Posto fisso

Dear ministro Fornero e ministro Cancellieri,

e p.c. vice ministro Martone e ex-ministro Brunetta,

è da un po' di tempo che mi frulla per la testa di scrivervi e c'è un accumulo di pensieri tra l'orecchio destro e quello sinistro che ormai non so più dove metterli e questa notte vorrei dormire e non girarmi nel letto come la punta di un trapano.
Detta qua in modo papale papale ed a livello personale, (mi) avete rotto gli zebedei!
A titolo personale mi sono strarotto di sentirvi parlare di "bamboccioni" "sifgati" "cambio di mentalità" di "apertura mentale" e se penso a quello che mi aspetta tra pochi mesi potrei scoppiare a piangere seduta stante.
Perché non sapete nemmeno quello che dite né conoscete le tematiche per le quali siete stati incaricati. Un consiglio semplice e banale e molto umile sarebbe quello di informarsi prima di far prendere aria alle vostre ugole, se volete evitare di venire soffocati dalle vostre stesse stronzate e dalle palate di merda che da più parti ineluttabili vi arriverebbero addosso. E' assurdo ma al contrario di voi io vi capisco!
Voi non siete mai stati nella nostra posizione. Ma grazie alla vostra adesso non dovete arrogarvi il diritto di sentenziare su qualsiasi argomento soprattutto se non vi compete soprattutto se siete abituati a vivere sotto quella campana di vetro che vi mantiene e vi protegge.
Mi viene in mente quel mona che poco tempo fa disse che "la crisi non esiste perché i ristoranti sono pieni". Difficile vedere la nebbia da una certa altezza, dalla vostra posizione non si può che essere baciati dal sole splendente.
Per carità voi magari i vostri privilegi ve li siete anche sudati e meritati ma grazie a voi ne hanno beneficiato i vostri figli che ora hanno carriere luminose di qua e di la nei vari CdA e sono seduti una volta ogni tanto nelle cattedre delle più prestigiose università del mondo, magari grazie alla  loro (o vostra?) "ottima capacità di attrarre fondi di finanziamento per la ricerca" (invito a leggere qui per capire le sue capacità)
Però adesso mi sento io coglione perché questa situazione è anche colpa mia avendo contribuito ad eleggere il precedente governo che ci ha condotto a quest'altro che adesso è costretto a prendere "misure non gradite dalle quali si otterranno benefici".
Guarda un po', voi sparate cazzate e io mi sento coglione. Se questo non è  un mondo buffo cos'è? L'Italia forse?
E mi sono rotto le palle di sentirmi coglione a di sentirmi preso per il culo da persone che non sanno nemmeno quello che dicono né danno l'impressione di volerlo sapere. Bel coraggio comunque. Ma poco apprezzato.
Perché se sapeste davvero allora evitereste certe uscite ridicole. E forse scansereste anche la rogna di risolvere (?) le cose.
Per esempio?
Comodi, perché ho le scarpe piene di sassi (parafrasando Jovanotti).
Non si può chiedere solo a noi lavoratori di cambiare mentalità e di non pretendere il lavoro vicino a mamma quando la benzina è prossima a 1,80 euro/litro e il diesel è a cavallo di 1,70 euro al litro e sono le aziende che richiedono la residenza del candidato nel raggio di massimo 20 km dalla sede di lavoro.
Secondo voi allora chi deve cambiare mentalità?
Perché se uno è disposto a farsi 50 km al giorno tra andata e ritorno (1.110 km al mese, lascio a voi i calcoli del costo della benzina) è anche giusto che chieda una adeguata remunerazione che comprenda la strada da percorrere e la pausa pranzo, ma le aziende non accettano personale non autoctono, perché oltre a volerlo iperspecializzato competente capace di parlare 9 lingue e di cambiare le coincidenze di treni ed aerei al suo capo impedito lo vuole anche a pochi chilometri dall'ufficio. Praticamente un cinese rinchiuso in un laboratorio.
Quindi, sorpresa! Cari ministri e viceministri ed ex-ministri, non sono i lavoratori a pretendere un lavoro attaccato alle cottole della mamma ma il contrario ovvero, sono le aziende a richiedere manodopera a zero chilometri (di qualsiasi impiego si tratti, da quello impiegatizio a quello manuale), così può offrirle una paga più bassa e sperare che rimanga in ufficio di più a fare qualche straordinario (non pagato o solo in parte, l'altra in nero) che tanto abita vicino.
Non ci credete? Toh allora:

Non ci si può giustificare dietro alla scusa che questa è una ricerca per un operaio, perché non possiamo essere tutti quanti Brand Manager o ingegneri informatici/progettisti. Anche perché, toh:

Che in quest'ultimo caso, metti che il neo laureato di Mattinata (FG) risponda alla ricerca specificando la sua disponibilità al trasferimento, temo per lui che la sua richiesta venga cestinata perché comunque troppo distante da casa, perché comunque chiederà giorni di permesso per tornare a casa.
Quindi, secondo voi, chi deve cambiare mentalità tra le due parti: chi è pronto ad accettare di trasferirsi per con una possibilità (nemmeno la promessa, per quanto possa ormai valere) di assunzione monotona oppure chi frigna per una prestazione low cost?
Con gli stipendi che ci sono al momento è difficile permettersi un appartamento e altre spese necessarie per vivere. E che "l'Italia si colloca all'ultimo posto tra i paesi Ue per le risorse destinate al sostegno del reddito, alle misure di contrasto della povertà o alle prestazioni in natura a favore di persone a rischio di esclusione sociale" lo dice l'Istat e non Giamburrasca. E lo ha ribadito di recente.
Potessero i giovani operai o i neo ingegneri (anche quelli sfigati di 29 anni) di Trebaseleghe o Napoli che siano, andrebbero di corsa a lavorare per la Lotus in quel buco di culo che è Hethel (446 abitanti e 10 pecore, a 16 km da Norwich che fa 127.600 persone, a 92 da Cambridge con poco più di 100.000 abitanti, mica metropoli cosmopolite), solo perché è in Inghilterra e perché, soprattutto, dell'Italia e di voi politicanti, ne hanno piene le palle. 
Tra l'altro, tengo a sottolineare che non parlo solo per la gente di nazionalità italiana e con il mio stesso colore di pelle: lo stipendio di un operaio immigrato è inferiore di quello di un italiano. Così come quello di una donna è più basso di quello di un uomo. Non va bene così. Perché si creano discriminazioni e disagio e alti costi sociali - che ricadono sui cittadini - e chissà in cosa potrebbero sfociare di pericoloso.
Sono i giovani italiani i primi a voler uscire di casa. Voi tanto per cambiare arrivate sempre dopo. Ma glielo dovete permettere. Ci dovete permettere di avere una famiglia! 
Perché le nostre rappresentano l'unico sistema sociale che sta ancora in piedi (mica ovunque) e ci permette di vivere. Per ora. Non il vostro welfare. Ma il nostro.
Oppure, dovremmo rassegnarci a trovare le amicizie giuste per trovare lavoro.

Il posto fisso è monotono? Può esserlo anche quello a termine se è per quello. Ma credo di capire cosa volesse dire Monti ed in parte gli do ragione. Scrive un ragazzo che a quasi 10 anni dalla laurea ha messo il piede in più aziende che la lingua in bocca a più ragazze e che in quasi 10 anni ha trovato un solo contratto a tempo indeterminato cambiandolo dopo pochissimi mesi perché... era noioso e per niente stimolante!
Posso dire di essermi messo in gioco e di aver accettato la sfida più volte. L'ho sempre detto che sono avanti. Un avanguardista insomma!
Dall'altra parte ci sono persone che non si mettono in gioco e tengono il solito lavoro per sicurezza, senza affrontare nuove esperienze nuove persone nuove attività. Non è il loro lavoro ad essere monotono. Ma sono queste persone.
Senza turnover, non c'è un vero mercato del lavoro.
Così, ci sono persone che portano in giro surgelati dopo una laurea (qualcuna anche due) un master all'estero e sanno parlano tre lingue e pure cambiare le coincidenze di treni ed aerei... perché sanno parlare troppo bene la lingua oppure non sono madrelingua (giuro, non è una esagerazione!).
Voi tecnici lo sapete che senza posto fisso ci sono delle conseguenze negative che non permettono all'individuo di svilupparsi ed a cascata viene penalizzata l'intera società?
Infatti, senza posto fisso:
- le banche non ti fanno un mutuo per acquistare una casa (ti viene negato perfino un pc da M3d14 W0r1d!)
- non possiamo permetterci la spesa fissa di un affitto (devo spiegare perché? no vero!?)
- il matrimonio e fare figli diventano scelte azzardate (invece che naturali conseguenze)
- la gente s'incazza sentendo le lamentele di Bagnasco riguado le nascite zero e non va più in chiesa
Non c'è la minima possibilità di pensare ad un progetto di vita.
Io sto anche dalla parte di Monti, ma quando leggo che lei, ministro Fornero, dice di voler far pagare di più il precariato (bello il soprannome di "flessibilità", butta fumo negli occhi agli stupidi) allora mi vien da pensare che il governo per far spazio sulla stessa barca voglia far scendere tutti! E così non va bene per niente!
Perché così si tengono il lavoro, monotono oppure a tempo determinato ma molto ben pagato, solo i figli di papà e mamma.
Ci sto anche con il lavoro flessibile, però deve essere ben pagato: so che in Inghilterra, al contrario di quello che succede in Italia, il contratto a progetto a differenza di quello a tempo indeterminato, viene pagato molto di più perché non prevede gli stessi privilegi (malattia, gravidanza, ferie pagate etc.).
Va bene un contratto a termine, ma di almeno 2 anni e ben remunerato altrimenti le banche nemmeno mi aprono le bussole.
Vi dico che mi va bene per due motivi: 
- perché se lavoro bene ed il mio superiore o il mio datore di lavoro (in Veneto è preponderante la seconda figura, qui da noi c'è la paron-management) è contento di me, mi rinnoverà il contratto ed io non dovrò temere. Anzi.
- Saranno loro a dover temere una mia possibile intenzione di cambiamento, mettendo in pratica le parole del premier Monti che ci esorta a metterci in gioco. Tié!

Un'altra cosa che mi preoccupa è la parola "licenziamento" che sento ripetere troppo spesso sia dai ministri che da quel genio di presidente di Confindustria della Marcegaglia fino ai rappresentanti di tutte le sigle sindacali esistenti in Italia.
"Bisogna garantire chi perde il posto di lavoro perché l'azienda che deve ristrutturarsi ha il diritto di licenziare".
Chi cazzo l'ha detto non me lo ricordo, forse lei ministro Cancellieri, ho fatto una ricerca su internet ma non l'ho trovato, se lo scopro lo metto nei commenti oppure invito chiunque a farlo.
Ma, facciamo due conti: intanto quante sono le aziende in Italia che si trovano in queste situazioni. Ammettiamolo, quanti illuminati imprenditori stanno cercando di vendere la fabbrichetta messa su dal papi perché sono incapaci di amministrarla (volutamente arrogante, me lo si conceda per favore) a gruppi o fondi esteri che porteranno la produzione all'estero? Così tanti?
Però, dear ministro Fornero e dear ministro Passera, se si licenziano 4 persone e se ne assumono anche 3 (magari con contratto a t. d.), stando ai miei umili calcoli questo non è il modo di creare occupazione o, se volete, abbassare il tasso di disoccupazione! Eccheccazzo!
Come dicono i migliori economisti e giuslavoristi di Harvard, è facile fare le riforme col culo degli altri!
Con l'articolo 18 andiamoci piano.
Su una cosa sono d'accordo e che mi chiedo fin da quando ho memoria dei primi scioperi delle tute blu: perché ci sono così tanti contratti di lavoro? Metalmeccanico, chimico, alimentare, tessile.... se uno fa l'impiegato o l'operaio per una cioccolateria o in un'acciaieria, rimane sempre impiegato o operaio o mi sfugge qualcosa? Oppure abbiamo troppi sindacalisti a posto fisso da sfamare?

Chiudo con questa immagine eloquente:

Spero di dormire in pace senza girarmi facendo i salti come un'orca assassina.

PS: Prima dell'ex ministro Brunetta, a prendersela coi "bamboccioni" è stato l'ex ministro dell'economia, Tomaso Padoa Schioppa (il primo di centro destra, l'altro di centro sinistra. Chissà cosa li divide!?). Defunto. Per questo motivo non ho indirizzato le mie parole anche a lui. Evidentemente, le maledizioni gli sono arrivate alla fine. Poi che sia il primo caso di cognome-sentenza/premonizione è un altro paio di maniche! Con tutto rispetto.





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