa hanno cognomi stranieri e/o pelli tanto scure (eh, non vi azzardate!) mentre quelli coi cognomi italiani vanno all'estero oppure vengono lasciati a fare esperienza in piccoli club di Seria A oppure pseudo grandi club di B. Intanto ricordo che Wayne Rooney venne soprannominato Wonder Boy mica per il cazzo (leggete qui e capirete). Non ce ne saranno tanti come lui ma se non gli si da una possibilità non si potrà sapere. Intanto Berardi accresce la sua esperienza nel Sassuolo. Sai che culo!
Così noi ci perdiamo in chiacchiere da bar (prendete il vice pres. del Milan, Barbara Berlusconi, che di calcio capirà fino a un certo punto ma di management ne sa a pacchi di quelli a tariffa postale superiore, sostenitrice del nuovo e giovane da una parte ma dall'altra porta al Milan rinforzi del calibro di Menez e addirittura Alex) con l'ennesima ombra davanti che ci oscura il lavoro fatto in Germania. Ero già pronto a sbugiardare tutti gli entusiasti filo germanici (ma come si fa?) ed invece devo ricredermi con malcelata mestizia: vista l'età media la stessa Nazionale tedesca che ha vinto Brasile 2014 potenzialmente può vincere altri 2 mondiali.
All'inizio le è andata male: dal Mondiale 2010 e dall'Europeo 2012 sono tornati a casa con grossissime pive ma sono state delle tappe, un lungo lavoro di prospettiva (che parola sconosciuta) culminato con il successo di domenica scorsa (ancora ai supplementari comunque, tanto per non smentirsi). Mario Goetze ha 22 anni: Immobile ne ha 24 ed Insigne 23 e sono giovani da preservare (rabbrividisco), Verratti che ne ha 21 per giocare è andato a Parigi altrimenti in Italia faceva panchina (e non prendeva tutti gli e che gli da lo sceicco al PSG).
La Germania è una squadra dove non c'è un singolo che spicca e al quale si scaricano le responsabilità (non hanno un Neymar o un Messi o un Balottelli che se stecca - o se viene steccato... - perdono), non giocherà un calcio spumeggiante ma di sicuro è concreto. Mi ricorda l'Inter di Mourinho. E qualche Juve di Conte (in Italia, in Europa non direi proprio). E soprattutto si basa sullo zoccolo duro di Bayern Monaco e Borussia Dortmund. L'Italia si è basata sul blocco Juve e si è visto. Parlo sempre al contrario rispetto alla massa, ma da juventino ho sempre detto che Bonucci, Barzagli e Chiellini sono pericolosi, per non dire scarsi e che Pirlo gioca una partita bene e 3 da culo (è chiaro che l'ultima prima del mondiale deve averla giocata bene).
Anche i soldi aiutano: per esempio ogni stadio nuovo in Germani ha il suo sponsor (i c. d. 'naming rights' all'estero fruttano un sacco di  €uro mentre l'agenzia austriaca incaricata dalla Juve di trovargli l'azienda che sponsorizzasse lo stadio che adesso si chiama Juventus Stadium non è riuscita a trovarlo. Dimostrazione che il calcio italiano e l'Italia, per un motivo o per l'altro, non attirano). La Juve ha firmato un accordo con Adidas per 10 mln di euro all'anno, il Manchester United con la stessa Adidas per 94!

La seconda delusione del Mondiale dopo l'intera nazionale brasiliana è stata Leo Messi. Mi sono accorto di una cosa prima dell'inizio dei tempi regolamentari: tutti i giocatori argentini erano in cerchio ma in mezzo non c'era lui a dar forza fiducia e sostegno ai compagni ma quella roccia di Mascherano. Messi se ne stava a testa bassa di spalle ai margini del cerchio a pensare alle sue rogne col fisco catalano. C'è una bella differenza tra chi è capitano e chi fa il capitano.

Oltre alle partite da 120° mi hanno frantumato le palle i giornalisti che si aspettavano i numeri le giocate di Messi, Balotelli, Robben... come se la partita fosse loro contro altri 11. Basta dai, i Maradona ed i Roberto  Baggio non ci sono più (è una metafora!).
E' stato un mondiale vissuto male. Primo perché si sono viste metà partite a causa della pay tv. Che ti chiede altri soldi oltre a quelli che già la gente paga regolarmente. Era più bello una volta quando potevi vedere tutte le partite, senza tutta la tecnologia che c'è adesso ed erano addirittura più belle. 
Eppoi, non me ne voglia Anna, ma le prime due partite dell'Italia ero al mare e le ho viste da solo. Sono contrario a questo genere di torture, dove non c'è la possibilità di confrontarsi con altra gente e di sfogare tutta la propria frustrazione oppure anche gioia con qualcun altro.
Infine le telecronache: quelle della RAI davvero tristi e di basso livello, quella di Sky esagerate e spocchiose (Marianella a parte, non toccatelo!). Non potendo vedere tutte le partite alle tele le ascoltavo alla radio sapendo di trovare la voce di Francesco Repice, uno che sa coinvolgere senza esagerazioni ma semplicemente con lo strumento che ha a disposizione: la voce.Quella che noi invece abbiamo usato per mandare a quel paese i nostri beniamini e per trasformarli in maledetti strapagati.

Questo mondiale andato di culo spero almeno ci faccia capire davvero che dobbiamo smetterla di esaltare i giocatori per niente, per quello che effettivamente devono fare ovvero il loro mestiere. I giornalisti non appena qualcuno fa un colpo di tacco o una pseudo magia sono prontissimi a decantarne le qualità con superlativi iperbolici. Il povero Cristo di Darmian è passato da Maldini-del-futuro della prima partita a ennesimo giovane sopravvalutato. Dicessero da chi magari...

Ecco ho finito. Spazio alle contro critiche, c'è tempo fino agli Europei 2018. In Russia. Adesso non venitemi a dire che lo sport non viene manipolato politicamente, dai...

PS: ricordo a tutti i tifosi che comunque c'è sempre qualcosa di meglio del calcio. ;)

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