Una spada d'Adamo sulle Superbike a Imola!

E' finito un fine settimana iniziato. No, magari fosse davvero stato così lungo, intendevo dire che sapevo cosa combinavo questo fine settimana già da.
E la parte di particolare interesse è stato oggi, domenica, grazie al mio collega, S., e il mio capo.
Infatti, in qualità di media partner si è trovato dei pass per la tappa di Imola del Campionato del Mondo Superbike, validi per domenica, la giornata di gara, con accesso al paddock!!!
Quando glieli hanno consegnati io ero nel posto giusto al momento sbagliato e cioè a prendere il caffè. Visto che a lui non interessavano, si è messo a pensare a chi poter donare qui pass. Ha nominato il mondo senza trovare una soluzione. Se solo pensasse anche in questi momenti: 1. che nella sua redazione si scrive anche di motorsport; 2. che ha dei dipendenti; 3. che codesti potrebbero andare a vedere la gara e fare un bel po' di foto; 4. che a codesti potrebbe anche fare piacere riceve questo omaggio e vivere una giornata di gara. Per fortuna - mia - ci ha pensato il mio collega S., che sapeva del mio interesse così gli ha detto che poteva darli a me e anche alla nostra collega, E. Non so quale è stata la sua reazione, ma ha accettato.
Così, dandoci in generosissima concessione della auto gpl in prestito, ci ha dato questi pass per oggi.
Non ero mai stato in un circuito e non avevo mai visto una gara di moto o di macchine. E oggi ho colto una occasione unica: la mia prima gara di moto e una giornata storica, perché per la prima volta un pilota italiano poteva vincere il campionato del mondo Superbike!

Così, con la gpl, e sotto un bel sole che s-cioka, alla facciaccia delle previsioni meteo, siamo arrivati al Circuito di Imola Enzo e Dino Ferrari con 2 ore di anticipo rispetto l'inizio di gara1, prevista per le 12:30. Arrivati all'ingresso del circuito, sono stato subito colpito da un rumore sordo lungo, inizialmente distante poi sempre più vicino, un urlo che esplodeva piano piano per concludersi con un boato: erano i motori delle Superstock 1000. Non avevo mai sentito una cosa del genere, tanti propulsori così potenti urlare insieme uno dopo l'altro! Impressionante! Non li vedi nemmeno, vedi una scia passare ma li senti benissimo.

Ci siamo diretti verso i box guardandoci in giro meravigliati dai motorhome a dai vari centri hospitality allestiti dalle case costruttrici! A., ex collega di E. (che a quanto pare ho finito per sostituire io) ora lavora per Aprilia e ci ha fatto entrare nel box Aprilia. Leon Camier non correva causa infortunio così per l'occasione il suo box era libero per gli ospiti. Lui, Max Biaggi, non c'era, era nel motorhome a concentrarsi perché oggi è lui che potrebbe entrare nella storia.
Box magnifico, e pulitissimo: mi aspettavo macchie di olio, attrezzi sparsi per terra e viti e bulloni seminati in ogni angolo. Invece era tutto al suo posto.
Ci siamo stati abbastanza per riuscire a fare delle foto dentro e fuori i box. E anche con l'ing. Dall'Igna, quel genio che ha creato e sviluppato la RSV4.
Poi ci hanno sbattuto fuori perché lui, Max Biaggi, stava per arrivare e non voleva nessuno intorno.
Così siamo usciti e abbiamo visto che al box di fianco, quello Ducati, entravano tutti. Così ci siamo infilati e mi sono trovato di fronte le 1098 di Haga e Fabrizio! E l'altro geniale ing., Filippo Preziosi (certo, foto anche con lui!). Anche qui tutto pulito e in ordine e siamo stati un bel po' per la nostra sorpresa: nessuno che ci degnasse di uno sguardo, ho fotografato i piloti, sono uscito verso la pista, sono rimasto ancora li quando sono usciti per sistemarsi nella pit lane... in un campionato di calcio dilettantistico, se l'arbitro trova un non addetto nella zona degli spogliatoio, viene cacciato e la società multata. Adesso capisco l'ambiente easy, ma questo mi pare anche troppo!
A vedere i piloti uscire dai box in tuta ipertecnologica con inserti in titanio carbonio e i caschi e salire sulle loro moto bestiali, davano l'idea di supereroi dei fumetti o astronauti pronti per lanciarsi in missione! In quel momento ero in mezzo al turbine di quelle urla che avevo sentito appena arrivato al circuito e la pelle d'oca non è mai stata così alta! Piloti e moto che ho sempre visto e sentito dalla tele mi passavano a pochi metri. Bhe, stupendo!

A questo punto però non potevamo più rimanere li così siamo andati a vederci la partenza di gara1 dalla tribuna, proprio all'altezza della prima fila. Semaforo verde, via, spariti! Sono schizzati come saette rombanti. E ogni giro era una scia(me) di moto che appena sentivi avvicinarsi si era già allontanato. Via via che proseguiva la gara il gruppo si è allungato. Tom Sykes che a sorpresa partiva in pole con la Kawasaki ha ceduto il passo a Lanzi su Ducati DFX che poi si è inchinato alll'altra Ducati Althea Racing dell'intramontabile Carlo Checa, il miglior ducatista della stagione su una moto non ufficiale! E lui? Biaggi è finito dietro per colpa di Scassa (altra Ducati, team Supersonic), chiaro,  mica per colpa sua, chiudendo la gara all'11° posto. Per sua fortuna anche Haslam, il suo diretto rivale per il titolo, ha fatto la sua uscendo quando era 2° e chiudendo così al 5° posto. Alla fine di gara1, il Corsaro mantiene ancora 52 punti di vantaggio su Haslam: gli basta arrivare davanti per passare alla storia!
Per vedere gara2 con un punto di vista migliore siamo andati sulla tribuna nella zona della curva della Rivazza, dove le moto arrivano col gas spalancato ma poco più avanti c'è una chicane e devono rallentare: infatti li ci siamo visti i dritti di Haslam prima e lui, Max Biaggi, poco dopo.
Checa rimonta e ancora una volta fila via, lasciandosi alle spalle un manipolo composto da Haga (tomo tomo, cacchio cacchio), Crutchlow e Sykes, mentre non di molto alle loro spalle Haslam e Biaggi si corrono dietro.
Durante la gara il commento live è tutto un "se Biaggi arriva di qua è campione", "se Haslam fa così Biaggi è campione", "Biaggi deve passare Haslam per diventare campione"... m'immagino la spremuta di maroni ai box della casa di Noale e tra i tifosi del futuro campione.
All'inizio il britannico sulla sua Suzuki GSX-R1000 riesce a stare davanti all'Aprilia RSV4 del romano, che lo tallona, gli sta dietro senza tentare ne' rischiare (vedi mai...), come a dirgli, in perfetto francese monegasco: "Ahò, prima o poi 'a stronzala la combini!". Haslam però non si fa irretire dall'atteggiamento di Biaggi e non sbaglia. Invece scassa (e questa volta il pilota non c'entra):  infatti motore della GSX-R fa fumo ed è costretto ad abbandonare con immensa ed indescrivibile mestizia tutto: gara e ambizioni mondiali!

Così Max Biaggi passa alla storia come il primo pilota italiano a diventare Campione del Mondo Superbike! E siamo sinceri: se me l'avessero pronosticato 3 anni fa quando correva con una Ducati clienti mi sarei messo a ridere. Per l'Aprilia perché è solo da 2 anni che corre in SBK. Per il pilota perché non è uno che ama le battaglie e oggi si è visto anche se era il giorno meno indicato per questo genere di cose, ma se vuoi vincere un mondiale bisogna anche allargare i gomiti (Ben - Texas Terror - Spies docet!). Però in questa stagione fin'ora ha vinto 9 gare su 24, con quattro doppiette, una prima parte di campionato da dominatore! Infatti non vince da gara2 di Brno, 11 luglio, 3 tappe e 6 gare... Mah, forse gli è venuto un po' il braccino e in fondo lo posso anche capire: diventare il primo italiano a vincere il titolo mondiale SBK può portare a alzare il polso dal gas. Insomma, si cerca di fare più punti possibile ed evitare cazzate, come ha fatto. 
Un po' brutto però vincere in questo modo e anche a quel signore dell'ing. Dall'Igna è spiaciuto. Vincere per sfiga altrui ti toglie pare del gusto del successo. 
Però oggi rimane una giornata storica: un pilota italiano, su moto italiana, sponsorizzata da (quel che rimane di) una società italiana (di proprietà del padrone di Aprilia, tra l'altro, e non voglio sapere le matriosche!), su un autodromo italiano (intitolato ai Ferrari), ha vinto per la prima volta il campionato del mondo Superbike. E non importa che sia lui, Max Biaggi, che a vederlo in moto ha uno stile da nobiluomo snob! 
Oggi sono stato testimonial di una giornata storica. E di un week end difficile: condizioni meteo, tensione, la storia... come ha avuto modo di spiegare lui, Max - il Corsaro - Biaggi, sopra la testa gli pendeva una grande Spada d'Adamo mica da poco!
Evviva Biaggi W. C.!!!
Nel senso di World Champion, chiaro, no!?

Read Users' Comments (3)

3 Response to "Una spada d'Adamo sulle Superbike a Imola!"