Raccontacene un'altra Emma!

Il presidente di Confindustria è Emma la tosta! Nel suo discorso per l'inaugurazione del Salone del Mobile ha frustato il Governo, reo di non elargire incentivi al settore del mobile e dell'arredo e di non stringere la cinghia, riducendo la spesa pubblica, come stanno facendo molti cittadini ed aziende (che la cinghia più di qualcuno se l'è stretta al collo).
A parte ripetere sempre le stesse cose su investimenti ed innovazione che ormai non hanno più alcuna eco, le sue affermazioni sugli incentivi puzzano!
Di faziosità e di circostanza. Infatti la pres. si trovava di fronte una platea di imprenditori del settore quindi non poteva dire altrimenti. Se fosse stata all'inaugurazione della fiera del giocattolo avrebbe chiesto un contributo statale per l'acquisto di Gormiti e Hallo Kitty.
Inoltre, dovrebbe sapere che gli incentivi servono non solo agli amici industriali e ai loro clienti, ma servono più che altro a contribuire al ricambio/rinnovo di prodotti che non conviene più utilizzare perché obsoleti e inquinanti. Così gli ultimi concessi servono per gettare motori di motoscafi vetusti che infestano, p.e., le calli e i canali di Venezia e Chioggia e anneriscono i palazzi sui quali si affacciano. O quei datati elettrodomestici appartenenti a una classe di consumo adesso troppo bassa (nel senso che consumano troppo rispetto a quelli ora in commercio).
Per questo vengono anche chiamati eco-incentivi.
Quindi, che convenienza ecologica ci sarebbe a cambiare un divano?
Puzza anche l'invito a stringere la spesa pubblica.
Di propaganda e superficialità. Infatti si fa sempre bella figura a parlare male della spesa pubblica ma Emma non specifica quali settori pubblici penalizzare a vantaggio del settore del mobile. 
Posso suggerire alcune voci da ridurre con decisione tipo "stipendi" e "rimborsi" a politici e dipendenti dei loro palazzi. Guadagnano già troppo per fare troppo poco e visto che di più non fanno nonostante l'impegno di Brunetta (a proposito qualcuno ha notizie? Dopo la sconfitta alle elezioni per la sedia di sindaco di Venezia non si sente più)... 
Col denaro risparmiato da questa contrazione di spesa si potrebbero risolvere diversi altri problemi, di ordine pubblico, purché spesi bene. Ma questa diventa poi un'altra storia.
Quello che desidero far notare a Emma la tosta è che le sue consociate con la cinghia tanto stretta al limite dell'asfissia stanno facendo le furbe e che se mancano i quattrini per elargire altri incentivi la colpa è anche loro, perché le tasse devono essere pagate sennò si può mica prendere soldi se prima non si mettono nel salvadanaio!
Dalle mie parti infatti (più di) alcune aziende preferiscono sborsare soldi liquidi in mazzette alla Finanza locale invece di contribuire al salvadanaio pubblico pagando qualche dovuto milione di euro di tasse allo Stato. 
Vuoi mettere un bonifico (spero on-line, che è gratis, perché dalle mie parti qualcuno può non esserci ancora arrivato) di qualche milione di euro contro un borsone di denaro contante per un decimo del dovuto? Ci guadagnano tutti: azienda, finanziere e ufficiale delle entrate! L'unico a rimetterci è lo Stato, dal quale poi andare a piangere e rompere i coglioni per avere degli aiuti.
Quindi l'azienda non paga le tasse, prende anche gli incentivi e lascia a casa i dipendenti.
Caspita, così mi viene da pensare che i contributi pubblici siano destinati più a rimpinguare lo stipendio di qualcuno in divisa che all'innovazione e alla ricerca...
Alla fine gli imprenditori piangono mali che combinano loro stessi.
Un po' come se il cieco bastonasse il suo cane guida zoppo, zoppo perché è il cieco che lo pesta.
Poi uno fa la figura del mona chiedendosi come fa la metà dei contribuenti a dichiarare 15.000 euro all'anno mentre gli altri 2/3 non vanno oltre i 20mila. Sommandoli, significa che l'83% dei contribuenti ha un reddito non superiore i 20mila euro l'anno.
Facendo una analisi con i dati che posso disporre, nel 2008 l'80% dei contribuenti italiani dichiarava un reddito inferiore ai 26mila euro l'anno (dati relativi all'anno fiscale 2007).
Nello stesso anno, gli italiani hanno speso 1.910.230.000 euro (v. tab. 1.1a, calcolo a+d) per l'acquisto di un natante. Nello stesso anno, il mercato nautico italiano è cresciuto del 18,9 % rispetto al precedente.
Credo che a Emma e a tanti suoi associati non piaccia evadere dai soliti slogan!

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" Metticene un po' " a chi scusa?

Una volta aperto questo blog non pensavo di scrivere anche di calcio, del mio calcio della mia squadra che gioca in un girone veneto di terza categoria. Perché è una cosa da vivere coi miei compagni l'allenatore i dirigenti in spogliatoio in campo e in sede.
Così oggi mi permetto di fare uno strappo. Tanto nella Zona Verde ci faccio e ci scrivo quello che mi pare.
Oggi pomeriggio siamo tornati in campo dopo la pausa pasquale. Io odio la pausa pasquale! Dai tempi degli juniores, arriva in un momento delicato del torneo spezza il ritmo deconcentra. Mettere una vacanza li in mezzo rompe proprio i coglioni. Ma siamo dilettanti e, salvo eventuali inopportuni recuperi, la fine della Settimana Santa non prevede partita.
Forse, quest'anno ci stava giusta, perché nelle ultime due partite prima della sosta siamo stati suonati come uno jambè nella spiaggia di Jesolo a Ferragosto da adolescenti dagli ormoni fuori controllo e dalla chimica in evidente stato di alterazione.
O forse non ci stava proprio per niente, perché, forse, tutta quella rabbia e la delusione accumulata dopo le due cocenti sconfitte potevamo trasformarla in vibrante foga agonistica.
Evidentemente l'energia accumulata da ognuno di noi nel personale laboratorio del Cern è stata così forte da resistere due settimane! 
E' un po' quello che ho pensato oggi pomeriggio dopo neanche 10' del pt quando ci siamo trovati in vantaggio per 2 a 0 con due bei gol in una partita molto importante per tre aspetti: 1. perché era il derby e in quanto tale è una gara molto sentita; 2. perché dovevamo dimostrare di non essere quelli dei 7 gol subiti e 0 fatti delle due precedenti partite; 3. perché valeva tanto in chiave playoff. Noi infatti siamo quarti e loro sesti staccati di 3 punti: perdere equivale farci raggiungere e incasinare le cose a fine campionato. Proprio una situazione da evitare.
Avanti di due gol così presto annichilisci l'avversario. Invece siamo stati ingenui a lasciargli degli spazi che loro hanno saputo ottimizzare, cazzandoci in porta pareggio e sorpasso già prima della fine del primo tempo e, verso circa la metà del secondo, pure la ciliegina. Di quattro peri presi, due sono stati infilati su punizione all'incrocio!
Non ricordo altre sconfitte del genere perché, come ci siamo detti nell'intervallo, abbiamo giocato bene come sappiamo fare (bhè, come sanno fare i miei compagni, i piedi giusti ce li hanno loro a dire il vero, io ci metto il mio ;)! ). 
Purtroppo nel secondo tempo non siamo stati pericolosi ne' incisivi come nel primo anche se il pallone lo tenevamo di più noi e gli avversari si affidavano a conseguenti contropiedi.
Ed è più che naturale avere la palle che girano ancora come particelle del Cern dopo una partita così!
Perché non ho visto uno dei miei compagni, dal portiere a chi è stato in panchina fino alla fine, tirare indietro il piede non rincorrere l'avversario non darsi da fare per aiutare il compagno. Ci siamo tutti dannati l'anima!
E sentire certe cose dal pubblico negli ultimi minuti della partita, quando il corpo reagisce più per orgoglio forza d'inerzia disperazione e illusione per una fine migliore (e anche perché il fisico ha ancora benzina, cosa che oggi mi ha sorpreso alla tenera età di 32 anni, alla faccia di chi dice...), a me fa saltare la vena al cervello!
Non giochiamo in uno stadio e le voci si sentono bene ma non possiamo pretendere che gli spettatori se ne stiano muti, anzi, ci devono incitare e ci sta benissimo che qualche commento possa scappare. Ne' i calciatori devono farsi influenzare altrimenti meglio che si facciano un giro in bici la domenica.
In tanti anni di calcio (o di calci?) ne ho sentite tante sia su di me che sui miei compagni, ogni tanto giusta ogni tanto no. Ma lasciamoli parlare, è nel loro pieno diritto!
A me possono dire che sono scarpone che ho il piede a vanga (e ammaccata, anche!) che è un miracolo se riesco a fare un passaggio giusto di 2 metri (già troppo!). Ok, va benissimo! L'evidenza non si può negare ;).
Ma non si può nemmeno interpretare con una certa fantasia. Per questo oggi me la sono presa con quella persona che ci ha tacciato di essere remissivi di non metterci quel poco per cambiare il risultato.
Non sopporto e tanto meno tollero sentire questo cose. Perché, come detto, oggi tutti i miei compagni non si sono tirati indietro di 1 cm! Tanto per dare l'idea in questa squadra ci si allena coi muscoli che fanno male e si da quel che si può! In questa squadra c'è chi si allena nonostante un filo di cartilagine nel ginocchio! In questa squadra c'è chi corre un'estate intera per presentarsi in forma! In questa squadra non si molla nemmeno quando la caviglia non sta più tanto dritta! In questa squadra i giocatori corrono da lavoro la domenica per finire in panchina! Tanto per far capire quanto poco ci teniamo alla partita la domenica!
Quella persona non ha nemmeno avuto il coraggio di ammettere la sua critica negandola senza vergogna. Vorrei tanto sapere allora come ha fatto a capire che mi rivolgevo a lui finché lo invitavo a starsene zitto e non al tizio di fianco o sotto di lui.
Se la critica invece era destinata a me, cade nuovamente male. Deve sapere quel tale che la sera del mio compleanno, di giovedì, serata in cui non ci alleniamo, subito dopo essere tornato da Milano, invece di stare a casa a festeggiare ero al campo per correre per i cazzi miei perché dopo la visita del giorno prima al ginocchio volevo verificare di stare davvero bene perché volevo fare allenamento anche venerdì e avere una speranza di andare in panca domenica (mica di giocare titolare!) dopo due settimane di assenza. Deve sapere che ogni domenica sera me ne sto con il ghiaccio sul ginocchio. Deve sapere che se io avrò 32 anni per niente come l'ho sentito dire bullandosi coi vicini di posto sugli spalti, mi meraviglio non poco dei suoi non so più quanti anni trascorsi nel mondo del pallone se quest'anno, da direttore sportivo, non è stato capace di portarci un secondo portiere. O avrà pensato che un mona che viene a fare il nr. 12 ogni domenica lo trova? La sua fortuna sfacciata è che il nostro portiere non si è fatto male. Per ora...
Non sono mai stato così incazzato come oggi. Me ne sono stato fuori dagli spogliatoio per un pezzo perché  non ce la facevo a stare seduto e quando sono rientrato la porta ha sbattuto duro ho fatto volare via tutti i bicchieri di plastica a portata di braccio mi sono fatto la doccia da solo nell'altro spogliatoio perché non volevo parlare coi miei compagni perché magari qualcuno non aveva sentito e non era poi tanto giusto dirgli tutto volevo in qualche modo proteggerli. 
Perdere una partita ci sta, si può star male un po' poi passa perché non è questa la nostra vita! Sentirmi trattare così da un dirigente della mia società non lo sopporto! Avrà visto un'altra partita o capisce poco di calcio. Ma siccome ci stava guardando...
Con quella critica ha offeso me e i miei compagni e per conto mio ha mancato di rispetto anche verso l'allenatore!
Non è la prima volta che dice questa cosa e puntualmente è stato smentito da TUTTA la squadra, cosa che non ha gradito. Evidentemente non sopporta molto le critiche.
Forse rischierò qualcosa per queste righe ma non potevo stare zitto. Poi tanto lui parla e scrive delle nostre partite sul suo blog secondo il suo punto di vista e magari si fa pubblicità tramite la nostra squadra, tanto io credo di avere la stessa libertà, senza però sfruttare o mancare di rispetto ai miei compagni (leggendo il commento della nostra partita nel suo blog, mi pare di capire che giochiamo bene solo per grazia ricevuta, poi c'è una chiara contraddizione: nel primo pezzo parla di una squadra remissiva [dal dizionario Garzanti: agg. - che si rimette facilmente alla volontà altrui; sottomesso] e poco dopo dice che sarebbe ingiusto parlare di scarso impegno. Accenna anche agli episodi negativi accaduti a due miei compagni ma sarebbe stato meglio non parlarne visto che certe cose devono stare dentro lo spogliatoio. In campo invece mi sono perso battibecchi tra giocatori).
Spero che questa sconfitta serva ai miei compagni per trovare quella determinazione che secondo il nostro direttore sportivo la domenica lasciamo a letto o al bar o chissà dove.
Siamo delusi di noi stessi e ci spiace per tutte quelle persone che ci seguono.
In più giochiamo su un campo meraviglioso dove credevo di vincere sempre!
Ci aspettano cinque partite che non devono essere le ultime cinque. Dopo di queste voglio farne altre quattro. Io di voglia ne ho e ce ne metto anche un po' di più. E sono pronto a scommettere che anche i miei compagni di squadra la pensano come me.
Forza ragazzi, solo per noi!

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Incrocio l'incrociabile e in culo la balena!

L'annuncio era quello. Ma dovevo prepararmi bene.
Lettera di presentazione, civì. Un articolo che ho scritto due (già due?) anni fa e un pezzo di fantasia a corredo della mia candidatura non fanno male. Leggo e rileggo. Attenzione ai dettagli. Correggo e rimodifico. Stampo. E porto a destinazione.
Suono al citofono mi risponde una bella voce femminile. Dico che porto me stesso in formato cartaceo dentro una cartellina di plastica. "In fondo al cortile a destra" mi indica. Dietro quella parete imponente si apre un bel cortile alberato ordinato razionale sul quale si affacciano diverse vetrate ampie.
Salgo, saluto, mi presento, spiego, non c'è tempo al momento leggeranno e in caso mi richiameranno. Ma non importa l'importante è avergli fatto avere il mio. Saluto e esco. Chiudere la porta.
La giornata è fresca soleggiata di inizio primavera con le pm10 al solito livello fuorilegge ma sembrano quasi polveri magiche. Non so come mai annuso questo senso di positività! Forse girare per la città in scooter mette di buon umore!
A settantacinque metri da casa suona il cellulare... proprio nel tratto di strada più squallido. Lo passo - non smettere! -, accosto - guai a te se smetti! -, "Pronto?" dico ancora col casco in testa solo per far sapere dall'altra parte che ci sono senza sentirne voce, "Pronto?" ripeto leggendo NUMERO SCONOSCIUTO sullo schermo e pensando "Eccoli! Grande!!". 
Sono sul ciglio della strada, subito dopo la curva in salita che porta a casa mia. Se arriva una macchina non fa a tempo a scansarmi e mi stira. Ma passa solo dall'altro senso una sferragliante macchinetta che da mesi scava in diversi punti del quartiere, tanto per facilitare la comunicazione. "Sì, chi è scusi?" e mi risponde la bella voce del citofono. Il cuore parte in terza a pieni giri affiorando sulla pelle.
Mi dice che stanno cercando un collaboratore interno e full-time per la loro redazione, mi chiede se per me va bene.
Strabuzzo gli occhi fino a farli uscire dalle loro orbite grandi come un uovo alla coque. Magari me lo spiegheranno meglio quando ci incontreremo, ma SAREBBE IL MIO SOGNO! PORCA MIGNOTTA! (questa esclamazione non l'ho detta, era il significato del punto esclamativo che la precede, è solo una nota di colore a corredo di quello che sto scrivendo anche se avrei molto voluto!).
"Ah, bene! Allora possiamo vederci lunedì alle 15.30?" Fatto! D'accordissimo, va benissimo, liberissimo! 
Sono pervaso da una sensazione di gioia mista incredulità. Vorrei svenire cadere a terra estasiato schiacciato dal peso dello scooter ecchissenefrega! 
Ci vediamo lunedì pomeriggio! Sono già teso non vedo l'ora! E' quello che voglio fare!

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Regionali 2010: utopia e speranze

Sto seguendo lo spoglio delle Regionali da internet con Beppe Severgnini e ascoltando i toni ho la sensazione che la politica, quando viene trattata da certe persone riesce anche a essere piacevole e ad attirare l'attenzione del popolo sovrano. E' possibile notarlo leggendo i commenti anche di chi ammette il proprio astensionismo o il proprio vandalismo elettorale: nonostante non si sia espresso a favore di alcuna parte segue lo stesso l'argomento, dimostra lo stesso il suo interesse.
Detto questo, i risultati che arrivano confermano l'orientamento della mia regione: il Veneto rimane a destra, ma vestirà la camicetta verde della Lega e non la bandana del PDL. Tra l'altro al momento il partito padano è in vantaggio di dieci punti % sugli alleati. E sticazzi! Sono curioso di leggere i risultati finali e sommare i voti verdi e quelli azzurri. Credo si possa trattare di un travaso di voti verso i Paesi Bossi (cit.) di elettori delusi del PDL, PD e UDC che si sentono ormai stanchi e presi per il culo dalla vecchia politica e vedono nella Lega un'alternativa. O forse un'ultima spiaggia.
La Lega adesso ce lo può avere molto duro, perché si è portata a casa il nord Italia tanto che potrebbe correre anche da sola senza l'appoggio di altri partiti. Infatti il PDL, in Veneto, ne esce molto ridimensionato: ho fatto il calcolo anche se i dati non sono ancora definitivi: 
2005
Forza Italia + Alleanza Nazionale: 710.292
2010
PDL: 548.657
perde il 22%, in termini assoluti equivale a 160mila voti, circa.
2005
Lega: 337.896
2010
Lega: 780.776
quindi ha più che raddoppiato il numero dei suoi elettori!
Senza vergogna i vari capi partito mentiranno a loro stessi affermando con falsa soddisfazione che il PDL ha vinto. Mentre chissà quando gli prude...
Adesso sono curioso di vedere cosa succederà. La Lega può pretendere ciò che vuole, perché ha vinto con un consenso che va ben oltre le aspettative. Il presidente della provincia di Vicenza è della Lega ma è risaputo che il governo effettivo del territorio è nella mani del PDL e non penso davvero si possa ripetere questa situazione di facciata a Palazzo Ferro Fini e, se verranno confermi gli ultimi risultati, anche in Piemonte.
I risultati dicono che il divario tra centro-destra e centro-sinistra è salito da far paura: dall'8,23% del 2005, al 31% di oggi!
Vedremo poi se la Lega è un partito che mette al centro il cliente (=l'elettore), se dimostreranno che siamo davvero paroni in casa nostra!
Al momento anche il Movimento Cinque Stelle promosso da Beppe Grillo sembra si stia prendendo delle soddisfazioni e sono curioso di vedere come verrà visto questo risultato: se come un voto buttato, un voto di protesta (?) o una scelta precisa da parte degli elettori. E soprattutto vorrei sapere quanto ne parleranno i vari media: non ha un'organizzazione capillare e profonda ne' immagino si possa avvalere di un ufficio stampa potente tanto quanto quello della concorrenza. Già è stato ignorato durante la campagna elettorale, riuscisse a fare un risultato a sorpresa (al momento in Veneto è al 3,30%, poco fa in Emilia Romagna si diceva fosse al 7!) non so quanto spazio gli verrà dedicato.
Questi sono gli esiti di una campagna elettorale anomala e aggressiva. Perché più dei candidati locali, hanno avuto più spazio i pezzi grossi nazionali, quasi fossero delle elezioni Politiche.
I principali leader politici si sono mostrati più del dovuto senza risparmiarsi, senza limitarsi a chiudere le campagne dei loro rispettivi candidati. E' parso che fossero quasi loro i candidati, che le elezioni fossero un giudizio su di loro.
Probabilmente i vari mignotta-gate scoppiati un po' dappertutto, le boiate che hanno compromesso la presenza di alcune liste di qua e di la e le indagini spuntate come funghi hanno costretto i leader di una parte e l'altra a scendere in campo in prima persona per difendere i propri colori, attaccando l'avversario che di conseguenza è stato costretto a replicare difendendosi come poteva.
Via di questo passo, i programmi dei diversi candidati sono passati quasi inosservati quasi inutili.
Altri candidati si sono conosciuti solo l'ultima settimana perché, alla faccia della democrazia e della libertà, sono esistiti solo i due principali concorrenti mentre gli altri contavano niente.
Forse perché in alcune regioni i risultati sono stati dati scontatissimi da tutti (politici giornalisti ed elettori): per quanto riguarda il Veneto (posso parlare solo per la mia terra perché non conosco le situazioni politiche delle altre regioni) la Lega potrebbe andare a bersi il bianchetto all'osteria risparmiandosi le spese e le fatiche elettorali.
E' stata una campagna elettorale tesa pesante dove chi inneggiava all'amore e alla fede urlava a squarciagola tutto il suo odio e rancore verso l'avversario.
Una campagna elettorale che ci ha fatto vedere quanto siano diverse tra loro le posizioni all'interno delle due principali unioni politiche, c'è tutto tranne che sintonia. 
Questo panorama non fa che accrescere la perplessità dei rispettivi elettori, che sempre meno si riconoscono in quei politici ai quali avevano affidato l'andamento del Paese e che sempre di più si allontanano dalle vicende politiche italiane. Non per niente l'astensionismo rispetto alle ultime elezioni (qualsiasi, anche del rappresentate di classe!) è salito.
C'ero in mezzo anche io fino a poche ore allo scadere.
Però mi dispiaceva non esprimere la mia opinione in modo attivo così, anche se avrei tanto voluto ardere il seggio (questo è un voto di protesta, non segnare il Movimento Cinque Stelle!), ho esercitato il mio diritto/dovere. Anche solo per avere il diritto a protestare, qualora ce ne fosse il bisogno.
E' questo atteggiamento che vorrei cancellare tra la stragrande maggioranza degli elettori: l'indifferenza tra uno o l'altro, le sfiducia e la rassegnazione. Non mi piace sentire la gente che dice di aver votato per il meno peggio o di non essere andata perché non ne aveva voglia o perché non sapeva cosa fare.
Perché il Paese è anche suo e se vuole, nel suo piccolissimo, può fare qualcosa.
L'italiano deve tornare a identificarsi nel proprio capo politico democraticamente eletto, che deve trasmettere l'attaccamento al Paese.
Ma la politica per questo deve essere vicina alle persone conoscendo le loro necessità. Ma non quelle degli imprenditori dei bamboccioni dei liberi professionisti dei rappresentanti di categoria dei lobbisti dei lacchè dei papponi di chi sta nella stanza dei bottoni o va al ballo delle debuttanti o ai festini tirando di coca o fa il fine settimana in barca. Deve conoscere le difficoltà della gente comune che paga le tasse degli impiegati degli studenti dei genitori e dei loro figli delle piccole associazioni dei pensionati dei malati. Perché è questa la stragrande maggioranza del Paese! E' questa parte d'Italia che ha bisogno di ritrovare la sua identità! 
La politica in questo senso ha molto da fare. Senza nascondersi dietro slogan ridicoli e inconsistenti (la battaglia al cancro lasciamola ai dottori per cortesia!). Senza andare a troie con l'auto blu o comprarsi la droga coi soldi pubblici al posto di lavorare per il Paese, di fare leggi vere e non leggi rimedio rivolte al popolo che lo ha eletto e non per se stessa e per il gruppo ristretto di cui sopra. Non voglio più sentire gente che si vergogna di essere italiano che viene irriso quando va all'estero. Voglio un Paese forte che si faccia rispettare che non si faccia più umiliare a Risiko da Malta e Libia!
(Più di) qualcuno pensa che questo possa farlo la Lega? Forse, e nemmeno per tutta l'Italia.
L'incapacità della classe politica ignava attaccata al traino di un uomo soltanto ed incapace di contrastarlo ci ha portato a questo.
Chissà perché mi salta in mente una vignetta di Altan dopo le elezioni Politiche del 2001:

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Una Signora senza palle

Ieri sera pensavo che si potesse chiudere il cerchio: la crisi della Juventus è iniziata nel girone di andata con la sconfitta in casa contro il Napoli. Da 2-0 a 2-3 senza tanti reclami.
Causa allenamento solitario non ho potuto vedere alla tele la partita, ma anche rimanendo a casa dubito che avrei scelto la partita al posto dei RIS!
Tornando a casa, mi sono fermato a prendere degli spaghetti allo scoglio (e checcazzo festeggio il compleanno con mezza pizza?) e mentre aspetto ascolto la partita alla radio sullo 0-1. All'inizio del secondo tempo Marechiaro Hamsik spare in curva il rigore e, al posto di illudermi, tra me e me sentenzio: "La Juve sta partita non la vince!".
Infatti dopo due minuti Marechiaro si riscatta e infila solo soletto il pareggio nel tripudio radiofonico (devo dire che una radio cronaca è davvero emozionante quanto incasinata. La prossima partita potrei vederla come ai bei tempi della Gialappa's: tv accesa ma muta e audio dalla radio per vedere se le parole coincidono coi fatti).
Odio avere sempre ragione!
Nel frattempo gli spaghi arrivano, torno a caso, ceno con Anna e non mi interesso. Prima di andare a riposare le stanche membra, do una sguardo al risultato finale. Buonanotte!
Il cerchio non solo non si è chiuso, ma anzi il buco che ci sta dentro si è sderenato ancora di più!
Che tristezza! La Juventus non è più quella delle cose fatte con stile. La dirigenza non è all'altezza del nome della società e solo una persona non basta. 
Quelli che avrebbero dovuto essere i giocatori fondamentali sono extra trentenni a fine carriera demotivati, altri si sono rilevati fenomeni parastatali. E non si costruisce un cazzo di progetto (o un progetto del cazzo) con extra trentenni.
L'anno scorso pensavo di aver visto il peggio, coi giocatori in sciopero del gioco pur di cacciare l'allenatore e quest'anno si 'è continuato pensando (o sperando, e chi vive sperando muore cag....) di emulare il Barcellona di Guardiola. Peccato che i dirigenti abbiano tralasciato due particolari: i giocatori a disposizione non sono proprio gli stessi e il campionato spagnolo è molto diverso da quello italiano.
Quando pensi alla Juventus pensi a giocatori forti di qualità. Però non bastano solo i piedi buoni. Se penso al Manchester United, mi vengono in mente Scholes, Fletcher, O'Shea, Carrick, Gibson, Rafael, giocatori vecchi e giovani che hanno una caratteristica che è la loro miglior qualità: hanno due palle come quelle di King Kong (solo un po' meno pelose, immagino)! Scholes ha vinto tutto quello che poteva vincere coi Red Devils ma è ancora motivato, gli altri sono giovani poco conosciuti che non avranno i piedi buoni ma non mollano un attimo. E ogni anno ci danno una sacrosanta batosta!
E io mi sono strarotto i coglioni di presunti assi del pallone presi spendendo i soldi degli incentivi auto!
Se un calciatore non ha un po' di carattere, i piedi buoni li usa al massimo per entrarci in campo. Forse la dirigenza juventina dovrebbe pensare più a questo aspetto, a quello che è mancato di più in questi ultimi 2 anni. E ringraziare dell'impegno profuso (è un proforma) i pittori, i capelloni, gli eroi di un mese, gli ex capitani di ritorno dopo l’esilio spagnolo dorato per rinforzarsi con buoni giocatori che abbiano fame e voglia. E giovani, per aprire un ciclo di qualche anno.
Mi piacciono molto Lazzari, Biondini (che avevo visto a Vicenza e lo rimpiango ancora) e Matri del Cagliari, Padoin (anche lui al Lane col rosso Biondini) dell'Atalanta, Maggio del Napoli (ex Lane pure lui).
Sento già voci di mercato che mi fanno venire il vomito... non vedo l'ora finisca questo campionato, e senza gli incentivi auto chissà che la campagna acquisti non venga fatta all'INPS o affidandosi a nuovi pseudo fenomeni, in campo, in panchina e alla scrivania!
Voglio una Signora con le palle!

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Come nuovo, come sempre

Ieri sera volevo provare. Il fisioterapista mi aveva messo a posto con le sue manipolazioni (fisiche, non mentali). Cosa avevo? Ah, solo l'asse della tibia spostato!
Per quello sentivo da due settimane un fastidioso dolore ai lati del ginocchio e nella parte posteriore inferiore attaccata al polpaccio (o, più tecnicamente, al gastrocnemio, meglio conosciuto anche come gemello). Proprio lo stesso ginocchio che nel lontano 1998 era stato operato per la ricostruzione del crociato anteriore e la rimozione del menisco esterno, per un lavoretto completo.
Chiaro che ero preoccupato, anche dopo un attenta autoanalisi (il ginocchio non si era mai gonfiato e, premendoli, i menischi non mi facevano male. Analisi che ha fatto anche il fisioterapista, tanto per dire quante ne so in materia!) ho escluso complicazioni meccaniche.
Dopo due settimane ne avevo le palle piene di non fare una Madonna e visto che ero a posto sono andato al campo.
Mercoledì non mi sentivo ancora pronto (con l'esperienza impari anche a gestirti fisicamente...) e non avevo voglia di aspettare stasera (ma la voglia non manca mai).
Così, ieri sera tornato da Milano in ritardo sono arrivato al campo che gli juniores avevano iniziato da più di mezz'ora il loro allenamento così mi sono messo a correre per i fatti miei.
10' di corsa attorno al campo, qualche esercizio di mobilitazione per le braccia e per le gambe, qualche andatura e stretching. Poi altri dieci minuti aumentando il ritmo sul lato lungo e recuperando su quello corto. Stretching. Poi balzi per verificare la reazione. Non contento, mi auto infliggo due serie di ripetute sui 50mt. Chiedo al mister, lui mi dice "3 serie di 6 scatti da fare in 8" con recupero di 22" tra ogni ripetuta".
Bene, cosa faccio io? Mi incasino coi numeri facendo 8x8, cioè 8 scatti anziché 6 mantenendo gli 8" e i 22" di recupero. Alla fine della seconda serie con la lingua penzoloni, mi sono abbonato la terza, avanzando sul totale solo due ripetute.
Alla fine com'è andata? Bene, perché ho corso e non ho sentito male. 
Però le gambe dopo, a letto e anche ora, mi fanno un male becco e sono pesanti come travi di cemento armato!
A 32 anni i tempi di recupero sono nettamente più lunghi.
L'importante, è avere sempre la voglia di rialzarsi e rimettersi a correre!

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Cronaca di una notte annunciata

[IL RACCONTO CHE SEGUE NON E' FRUTTO DELLA MIA MENTE MALATA DOPATA DA UN ECCESSO DI FANTASIA MA LA SEMPLICE CRONACA DI QUELLO CHE MI E' ACCADUTO - O NON ACCADUTO, CIOÈ DORMIRE - LA NOTTE FRA SABATO E DOMENICA].

Ora X della notte tra il 19 e il 20 marzo. Sono andato a letto con la pancia piena di porchetta, cabernet barricato nostrano e un pugno di citrosodina. Più di tanto non riesco a leggere e meno male che anche Anna chiude presto il suo libro.
Appena poggio la testa sul cuscino sento che quella sensazione di sospensione tra il mondo reale e quello dei sogni. Di già cazzo? Nemmeno l'1am e mi sto già addormentando? Stanotte va di lusso! Devo solo perfezionare la posizione e magari.... zzzz... ANDATO! Meraviglioso! Non mi ricordo quando è stata l'ultima volta che mi sono addormentato così presto.
Dormo benone. Come un bimbo. Ronf ronf ronf. Divento un tutt'uno con il piumone il materasso e il cuscino, come l'unione di più droni che formavano un robot nei cartoni anni '80!
Il sonno fila via liscio accompagnandomi nella notte tranquilla.
Ma all'improvviso la quiete ha una breve interruzione: Anna si alza per andare in bagno. La rete cigola il legno del pavimento scricchiola. Nel grande fungo a punta nel bosco dominano i rumori. Ma nessun problema è solo una sosta breve, mi volto dall'altra parte e non mi accorgo nemmeno del ritorno in camera di Anna.
Ma allora come faccio a sapere che Anna è tornata? Bhe, 1 a meno che non sia svenuta o addormentata sulla tazza o rapita da un branco di coccinelle in rappresaglia vendicativa immagino che sia tornata a letto e, 2, perché sono sveglio. Porca puttana!
C'è da capire da  quanto sono sveglio. Saranno quasi le 6am perché so che comunque ho dormito un bel po' perché la sensazione è quella li. Ma non ho voglia di alzarmi e prendere l'orologio sulla sedia (in questa camera c'è un solo comodino, che è dalla parte di Anna, perché il letto semimatrimoniale è nella stanza da una piazza e non c'è spazio per un altro comodino) e premere il pulsantino della luce che fa bip e così risvegliare Anna (perché lei ha un udito sensibile quando dorme). Quindi sto sotto coperta e mi concentro a dormire. Ma la concentrazione non viene e le gambe iniziamo a fare un male boia me le sento tirare verso il basso e le vene pesanti e indurite come se al posto del sangue scorresse asfalto liquido. Insopportabile.
In qualunque posizione mi metto sento un male cane. In più ho la gola secca. Allora va bene, con delicatezza mi alzo e vado in bagno a bere e dato che ci sono prendo l'orologio. Dopo aver innaffiato l'ugola guardo l'ora: le 4:40am! SOLO? Allora non ho dormito una mazza! In silenzio, bestemmio senza remore.
Ma come, da come ho dormito mi sembrava fossero passate delle ore! Facendo due calcoli da quando ho spento la luce a quando mi sono svegliato faranno si e no due ore! Va bene che la qualità è inversamente proporzionale alla quantità ma dovrebbe valere solo per l'acol!
Non mi resta che tornare a letto. Ho un sonno becco. Non riesco a tenere una posizione per più di 12". Nemmeno quella che mi ha conciliato così bene il brevissimo sonno.
Inizio a sentire i rumori che abitano questa casa di notte. Sembra che il tetto stia per cedere da un momento all'altro, devo ricordarmelo di dirlo a Anna. O in soffitta c'è una bisca clandestina. Al posto di contare le pecore conto le macchine che passano lungo la strada cercando anche di distinguerle (i diesel anni '80 si riconoscono a chilometri). 
E inizio pure a farmi le seghe! Mentali!
Tutta colpa del giretto del sabato pomeriggio a vedere moto e mountainbike, infliggendomi del dolore profondo visto che non me ne possono permette nessuna delle due (e per la prima posso capire, ma duemila sacchi per due ruote a trazione a pedale, per tutto il carbonio e le molle che monta mi sembrano esagerati). Così i miei tarli notturni iniziano a bucarmi la mente con l'una e l'altra e il contro-tarlo cauterizzante "tanto non posso cazzo ci penso a fare?" non fa effetto finché non avrò uno stipendio.
Da qui cominciano i tarli del lavoro. Ci sono gli sponsor del volley femminile, penso ai ganci politici che mi servono per un'idea che mi nasce al momento (le ottime idee spuntano al buio della notte e spariscono alla luce del sole, zoccole!) grazie alla quale si riuscirebbe a promuovere lo sport, il turismo, i prodotti locali e pure un'associazione benefica in una botta sola! 
Sono nato per il marketing! Non faccio in tempo bullarmi un attimo che mi trapassa il tarlo della scuola! Perché penso che potrei tornare a scuola non per imparare ancora ma per insegnare il marketing. Infatti nel mio ex I.T.C. da settembre comincerà un indirizzo in questa materia. Sarebbe molto bello. Ma il mio entusiasmo viene subito attaccato dai dubbi: ce la potrò fare? Sarò in grado? Meglio le interrogazioni e i compiti o le tesine? Quando iniziare? Al biennio sono ancora acerbi. Il triennio di specializzazione è lungo... come potrò dividere gli argomenti da insegnare? E come faccio? Penso che sarebbe bello presentarsi dal preside con un progetto. In fondo il marketing ha dei chiari collegamenti con la ragioneria (bilancio d'esercizio e budget) e diritto commerciale (marchio e logo sono elementi giuridici) e potrei coinvolgere i professori di queste materie. Quella vacca come vengono in mente le idee a me... sì però non posso mica sparare a salve!
Penso che mi piacerebbe essere un insegnante: starei a contatto con i ragazzi, giovani entusiasti da cui prendere qualche spunto, inoltre sono dei perfetti marketing addicted. Molto stimolante! In più avrei del tempo per continuare altre cose come le sponsorizzazioni o magari attraverso la scuola entrare in contatto con un centro studi della C.C.I.A.A. o di qualche associazione di categoria.
Mentre la bisca in soffitta non ha fine (questa teoria è più divertente del tetto che potrebbe crollarci sopra), mi volto verso Anna che dorme beata corpo dritto braccia quasi incrociate e testa girata di 90° a destra e un uccellino inizia il suo canto mattuttino gioioso ignaro del mio incazzamento. Non riesco a dormire e mi arrovello sulle cose, ci mancava solo il cinguettio acuto di un pennuto.
No, infatti si attacca anche il termosifone del bagno al pianoterra, che guarda caso è proprio sotto il letto! Inizia a carburare, sembra un aereo col suo rumore monotono e mono ton. Porca roja!
Mi volto di qua e di la. Le mie palle girano più delle particelle nell'acceleratore del Cern! Penso che sono a un passo dal record mondiale di avvitamenti a letto. Avrò consumato il tessuto delle lenzuola e del pigiama. 
Basta mi sono rotto i coglioni di girare come la punta di un trapano!
Le campane suonano le 8am. Ho troppa roba in testa e se non la scrivo esplodo. Un po' come quando sei bello gonfio e ti tocca vomitare.
Scendo a scrivere. La rete cigola il legno del pavimento scricchiola e la porta delle scale fa un frastuono  di legno e ferro. Anna purtroppo stavolta mi sente, se non sei in grado di volare o di passare per i muri, i rumori nel grande fungo a punta sono inevitabili. Mi chiede dove sto andando. "A fare in culo" o "A spararmi" sono le risposte che penso d'istinto ma con sincerità le dico che vado a scrivere. Si avvicina e mi chiede preoccupata se va tutto bene. Mi chiedo che razza di faccia devo avere per ispirare questa domanda in quel tono.
Le dico che poi torno su per rassicurarla. Scendo e alzo la tapparella. Di la del vetro la scena è piuttosto tetra e nebbiosa.
Ovviamente il termosifone smette di rompere.
Inizio a scrivere quello che fin'ora avete letto, arrivando al rintocco delle 9am. Meno male che sono infortunato perché dopo una notte così non sarei stato in grado di finire il primo tempo.
Non so se tornare su e riprendere i volteggi sotto le coperte perché tra un'ora e mezza suona la sveglia oppure uscire a prendere il giornale fare colazione al bar e accarezzare i cani dei vicini.
Peccato che il pc di Anna non abbia la chiavina per la connessione, mi devo accontentare di carta e penna come ai bellissimi vecchi tempi anonimi dei blocchetti e delle Moleskine, altrimenti potevo scrivere tutto in diretta sulla mia Zona.
Se il mondo fosse perfetto. Ma allora avrei un lavoro, una bicilindrica una front in carbonio e tutto il resto e non me ne starei qui a scrivere alle 9 di domenica mattina.
Fanculo! Torno a letto e spengo la sveglia!

PS: SONO TORNATO A LETTO, HO ABBRACCIATO ANNA E MI SONO ADDORMENTATO DI SCHIANTO. MI HA SVEGLIATO A MEZZOGIORNO E MEZZO! LA SERA ERO RIDOTTO A UNO STRACCIO.

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