Incrocio l'incrociabile e in culo la balena!

L'annuncio era quello. Ma dovevo prepararmi bene.
Lettera di presentazione, civì. Un articolo che ho scritto due (già due?) anni fa e un pezzo di fantasia a corredo della mia candidatura non fanno male. Leggo e rileggo. Attenzione ai dettagli. Correggo e rimodifico. Stampo. E porto a destinazione.
Suono al citofono mi risponde una bella voce femminile. Dico che porto me stesso in formato cartaceo dentro una cartellina di plastica. "In fondo al cortile a destra" mi indica. Dietro quella parete imponente si apre un bel cortile alberato ordinato razionale sul quale si affacciano diverse vetrate ampie.
Salgo, saluto, mi presento, spiego, non c'è tempo al momento leggeranno e in caso mi richiameranno. Ma non importa l'importante è avergli fatto avere il mio. Saluto e esco. Chiudere la porta.
La giornata è fresca soleggiata di inizio primavera con le pm10 al solito livello fuorilegge ma sembrano quasi polveri magiche. Non so come mai annuso questo senso di positività! Forse girare per la città in scooter mette di buon umore!
A settantacinque metri da casa suona il cellulare... proprio nel tratto di strada più squallido. Lo passo - non smettere! -, accosto - guai a te se smetti! -, "Pronto?" dico ancora col casco in testa solo per far sapere dall'altra parte che ci sono senza sentirne voce, "Pronto?" ripeto leggendo NUMERO SCONOSCIUTO sullo schermo e pensando "Eccoli! Grande!!". 
Sono sul ciglio della strada, subito dopo la curva in salita che porta a casa mia. Se arriva una macchina non fa a tempo a scansarmi e mi stira. Ma passa solo dall'altro senso una sferragliante macchinetta che da mesi scava in diversi punti del quartiere, tanto per facilitare la comunicazione. "Sì, chi è scusi?" e mi risponde la bella voce del citofono. Il cuore parte in terza a pieni giri affiorando sulla pelle.
Mi dice che stanno cercando un collaboratore interno e full-time per la loro redazione, mi chiede se per me va bene.
Strabuzzo gli occhi fino a farli uscire dalle loro orbite grandi come un uovo alla coque. Magari me lo spiegheranno meglio quando ci incontreremo, ma SAREBBE IL MIO SOGNO! PORCA MIGNOTTA! (questa esclamazione non l'ho detta, era il significato del punto esclamativo che la precede, è solo una nota di colore a corredo di quello che sto scrivendo anche se avrei molto voluto!).
"Ah, bene! Allora possiamo vederci lunedì alle 15.30?" Fatto! D'accordissimo, va benissimo, liberissimo! 
Sono pervaso da una sensazione di gioia mista incredulità. Vorrei svenire cadere a terra estasiato schiacciato dal peso dello scooter ecchissenefrega! 
Ci vediamo lunedì pomeriggio! Sono già teso non vedo l'ora! E' quello che voglio fare!

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