Felicità

Questa mattina mi sono svegliato nel posto più bello del mondo.
Come ogni tanto mi capita.
Dove vorrei svegliarmi più spesso e in un futuro vicino.
La musica ci ha detto con le sue diverse melodie che un nuovo giorno stava iniziando e abbiamo lasciato andare avanti l'avvertimento rimanendo coperti nel caldo riparo del piumone.
Mi sono girato e lei era di fianco a me.
La cosa più bella che posso vedere appena si schiude un nuovo giorno.
I suoi dolci occhi chiusi in un viso sereno. Il suo respiro tranquillo. Non so se stesse ancora dormendo.
Avrei voluto accarezzarla ma non ne ho avuto il coraggio per non disturbarla qualsiasi cosa stesse facendo.
Ho alzato piano le tapparella e la luce è entrate lieve annunciando un tenue giorno di dicembre.
Quando sono tornato indietro mi stava guardando. I suoi capelli color miele le incorniciavano in maniera disordinata il viso confuso.
Sono passare più di 16 ore e ho ancora la sua immagine che mi balena davanti gli occhi.
Il suo sguardo. Ancora in preda al sonno mi sorrideva profondo e dolce.
Sono rimasto impalato in piedi in mezzo la stanza. Desideravo fermare li il tempo per ammirarla come si ammira un dipinto rapito dalla sua bellezza che ti fa tremare e che ti fa dire "non riesco a credere di poterlo vedere di avercelo davanti!".
Mi vengono in mente gli occhi delle bambole di ceramica: penso che chi li disegna si ispiri agli sguardi delle donne turgidi di riflessi di passione e desiderio.
Volevo abbracciarla stringerla piano per non stropicciarla ma dentro di me la commozione mi bloccava facendomi fare l'opposto di quello che volevo come sempre.
Le ho baciato leggermente la guancia morbida e candida che ancora sapeva di sonno fresco.
In un istante mi sono ritrovato felice.
Sono sceso a preparare la colazione.
Come vorrei fare più spesso e in un futuro vicino.

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