Felicità

Questa mattina mi sono svegliato nel posto più bello del mondo.
Come ogni tanto mi capita.
Dove vorrei svegliarmi più spesso e in un futuro vicino.
La musica ci ha detto con le sue diverse melodie che un nuovo giorno stava iniziando e abbiamo lasciato andare avanti l'avvertimento rimanendo coperti nel caldo riparo del piumone.
Mi sono girato e lei era di fianco a me.
La cosa più bella che posso vedere appena si schiude un nuovo giorno.
I suoi dolci occhi chiusi in un viso sereno. Il suo respiro tranquillo. Non so se stesse ancora dormendo.
Avrei voluto accarezzarla ma non ne ho avuto il coraggio per non disturbarla qualsiasi cosa stesse facendo.
Ho alzato piano le tapparella e la luce è entrate lieve annunciando un tenue giorno di dicembre.
Quando sono tornato indietro mi stava guardando. I suoi capelli color miele le incorniciavano in maniera disordinata il viso confuso.
Sono passare più di 16 ore e ho ancora la sua immagine che mi balena davanti gli occhi.
Il suo sguardo. Ancora in preda al sonno mi sorrideva profondo e dolce.
Sono rimasto impalato in piedi in mezzo la stanza. Desideravo fermare li il tempo per ammirarla come si ammira un dipinto rapito dalla sua bellezza che ti fa tremare e che ti fa dire "non riesco a credere di poterlo vedere di avercelo davanti!".
Mi vengono in mente gli occhi delle bambole di ceramica: penso che chi li disegna si ispiri agli sguardi delle donne turgidi di riflessi di passione e desiderio.
Volevo abbracciarla stringerla piano per non stropicciarla ma dentro di me la commozione mi bloccava facendomi fare l'opposto di quello che volevo come sempre.
Le ho baciato leggermente la guancia morbida e candida che ancora sapeva di sonno fresco.
In un istante mi sono ritrovato felice.
Sono sceso a preparare la colazione.
Come vorrei fare più spesso e in un futuro vicino.

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Tanti auguri Tom!

Oggi quell'uomo incredibile di Tom Waits compie 60 anni.
BUON COMPLEANNO!!!



OL'55


RAIN DOGS

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X-Factor 2009

Dalla serie "quando ti trovi a fare una cosa per puro caso"!
Stavo leggendo il blog di Anna quando mi sono imbattuto in una risposta di una persona nuova così sono andato a vedere il suo blog. Ho letto l'ultimo post che aveva scritto tutto d'un fiato perché l'ho trovato divertente e mi sono perso nel trovare analogie e differenze con quello che ho provato io. Così mi sono deciso a risponderle parlandole delle mie impressioni. Ne è venuto fuori un involontario commento presso dalle sensazioni e, perché no, dalle emozioni che questi ragazzi inesperti ma bravissimi mi hanno dato.
Così, con un post involontariamente già confezionato, copio da la e incollo qua.
X-Factor come tutti i reality mi faceva schifo. Tanto di più con quei tre personaggi di giudici forzatamente arroganti e saccenti. Potevo capire la Maionchi e Morgan, ma la Ventura che sa di musica lo ha dimostrato bene coi Muse in studio. Però se è una macchinetta da ascolti pare non se ne possa fare a meno!
Quest'anno mi sono attaccato a Rai2 il mercoledì per sbaglio, al ritorno dagli allenamenti ed in attesa dei gol della Champions League. Subito mi sono fatto prendere da Damiano: presenza voce e una percezione di mistero dietro quegli occhi profondi dallo sguardo spaesato. Mi sono perso la puntata dove è stato sbattuto fuori per poi rivederlo come ospite per presentare il suo primo singolo (che ho già sentito alla radio). Le elfe Yavanna le ho viste la prima puntata. Interessanti, presentano qualcosa di nuovo finalmente. Ma hanno una voce troppo alta e flebile peccato. Mi sono piacevolmente sorpreso di vederle arrivare in finale (credo più per motivi di copione). All'ultima puntata ho anche capito che erano sorelle! ;) La prima volta che ho sentito Giuliano stavo lavando i piatti e credevo che in studio ci fosse Joe Cocker!!! Ho mollato li tutto per mettermi davanti lo schermo: voglio che vinca lui! E' pazzesco!


Quando è arrivato Marco non gli davo un granché: il solito cantante italiano dalla voce forte acuta che punta in alto. Un altro Max Pezzali o un altro Tiziano Ferro. Bah!Poi non capivo che parte volesse (o volessero fargli) recitare: del nerd, del gay... perché tutte gli riuscivano gran bene!


Man mano che andavano avanti con le puntate dimenticavo i gol per ascoltare questi qui che mi stavano diventando quasi simpatici, forse l'assuefazione!
Lo spettacolo lo facevano più i giudici che i cantanti come a voler legittimare la propria presenza e la propria nomea. Questo mi ha un po' infastidito, però fa parte dello show. Forse come dice il mio amico Aldo Grasso un po' troppo eccentrico.
E se Morgan non alza il dito al pubblico o non taccia di incompetenza quelli della major (fantastico!) la puntata si affloscia.Mi diverte anche Francesco Facchinetti quando cerca di svegliare il pubblico in sala un po' moscio mantenendo il controllo che si deve al suo ruolo (ancora più divertente la considerazione di Morgan espressa ieri sera all'Era Glaciale da Daria Bignardi).
Arrivato a capire i 3 che arriveranno in finale mi trovo mercoledì a fine allenamento a farmi la doccia un po' più in fretta del solito. Neanche ci fossero i gol! Metto sul 2 e stavolta non faccio il solito zapping catalettico preso dalla tensione che si è creata in studio nella parte di programma che ho saltato. Dai, mi spiace ringraziamo le brave Yavanna ma stasera è tutta solo per Marco e Giuliano. Fin dalla prima volta che l'ho visto Marco si è dimostrato molto più intraprendente spigliato aggressivo ammiccante mentre Giuliano rimane ancora un po' troppo sulle sue staccato distante usando la sua voce - la gran voce porca miseria! - come protezione.


Dai commenti che sento ormai è già tutto andato in direzione di Marco, anche se il vincitore dovrebbe venire scelto grazie al televoto.
Ammetto una preferenza per Giuliano, forse perché più simile a me (no, magari fosse per la voce, magari! In quella siamo distanti anni luce!) mentre Marco ha una personalità diversa più espansiva è più personaggio e, dalle parole dei giudici, questo credo sia stato abbastanza rilevante.

Quando Facchinetti annuncia il vincitore mi divido tra il dispiacere per Giuliano e la gioia per Marco. Adesso spero che la major non se lo mangi a suo piacimento facendogli fare banali urletti in canzoni pop emozionale stile Negramaro che vende tanto! Uno come lui in Italia non si trova facilmente! Non si deve snaturare una persona!
Per rispettare la parità dei video tra i primi due partecipanti, ho messo un link qui per ascoltare Marco Mengoni che canta "Il nostro concerto" di Umberto Bindi. Purtroppo non ho un video adatto.
Adesso però che è tutto passato, spero che sia la Juve a regalarmi altre emozioni! ;)

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Cosa resterà di questi... Anni '00?

E' una canzone di Raf del 1989 nella quale il cantante si chiede a fine decennio cosa rimarrà di quel periodo ricco di eventi e di fatti che è volato via in fretta.
Ora che ci stiamo avvicinando alla fine di un altro anno mi sembra che non ci sia ancora stato qualcuno che si sia chiesto cosa rimarrà di questo decennio.
Perché, se nessuno se n'è ancora accorto, il 2000 è già iniziato e tra poche settimane finirà il suo primo decennio!
Solo che ho una netta impressione che questo decennio sia diverso da tutti gli altri.
Ogni decade ha sviluppato un cambiamento epocale. Si dice che siamo quello che è stato ed abbiamo vissuto, cioè la conseguenza di quanto è già successo ed abbiamo combinato, nel bene e nel male.

Amen.

Sarà che questo decennio è
ancora fresco di tinta e che l'altro passato ci porta alla storia già raccontata innumerevoli volte. Però già a meta anni '90 c'era un bel business di cd sulla musica degli anni '80!
F
accio fatica a trovare qualcosa che lascerà il segno.
Per cominciare, non sappiamo nemmeno come chiamarli! Anni '00 (servito su un piatto d'argento: JobeJobe! Ma vale solo per chi conosce la cosa. Posso comunque dare una spiegazione se proprio non riuscite a dormirci la notte...)? Inizio (XXI) secolo?
Il '900 ci ha lasciato grandi cose con dei riferimenti che sono diventati delle sigle: negli anni '10 c'è un primo cambiamento con la Grande Guerra; negli '20 si impazzisce per il jazz; i regimi dittatoriali degli anni '30; la guerra, la caduta delle dittature e la nascita delle democrazie negli anni '40; il boom economico degli anni '50; il rock'n roll degli anni '60 che accompagna la voglia di trasgressione e libertà in bikini e minigonna; il coraggio e la voglia di lottare per tutti e contro tutti nelle contestazioni degli anni '70; la musica pop e la falsa positività degli anni '80 fino ad arrivare alla caduta del comunismo e l'instaurazione del consumismo degli anni '90 (è un resoconto veloce e superficiale, perdono! Ho provato a fare una lista di tutti gli eventi riassumendoli per decade, ma è un lavoro da topo da biblioteca e dovrei iniziare a scrivere nel 2020!).
Ora? Cosa mi porterò nella seconda decade del 2000? Che poi è un modo di merda per definire gli anni '10!
L'inizio del nuovo secolo (cazzo! sono un uomo vissuto tra i due secoli.... provo una strana sensazione di eternità!) è iniziato col botto: un gruppo di terroristi a fatto capire all'Occidente che casa sua non è un posto sicuro come credeva (almeno così ce l'hanno raccontata e ce la vogliono far passare) e questo ha portato uno sconvolgimento mondiale. A mio modesto parere l'unica conseguenza è che questa vicenda ci ha dato una bella scossona svegliandoci tutti quanti d'un colpo riscoprendo una popolazione e la sua religione ai quali prima abbiamo dedicato pochissima attenzione.
In fondo, dell'islamismo prima sapevamo pochissimo. Adesso sembra ci abbia invaso e ne siamo quasi ostaggio.

La musica? Per favore! Adesso ci sono solo che poveri emuli in falsetto elettronico dei Beatles, Led Zeppelin e Pink Floyd. Solo fenomeni di costume creati ad arte per muovere soldi. L'ultima cosa nuova l'ho sentita negli anni '90 con i Pearl Jam, i Nirvana, gli Smashing Pumpkins, i Marlene Kuntz e la Dave Matthews Band!
L'unica cosa che mi piace di questo secolo è quel trio jazz svedese, Esbjorn Svensson trio, che purtroppo non c'è già più!
Siamo nell'era della tecnologia. Siamo schiavi della tecnologia anche per farci un caffè! E non siamo più liberi come una volta. Possiamo essere rintracciabili ovunque, se qualcuno volesse potrebbe sapere dove sono ora e cosa cazzo sto scrivendo o con chi sto parlando e cosa ci stiamo dicendo.

Abbiamo più mezzi di comunicazione per tenerci in contatto ma parliamo e ci vediamo di meno. Il mondo si è spostato. Da quello reale, esterno, a quello virtuale, dove chiunque può
(far credere di) essere chi gli pare rifugiato nel suo stanzino facendo filtrare ciò che vuole.
Non abbiamo più modelli da seguire. Una volta c'erano personalità rispettabilissime in ogni campo: dalla politica allo sport allo spettacolo. Ora è tutto uno spettacolo unico che non ti fa nemmeno applaudire. Almeno a me non riesce a strapparne uno! Personalità carismatiche come Ghandi, Martin Luther King, Madre Teresa e Papa Giovanni Paolo II sono insostituibili. E' rimasto Nelson Mandela, ma dovremmo metterlo in una camera iperbarica.
Se penso che al loro posto potrebbero esserci Chavez o, peggio ancora, Bono, mi dispero! E meno male che Castro è più di la che di qua!
Sono nato in un periodo dove non c'erano più Coppi e Bartali, Riva e Rivera, Beatles e Rolling Stones. Fortunatamente sono riuscito a fare in tempo a rendermi conto di Reagan e Gorbaciov, per sentire il bisogno di un dualismo sano e competitivo del quale appassionarmi!
Le bandiere nello sport sono state ammainate in nome dei soldi. Ci sono idoli delle folle che durano giusto un paio di stagioni che si spostano a seconda della piazza che offre di più. La passione e l'attaccamento per i colori della maglia non sono neanche messi in secondo piano, non vengono neanche considerati. Eppure c'è ancora qualche piccolo grande Davide che riesce a stendere Golia. Per fortuna! Però quando capita succede sempre che è Golia a perdere e non Davide a vincere... ma i mezzi di informazione non sono al servizio dei più piccoli.
E' sparito lo spirito di protesta perché siamo tutti più agiati anche se diciamo che prima si stava meglio ma non alziamo i nostri culi dalle poltrone, altamente fedeli alle tv satellitari ad alta definizione. Aspettiamo che sia qualcun altro a protestare a muoversi a fare qualcosa per noi perché stiamo troppo bene ed è più comodo stare così che rompersi i coglioni per migliorare le cose. Ha ragione il vecchio saggio quando dice che "è difficile fare le rivoluzioni con la pancia piena!".
Intanto le cose migliorano per pochi e peggiorano per moltissimi e si va avanti in poltrona. E fuori non cambia niente, nonostante quello che ci vogliono far credere.

Le Coree sono ancora divise. L'Occidente non è ancora in pace col resto del mondo. In Africa si muore di fame. La Palestina è ancora una terra promessa. Facciamo fatica ad accettare i gay i neri e le coppie di fatto non hanno ancora alcun diritto.

Stanno finendo gli Anni '00. Lo zero rappresenta l'inizio di qualcosa, un punto di partenza.
Speriamo sia così! Che inizi QUALCOSA! Ma ci vorrebbe un vero cambiamento sentito davvero da tutti che parta dal basso.
Ma nel mio quadernino alla fine scriverò sempre che l'unica cosa che cambierà sarà solo il numero dell'anno.

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Riattaccare la spina

Tra pochi giorni Maria partorirà nella grotta quel bimbo che fattosi uomo sconvolgerà il mondo e noi per ricordare questa ricorrenza correremo come rimbambiti dentro e fuori dai negozi per svuotarci le tasche imbandire tavole riempirci lo stomaco e fare regali ai nostri cari.
Lo so, è la mia solita visione fredda staccata e nera delle cose e delle persone che riesce a farmi stare subito simpatico alla gente come un badile nel naso.

Sarà che questa situazione di immobilismo nella quale mi trovo impantanato mi ha scaricato delle poche energie positive di cui sono dotato.

Da non praticante e cristiano-scettico ho sempre visto il Natale solamente come un bel periodo di interruzione della quotidiana catena di montaggio, un periodo dove si stacca la spina al tapis-roullant del tempo ci si ferma per un po' e si può stare nel migliore dei modi con i parenti e vivere con più serenità questi momenti.

Se avessi del tempo da interrompere.
Perché mi trovo nella situazione opposta e cioè con un forte desiderio di interrompere questa interruzione!
Ogni giorno sembra di stare in vacanza, senza lucette che luccicano ad intermittenza e senza alberi o (per fortuna) paciosi ciccioni sconosciuti che tentano di entrare dalla finestra, vivendo coi parenti e di avere molto tempo a disposizione con la sola differenza affatto che non lo vivo con serenità.
Già non so cosa mettere in mezzo la carta da regalo e mi sento in enorme ritardo e in profonda colpa.
Quindi o quest'anno abolisco il Natale oppure devo convincere qualcuno a darmi una mano a srotolare il tempo, a riattaccare la spina al tapis-roullant.

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Povera Tiger...

La vicenda di Tiger Woods che scappa col volto insanguinato dalla violenta incazzatura della moglie cornuta si può tradurre con una morale molto nota: "Chi di mazza ferisce, di mazza perisce!"

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Idiozie e ipocrisie

Mi viene da dire la mia sui coretti settimanali contro Balotelli.
Tralasciando quello che penso sulle interrogazioni parlamentari al riguardo, mi chiedo perché nessuno si sia ancora opposto al medesimo coro in rima baciata contro l'attaccante del Livorno Lucarelli, denunciandoli per apologia del fascismo dal momento che la vittima è un noto fan della sinistra.

Tutto questo mi da lo spunto per fantasticare un po'.
Se dagli spalti si intonano cori razzisti, c'è la possibilità di sospendere la partita.
Ecco cosa potrebbe succedere sabato sera allo Stadio Olimpico di Torino, dove si sta giocando Juventus - Inter
Sul risultato di 0-2 (doppietta di Eto'O), Balotelli segna il terzo pero ed esulta zittendo lo stadio.
A questo punto iniziano i cori contro il giovane attaccante interista.
Cannavaro, il capitano juventino, approfitta della situazione e per non prendere altri peri chiede all'arbitro di sospendere la partita!
A quel punto Zanetti, capitano interista, non ne vuole sapere e difende i tifosi juventini sostenendo che i cori non sono razzisti e che Balotelli effettivamente è un coglione, ma è giovane e va capito.
Balotelli ascolta tutto a due passi e, sentendosi offeso, molla un cartone al suo capitano.
Interviene Samuel, difensore interista, che prende per la gola il suo compagno.
Arriva Eto'O per cercare di dividere i due.
L'arbitro sospende la partita per rissa.

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