La tedesca e i demeriti nostrani

Incredibile come delle persone che nemmeno si conoscono in difesa dei propri colori si azzuffino verbalmente, coprendo le proprie malefatte ingigantendo quelle degli avversari!
Lo trovo ridicolo! Soprattutto se si parla di squadre italiane che giocano in campo europeo. I miei amici inglesi mi hanno insegnato a tifare la squadra del proprio paese nelle competizioni europee anche se è un'acerrima nemica in patria.
Giusto così, perché c'è anche il prestigio della propria nazione in campo, non solo quello della propria squadra (o del suo brand, a fare il manager sportivo figo).
Invece gli interisti godono dell'eliminazione della Juve dalla Champions Leauge mentre tutti gli altri tifosi italioti gufano da due settimane perché tocchi la stessa sorte all'Inter.
La Juve ieri ha giocato di merda sbagliando completamente l'approccio alla partita dando il campo al Bayern che non si è fatto scappare l'occasione d'oro cortesemente concessa: doveva vincere per forza per passare il turno e si è mangiata un bel pollo già preparato oliato e ripieno!

A mio modesto avviso, il calcio non si gioca così, attendendo l'avversario concedendogli spazio pericoloso. Quella di ieri non è stata nemmeno una partita di calcio perché si è giocata a una sola porta che nel nostro gergo, ironia della sorte, si chiama 'tedesca'. Mi vien da pensare che forse per questo il Bayern più esperto ha infiocchettato la Madama.
Ho visto la partita che temevo, con una Juventus attendista perché le andavano bene due risultati su tre. E peggio è stato da quando è andata in vantaggio, coprendosi per non prendere gol invece di farli per mettere al sicuro il risultato! Soprattutto se giochi nel tuo stadio, a casa tua.
Alla fine è stato un massacro. Una lezione di calcio. Una figuraccia. Una bastonata.
I tedeschi anche sull'1-3 andavano in pressione togliendo spazio idee e respiro ai tentativi di manovra bianconera, rendendoli meno che vani, bloccandoli sul nascere. Mi fa ridere pensare che Butt, il portiere del Bayern, abbia toccato 2 palloni: il primo lo ha raccolto in fondo la sua porta e il secondo calciandolo in quella di Buffon per il rigore del pareggio!
Ma questa è l'ennesima lezione presa dal calcio italiano che purtroppo non impara mai dalle sue sconfitte e dai successi altrui continuando a preoccuparsi di non prendere gol piuttosto che a farli,
I tecnici italiani hanno troppe paranoie costrizioni e schemi.
Si chiamerà gioco del calcio per qualcosa no!? E quindi lasciamolo giocare, ma non agli altri! Le migliori squadre che ho visto il gioco del calcio lo facevano, lo producevano! Il Milan di Sacchi, il Vicenza di Guidolin, il Manchester di Ferguson, il Real e il Barcellona di chi capitava. In campo c'erano loro e il campo doveva essere loro per vincere! Gli attaccanti attaccavano e si sacrificavano solo in caso di bisogno, altrimenti rimanevano la davanti, alti a tenere lunga e in paranoia la difesa avversaria.
La Juventus ieri mi è sembrata, con tutto rispetto, quella squadretta greca anni '80 che il mercoledì andava in gita per i grandi stadi d'Europa a prenderle e durante la settimana lavorava (c'era l'idraulico, l'operaio, il meccanicco etc.)! Paurosa e rinunciataria schiacciata dalla potenza e dalla convinzione del Bayern!
Temevo questa mentalità e così è stato anche prima del vantaggio illusorio. Cazzo se giochi in casa tua e devi mettere anche un po' di paura al tuo avversario! Fuori le balle la cattiveria e l'aggressività! Capisco che l'Olimpico di Torino non è l'Anfiel Road di Liverpool ma l'ospite deve sempre provare quel senso di riverenza che gli fa diventare le gambe di burro!
Che vergogna! Per il calcio italiano in generale!
Perché il Milan ha pareggiato a fatica contro una squadra alla quale il Real ha dato 5 pappine e ha passato il turno proprio grazie alla vittoria del Real. L'Inter irresistibile in Italia se la gioca in casa sua contro una squadra sconosciuta.
E l'unica ad essere tranquilla ma che si deve giocare il primo posto nel girone è la Fiorentina. Diversa da tutti. Con pochi stranieri in campo pochi giocatori noti. L'unica cosa che ha di tanto questa squadra è la fame! Dei suoi giocatori e del suo allenatore che chiede ai suoi quello che hanno ma che allo stesso tempo riesce a fargli dare di più!
Il calcio italiano si sta degradando! Non è che stiamo peggiorando rispetto ai maggiori campionati europei. Ci stiamo 'solo' livellando a loro, con la differenza che difettiamo di quella mentalità libera e spettacolare che contraddistingue le altre leghe europee. Il nostro calcio è ancora legato a schemi tattici rigidi che sacrificano i giocatori di qualità in fase difensiva togliendogli lucidità quando attaccano. Ieri sera Diego ha quasi fatto il terzino sinistro. Poi ti credo che partendo dalla sua area di rigore abbia dei problemi a trovare Trezeguet che gli sta a 30 metrie faccia fatica ad essere pericoloso così distante dalla porta avversaria!
Ferrara non è Guardiola come si augurava il management juventino (eeeeh già, se si costruiscono le squadre sulle speranze ecco la fine che si fa!) e la mentalità manageriale della Juve non è la stessa bel Barça: giovani cresciuti nel vivaio come Xabi e Iniesta li mette in campo a 18 anni. Giovinco ieri è stato in panca per 80' e mi chiedo cosa ci sia stato a fare tutto quel tempo!
Ma lasciamo stare le critiche alle scelte tecniche, ci fosse stato anche Gesù (da non scambiare con Amauri...) in campo ieri non sarebbero bastati neanche i suoi miracoli vista la mentalità messa in campo!
Quello che non va nel calcio italiano, secondo me, sono i troppi giocatori stranieri che non sentono la pressione di difendere il prestigio del calcio italiano, i pochi giocatori giovani italiani che hanno fame, tanti giocatori sopravvalutati e i troppi soldi che prendono comunque vada!
E le paranoie degli allenatori fissati sugli schemi come planimetrie di edifici!
Quando hai dei buoni giocatori non penso ci sia tanto da dirgli. Un minimo di organizzazione di gioco ci vuole chiaro ma il pallone tra i piedi ce lo hanno loro e non bisogna dirgli altro che "fai quello che ti pare basta che glielo cazzi in porta!".
E quando serve, come Van Gaal ieri sera ai suoi giocatori prima di scendere in campo: "fuori le palle!" perché si deve vincere, anche quando si può pareggiare!

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