Loosing my religion



L'ho letto ieri sera sul Televideo. Sono stato colpito dall'indice della pagina della cultura che rimandava alla pagina 165, dove sono subito andato (questo qui invece è il link all'annuncio ufficiale sul loro sito).
Così, all'improvviso, senza alcuna anticipazione, a freddo. Ecco col senno di poi il mancato tour dopo il loro ultimo album poteva destare qualche dubbio ma non potevo immaginare fino a questo punto. Anche il titolo poteva essere premonitore: “Collapse Into Now” poteva dare qualche messaggio subliminale. 
Non potevo immaginare però che i R.E.M. si sarebbero sciolti.
Non potevo pensare però che il Rapid Eye Movement si sarebbe fermato.
Ma, come ha scritto lo stesso Michael Stipe, “tutto ha una fine”
Certo nel corso degli anni mi ero immaginato che prima o poi i R.E.M. si sarebbero sciolti. Un colpo forte l'hanno preso quando il batterista Bill Berry ha dovuto abbandonare il gruppo dopo l'aneurisma. Però Stipe, Peter Buck e Mike Mills non hanno mollato proseguendo per la loro strada.
Ci sono rimasto male. Ammetto che non mi sono addormentato facilmente.
Certo non  mi mancheranno nel senso che posso sempre contare sulla loro musica però c'era sempre l'attesa del nuovo lavoro. Un po' come aspettare un vecchio amico che torna da un lungo viaggio.
Quante sere adolescenziali ho passato in camera mia a leggere scrivere in mezzo alla nuvola d'incenso pervasa della loro musica. Quante Nightswimming passate a farmi le paranoie o a sognare con le loro canzoni.
Mi sento molto Bittersweet oggi. Credo che oggi Everybody Hurts parecchio e tutti abbiano un po' Loosing My Religion. 
Rimango le loro canzoni, eccome cazzo, a farmi sentire tutta l'Electorilite della vita, insieme a tanti milioni di Shiny Happy People, che per qualche volta sono stati Man On The Moon.
Ho visto tre loro concerti: a Padova una sera torrida di luglio 2003, a Bolzano in una gelida serata in una palazzetto di freddi tedeschi nel gennaio 2005 e poi una buona serata di luglio a Milano nel 2008. 
Tutti concerti emozionanti con uno Stipe strepitoso sul palco. Ogni concerto una storia, anche personale, diversa.
La musica accompagna la mia vita da quando ho iniziato ad ascoltarla. È una buona parte di me. 
I gruppi i cantanti vanno. 
La musica rimane insieme ai ricordi ad essa collegati.
Come quella scena di due amici che cantano a squarciagola  nella notte saltellando abbracciati stonati ma felici e chissenefrega.
E non ci resta che ringraziarli. Per esserci sentiti co-cospiratori insieme a loro.
That was just a dream.
Aspettando la prossima Wake Up Bomb.

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