Altolà marrano pensiero vero!

Strano posto l'Italia! Belpaese con tanta bella gente cordiale simpatica  che sa divertirsi e allo stesso lavorare duro (dipende da dove ti trovi...) ma che per essere perfetta deve essere falsa, senza vergognarsi di mostrare tutte le sue ipocrisie più meschine. Anzi, bisogna essere pronti a cogliere ogni buona occasione per sfoggiare la propria vera vena di ipocrisia!
Dopo Morgan che è perfino salito sul Golgota di Bruno Vespa, a fare le spese del proprio pensiero è Beppe Bigazzi, co-conduttore della trasmissione La prova del cuoco.
La sua imperdonabile colpa non è stata nemmeno quella di aver parlato della storica tradizione di cucinare il gatto in Toscana! Ha riportato un antico proverbio toscano: "A Carnevale chi non ha ciccia ammazza il gatto". Tutto qua.
Da buon vicentino dovrei difenderlo come un fratello, lo faccio pure, ma non per un piatto in comune, ma per la libertà di pensiero che ognuno di noi dovrebbe (il condizionale dovrebbe essere opzionale!) avere.
Si è mossa perfino l'onorevole leghista Martini, Sottosegretario alle politiche sociali alla salute e al lavoro, molto sensibile al mondo animale [1] [2], che ha minacciato denunce per istigazione a delinquere (ai sensi dell'art. 414 del Codice Penale).
...o lei è furba o io non capisco una tega!
Dove sta la delinquenza in questo caso? Narrare dei detti tradizionali? Secondo me l'onorevole Martini, da buona veronese, ce l'ha coi magnagatti in generale perché le ricordano i vicentini.
In verità il reato deriva dall'art. 544-bis dello stesso Codice e recita: "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale, è punito con la reclusione da 3 a diciotto mesi". Ecco, il Bigazzi non ha mica fatto del male ad alcun animale mi pare!
Fatto ancora più grave perché si è verificato durante una trasmissione della tv pubblica. Giusto. Visto che è la Rai, il tasso di ipocrisia deve essere ancora più elevato, allo stesso livello di quello di bacchettonaggine che vi regna da quando è nata! E ormai, la Rai ha smesso da tempo di dare un qualsiasi servizio...
Mi immagino il cuoco toscano, o quello vicentino che ha appena tirato fuori il gatto dalla neve dopo averlo fatto frollare per qualche giorno, mandare sonoramente a quel paese l'on. Martini intervallando l'invito con vari intercalari blasfemi (altra cosa che unisce Veneto e Toscana).
Forse se la definiscono "Quell'onorevole vacca" nemmeno se la deve prendere.
Basta! Mi sono rotto le palle di tutto questo perbenismo del cazzo! 
In Parlamento ci sono più delinquenti dichiarati da una sentenza che in carcere e ci vogliono fare la morale guadagnando sacchi di palanche a spese nostre!
Non mi sembra che siano persone nella giusta posizione per insegnarci qualcosa in questo momento.
Se Morgan si fa dell'impossibile per stare meglio che me ne frega? Gli auguro di cambiare idea prima di bruciarsi tutti i neuroni. Altrimenti stracazzi suoi!
Se Bigazzi a Carnevale si sfonda lo stomaco a gatti in umido non posso che essere contento per lui!
Io entrambe le cose di cui sopra non le farò. Ne' sarò istigato perché lo dicono loro! Preferisco l'acol o una bistecca di manzo! Spiacenti per loro ma con me hanno fallito, SE il loro intento era quello. Ma non lo era, chiaro!
Mi sembra ci siano problemi più importanti adesso di cosa tira su uno o butta giù l l'altro.
Però, come detto, non si perde mai l'occasione per dimostrare la propria idiozia!
E pur di piacere ci si rinnega.
Chissà se l'onorevole leghista ha una pelliccia di gatto a casa o un paio di scarpe di pelle. Qualsiasi, basta che sia pelle! Anche sui sedili della sua auto. Anche sul divano del suo salotto.
Tanto per finire, chissà se questo povero blog verrà chiuso perché qualche tempo fa ho avuto il coraggio di pubblicare la ricetta del gato in tecia!

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Mattone su mattone

Ogni tanto fa bene mollare tutto quello che c'è fuori. Ignorare completamente quello che devi vuoi fare che ti sei messo in testa di. Perché è superfluo. Come il giro in centro a farsi venir voglia di sparare cannonate al plasma ai giovanid'oggi dopo aver bestemmiato per trovare parcheggio. Anche se è una bella giornata, la prima bella giornata che si sta bene dopo un bel po' di pioggia neve e nebbia.
Non è stata nemmeno una decisione presa come alternativa ma solo lo sfilare automatico e usuale del tempo. E il divertimento che ci ha colti improvviso a nostra insaputa.
Sabato pomeriggio a casa mia c'era mio nipote Edoardo, il più piccolo (compie 8 anni il 22 febbraio). Lui si rompe l'anima a vedere le partite di calcio di suo fratello maggiore (Filippo, ne deve fare 13 a giugno) così mia sorella ha pensato di lasciarlo in custodia ai nonni e allo zio.
Purtroppo a parte qualche scherzo e battuta con Edoardo non ho lo stesso legame che ho con Filippo. Se avessi tenuto tutte le mie macchinine (ne avevo tantissime! quelle in scala 1:24 erano la mia mania infantile!) saprei come passare il tempo con lui. E i bambinid'oggi si divertono in modo del tutto diverso di quando ero bambino io. A me serviva una coperta delle sedie e la fantasia!
Ma ho tenuto i miei Lego! Quella bellissima invenzione danese mi ha accompagnato per tutta la mia infanzia talvolta isolandomi dal mondo esterno preso com'ero dalla costruzione di case basi spaziali navicelle multipiano e macchine ricche di lucette. Avevo una cura maniacale nella concezione e nella costruzione delle mie idee. Anche da qui forse si è sviluppata la mia testardaggine.
Così ho trovato Edo indaffarato a modificare una sua navicella mostrandomi anche quello che doveva essere un bagagliaio se non fosse che per aprirlo doveva smontare la parte posteriore.
L'avesse mai fatto! Io alla sua età avevo un ingegno molto migliore sapevo che pezzi usare e come usarli, sapevo cosa fare! Così visto che giocare coi mattoncini è come andare in bici e che la sua costruzione mi ha lasciato esterrefatto mi sono steso per terra con lui (ho sempre giocato coi Lego per terra! Conficcandomi quei pezzetti sulle ginocchia e sui gomiti!) e gliela ho smontata tutta per apportare alcune modifiche.
Nel frattempo ci ha raggiunto anche Anna che voleva fare le frittelle con mia mamma se non fosse stata per la presenza scomoda di mio papà (provate a lavorare con uno di fianco che non sapendo cosa fare vi dice come dovete fare....) e si è messa a rovistare nella scatolona piena di mattoncini e lucine e sparanti e quant'altro distesa sul saccone di polistirolo. 
Se non sembravamo all'asilo eravamo al play park dei centri commerciali dove i genitori parcheggiano i propri figli!
Edo intanto si era messo a montare la sua nuova navicella-due pezzi mentre il sottoscritto zio si era ormai perduto in mezzo la scatolona ed il suo contenuto alla ricerca dei pezzi necessari per quelle modifiche. A malincuore ho dovuto anche smontare i resti di una fantastica auto a ruote alte (un antesignano dell'attuale suv ma con un'estetica spiccatamente sportiva che le varie case si sognano!) che resisteva da almeno 18 anni!!!
Il nipote reclamava la sua prima costruzione chiedendo svariate volte cosa ne stessi mai facendo. "Calma Edo! Ci vuole calma attenzione e consapevolezza!" e nel frattempo imparava da Anna alcune parole nuove come corruzione, meticoloso, minimalista, barocco per poi iniziare una lotta all'ultimo sparante contro i marziani della quasi zia acquisita che era riuscita a montare una astronavicella con tanto di bagno!
A un certo punto è salita mia mamma a portarci le frittelle appena sfornate. La merenda! Proprio come quando eravamo bambini!
Cambia un pezzo, smontane uno, barattene un altro e cerca quell'altro, alla fine Edo ha avuto la sua nuova navicella con tanto di vano portabagagli posteriore con apposita apertura ed era entusiasta dell'opera del suo zio marchingegnere Legolandese!
E Anna e io non ci siamo nemmeno accorti che erano arrivate le 18, presi dal flusso dei mattoncini.
Del resto, non ci è importato nulla! Ci siamo divertiti proprio come quando eravamo bambini! Merenda inclusa!

PS: Se Edoardo non l'ha ancora fatta a pezzi, vedo se riesco a postare la foto della mia ultima creatura di mattoncini.

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Bene! E una c'è!

OCIO! QUESTO POST MI E' VENUTO LUNGHETTO MA VOLEVO RACCONTARVI E CONDIVIDERE QUESTA BELLA ESPERIENZA CHE DESIDERAVO DA MOLTO TEMPO!

Quando Enrico ieri mi ha risposto "Domani alle 7 e 1/4 al garage." con la sua solita voce senza inflessioni ne' sentimenti sono rimasto impassibile, infatti immaginavo la levataccia (anche se dentro di me un'espressione eretica per la sveglia alle 6 e 1/4 è esplosa comunque!). Ma ci sta va bene lo stesso! Il problema è riuscire ad andare a letto prima dell'1am e cercare di dormire almeno quelle 5 orette che mi garantiscono un certo sonno e riposo.
Oggi la mia giornata è iniziata anche prima, alle 5:21 un occhio mi si è inavvertitamente aperto per controllare l'ora. Non lo so se ho dormito fino al detonare della sveglia perché quando ormai ero convintissimo di essermi riaddormentato i China Drums hanno iniziato a suonare la loro Somewhere Else (già, è questa la sveglia nel mio cell! Bella vero!?).
La cosa che mi piace di queste levatacce sono i notiziari del primo mattino che ti riportano alla realtà. Ho notato che il TG5 flash delle 6 ha un po' ovattato la sua squillante sigla e anche i motivetti tra una notizia e l'altra. Oppure ero io che ero ancora ovattato... dal sonno...
Mi scaldo il caffè già preparato la sera prima nella moka. Esagerando in modo smisurato, che per me significa poca acqua e molto caffè. Due biscotti una brioche colla cioccolata e un succo.
Esco dimenticandomi di controllare la temperatura esterna e la mia macchina è talmente base che non ha nemmeno l'indicatore. Meglio. Un elemento in meno che mi potrebbe condizionare e tanto mi basta sentire i brividi per capire quanto cazzo di freddo.
Meno male che al garage di Enrico ci si mettono 10' scarsi anche meno alle primissime luci del mattino.
Quando arrivo ci sono già due persone: una ragazza e un ragazzo su uno scooter 450cc: lei di sicuro andrà per la A1 mentre lui invece la integrerà.
Ci scambiamo due battute per scaldarci lo spirito e nel frattempo arrivano i 330 kg della HD Fat Boy portati con tranquillità da un biker del peso equivalente alla sua moto dai capelli heavy metal style: "Oh bella! Fammi tu l'8 con questa qui!" gli dico tanto per seminare subito simpatia. Meno male che ridono anche gli altri che intanto erano arrivati. Col cervello mezzo addormentato e con l'altra metà congelata non si sa mai cosa si dice...
Arriva Enrico che ci dice che dobbiamo andare alla motorizzazione dove faremo il percorso. Allora, senti un po', sono le 7:25, potevamo mica trovarci alle 7:30 direttamente la? 1/2 ora di sonno in più è preziosa! Va bene ormai siamo qui e una volta arrivati al percorso ci accorgiamo di due cose: 1) i coni sono più alti di quelli della scuola guida; 2) l'8 è un po' più stretto e corto di quello che abbiamo fatto con Enrico. Sono il primo ad osservarlo (cos'è quest'insolito attacco di sproloquio? In questi casi la tensione mi attanaglia la mandibola!) e anche Enrico nota le differenze. E la cosa non ho ancora deciso se va bene o no. Ma tanto ormai non ha più molta importanza.
L'esaminatore, una simpatica faccia sorridente sotto dei capelli argentati, fa partire prima le ragazze col 125cc (si venderanno 4 moto in tutta Italia di questa cilindrata [1] e quella li non si è mai vista, ma è ideale per l'esame della A1!).
Voglio vedere qualcuno prima di me con la 500 (un'altra moto-giostra: ci sono montati tutti su questa quadricilindrica nipponica, potente q. b. per raggiungere e mantenere per 3 km i 90 all'ora, leggera e baricentro basso) tanto per farmi un'idea del percorso e dell'esaminatore. Il primo pare normale nonostante le dimensioni ridotte e il secondo non ogni tanto abbandona lo sguardo distratto o da Enrico o dall'altro istruttore.
Bene.Mi faccio avanti. Mostro foglio rosa e C. I.. Cazzo tremo. Il freddo, sicuro! I guanti sono gelidi. Eh, bravo mona che li ho tenuti tutta la notte in macchina!
Vado: lo slalom una cazzata. L'8 con disinvoltura, voilà! Un colpetto di gas per girare e arrivare sempre in prima fino ai coni in mezzo ai quali si passa lentissimamente. Troppo. Porca rojazza! Mollo un po' la frizione. Troppo forte, orca madosca! La moto-giostra balza in avanti ma la tengo, accelero deciso e metto in seconda e mi fermo bene in mezzo i quattro coni in prima. Lancio lo sguardo verso l'esaminatore: ride. Mi fa cenno di avvicinarmi (bhe, tanto li devo venire...!).
- "Cos'è successo la?" mi chiede.
- "La dove?" rispondo in trans.
- "Eh la infondo dai..." mi esorta.
- "Aah... [...]" i tempi di reazione non sono il mio forte e col cervello in bambola non so cosa dirgli se non quello che in realtà è successo: "Mi è partita la frizione, l'ho lasciata troppo!".
Col sorriso mi invita a ripetere il percorso e finche raggiungo la linea di partenza cerco di tenere sotto tono i bpm del mio cuore. Adesso che ci penso non ho nemmeno fatto caso agli sguardi degli altri ragazzi.
Riparto, slalom, 8, giro, gas, freno, giro, doso (e non mollo, cazzo!) la frizione, accelero duro, seconda, decelero, freno, prima e mi fermo. Vado dal giudice sotto lo sguardo fermo e inespressivo di Enrico.
- "Avanti un altro!" chiama l'esaminatore.
E la prima parte è fatta. La tensione si spegne un po', il freddo no ma non so perché sono ancora rigido. Non importata tanto questo l'ho fatto. Osservo gli altri. Che non fanno il percorso con la massima sicurezza e disinvoltura che sfoggiamo durante le guide di scuola. Però vaffanculo, come il calcio italiano, pensiamo di più a fare risultato che a essere belli e passiamo tutti! E' questo che conta!
E adesso? La prova finale su strada.
Sono le 8 appena. Hm bene, finiremo presto. Enrico ci dice di andare a un baretto da dove partiremo tutti. Alle 8:05 siamo già la. Aspettiamo 1/2 ora al freddo e non si vede nessuno. Il bar però è questo... Ok entriamo per scaldarci un po' e infatti dopo poco arriva Enrico che ci dice che intanto stanno facendo la prova altri ragazzi. Noi attendiamo.
Per fortuna c'è SkyTg24 che ci tiene informati ma le notizie a rotazione le ascoltiamo almeno 4 volte, prima che la barista passi su un canale musicale.
Per fortuna ci sono i giornali. Sfoglio Il Corriere della Sera che Il Giornale di Vicenza lo leggo a casa.
Però Il Corriere lo leggo quasi tutto e inizio La Gazzetta che mi fa sapere finalmente come sta quel disgraziato di Iaquinta (da poche settimane e 3 mesi e mezzo... muoviti porca puttana altrimenti a luglio toccherà fare l'Intertoto!!!).
Dopo la rosa prendo il caffè e ormai mi sono quasi dimenticato perché mi trovo in quel bar con altri ragazzi sconosciuti.... vado anche in bagno.
Per fortuna Il Giornale di Vicenza è libero e attacco anche con quello mentre un ragazzo ordina il secondo panino.
E intanto si sono fatte le 10 meno 1/4 e sappiamo i nomi delle due bariste (mentre fra di noi non ci siamo ancora presentati...).
Quando ormai pensavamo a un tragico incidente vediamo arrivare la macchina dell'altra scuola guida. Alleluja! E' il nostro turno. Enrico ci dice di portare ancora un po' di pazienza, tocca prima alle ragazze, ci vorrà meno di mezz'ora e così dopo di loro partiamo noi. Anche qui la mia strategia è attendistica: prima osservo poi eseguo. Non sembra niente di difficile: si va per la strada, si tengo i 50-55 all'ora tranquilli. In una stradine si fa l'inversione a U. Poi il sorpasso. Ancora qualche metro e si finisce. Ok, allora dopo vado io.
Auricolare (eeeh non è più come qualche anno fa che le indicazioni te le davano a suon di clacson! Adesso con la tecnologia ricevi le indicazioni via auricolare! Una comodità!), gilet rifrangente per far capire agli altri utenti della strada che sono un potenziale pericolo per loro, guanti (li ho tenuti su per tutta la durata del precedente esame, per trovarli caldi, anche se bastavano le quasi 2 ore del bar!), casco.
Monto in sella. Le procedure per la consegna del pezzo di plastica sembrano più lunghe dell'esame.... ok, adesso posso partire col mio esame finale per la patente A3 della moto!
Freccia a sx, guardare con attenzione da tutte le parti se la strada è libera, immettersi nella strada. Proseguo dritto mantenendo i canonici 50-55. Non mi accorgo delle buche Falluja style. Enrico non mi dice niente ignorando le stradine secondarie a dx. Poi a un certo punto dall'auricolare gracchia:
- "D'stra": così controllo lo specchietto, metto la freccia, scalo non so da che marcia a che marcia e giro fino allo stop.
- "Sin'tra": freccia, guardo e vado.
- "Crrrch" ma non capisco dove devo andare e sono a un incrocio a X così faccio segno che non si è sentito e Enrico ripete:
- "Destra": specchio freccia e giro.
- "Entra in quella strada e girati. Poi allo Stop a dx" che significa fai l'inversione a U. Allora freccia a dx, mi fermo. Freccia a sx, controllo e coi piedi per terra mi giro piano piano e riparto per dove mi ha detto.
Torniamo sulla strada principale per poi prendere la lunga e (soprattutto) dritta Via Moro. Qui si può andare anche ai 90 ed è stata asfaltata pochi mesi fa. Enrico mi sorpassa e sento che mi dice:
- "Bon, 'desso fai il sorpasso dai": lo faccio sfilare e quando è a poche decine di metri guardo lo specchietto di sx, freccia a sx, scalo (da IV a III, penso...), gas, passo, freccia s dx e proseguo.
Alla rotatoria vado a sx poi giro ancora a sx poi a dx. Entro nel quartiere dove gioco a calcio, lo conosco bene. Ma non serve.
Enrico mi dice "Accosta fermati qui.": scalo (dalla III alla II, sicuro!), specchietto, freccia a dx, I, folle (nel senso di marcia).
Folle (nel senso di stato d'animo). Ma tengo controllato il mio spirito, almeno fino a che non firmo, fino a che la simpatica carogna dai capelli bianchi non si spiccia a darmi quel benedetto pezzo di plastica.
SONO PATENTATO!!! AAAAH!!!! Anzi, A! Posso guidare una due ruote senza limiti di potenza!!!
Era da quando era bambino. Era uno dei miei sogni! Ok, ora un pezzo è fatto. Manca l'altra parte. Fondamentale.... devo trovare lo sponsor!
Intanto, sono felice così! Poi deciderò quale delle 2!
 Sì lo so che non c'entrano una mazza che sono due moto completamente diverse ma mi piacciono e non me ne sbatte niente!

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Carità disarmonica

Complice la neve e la voglia di cioccolata ieri pomeriggio io e Anna siamo andati a Monte Berico salendo le scalette dell'Arco palladiano. L'ultima volta che le avevo fatte era l'agosto del 2005 di corsa durante un allenamento e avevo fatto meno fatica.
Allora, Monte Berico sarà per il 98% di proprietà della Curia vicentina tra suore di diverso ordine e frati. Il restante 2% apparterrà a noti imprenditori e liberi professionisti.
Quello che più mi ha colpito ieri passeggiando per quelle viette che dalla fine dei 183 gradini delle scalette porta al Cristo, un falso piano lungo la salita verso la basilica barocca dedicata alla Madonna, sono state due cose: l'imponenza e la quantità di spazio che hanno a disposizione i religiosi.
Palazzi cinquecenteschi perfettamente mantenuti dalle spesse mura che tengono fresche le stanze dall'afa estiva e proteggono dal gelo invernale, grandi giardini piantumati e vialetti ghiaiosi. "Però, mica roba da poco!", penso, "e sono pure bravi a mantenerli!". Mi immaginavo frati e suore con tanto di cappellino di carta in testa, maniche della tunica arrotolate a dare di cazzuola su per il muro o con occhiali da sole avvolgenti passare su e giù per il giardino a rasare l'erba del parchetto. A ritmo di rosario.
Con il cazzo invece! Perché i religiosi, la curia in generis, sì che fanno del bene perché danno lavoro agli altri per mantenere le loro proprietà. E non essendo ne' poche ne' piccole il lavoro di certo non manca.
Solo che qualcosa no va, come una strofa disarmonica nel pentagramma.
Mi guardo attorno, guardo i possenti mattoni marmorei che adornano l'invalicabile (?) muro di cinta. Mi giro e guardo la città ai piedi del Monte, quasi implorasse sotto la neve.
Ed eccola qui la disarmonia...
Perché allora, ai piedi della scalinata, al gradino numero 1, i barboni vengono mandati via dalle forze dell'ordine e all'esterno della Basilica della Madonna di Monte Berico un (presunto?) povero elemosinava per sua figlia?
Perché chi predica povertà semplicità carità aiuto per il prossimo se ne sta a pregare chiuso al caldo d'inverno e al fresco d'estate nel suo lussuoso palazzo invece di uscire in strada per fare davvero qualcosa di utile per chi ne ha davvero bisogno?
Quante stanze vuote hanno a disposizione per chi non ha un riparo dal freddo e un pasto caldo? Perché si tengono tutta questa ricchezza per loro?
Dov'è la carità che predicano?

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2010, fuga da Vicenza

Qualche anno fa parlavo con un esponente politico della mia città (allora all'opposizione) riguardo la nostra città e la costruzione del nuovo tribunale.
In quello vecchio ci sono più topi scarafaggi e avvocati rampanti che magistrati giudici e materiale di cancelleria. Insomma è messo malissimo! Per fortuna grazie a un accordo tra due amiconi, uno testimone di nozze dell'altro (si sa che il presidente del A. C. Milan e l'allora sindaco di Vicenza sono sempre stati culo e camicia), si trovano i soldi per la nuova casa della giustizia! E' bastato che lo sposo in cambio cedesse a una delle società amiche del suo testimone un'area ideale per piazzarci su il nuovo tribunale.
Tralascio che i lavori urbanistici devono ancora iniziare e che il nuovo palazzo sia una schifezza architettonica che copre la visuale aperta sulla città e sulle Pre-Alpi. Tralascio anche che per questa nefandezza di calcestruzzo e vetro si sia demolito un edificio industriale storico, l'ex cotonificio Rossi, un monumento di archeologia industriale.
Poteva diventare un centro giovanile, un'area direzionale e abitativa ricavandone dei loft, un museo a memoria dell'industria tessile capace di attirare turisti sfruttando anche la vicinanza con Villa Capra La Rotonda e Villa Valmarana ai Nani (sì, quella degli affreschi del Tiepolo) e Monte Berico passando per l'Arco delle scalette, in un bel percorso pedonale. 
Boh, si vede che a Vicenza e alla sua agenzia di promozione turistica interesserà qualcos'altro e i turisti daranno fastidio...
Così come sempre hanno prevalso i soldi e gli interessi di due amici e dei loro lacchè e di quell'industria è rimasto solo il camino con la storica insegna della "R" (che qualcuno ricorderà sulle maglie del Real Vicenza - Lanerossi Vicenza).
Dicevo, parlando di quello che è stato un accordo tra amici, si criticava che quella amministrazione comunale stava svuotando il centro storico, dato che il nuovo teatro cittadino sarebbe stato messo (appena) fuori le mura e che il nuovo tribunale stava sorgendo lungo il fiume Bacchiglione, lontano dal centro storico e rischiando così che gli avvocati abbandonino i loro uffici nei palazzi cinquecenteschi sparsi per le vie palladiane per avvicinarsi al nuovo palazzo di giustizia, a discapito anche dei locali pubblici già in difficoltà.
Solo che ora, guardando il nuovo PAT (Piano di Assetto Territoriale) che ridisegnerà la Vicenza del futuro (mi viene difficile immaginare un futuro, un qualcosa di dinamico, per una città pressoché immobile...) mi accorgo che, oltre a queste due opere, anche altre due verranno spostate dal centro storico a fuori le mura: il Municipio e lo Stadio! E la decisione è stata presa dalla nuova amministrazione comunale di cui fa parte anche quel politico di cui accennavo all'inizio!
Infatti, nel nuovo PAT stabilito dall'alleanza di centro-sx, si intende spostare il nuovo Municipio.
La sede del Comune di Vicenza è Palazzo Trissino, progettato dell'arch. Vincenzo Scamozzi nel 1588, collegato direttamente con la Loggia del Capitaniato, realizzata dall'arch. Andrea Palladio nel 1572, ora sede del Consiglio Comunale che si affaccia su Piazza dei Signori e sulla Basilica Palladiana.
Ora il progetto prevede di abbandonare questi palazzi storici, patrimonio dell'Unesco, per ricostruire il Municipio vicino alla stazione dei treni e dei bus, in un quartiere di frontiera che sembra un porto, mal frequentato da extra comunitari puttane disperati e figli di nessuno, appunto per ripristinare quel quartiere residenziale e direzionale scacciando la feccia che lo sta infestando da diversi anni (e che si sposterà infestando altri quartieri).
Inoltre, è previsto l'abbattimento di un altro 'monumento' storico per Vicenza: lo stadio Romeo Menti. Posto dal 1935 sulla riva sinistra del fiume Bacchiglione alle porte del centro, reo di creare troppi casini alla viabilità prima durante e dopo le partite all'intera città intasando il traffico e non rispondendo alle norme di sicurezza del decreto-idiozia del Ministro Pisanu (che ha dimostrato di non saperne molte in materia di sport agonistici e invece di saperne tantissimo in favoreggiamento alle tv a pagamento). Prima di questo decreto porcellum, quando al Menti si andava a vedere il Lane in Serie A in 20.000, problemi di strade chiuse non ne esistevano, si sopportava il caos dopo le partite e si tornava a casa o si andava in centro in cinque minuti perché lo stadio è a pochi passi. 
Adesso lo vogliono abbattere, insieme ai ricordi del Real Vicenza, dei fantastici anni di Ulivieri e Guidolin e la vittoria in Coppa Italia [1][2] e la corsa in Coppa delle Coppe, per fare spazio al polo meccatronico dell'università o per farci degli appartamenti degli studenti, e spostarlo verso est, in una zona congestionata da due centri commerciali e un cinema multisala nello spazio di pochi chilometri. Non mi pare una mossa geniale. Anzi, si sposta il problema della viabilità in quell'altra zona! Ma che ci importa dei ricordi che ci lasciano il magone ché chissà quando potremmo rivivere certi momenti. Almeno lasciateci quello che è stato il suo teatro! Londra è una metropoli di 10 milioni di abitanti, ha 7 squadre che giocano tra la Premier League e le altre categorie in 7 stadi differenti e non ci sono mai stati problemi di viabilità ne' di ordine pubblico. Il Vicenza e Vicenza non hanno bisogno di un progetto così enorme. Basta rimodernare il vecchio Menti collegandolo con la metropolitana di superficie o linea del tram che sia (è in previsione), a pochi metri dallo stadio passa la linea ferroviaria, direi che più comoda di così non si può!
Io continuo a sostenere un incentivazione del mezzo pubblico per muoversi in città e verso la città! Perchéccazzo il Lanerossi Vicenza non trova un di accordo con le Aziende Municipalizzate e le FTV per un'agevolazione per gli spettatori come per esempio una % diversa di sconto a seconda del tifoso abbonato o solo col biglietto???
Come tutte le cose politiche non so se e quanto tempo ci vorrà prima che questo piano territoriale vedrà la luce.
Rimane però il fatto che la politica di opposizione di quel tempo, che adesso è alla maggioranza, ha concepito un piano dalle conseguenze contrastate a suo tempo coi ruoli invertiti: lo svuotamento del centro storico. Giganti palazzi centenari che tanto tronfiamente presentiamo come patrimonio dell'Unesco si svuoteranno ingrigendosi sempre di più.
Temo che sarà così che Vicenza non sarà più dei vicentini. Con ogni probabilità lo sta già diventando, basta sentire le voci "spaventate" di chi vede un foresto girare per Corso Palladio, quasi fosse un marziano.

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C'era una volta...2

C'era una volta, nel finire degli anni '90, un agriturismo situato sui colli vicentini dove poter ammirare uno splendido panorama di rigogliosa natura, respirare aria sana e tranquilla e immaginarsi la vita agricola dei tempi passati.
Questo posto era l'Agriturismo Cri*chelon.
Un luogo dove potersi rifugiare nelle sere dei fine settimana insieme agli amici per qualche ora di lieto svago e fare nuove amicizie, abbandonandosi in abbondanza alle pietanze ed alle bevande inneggianti alla genuina tradizione locale. Caldo o freddo che fosse questo posto riusciva sempre ad accoglierti coi sapori casalinghi ed artigiani di piatti ricolmi di pasta e sughi, di ammassi di carne alla brace, di vini rossi semplici ed accattivanti provenienti da uve colte e pigiate poco lontano.
C'era una volta. Una volta. C'era.
Non c'è più! O meglio, c'è ancora! Eccome se c'è, ben più grande! Si è ben ampliato sulla collina sulla quale è situato, cementizzandola con un nuovo residence con 13 splendide stanze (oltre alle altre 9 dell'albergo).
Dopo molto tempo ci sono tornato sabato sera con degli amici per festeggiare due futuri sposi e la loro casa nuova. L'ultima volta ci sarò stato 3 anni fa, si festeggiava un compleanno quella volta, e abbiamo mangiato molto bene.
Passare da una pizza a un ristorante-agriturismo fa differenza, soprattutto economica, ma al Cri*chelon ci sono affezionato dai ricordi tardo adolescenziali, alcuni molto annebbiati dall'alcol a dir la verità. Per esempio, non ricordavo mai come riuscivamo a tornare indietro in macchina per quella discesa ripida e tortuosa. Ma questa è un'altra storia.
Così sabato con Anna e amici sono tornato indietro nel tempo. O almeno così credevo!
Intanto il cameriere ci ha subito chiesto se volevamo dei bis di primi o preferivamo vedere il menù.
In questo posto, una volta, il/la cameriere/a ti leggeva i piatti della sera e poi si andava giù di grigliata ben annaffiata di vino.
Tra l'incertezza generale abbiamo optato per vedere l'offerta del menù e mi sono subito chiesto chi cazzo avesse scelto di venire a festeggiare lassù! La cosa curiosa è che sabato io e Anna siamo stati a Venezia fino a metà pomeriggio (visita a una dozzina di chiese per volere di Dyo): finché lei ne visitava una io mi sono soffermato davanti il menù di una ostaria e mi sono sorpreso che un piatto di pasta all'amatriciana costasse ben €7,50.- Sticazzi, essere in laguna veneziana o sopra i colli vicentini ha lo stesso prezzo! Con la differenza che il posto dov'ero sabato sera si vanta di preparare tutto in casa, quindi con bassi costi di produzione (e considerando che è anche un agriturismo immagino che possa godere di alcuni incentivi europei...).
Opto per dei ravioli al radicchio con crema di mandorle, in un incontro di sapori inedito!
Intanto inganniamo l'attesa dei piatti con le solite quattro chiacchiere intervallate dalla sobria frizzantezza di un leggero rabosello.
All'arrivo dei primi piatti i nostri sguardi si incrociano con celerità stretti e sospettosi, chiedendoci all'unisono "Tutto qua?".
Il piatto di Anna è bello: largo, 30cm almeno, con un bordo ampio e al centro un buco (bu-co!), dove sono stati posizionati alcuni dei suoi gnocchi di zucca spruzzati da una lieve nevicata di tartufo mentre i gamberi che concludono il piatto (appunto, gnocchi di zucca con tartufo e gamberi) sono nascosti in fondo, solo uno è uscito dalle macerie dei sette gnocchi.
Anche i bigoli col ragù di pomodoro o di anitra sono alquanto ristretti, ben presentati senza dubbio, anche buoni certo, ma scarsi di quantità!
In questo posto, una volta, era il contrario: si vedeva prima la pietanza ordinata e il piatto lo scoprivi solo alla fine. Adesso vedi solo il piatto. E basta.
Anche i miei ravioli rispettano i dettami della cucina moderna: 3 ravioli 3 farciti di crema di radicchio appena bagnati da una salsetta di mandorla e qualche misera foglietta di mandorle a decorare (o giustificare?) il piatto.

Si fa presente che per meglio mostrare la presenza dei 3 ravioli (sì, uno è già stato forchettato), la dimensione della immagine è Extra-large).

Per solidarietà, Anna e io rinunciamo al consueto scambio di assaggi. Ogni boccone vale oro e lo teniamo ognuno per sé.
Cazzo, ma questo, una volta, non era il Cri*chelon dove i piatti abbondavano di cibo e non solo di ceramica? Negli anni si è imborghesito e porca troia anche per merito di nutrite compagnie di tardo adolescenti inquieti e alcolizzati. Ci spetterebbe di diritto una quota societaria!!!
Decido di rivolgermi al cabernet: è duro e deciso il giusto, quello che ci voleva per mandare giù la situazione.
Il dolce conferma l'evoluzione dell'ex posto rustico ed artigianale grazie a una crème brulèe spacciata per crema catalana e un tiramisù dal gusto alquanto debole.
Nemmeno l'amaro del gusto pieno della vita è più amaro del conto: il boss non concede conti separati senza distinzioni con chi ha bissato il primo o si è preso anche una carnazza - potrebbero scrivere che "Siamo tutti uguali davanti alla cassa" -. Spesa totale €18.- per tre ravioli (con pasta fatta in casa), qualche bicchiere di vino (a km pochi), un dolce, un caffè e un amaro.
Vaffanculo la cucina moderna col piatto che cala di quantità e aumenta di prezzo. E chi cazzo se ne frega degli ornamenti!
E la cucina tradizionale genuina, quella a km 0, non dovrebbe essere più economica?
Stasera chiamo e sento se l'agriturismo per eccezione è aperto. Esatto, proprio quello in BUSA!!!

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€ vs aria

Sarà la conformità del centro della mia bella città fatto di strade a misura di pedone (bhe, nel '500, dubito che l'esimio arch. Andrea Palladio potesse pensare a qualcos'altro) o sarà che è come tutte le città moderne cioè pestate più da pneumatici che da piedi, fatto sta che chi riesce a mettere giù la macchina per poi fare le proprie commissioni in giro per gli uffici o i negozi del centro o spende una valanga di soldi (€, o ha il parcheggio pagato dall'azienda o studio che sia altrimenti dice 'Vaffanculo!' e va nei centri commerciali dove può parcheggiare con meno ansia (se non è un sabato o una domenica) e soprattutto aggratis.
Con conseguente sommo incazzamento di quei santissimi venerabilissimi commercianti del centro storico, che insorgono per ZTL, tariffe dei parcheggi, blocchi del traffico e manifestazioni anti-tutto.
Posso capire o forse no non essendo della categoria, il giramento di palle dei negozianti che fatta eccezione di quelle vetrine storiche aprono e chiudono negozi dalla mattina alla sera.
Però siamo ormai all'undicesimo giorno di fila che l'aria è insalubre così per legge domenica scatterà l'automatico blocco totale globale alla circolazione .

E non possono esigere due parcheggi per centinaia di auto l'uno in pieno centro storico, a due passi da C.so Palladio (v. foto infondo: i due parcheggi sono indicati con la scritta PARK e come si vede sono proprio vicini al corso)!
Si congestionerebbe il traffico in prossimità dei palazzi protetti dall'Unesco (etichetta che non serve a una emerita sega!) che verrebbero ingrigiti a causa dei gas di scarico e dalla polvere (alla faccia dell'organismo di cui sopra...), si renderebbe l'aria ancora più irrespirabile e bisognerebbe riasfaltare le strade ogni mese.
E per i lavori di realizzazione immagino i rallentamenti dovuti al rinvenimento di reperti storici di epoca romana e  le proteste per eventuali problemi strutturali agli edifici vicini.
La concorrenza (i C.C. della periferia) ha il vantaggio del parcheggio gratuito a pochi passi ma non è questa la soluzione per non far morire di fame e di noia i poveri commercianti del centro storico!
I valori delle polveri sottili, quelle troie di PM10 che si infilano su per le nostre narici eludendo l'apposita peluria che lo proteggono e che provocano malattie respiratorie e fanno insorgere allergie improvvise e cazzi vari, sono alle stelle perché usiamo troppo la macchina, guardando dentro ogni auto che circola dentro c'è 1 persona sola, ogni tanto 2, perché non c'è alcun intervento per incentivare l'uso dei mezzi pubblici.
Per fare 8km da casa al centro la spesa del consumo di carburante è inferiore al costo del biglietto A/R (€2,40) e pur di parcheggiare il più vicino possibile qualcuno è anche disposto a pagare il parcheggio anche €1,50/2,00 per ora (io sono tirchio e povero e cerco le zone a parcheggio libero, quelle volte che mi capita).
Credo che l'unica soluzione sia quella di costruire dei parcheggi di interscambio appena fuori la circonvallazione, come quelli che ci sono allo stadio e vicino la caserma dei VV. FF.. In questo modo chi viene da fuori può parcheggiare con comodo e prendere l'autobus scendendo in centro.

DOCUMENTI DI VIAGGIO
(con parcheggio vettura in omaggio)
TARIFFE
PREZZI
EURO
 
BIGLIETTO SINGOLO A/RBN/1 2,40
viaggio A/R da effettuarsi nello stesso giorno. Validità 90' + 90'  
BIGLIETTO CUMULATIVO A/R
per 2 personeBN/2 3,60
per 3 personeBN/3 4,80
per 4 personeBN/4 6,00
per 5 personeBN/5 7,20

PS: alle tariffe qui sopra va aggiunto €1,20.

Venezia per esempio si affida al quartiere (!) di Mestre dove sono previsti dei parcheggi scambiatori gratuiti, per chi non vuole svenarsi parcheggiando al Tronchetto, e poi prendere o il treno o il bus.
Spero che la mia città riesca ad avere dal Governo il finanziamento promesso per la realizzazione della tramvia quale compensazione all'insediamento 'mericano (la tangenziale N/S secondo me è una cazzata! Altro ce compensazione! E' una infrastruttura che serve più ai militari che ai vicentini ma che sarà pagata coi nostri soldi!). Questa sarebbe una bella soluzione e soprattutto ecologica. Non so come possa essere realizzabile e che giro intenderebbero farle fare, spero fuori le mura, sfruttando sempre i parcheggi di interscambio.
Intanto le urla di protesta dei commercianti salgono, insieme alle pm10.

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