Appello per la proroga delle detrazioni fiscali del 55% sul risparmio energetico

Penso che il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti, derivate anche dai consumi energetici delle nostre abitazioni, sia un argomento molto importante. Primo perché questo ci consentirebbe di vivere in un mondo migliore più respirabile più verde più pulito. Con tutta la sporcizia l'intolleranza la violenza e la malfidenza  che si vedono e si sentono ogni giorno, dovremmo impegnarci a fondo per pulire almeno l'aria che respiriamo. Inoltre, si abbatterebbero i costi delle bollette in modo molto consistente, alla faccia delle lobby e dei cartelli delle società energetiche.
  
Io preferisco una fila di piloni con delle pale che girano mosse dal vento sopra un monte o in mezzo al mare, andare a vedere in nord Europa se deturpano lo skyline (Galan, hai venduto e deturpato kmq di Veneto - a debita distanza dalla terra di casa tua - ai costruttori e hai rotto i maroni per dei piloni preoccupandoti per la prima volta del panorama? Fottiti! Da quando in qua sei un ambientalista?), che una ciminiera nucleare, anche se fosse a 300 km da casa mia!
   
Certo però che chi sogna o vuole costruirsi una casa eco-compatibile e autonoma dal punto di vista energetico deve mettere in conto una bella spesa, perché se si vuole davvero creare una abitazione passiva si devono integrare diversi impianti: fotovoltaico, solare, geotermico e di riciclo delle acque piovane.
Mica una cosa da poco direi. 
Il nostro governo per incentivare lo sviluppo e la diffusione di questi impianti, attraverso la finanziaria 2007 aveva introdotto una detrazione fiscale del 55% (in 5 anni...) per gli interventi volti a migliorare l'efficienza energetica degli edifici italiani. Questa detrazione era stata ripristinata anche per tutto il 2010, con qualche difficoltà visto il facile ostracismo di lobby e cartelli e immagino anche l'opposizione di qualche politico che non ci vedeva alcun tornaconto, mentre invece ce ne erano troppi per il popolo, sovrano, che lo aveva mandato a Roma con il proprio voto. 
Questo incentivo ha portato una media annua di circa 200 mila richieste di detrazione, si è raggiunto un beneficio in termini di energia risparmiata (circa 4.500 GW) e di CO2 non emessa e alcune ripercussioni positive dal punto di vista economico. Lo sconto del 55% è stato visto di buon occhio anche da parte degli altri Paesi europei tanto che l’Italia si è dimostrata, una volta tanto, all’avanguardia nell’UE.
Ciancio alle bande (lo so, lo so, è una licenza che mi prendo ancora dalla III ragioneria, insieme a molti altri detti...) e alle polemiche, la detrazione del 55% scade il 31 dicembre 2010.
  
Sarebbe davvero un problema se non venisse prorogata, per gli italiani e le aziende impegnate nel settore, perché questa detrazione ha un doppio importante, vantaggio: 1 per i cittadini che intendono sfruttare l'energia rinnovabile pulita libera e democratica; 2 per tutte quelle aziende che costruiscono e/o forniscono questi impianti.
I politici si dovranno accontentarsi di mangiare di meno: infatti è compito del ministro per le attività produttive trovare i fondi necessari per la proroga. 
Con i nuovi parametri 
Adesso che s'è deciso a nominarne uno dopo centinaia di giorni di vacanza, un gruppo di blogger si è fatto promotore di una iniziativa rivolta a sensibilizzare chi di dovere per arrivare a questo obiettivo.
Copio e incollo qui sotto il testo della e-mail che mi è arrivata e poi il testo dell'appello al neo ministro per le attività produttive, Paolo Romani, mentre a questo link potrete visitare il loro sito e trovare molte informazioni utili.
E fatelo girare!!!
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Se un generatore eolico potesse catturare la forza del vento che soffia a favore del risparmio energetico avrebbe le pale al massimo. Solo venerdì scorso un drappello ridotto ma ben agguerrito di blogger hanno dato vita al sito www.cinquantacinquepercento.it per raccogliere adesioni intorno ad un appello rivolto al neo-ministro dello Sviluppo Economico Romani. Al centro della richiesta ci sono proprio le detrazioni introdotte da un altro ministro dello Sviluppo Economico, Bersani, che permettono di "scontarsi" più della metà delle spese sostenute dai cittadini per i lavori volti a migliorare l'efficienza energetica delle proprie case. Il provvedimento ha saputo, negli anni, dare uno stimolo all'economia del settore, ha portato all'emersione di molto lavoro nero e, soprattutto, ha permesso al nostro paese di fare un piccolo passo verso la strada del risparmio energetico che vuol dire meno petrolio bruciato, meno atomo scisso, meno dighe in montagna.
 
Tutto ciò potrebbe finire tirato dalla finestra come i piatti vecchi allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2010.

 55 prodi blogger ed oltre 350 cittadini si sono però proposti di fare da stimolo all'azione di governo chiedendo al ministro competente di agire in tempi brevi per il prolungamento dell'iniziativa.
 Per partecipare all'iniziativa basta andare su www.cinquantacinquepercento.it/appello-per-la-proroga-delle-detrazioni-del-55/ firmare la lettera ed unire in catena il proprio blog o sito.

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Al Ministro per le Attività Produttive
Paolo Romani
e pc Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi
La detrazione fiscale del 55% per gli interventi volti a migliorare l'efficienza energetica degli edifici italiani è in scadenza il prossimo 31 dicembre.
Da più parti, e da diverso tempo, si sono susseguiti appelli e inviti al Governo per una proroga di questa agevolazione fiscale: prima le associazioni di categoria del settore, poi i sindaci e le Regioni, infine le commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. Anche su internet i si è avviata da tempo una mobilitazione per la conferma del 55%. Più recentemente lo stesso Governo, per bocca del sottosegretario all'Economia e alle Finanze, Luigi Casero, ha riconosciuto la bontà di questa misura di incentivazione che peraltro - secondo i dati diffusi dalla Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni - in 4 anni ha permesso un ritorno complessivo per il Sistema Paese di quasi 4 miliardi di euro superiore alla cifra non incamerata dallo Stato.
Si tratta di un provvedimento che ha reso possibile ai cittadini italiani di far eseguire interventi, spesso molto onerosi, di riqualificazione energetica delle proprie case contribuendo così non solo a evitare tonnellate su tonnellate di emissioni nocive in atmosfera, ma anche a diminuire la loro bolletta e far risparmiare al nostro Paese complessivamente circa 4500GW di energia. Gli incentivi hanno favorito lo sviluppo in questi anni del settore dell'efficienza energetica: gli interventi su finestre, caldaie, pannelli solari, ma anche soluzioni di isolamento termico delle pareti e dei tetti hanno reso possibile alle aziende più innovative e dinamiche del settore dell'edilizia di continuare a lavorare e crescere anche in questo momento di crisi. Senza la conferma del 55% il prossimo anno, il solo comparto dei serramenti si ridimensionerebbe di circa 1 miliardo di euro (dati UNCSAAL).
Non solo: le modalità di trasparenza nei pagamenti, e di rendicontazione all'ENEA hanno garantito da un lato l'emersione di migliaia di rapporti economici, in un settore ancora caratterizzato dalla presenza di ampie zone "grigie", dall'altro la contabilizzazione degli interventi in vista dell'obbiettivo di risparmio energetico fissato dal Piano d'Azione nazionale (42.000gw entro il 2016). Gli obiettivi europei di sostenibilità saranno molto difficilmente raggiungibili senza la conferma e la rimodulazione della detrazione del 55%.
Per queste ragioni chiediamo che uno dei suoi primi atti da Ministro alle Attività produttive sia la proroga delle agevolazioni del 55%.

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