X-Factor 2010 - puntata #12 - Semifinale

Non avrei mai pensato di seguire una serie di X-Factor come quest'anno. Tutto è iniziato per caso una sera guardando le selezioni perché c'erano Elio e Ruggeri e perché alcuni degli aspiranti concorrenti erano davvero fuori di testa e con una impressionante stima di se stessi.
Così sono arrivato a seguire tutti i provini perdendomi solo due puntate perché non ero a casa, finendo per fare le serate X-Factor trovandosi a casa di uno o dell'altro!
L'anno scorso ho seguito solo le ultime 3 o 4 puntate perché le vedevo dopo allenamento finché cenavo e mi piacevano Mengoni, Giuliano e le Yavanna, cioè i tre finalisti. Mentre quest'anno poco c'è mancato che non facessi come quando da bambino vedevo le partite di Coppa Uefa della Juventus appendendo le foto di Marocchi, Barros e Sergio Brio sulla parete attorno la tele!
Perché mi sono subito affezionato a Nevruz: è un artista vero con  una voce potente baritonale ma che riesce a spaziare anche sugli alti e ha dimostrato grandissime doti cantando brani di un'Italia che non se la ricorda nessuno. Ho iniziato a fare il tifo per lui perché oltre a ricordarmi Renato Zero degli inizi e Manuel Agnelli degli Afterhours, penso che il panorama musicale italiano abbia bisogno di un'anima come la sua e di un artista del suo genere, perché, bisogna ammetterlo, dei belli perfetti che piacciono alle mamme e alle zie e alla adolescenti ai primi caldi , almeno io, ne ho piene le palle!
E poi quest'anno i concorrenti in gara erano davvero bravi, il tasso di qualità era elevato e senza spiacermi per lei d'altra parte mi è spiaciuto che siano uscite presto le ragazze della Tatangelo mentre dei gruppi di Ruggeri quelli che sono usciti sono durati anche troppo.
Elio era quello che aveva il pacchetto più forte, con Emanuela che è già una professionista con una edizione di S. Remo in saccoccia, di Nevruz abbiamo già decantato e Nathalie che si dimostrata molto forte e tenace.
I bambini della Maionchi mi hanno rotto gli zebedei dopo mezz'ora della prima puntata! Basta, vi prego, ce ne basta uno solo! Per carità, Davide è bravo, bravissimo, però di quella specie li lasciamoli sfornare da Hollywood perché non servono alla musica italiana inoltre rischiamo di vedere le nostre fanciulle tramutarsi in ormoni con le tette impazzite (le fanciulle, non le tette, ci mancherebbe solo questo!) per un ciuffo e uno sguardo ben impostato...
Però Davide ci sa fare e sa già stare su un palco. Molti lo danno vincitore e mi ha dato fastidio ieri sera sentire che i giudici già parlavano di carriera, come se già sapessero. Per carità, non facciamo i verginelli che non ci sarebbe niente di scandaloso (mai fidarsi di un concorso col televoto), ma il loro modo non l'ho trovato corretto.
Però, se mai dovesse vincere lui, per favore, spero ascolti il suggerimento di Elio (che farà lo stupido per divertire, ma è tutt'altro!) cioè di non cantare tutto quello che gli viene proposto perché sa cantare bene tutto e di scegliere con attenzione. Perché una voce come la sua per le solite canzonette "io mi dilanio d'amore e tu non mi caghi di striscio" (senza nemmeno aggiungere un giustissimo "zoccola") è buttata via! Lo sento più adatto a canzoni tipiche del south rock, che manca davvero tra la musica italiana.
Il suo inedito infatti è proprio una di quelle canzonette guarda caso scritta da Francesco Renga. Vogliamo farlo crescere male il bocchia?
Sarò sensibile ai temi trattati ma gli inediti di Nevruz e Nathalie mi sono piaciuti duro!
Quello di Nevruz è molto bello e senza alcuna ragione lui lo trovo perfetto per il testo. Forse perché il titolo, "Tra l'amore e il male", è un po' come la sua descrizione fatta da Elio: tra il baratro e il successo. Forse perché quelle parole così amare scritte da Bungaro (sua anche la canzone di Mengoni, spero porti bene!) Nevruz le ha interpretate come sa fare! Forse perché Nevruz appare un po' sbruffone negligente, ma la sua anima è di quelle dolci che ha già sentito il gusto della fiele sull'amore (cit.).

Nathalie mi ha fatto fare un salto al cuore: è stupendo che una persona abbia l'opportunità di cantare una canzona scritta da se stessa. La sua "In punta di piedi" è un testo intimo che scopre la sua tenerezza in un'altalena di sentimenti perduti e ritrovati tra pezzi di vetro (cit.) e letti felici, fredde stanze e forti calori (cit.).
Si era presentata con una voce alla Janis Joplin o Gianna Nannini, ha terminato cantando la sua canzone con una voce morbida, appena graffiata da quella ruvidezza iniziale.

Una canzone che resuscita quella parte di noi che ognuno ineluttabilmente perde dopo un po' se non ha la voglia di fidarsi e di affrontare cammini difficili. La vedevo cantare felice e sicura.
Se non vince Nevruz posso accettare solo la sua vittoria.
E viceversa.
All'altro, una bella pacca sulle spalle d'incoraggiamento e il rinnovato consiglio di Elio.
E per non smentirsi, si sta già pensando al menù per la finalissima di martedì prossimo, attesi ospiti in casa. Se poi ci sono anche i Take That al gran completo, diobono sarà un seratone imperdibile!!!
Adesso vado a cercare su Google le immagini di Nevruz, Nathalie e Elio...

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