Teoria delle aspettative, detta anche 'dell'uovo di Pasqua'


Visto che me lo hanno chiesto, visto che ho colpito la curiosità di qualcuno, vado ora a esplicare la Teoria delle aspettative, detta anche 'dell'uovo di Pasqua'.

Dicasi "Teoria delle aspettative "- detta anche 'dell'uovo di Pasqua', quella teoria secondo la quale più alta è l'aspettativa che si riserva per un evento, un risultato atteso e più alta è la delusione se quanto ottenuto è inferiore a quanto ci si aspetti.

Perché è detta anche 'dell'uovo di Pasqua'?
L'ho elaborata in tarda pubertà quando l'allora ragazzo di mia sorella (che oggi è mio cognato) portò a casa un uovo di Pasqua alto circa un metro (ci metto le basette che era per fare colpo). Fondente o al latte non ci feci caso, non sono così schizzinoso quando si tratta di cioccolata, quello che mi colpì erano le dimensioni: non avevo mai visto un uovo così grande e subito il mio pensiero si è tramutato in meravigliosa curiosità: “Chissà cosa c'è dentro”.
Dovetti portare pazienza e aspettare dopo pranzo come si conviene in questi casi (al tempo era ancora piuttosto tarantolato) per dare un lieto fine alla mia curiosità. 
Che inaspettatamente in men che non si dica si trasformò in gelida delusione quando, rotto il grande uovo di Pasqua, scoprimmo che nella sua pancia qualche disgraziato buontempone ci aveva infilato un cuscinetto da stadio.
Del Napoli.
Fosse stato della Juventus o del Lanerossi Vicenza sarebbe stato splendido. Perfetto! Dell'Inter o del Milan l'avrei regalato (forse venduto) a qualche amico. Ma del Napoli...
Ecco, la mia aspettativa era direttamente proporzionale alle dimensioni dell'uovo e mi aspettavo chissà che da quel grande uovo di Pasqua. Capirete che ci rimasi piuttosto male (eh non sono più così sicuro che l'allora ragazzo di mia sorella abbia fatto il colpo sperato).
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Aggiornamento del 10-04-2017
A distanza di oltre 4 anni da questo post e non so quanti dal fatto al quale mi riferisco (più di 20 di sicuro!), è successo di nuovo, questa volta con una confezione di una mini colomba pasquale. Non per me, la aveva presa Anna per Tommaso. 
Cosa si trova dentro? Una matita con gomma da cancellare.
Del Napoli.
Nessun'altra squadra. Sempre il Napoli. 
Passano le generazioni, restano le tradizioni! ;)

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Concorso enigmistico #1 - Cosa manca?


La mia città in questo periodo si sta preparando ad essere vivisezionata nel senso che sta per iniziare una serie di cantieri tra riasfaltamenti e sistemazioni varie, che potremmo chiamarla “Vicenza cantiere aperto”, tanto per parafrasare il titolo di un noto film italiano.
Tra i tanti che ci sono, uno è in via di conclusione e riguarda il parapetto sul fiume Bacchiglione, distrutto dalla spinta dell'acqua e del fango durante l'alluvione del novembre 2010. I tecnici che se ne sono occupati hanno anche avuto la bella idea, nel ridisegna il marciapiede, di aggiungerci una bella rampa per carrozzine e carrozzelle, visto che il gradino è alto diversi centimetri.
Ma vuoi per la fretta, vuoi per cazzi vari, può capitare che manchi qualcosa ed una cosa bella all'improvvisa diventa una cosa inutile. Anche se era meglio, anche economicamente, immagino, farla subito, mi auguro che la aggiungano al più presto, perché così mi sa tanto di presa per il culo.
Allora, Cosa manca?


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Spagna - Italia controvento

In qualità di uno dei 60 a passa milioni di CT della Nazionale di calcio, mi arrogo il diritto di sparare la mia, in  un mare infinito, sulla finale di Euro 2012 Spagna - Italia.
Le abbiamo prese. Ci hanno bastonati o meglio, ci hanno matati. Andare in finale ai Campionati di calcio e prenderne 4 per farne 0 è una brutta figura.
Spagna - Italia 4 - 0 in finale di Euro 2012 è stata una umiliazione. Potevo pensare alla sconfitta ma non con questo ampio margine. In fondo loro sono i migliori e non è un caso se nel giro di 4 anni hanno vinto due campionati europei ed un mondiale, cosa mai riuscita a nessuna altra nazionale di calcio. Ma è una scusante che arriva fino a un certo punto. 
Italia prima e Portogallo poi hanno dimostrato in questo torneo che il massimo che si può portare a ca casa contro la Spagna è un pareggio (e mi viene da ridere se penso ai vecchi e pallosi giornalisti RAI parlare di Spagna in crisi e con problemi di realizzazione...).

Quello che non mi va giù è come l'Italia sia arrivata alla finale: con due stirati (Chiellini e Thiago Motta), un giocatore importante con 60' di ossigeno in corpo al massimo (Cassano), uno con qualche problema muscolare (De Rossi) ed una sola prima punta con tanto fisico e poca testa (Balotelli).
Se penso al girone di qualificazione vissuto dall'Italia nei 2 anni precedenti la davo sicura finalista contro la Spagna. Vedendola in ogni partita fino alla semifinale contro la Germania, non potevo darle lo stesso credito. Debole con poche idee e, soprattutto, fuori forma.
 E oggi dopo mezz'ora si è visto, con Chiellini messo ko dal solito stiramento, si è visto negli sforzi che hanno costretto De Rossi a rimanere in campo a fare il martire e, ciliegina sulla torta, con Thiago Motta che non è stato capace di durare oltre 3'!

Da ex calciatore dilettante e con un modestissimo modo di vedere, per i motivi sopra citati non penso che il gruppo di 22 giocatori portati ad Euro 2012 dal CT Cesare Prandelli fosse il migliore.
Ed infatti ad un certo punto ci siamo aggrappati a Diamanti, "noto" giocatore del Bologna con trascorsi in Premier League in una squadra di terz'ordine come il West Ham, salito alla ribalta ed assurto ad eroe della Patria grazie ad un palo colpito per caso, qualche buona giocata ed il rigore decisivo segnato ai quarti di finale contro l'Inghilterra.

Mi viene in mente solo una parola: ridicolo!
Ridicolo che si abbia dato fiducia a giocatori ridotti in queste condizioni e ridicolo che il medico della squadra abbia dato il via libera a questi giocatori per farli scendere in campo. 
Ridicolo che un allenatore preparato e poco incline ai giochetti di sponsor e palazzi come Prandelli abbia continuato nella solita strada, nel far giocare i soliti 14/15 giocatori senza dare altre opportunità agli altri. 
Guardiamo un po' questa sera: Cassano lo metti in campo ma sai che entro il 60° lo devi togliere (e ti sei giocato una sostituzione). Tieni sotto controllo Chiellini fresco di stiramento, di Montolivo non ti fidi e siamo già a tre cambi in più Marchisio ha tirato la carretta per tutto l'anno a Torino mentre in panchina c'è uno come Nocerino.

Non penso allora che sia un caso se ad un certo punto sia spuntato dal nulla Diamanti: giocatore del Bologna che al massimo avrà giocato le 38 partite di Serie A più qualche d'una di Coppa Italia e abituato a soffrire. Gioca in una società piccola che deve lottare ogni settimana per salvarsi e sa cosa significa giocare col coltello tra i denti (e non col cucchiaio tra le dita dei piedi come Pirlo) ma è anche capace, e tanto, di metterci la sua ottima qualità e tanta personalità: ci vogliono un bel paio di palle a tirare il rigore decisivo di una partita durata 120'.
Però, da ex calciatore dilettante e con un modestissimo modo di vedere, non gli è stato dato lo spazio che meritava.
Perché ci aspettiamo sempre l'eroe (o gli eroi) dalle grandi squadre mentre, per esempio, al mondiale del 2006 in Germania ci ha salvato il culo lo sconosciuto Grosso, giocatore del Palermo.
Forse, per questo tipo di tornei, puntare tutto su giocatori che arrivano da una stagione di 60 partire è un rischio. Da ex (etc. etc...) penso invece che si debba dare più spazio a giocatori più in forma e con fame di vittoria.
Chiellini, Thiago Motta e De Rossi sono arrivati acciaccati al ritiro pre euroepo. Il primo si è anche fatto male durante il torneo. Il brasiliano naturalizzato non stava bene ed infatti non ha giocato dall'inizio contro la Germania in semifinale. De Rossi è stato un gladiatore. In finale ne abbiamo beccate 4 mica per caso, mica solo perché la Spagna gioca il calcio (non il miglior calcio del mondo, semplicemente IL calcio!).

E lasciatemelo dire: un giocatore capace solo di verticalizzare e di non avere la giusta visione per aprire il gioco sulle fasce non è un fenomeno. Sì, sto parlando di Pirlo, quello che non appena tocca palla sembra meglio dell'Enel per quanto illumini il campo. A me non è piaciuto. Se poi a qualcuno basta un rigore col cucchiaio (e basta! E' un pallonetto!) per parlare di Pallone d'Oro, allora qualcuno deve smetterla di parlare di calcio (a Iniesta dovrebbero fare una statua d'oro allora!?).

Mi ha deluso Pradelli non solo in finale ma per tutto il torneo perché ha dimostrato di prendere in considerazione i soliti 14-15 giocatori e non tutti di questi per motivi fisici o mentali hanno dimostrato di essere all'altezza. Quando un allenatore si fossilizza su alcune scelte (almeno spero siano autonome), si taglia le gambe. Anche in panchina ci vuole fantasia per saper interpretare una partita. In questo, Marcello Lippi ha da insegnarne a pacchi.

Ed infine la cecità della Lega Calcio che fa ricadere sulla Nazionale la sua incapacità di gestire il campionato di 20 squadra andando a penalizzare la vera ed unica espressione del calcio italiano (lo è una società con 3 italiani in rosa?) perché l'unica cosa che le interessa sono i soldi dei diritti tv.
E adesso non diciamo che usciamo a testa alta, per cortesia!

PS: ho sentito un commento di un tifoso alla tele: "l'importante è stato arrivare in finale". Niente mi fa incazzare di più!!! Ricordo un mio allenatore che, alla fine dell'ultimo allenamento prima di una finale, ci volle infondere coraggio con queste parole: "Ragazzi, andare in finale e non vincere, è come andare in un bordello e non trombare". Avevamo 15 anni.

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Orgoglio nero

Quando Mario Balotelli si è tolto la maglietta azzurra della Nazionale per mostrare il suo fisico dopo aver sparato in porta il siluro del 2 a 0 alla Germania nella semifinale di Euro 2012 a Varsavia, sono straconvinto che abbia voluto far vedere cosa c'è sotto il momentaneo colore blu royal dei Savoia che indossa: la sua pelle nera. E' italiano d'adozione ma la sua pelle è nera africana. E grazie a lui siamo arrivati in finale dove molti non ci pronosticavano (forse perché non avevano messo in preventivo una sfida contro la Germania, squadra che non amiamo affrontare - e ditemi voi di solito chi affrontami con piacere... - ma che ama farsi eliminare dall'Italia!).
Però non facciamone un eroe nazionale perché sappiamo benissimo quanto poco ci basti per tornare figlio di troia.

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Crescita, in un mondo perfetto

Io lo dico da tempo ma nessuno mi caga. Ormai i media hanno trovato finalmente il coraggio di dire / scrivere quella parola: recessione. Il tumore di ogni nazione e del suo popolo. Ne avevo già parlato in "O vittoria, o morte" dove mi consegnavo speranzoso nelle mani capaci di Mario Monti ma soprattutto imploravo i "poteri forti" come li chiama il capo del governo di non essere ottusi ed egoisti. Implorazione quanto mai vana.
Adesso riprendo una cosa che ho già scritto varie volte, sia nel post già citato ed in molti altri, se avete voglia e pazienza controllando l'etichetta "lavoro" de La Zona. 
Lo ha detto a fine maggio (2012, quindi anche lui è arrivato dopo di me!) pure Ignazio Visco, un signore distinto che di lavoro fa il Governatore della Banca d'Italia: ci sono troppe tasse che bloccano la crescita economica**.
Io lo dico da mesi e ho pure usato toni civili, mentre ora non sono capace di trovare un aggettivo dispregiativo che mi eviti una denuncia per diffamazione perché è così che giudico l'automatico intervento dello Stato di far pagare ai suoi cittadini i danni causati da prostratici puttanieri arroganti ignoranti incompetenti opportunisti incontinenti zoccole avidi falsi che sono i nostri politici. Che a causa dell'attuale legge elettorale nemmeno ci rappresentano.
Posso capire che per risanare i conti malmessi dell'Italia si ricorra ad una politica di tassazione perché, oltre a essere facile e banale, è pure immediata. Ma poi basta! 
Credo che Monti lo abbia capito ma si trova a giocarsi una partita con le spalle al muro, messo così da quei poteri forti (leggi associazioni industriali, banche&assicurazioni, partiti politici, UE etc.) che lui dice gli hanno fatto mancare l'appoggio.
Perché l'Italia è uno di quei paesi dove non si fa niente a favore del vero destinatario della manovra e cioè il cittadino, che paga tantissimo per aver poco o nulla in cambio, mentre si fa di tutto per favori amici e paraculi vari (società industriali, mafiosi, enti, politici e talvolta si confondono). Forse pagheranno di più dei cittadini?!

Esempio micro e macroeconomico

A inizio giugno si è scoperto che le entrate sono state inferiori alle attese. Adesso stupiamoci, perché se una delle principali voci d'entrata si chiama IVA ed i consumi calano, credo che non sia affatto una sorpresa, ma una conseguenza più che logica.
Faccio un esempio stupido: se un'azienda deve pagare €24.000,00 di IMU, in questa situazione si trova costretta a tagliare qualche spesa, ipotizzo relativa alla comunicazione che è una delle prime (se non la prima) a saltare oppure l'acquisto di un macchinario oppure l'assunzione di un lavoratore.
Questa scelta ha una conseguenza macroeconomica, dal momento che:
- l'agenzia pubblicitaria o il fornitore del macchinario perde una commessa,
- potrebbe essere costretta così a licenziare personale per il calo di lavoro (ipotizzo anche che l'azienda non sia nemmeno l'unica ad essere costretta ai tagli delle spese),
- così si crea disoccupazione da entrambe le parti (l'azienda non può assumere, i fornitori licenziano),
- le famiglie dei disoccupati non possono permettersi spese,
- calo dei consumi,
- calo della produzione,
- recessione,
- aumento della spesa pubblica per l'erogazione di sussidi di disoccupazione,
- se vogliamo ingigantire la situazione, consideriamo i suicidi di chi non si può permettere di pagare rate di mutui o tasse e gli alti costi sociali conseguenti per far fronte a queste eventualità,
Non penso di essere da  Premio Nobel per l'economia, la politica la sociologia e cazzi vari, perché mi sono limitato a descrivere quello che succede nella realtà.
Adesso sento alla tele Alfano e Casini sbraitare che di troppo rigore si muore ma è grazie alle loro incapacità che siamo ridotti così. E poi sono gli stessi che attaccono quella politica populista. Ridicoli!

In un mondo perfetto

Fossimo in un mondo perfetto chi di dovere ci avrebbe già pensato. Come? I conti pubblici li possiamo mettere  a posto noi cittadini a suon di consumi, ma dall'altra parte il rigore ci deve essere nella punizione e nella certezza della pena.
Quello che l'Italia ha bisogno è ossigeno, perché gli italiani sono strozzati dalle tasse. Lavoriamo per pagare le tasse e quindi gli stipendi ed i privilegi di 630 deputati, 315 senatori ed i vari relativi dipendenti (più chissà quante marchette ai sopracitati paraculi).
Onestamente, mi sono rotto i coglioni.
Troppe tasse che comportano pochissimi consumi. E allora? E allora cosa si aspetta a tagliare le tasse? Ma di tanto!
I nostri soldi vanno in tasse, affitti e mutui. In risparmi zero. In consumi pochi. Come fa una nazione a crescere se non consuma? Se la gente non compra, le aziende non producono. Un circolo vizioso nel quale siamo dentro da anni. Troppi. A meno che quegli imprenditori illuminati che si riempiono la bocca con l'eccellenza del made in Italy (sono l'unico a trovare stupido che lo stesso slogan non sia in lingua italiana?) non fotta una virgola del mercato interno e siano interessati solo a Russia, Emirati, Cina e mercati esteri vari?
Ci vogliono delle misure per uscire dalle sabbie mobili. Interventi snelli e rapidi. Ne ho qualcuno in mente da un po' di tempo.
Sempre per semplicità, faccio l'elenco di quegli interventi che, a mia modesta opinione, riuscirebbero a farci mettere il segno "+" davanti l'acronimo PIL e far calare quell'ostia di Spread:
- riduzione delle tasse pagate dalle aziende in busta paga
- aumento dell'occupazione
- incentivare il ritorno in Italia della produzione delocalizzata
- riduzione dell'IVA per aumentare i consumi
- eliminazione maggior parte accise sul prezzo dei carburanti
- agevolazioni per costruzioni case ecologiche/passive
- eliminazione voce "coperto" dai ristoranti/agriturismi/trattorie/pizzerie etc
- 100% detraibilità spese per messa in sicurezza aziende
- 100% detraibilità spese ristrutturazione aziende/abitazioni
- 100% detraibilità spese per iscrizioni sportive (per figli e famigliari)
- 100% detraibilità spese mediche (se le detrazioni sono limitate al 19% - meno franchigia di €129,11 - perché? -  quindi anche meno di quella percentuale, quando l'IVA è al 22% che vantaggio c'è?)
- copertura banda larga
- abbassamento costi telecomunicazioni ai livelli europei
- miglioramento del traffico con riduzione biglietti mezzi pubblici e aumento trasporto merci su rotaia.
Il PIL è una cosa. Mi piace pensare anche che le persone siano felici, vivano bene e questo il PIL non lo indica. Anzi, se ne sbatte altamente. Allora si potrebbe aumentare in qualche modo la Felicità Interna Lorda con alcune mosse:
- incentivare il telelavoro dove è possibile
- ponte obbligatorio tra due giorni festivi (p.e.: giovedì 25 aprile, sabato 27 aprile: venerdì 26 casa)
- in occasione di compleanni* o anniversari di matrimonio, facoltà di stare a casa da lavoro o lavorare solo la mattina (obbligatorio presentare documento come prova, fiducia sì, ma non troppa!)
- riduzione biglietti spettacolo (cinema, teatro etc.)
- licenza per maternità/paternità più lunga dell'attuale (3 giorni per i papà, siamo seri?).

Non è tutta una utopia, qualcuno lo sta già facendo.

Per il momento mi fermo qui perché non me ne vengono altre in mente ed è l'1:30 am e mi sto addentrando in un ambito delicato.

Vi sarete chiesti prima di metà elenco come fare a finanziare questo programma elettorale (tranquilli, me ne sto al mio posto).
Tra camera dei deputati e dei senatori ci sono quasi 1.000 persone (630+315=945) che tra stipendi, pensioni, personale più o meno fittizio, benefit e viaggi vari costano al popolo italiano troppi soldi. Senza considerare chissà quante altre persone assunte nei vari palazzi, sono tante. Troppe da mantenere. Facciamo due conti.
In Italia ci sono 20 regioni e 110 provincie.
- Facciamoci andar bene 2 deputati e 2 senatori per provincia, 4 in tutto e i nostri governanti si riducono a 440 (da 945, meno della metà), possibilmente eletti, con preferenza, dal popolo, che è sovrano per definizione della Costituzione, che non è una carta da parati.
- A questi si tagliano stipendi, contributi, rimborsi, agevolazioni e spese varie (p. e.: nessun cinema o treno gratis, solo il biglietto del trasporto da e per Roma è ridotto).
- Ricevono uno stipendio fisso mensile di massimo €4.000,00 (stavo pensando a qualcosa di proporzionale agli abitanti che rappresentano ma mi sembra complicato e al limite della discriminazione, chessò potrebbe essere incostituzionale...).

Il cittadino però è chiamato a rispettare i suoi doveri e  lo Stato vuole qualcosa in cambio. Cosa? Più o meno la vita: nel senso che se becca qualcuno a sgarrare, a evadere l'IVA anche per €10,00 o non emette ricevute o scontrini o, ancora peggio, porta i soldi all'estero, la condanna e la galera sono sicure ed inevitabili (ah sì, voglio anche l'eliminazione dei ricorsi e della prescrizione per alcuni reati più gravi come omicidio ed evasione fiscale).

 
Quindi, il rigore deve esserci nella punizione e nella certezza della pena. Perché nessuno deve avere il coraggio di rubare al proprio popolo, ai propri connazionali. 
Ecco come si trovano i soldi per finanziare la crescita dell'Italia.
In un mondo perfetto.

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Aggiornamenti del 12/04/2017

* Forse il responsabile del personale o l'addetto al personale (o l'HR Manager) o qualcuno del marketing (perché questa cosa qua fa bene anche al brand, è una forma di comunicazione!) di questa azienda può aver letto questo post.
Ecco cosa c'è scritto qui: il giorno del compleanno il dipendente sta a casa. Bravi! Finalmente! Non ci vogliono menti illuminate. Un po' di buon senso. E di coraggio. Complimenti!

** Questo post ha quasi 5 anni. Da non so quanti si parla di cuneo fiscale e tasse che soffocano la capacità di spesa degli italiani. Ogni tanto a caso questo argomento viene ripreso. Come in questi giorni (bello la tabella personalizzabile alla fine dell'articolo).
Quasi la metà dei nostri soldi finisce in tasse e quindi allo Stato. Peccato non ricevere in cambio i servizi corrispondenti. In alcuni paesi europei si pagano molte più tasse che in Italia, ma sento dire da chi ci è andato a abitare che in cambio lo Stato trasforma le tasse in servizi. Chissà dove finiscono le nostre...

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Questione di interpretazione

Non ho visto Barcellona - Chelsea ieri sera purtroppo e mi spiace essere arrivato al punto che nemmeno le semifinali del più importante torneo di calcio del mondo per club si possano vedere in chiaro.
Pazienza ne ho approfittato per andare a vedere l'ultima partita di campionato in casa della mia squadra ("Ma come? non giochi?" Eh no cazzo porca puttana tutta colpa di sta troia di caviglia infiammata da quasi due mesi!).
E so che posso essere molto criticato sia per quello che sto per scrivere e soprattutto perché lo scrivo senza aver visto la partita.
Però...
C'è modo e modo di giocare a calcio (e anche tutti gli altri sport ma in questo momento e conoscendolo molto meglio di altri mi limito al calcio) e lo sappiamo tutti. 
A mio modesto modo di vedere il Barcellona da qualche anno esprime il miglior modo di giocare il pallone che è allo stesso tempo tanto banale quanto difficile.
E' banale perché è basato sul totale possesso di palla e quindi di controllo della partita. Se non è una dimostrazione di personalità e supremazia questa ditemi voi cos'è. 
A qualcuno il suo gioco tic-toc continuo non piace e posso capirlo. Io invece ne vado pazzo.
Eraldo Pecci commentando una partita della Nazionale anni fa disse che "Finché la palla ce l'ho io non ce l'hai tu quindi non sono in pericolo" spacciandola per una battuta mentre invece, e chissà se ne era consapevole o no, era la più vera delle verità. Sono io che faccio il gioco e attacco e difendo così. Già. Perché Puyol e soci quando hanno la palla tra i piedi possono farci quel che vogliono: attaccare o difendere a seconda di com'è messa la partita o di quello che hanno voglia di fare. E con quel tic-toc ti rincoglionistico duro.
E poi non è anche questa una forma di catenaccio? Tutti dietro la linea della palla, mai un lancio lungo a meno che non ce ne sia la necessità oppure la sicurezza di non sbagliare e poi soprattutto perché l'altezza media dei giocatori blaugrana sarà all'incirca di 1,73 e dove vai coi lanci per Messi, Sanchez, Iniesta, Pedro e compagnia bella? Insomma alla fine diventa anche uno stile noioso e qualcuno si può annoiare.
Credo perché non vede le cose allo stesso modo di chi le fa o se mi permettete le capisce.
Questo modo di giocare per quanto banale sia è intelligente ma difficile. Ci vuole concentrazione totale, massima dedizione alla squadra al compagno di squadra alla causa comune, affiatamento in una parola, organizzazione meticolosa.
Essere tutti dietro la linea del pallone, come mi ha insegnato purtroppo solo per una stagione l'allenatore più bravo che abbia mai avuto, è banale perché lì il tuo compagno si fa trovare smarcato e libero di giocare il pallone. Però non ci va da solo mica il campo gli si sposta da sotto i piedi si deve spostare lui deve mettersi a disposizione del compagno e della squadra. Bando agli spunti personali salvo poi concretizzare (= fare gol) come si vuole ovvero o con un colpo di tacco o di punta o una cannonata sotto il sette.
E per questo è bellissimo. I giocatori si spostano senza palla si fanno trovare liberi e vicini per permettere al compagno di avere delle opzioni e di giocare la palla nel modo più facile e tranquillo possibile, i mille tic-toc pazienti servono a trovare lo spazio giusto per infilarci il pallone e mettere il compagno di squadra nella condizione giusta per fare gol ed infatti quanti ne fanno a pochi metri dalla porta con un tocco facile facile?
Ma quanto lavoro ci vuole durante la settimana per imparare tutto questo? Tantissimo! E' vero è il loro mestiere ma cazzo se lo fanno bene!
E questo è un modo di interpretare il gioco del calcio. Il più bello secondo la mia modesta opinione, quello che si deve insegnare ai bambini per aiutarli a comportarsi in un gruppo.
Poi c'è un altro stile. E' un'altra interpretazione di come stare in campo e non è sbagliato anzi, penso sia quasi costretto da quello del Barcellona. Ieri tanto lo hanno definito catenaccio. Ma non ci credo. Non ho visto la partita quindi non posso giudicare ma mi permetto di dire la mia basandomi sulla gara di andata e un altra semifinale, quella di due anni fa contro l'Inter.
Secondo me il catenaccio è difesa a oltranza ma sempre e comunque in ogni partita con ogni condizione di campo di tempo. E' la negazione del gioco perché è un atteggiamento passivo. L'anti calcio.
Però l'Inter di Mourinho come il Chelsea non mi sono mai sembrate le squadre catenacciare del paron Rocco anzi, sono squadra che a modo loro giocano e guardano in modo concreto al risultato.
Solo che quando ti trovi di fronte il Barcellona cosa fai: te la giochi a viso aperto? Ma col cazzo! E' un suicidio se non sei bravo almeno tanto quanto loro e ne dubito. E allora visto che giochi contro una squadra che va in cerca dei tuoi spazi cosa fai? Glieli chiudi, mi sembra una contromossa semplice no!?
E poi che vuoi fare contro i mille tic-toc? Vai a pressare così ti scopri e ti fai infilare come uno stecchino nella polenta morbida (come si dice in gergo tecnico!)? Ma col cazzo!
E allora ti chiudi e se serve chiedi al tuo centravanti di sacrificarsi (= mettersi al servizio della squadra) e giocare qualche decina di metri indietro (vedi Eto'o e Drogba). E sfrutti gli errori degli avversari.
Quando il Vicenza ha vinto  la Coppa Italia nel 1997 ha battuto il Milan ai quarti. In campo c'erano Baggio e Savicevic tanto per dire. Il Lane ha giocato 90' dentro la sua area di rigore, non scherzo. Ma avendo vinto all'andata a S. Siro così è riuscita a portarsi a casa lo 0-0 che serviva.
Naturale. E' un altro modo di interpretare il calcio tutto qua! Ogni tanto si fa, è la contromossa ma non mi va di chiamarlo catenaccio!
Come vincere una partita contro una squadra che cerca gli spazi anche quelli più stretti? Tappandoglieli!
Nel calcio spesso non vince il più forte ma chi interpreta meglio la gara. 
L'ironia è che il Chelsea ne ha fatti 2 su voragini difensive del Barca.
Ieri sera mi ha dato molto fastidio sentire i giornalisti sportivi ciarlare: gli stessi che criticano l'ostentato bel gioco del Barca criticano il fantomatico catenaccio del Chelsea. 
Adesso forza Real! Forza Mou! 
Non posso concepire che una squadra crucca possa essere la migliore d'Europa. E odio il Chelsea dal '98!!!

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Piermario Morosini, ragazzo educato

Mi spiace molto che un giocatore come Piermario Morosini non possa più indossare la maglia del Vicenza Calcio, perché in quei due anni in biancorosso impreziositi dall'azzurro della nazionale dell'Under 21 aveva dimostrato di essere un ottimo giocatore, dalla testa ai piedi. Un uomo capace di stare in campo e di muoversi a seconda del gioco, creandolo con lucidità e generosità rara.
Quella lucidità e quella generosità che nei suoi ultimi istanti di vita lo ha fatto rialzare dall'erba del prato dello Stadio Adriatico di Pescara per recuperare il terreno perso dall'avversario ma abbattuti da qualcosa che questa volta è stato più forte di lui.
A Piermario sono bastati quei due anni per farsi entrare Vicenza nel cuore. Anche perché così poteva stare vicino a sua sorella: a Bergamo ci arrivava in poco più di un'ora.
E Piermario piaceva ai tifosi perché era uno bravo e vero.
Al Lane rimangono giocatori di passaggio che nessun vuole mentre chi ama la città e la maglia non torna. Peccato.
Di Piermario Morosini mi piace leggere che viene ricordato come un ragazzo educato come allo stesso tempo mi sta sulle palle leggerlo. Perché oramai di persone bene educate che fanno il loro dovere ce ne sono rimaste sempre meno e temo inizino a scarseggiare anche lassù se vengono chiamate con questa frequenza.
Credo siano molto contenti anche i suoi genitori che adesso lo hanno riabbracciato nella pace.
Peccato non abbia mai trovato la sua maglia. Forse sì ed era quella del Lane e non nascondeva che gli sarebbe sempre piaciuto tornare a Vicenza dopo la breve apparizione dell'anno scorso. Sarebbe stato bello perché un patrimonio del calcio italiano non va sprecato così come è stato fatto fin'ora perché le qualità di Piermario Morosini sono quelle di una bandiera di quegli uomini che senza far fracasso si fanno sentire lo stesso. In due parole un punto di riferimento nello spogliatoio ed in campo.
Forse anche lui pur di rimanere nel giro pur di rispondere ai suoi doveri che si è trovato è sceso a compromessi che ne hanno minato il fisico fino a cedere di schianto perché l'autopsia ha detto che il suo cuore grande forte e generoso non lo ha tradito sull'erba del prato dello Stadio Adritico di Pescara.
Ma mi auguro tanto di no altrimenti oltre al "cosa" è stato chi di dovere deve accertarsi di capire "chi" è stato a far del male a Piermario Morosini. Intanto nessuno apre alla questione e la parola doping rimane tabù per chissà quanti motivi più disperati.
Poi spero che sia giusta la diagnosi di ci parla di asimmetria/sbilanciamento e non mi stupirei. Spesso alcuni problemi fisici derivano dalla propria meccanica che si aggiusta davvero con poco. Basta accorgersene.
Non so quanto sia stato giusto fermarsi domenica. Ho letto diversi pareri uno contrario a quell'altro ma tutti condivisibili e per decidere c'era davvero pochissimo tempo.
A me è piaciuto quello che è successo in Spagna.
Quello che è sicuro è che Piermario Morosini non c'è più. 
Oggi lo piangono in tanti e mi fa incazzare che sia dovuto morire per farsi conoscere alla gente.

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